Ma il sacerdote non è già sposato con la Chiesa? Chi è che vuole la botte piena e la moglie ubriaca?

Gesù fu celibe proprio per dare l’esempio e la testimonianza di questo intreccio, legame  INDISSOLUBILE… e ha posto DUE SACRAMENTI: quello del Matrimonio fra l’uomo e la donna PER DARE LA VITA; e quello del sacerdozio ministeriale PER CUSTODIRE E FORMARE ALLA VITA ETERNA…

«Il celibato sacerdotale, che la Chiesa custodisce da secoli come fulgida gemma, conserva tutto il suo valore anche nel nostro tempo, caratterizzato da una profonda trasformazione di mentalità e di strutture. Ma nel clima dei nuovi fermenti si è manifestata anche la tendenza, anzi l’espressa volontà di sollecitare la Chiesa a riesaminare questo suo istituto caratteristico, la cui osservanza secondo alcuni sarebbe resa ora problematica e quasi impossibile nel nostro tempo e nel nostro mondo.

Noi dunque riteniamo che la vigente legge del sacro celibato debba ancora oggi, e fermamente, accompagnarsi al ministero ecclesiastico; essa deve sorreggere il ministro nella sua scelta esclusiva, perenne e totale dell’unico e sommo amore di Cristo e della consacrazione al culto di Dio e al servizio della Chiesa, e deve qualificare il suo stato di vita, sia nella comunità dei fedeli, che in quella profana». (Paolo VI – Lettera enciclica “Sacerdotalis Caelibatus”, 10 ottobre 1965)

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Orgia panteista in Vaticano alla dea madre, usando san Francesco d’Assisi

«Ma dove non c’è più verità alcuna, si può allora modificare qualsiasi criterio valutativo, e, in ultima istanza, dovunque fare in un modo e nell’esatto suo contrario. L’aver rinunciato alla verità mi pare il vero e proprio nucleo della nostra crisi odierna. Dove però la verità non offre più terreno solido, là anche la solidarietà comunitaria — peraltro, ancora tanto considerevole — finisce per sfilacciarsi, poiché anch’essa resta in ultima istanza senza radici. In quale misura, dunque, noi viviamo secondo l’interrogativo di Pilato, apparentemente tanto umile, ma in realtà così presuntuoso: « Ma che cosa è la verità? ». Proprio così, però, noi prendiamo posizione contro Cristo.» (Benedetto XVI – vedi qui ed anche qui).

Non ci sarebbe più nulla di cui stupirsi… tanto ci hanno “abituati” a “farlo strano” che forse non solo non ci  si scandalizza più (ed è un errore), ma si sente anche dire “e che male c’è??”… Un sincretismo religioso filo panteista è penetrato nelle comunità ecclesiali di alcune zone del Sud America già da molti anni, vedi qui cosa fecero i Vescovi per la nomina di un vescovo nel 2015… sincretismo religioso filo protestante anche all’interno del Vaticano non è, per la verità, cosa nuova… ma non così, non con “riti” naturalisti e con divinità pagane…

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Reti unificate: «La fedeltà al Papa ci impone chiarezza sulla fede»

Riportiamo da Chiesaepostconcilio, vedi qui, la professione di fede – in tutta chiarezza e fedeltà – del card. Burke e di Mons. Schneider, in modo che il Santo Padre possa inequivocabilmente rifiutare gli evidenti errori dottrinali dell’Instrumentum Laboris del Sinodo sull’Amazzonia

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Con Bergoglio ciò che è Bene diventa male e ciò che è Male diventa bene.

Dopo la stravagante uscita, di Papa Francesco, contro gli “aggettivi” per definire chi è e come deve essere un Cristiano, un Martire, la stessa Dottrina, o come non lo possa essere, vedi qui,  veniamo ora deliziati  dalle solite “interviste-confessioni” private (o lectio, sic!),  che egli solita elargire (troppo) abbondantemente e senza più alcun freno inibitore e remora, senza più prudenza, ai suoi “Compagni” Gesuiti nei vari viaggi apostolici come l’ultimo nel Madagascar.

