Tutto si risolve in Paradiso: Papa Francesco cestina il Purgatorio

Non commentiamo mai le Udienze del mercoledì, perché tutto sommato rimangono sempre sul filo accettabile delle riflessioni anche personali, ma questa volta no! Alla vigilia, possiamo dire, di Ognissanti dove ricorderemo la gloria già raggiunta  e perfetta di tutti i Santi in Paradiso, e del 2 novembre in cui ricorderemo i nostri Defunti specialmente quelli di cui ancora non sappiamo con certezza la sorte, se sono in Purgatorio… e per questo preghiamo per loro e speriamo per loro, Papa Francesco “cancella” il Purgatorio.

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Dal federalismo dottrinale alla devolution liturgica. Papa Francesco rompe con i suoi 265 predecessori

Aiutiamoci a capire cosa sta accadendo. La Liturgia cattolica cambierà, verso una “torre di Babele” (decentramento), contro l’insegnamento della Tradizione nella Chiesa che si espresse inequivocabilmente in tutti questi secoli.

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Caro Galantino, lasci stare lo Spirito Santo e vada a zappare!

Al monsignore non bastavano le super-cazzole, adesso ha pure bestemmiato.

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I dubia di Padre Cavalcoli a Scalfari e al Papa

Cari Amici lettori, chi vive nella Chiesa e cerca di mettere in pratica gli insegnamenti, sa che nonostante i momenti di serio contrasto tra fratelli e sorelle, alla fine in molte cose ci si intende molto più di quanto non si possa pensare.

E’ il caso dell’ultimo articolo del teologo domenicano Padre Giovanni Cavalcoli a riguardo della situazione Scalfari nei suoi rapporti con il santo Padre Francesco e ciò che poi scrive sul suo giornale a riguardo degli incontri privati. Quanto emerge dalle riflessioni di Padre Cavalcoli sono considerazioni molto forti, con tutta una serie di domande, molto sofferte, che condividiamo.

Ci piace questo reale e doveroso modo usato dal Padre Cavalcoli che ci richiama, giustamente, a quell’amare il “Vicario di Cristo in terra”, senza per questo dover rinunciare a farci delle domande serie. Spesse volte abbiamo specificato che pur riconoscendo una forte dose di provocazione nei nostri editoriali, questo non inficia il nostro affetto filiale verso il Papa. Forse risultiamo essere poco rispettosi, per chi legge soggettivamente, del resto siamo laici e non religiosi-consacrati, ma oggettivamente pensando, parlando e scrivendo, ciò che ci spinge è l’affetto filiale e non certo una dichiarazione di guerra.

Cerchiamo di evitare ogni genere di tifoseria ed ogni nomignolo tanto in voga in campo ecclesiale, ci riteniamo piuttosto, come disse ed auspicò Benedetto XV citando il Simbolo di S. Athanasio: “Vogliamo pure che i nostri si guardino da quegli appellativi, di cui si è cominciato a fare uso recentemente per distinguere cattolici da cattolici; e procurino di evitarli non solo come «profane novità di parole», che non corrispondono né alla verità, né alla giustizia, ma anche perché ne nascono fra i cattolici grave agitazione e grande confusione. Il cattolicesimo, in ciò che gli è essenziale, non può ammettere né il più né il meno: «Questa è la fede cattolica; chi non la crede fedelmente e fermamente non potrà essere salvo»; o si professa intero, o non si professa assolutamente. Non vi è dunque necessità di aggiungere epiteti alla professione del cattolicesimo; a ciascuno basti dire così: «Cristiano è il mio nome, e cattolico il mio cognome»; soltanto, si studi di essere veramente tale, quale si denomina” (Ad Beatissimi Apostolorum, 1° novembre 1914)

Con queste parole vi lasciamo ora alla lettura dell’articolo presentato, ringraziando Padre Giovanni Cavalcoli O.P. per le molte riflessioni che ci lascia.


Quel canuto pagliaccio di Eugenio Scalfari continua ad offendere il Sommo Pontefice, mentre la Santa Sede continua a tacere, anziché smentire.

Giovanni Cavalcoli, O.P.

È nostro sacro dovere difendere il Successore di Pietro, al quale è richiesto di essere maestro di sapienza e di prudenza. Noi possiamo anche smascherare i giochi di Scalfari, ma non possiamo omettere di prendere atto che il Santo Padre si manifesta a volte imprudente. Se non ammettessimo questo, un esercito di fedeli smarriti, feriti e addolorati, ci porrebbe questo quesito al quale non sarebbe facile rispondere: ammesso che Scalfari affermi e scriva scempiaggini attribuite al Santo Padre, chi è che lo riceve e che ci parla, se non il Santo Padre stesso? E dopo che Scalfari ha fatto certe sparate, come mai, i competenti organi informativi della Santa Sede, non lo smentiscono? E rispondere a un simile quesito, non è purtroppo facile.

Per leggere l’intero articolo cliccare qui.

Non un nuovo catechismo, ma il commento del Diavolo al Catechismo

Attenzione: oggi non è  uscita una nuova versione del Catechismo della Chiesa cattolica, ma un nuovo commento teologico — di matrice diabolica — che ne modifica i contenuti dottrinali.

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Pena di morte e Stato Pontificio, il subdolo attacco di papa Francesco alla Chiesa “del passato”

Perché si vuole separare lo Stato Pontificio dalla Chiesa Cattolica?

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Superpope che cosa non si fa per il dio danaro!

Superpope: una maglietta ufficiale per la carità del Papa, non è il nostro titolo, ma di Radio Vaticana che cura l’immagine e il marketing papale, vedi qui.

Intendiamoci non siamo scandalizzati per la presunta idea divertente, lo scandalo è ben altra cosa e di ben altro spessore, qui ci troviamo davanti ad una vera pagliacciata, alla comicità, alla trasformazione del papato attraverso l’uso dell’immagine che più piace e diverte, e questo sì che comincia a diventare lo scandalo.

Tra l’altro c’è da dire, che questa immagine, è già pubblica e stampata sulle magliette da diversi anni, dal 2014 quando, dopo la sua rimozione e per la quale Papa Francesco la ritenne “una offesa”, si è fatto a gara per non far sparire completamente il nuovo Papa supereroe. Ciò che cambia ora è l’ufficialità, possiamo dire il copyright per eccellenza, ora i proventi della vendita appartengono di diritto all’obolo di san Pietro, alla carità del Papa che, in fondo, ci rimette ben volentieri la faccia.

Altresì evidente che, per ricorrere ad un simile espediente, tale Obolo deve essere in caduta libera! Altrimenti non si spiegherebbe questa caduta di stile a meno che…. e qui diventiamo davvero provocatori, a Radio Vaticana sono molto più avanti di noi che non abbiamo capito ancora nulla: il papato è cambiato, da San Pietro crocefisso a testa in giù, al superpope vincitore delle rivoluzioni….

Viganò risponde così: “Perché in un contesto di un mondo in cui tutto è gridato, tutto è grigio, tutto è arrabbiato, il tratto che fa sorridere e riporta un po’ di gentilezza è veramente un antidoto a questa cultura dell’urlo e delle rivendicazioni.”

Insomma il superpope è colui che ci salverà da una informazione che non fa altro che riportare, però, la verità dei drammi del nostro tempo. Vien da dire – con tutto il massimo rispetto a Benedetto XVI – “stupido Ratzinger che invece di farsi ritrarre in atteggiamenti da supereroe, ha fatto una Rinuncia con tanto di stile tradizionale, persino in latino… forse per non essere più complice delle derive della Chiesa…”.

Certo, questo lo pensiamo “noi”, ma provate a darci una risposta saggiamente diversa! Benedetto XVI, dice: “ho riconsegnato la Chiesa a Cristo, allo Sposo…” non pensiamo che si sia mai aspettato di vederla trafugare, questa Chiesa, dalle mani della “mafia san gallo“…. per trasformarla in una carnevalata, in una pagliacciata!

Sissignori, il Superpope ci salverà! Credeteci! Loro ci credono, vivono in un altro mondo, il loro. Infatti  a chi vede nel disegno del “superpope” una desacralizzazione della figura del Pontefice, il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione ricorda che “in fondo, Papa Francesco, fin dal primo momento si è presentato come un pastore, una guida che ha bisogno della preghiera del suo popolo, perché Dio lo possa benedire. Ha optato da subito per il tratto della prossimità, della vicinanza, alle persone. “

Scusate, ci sapreste spiegare il senso di questa frase, con il sospetto della desacralizzazione dell’immagine di un Pontefice per nulla chiarito? Cioè fateci capire, la figura del “nuovo pastore” è un Clown? un pagliaccio? un supereroe? Optare per la “prossimità” significa dileggiare l’immagine del Vicario di Cristo? Optare per la vicinanza alle persone (cosa che TUTTI i Papi hanno sempre cercato di fare) significa trasformare il pontefice in una vignetta da supereroe?

Ebbene, c’è sempre una risposta a tutto, ecco quella del Vaticano: “Papa Francesco è tornato spesso sul fatto che un musone non può essere cristiano“… e di conseguenza, da oggi, trasformiamoci tutti in Clown, in pagliacci, in fumetto… Non è rara l’immagine inventata dai gesuiti modernisti del CRISTO PIACIONE col pollice all’insù…. del resto è loro l’idea cinematografa – teatrale del 1973 “Jesus Christ Superstar”, clicca qui, anche qui e pure qui. Ma quante strane coincidenze!! E’ da poco passata la notizia che al Soviet dei Gesuiti dell’eretico Sosa è stato consegnato tutto l’ambaradam della Comunicazione papale del Vaticano, clicca qui, e già si vedono gli effetti, o dovremo dire la decadenza.

Ma dobbiamo segnalare qualcosa di strano…. il 14 marzo 2014, Papa Francesco rilasciò una intervista al Corriere della sera, ecco una domanda che si riferiva proprio a questo fumetto:

C’è qualcosa nella sua immagine pubblica che non le piace? Ecco la sua risposta:

«Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo. Il Papa è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti. Una persona normale» vedi qui il testo integrale.

Dovremo forse pensare due cose e delle due una, non si scappa: la prima è che Viganò&Company stanno facendo qualcosa che al Papa non è gradito; la seconda che di fronte alla convenienza dell’obolo papale, ogni scelta è lecita…. e quindi il Papa si è rimangiato la parola. Forse “prima” gli sembrava offensivo, ma ora che ci sarebbe da guadagnare non lo è più? Non si sarebbe potuto suggerire ai Cristiani in Medio Oriente di trasformarsi tutti in fumetto, magari i loro nemici gli avrebbero risparmiato la vita!

Parafrasando la litania ritmica del “chi non salta è…” ci viene da pensare, con brivido, che “chi non salta l’onda di questo pontificato….”, alle loro regole e non intendiamo quelle del Vangelo, non è cattolico, non è papista, ma un “cristiano triste” che, come tutti i Santi di cui conosciamo le storie, digiunavano, si nascondevano al mondo, si flagellavano e soffrivano perché la Divina Provvidenza, e non l’immagine fumettistica di un papa superpope, provvedesse alle loro opere inviando loro, spesse volte, cospicue somme di danaro per distribuirlo in vera carità.

Altri tempi, sì… ma non si dica che questi potranno essere più felici con il dipinto di un superpope! Sembra quasi, piuttosto, che non hanno più fantasia, neppure vera creatività, sembrano proprio privati del dono immenso dello Spirito Santo, che di fantasia ne aveva davvero tanta, come i Santi ci raccontano.

 

Per il cardinale Koch la “riforma” protestante fu cosa positiva

No! Eminenza, noi non siamo d’accordo, e neppure il magistero della Chiesa è d’accordo.

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Avanti, pueblo, alla riscossa! Il Manifesto sponsorizza Papa Francesco

Può un papa simpatizzare per il comunismo o addirittura essere comunista? No! Ma secondo il progetto dei gesuiti di Pedro Arrupe, l’ideale era “cattolicizzare il marxismo”, semplice!

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“Umanizzazione” dell’Eucaristia e la zuppa di mons. Zuppi

La mensa dei poveri nella cattedrale bolognese di San Petronio? Zuppa più succulenta per i nemici della Chiesa, per i nemici della Eucaristia, non poteva farsi, mons. Zuppi vince sicuramente il titolo di miglior Chef dell’anno, soprattutto per aver usato l’ingrediente più prelibato: l’umanizzazione dell’Eucaristia, al demonio non si poteva fare piatto più succulento di questo.

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