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Nella chiesa di Bergoglio, anche per gli aggettivi cristiani, arriva lo spoglio…

La Chiesa è intransigente sui princìpi, perché crede, ma è tollerante nella pratica, perché ama. I nemici della Chiesa sono invece tolleranti sui princìpi, perché non credono, ma intransigenti nella pratica, perché non amano (R. Garrigou-Lagrange)

Cominciamo subito con il chiarire che, quanto segue, non intende assumere il ruolo del professore di italiano e dunque non si intende correggere papa Francesco nel suo uso – e consumo – della lingua italiana… Tuttavia essendo stato proprio Bergoglio ad aver fatto una lezione di “grammatica cristiana” e ad averci offerto il tutto su di un piatto d’argento, riteniamo doveroso intervenire per salvare certi aggettivi dall’impietoso e –  regal-papale – abbattimento.

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Nella chiesa di Bergoglio, si premiano i preti con l’imbroglio…

In diversi editoriali abbiamo già discusso a certo “imbroglio”, vedi qui: Nessuno avrà mai risposte da Bergoglio: nel gesuitismo modernista l’imbroglio – ed anche qui: Paglia, Pannella e Bergoglio: la frittata dell’imbroglio…  ed “imbrogliare”, ossia, confondere qualcosa in modo da alterarne la disposizione o l’andamento regolare, essere fin anche di ostacolo, intricare… sembra essere lo sport preferito tipico del gesuitismo modernista (basta ascoltare certe affermazioni del generale Arturo Sosa) e, principalmente oggi di un Papa che è gesuita. A Bergoglio piace confondere… del resto ha espresso per ben due volte che lui non ama chi non ha mai avuto DUBBI, salvo poi distruggere chi ponesse dubbi sul suo magistero… e del suo modo di operare. Si legga qui: Papa Francesco firma un nuovo dogma: quello del dubbio!  –  ed anche qui: Quei dubbi malsani della fede di papa Bergoglio

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La parabola del “buon Giorgio Mario”

«Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i Cristiani oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva» (Giovanni Paolo II, da L’Osservatore Romano, 7 febbraio 1981)

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Se la Chiesa è illuminata dal Cristo, allora non può produrre ombre…

“Anche l’alba proietta ombra” – sibilò il crepuscolo. “Ma da un’altra parte” – spiegò l’alba. (Stanislaw Jerzy Lec)

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Un Sacerdote risponde al Papa: Voi ci disprezzate e non ci amate!

A seguito delle parole di Bergoglio, alla conferenza “aerea”… che abbiamo trattato qui: Papa Francesco: “mi piacciono le critiche; non temo gli scismi…”, il re delle contraddizioni… segue una risposta breve, ma dolorosa, di un sacerdote che si occupa proprio del settore dei Media. E’ vero che Gesù ci ha insegnato a porgere l’altra guancia, come del resto ha fatto Lui stesso e continua a fare, contro chiunque Gli si accanisce contro, tuttavia è bene ricordare che Gesù per due volte rispose – durante il penoso e falso processo – rispose a Pilato, ma ancora prima diede una risposta secca al soldato che gli diede uno schiaffo:

«Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv.18,19-23)

Ricordiamo che questa non è la prima – e non sarà neppure l’ultima – di una lunga serie di Lettere e richieste di GIUSTIZIA a Papa Francesco (si legga qui in molti editoriali curati da Aldo Maria Valli; o potrete cliccare nella nostra sezione delle Lettere), a causa del suo personale atteggiamento disprezzante nei confronti di un Clero che accusa di rigidità, offende senza mai incontrarsi con i soggetti, come è dimostrato anche dal caso di Padre Stefano Maria Manelli, ancora “agli arresti domiciliari” senza una colpa, senza mai essere stato convocato da lui….

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Papa Francesco: “mi piacciono le critiche; non temo gli scismi…”, il re delle contraddizioni.

“Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle…”

Papa Francesco rientrato dal Viaggio apostolico in Mozambico, ha rilasciato l’ennesima intervista (conferenza stampa) per la quale, al momento, non c’è un testo “ufficiale” e non c’è il video integrale e perciò dobbiamo affidarci all’amico e confidente del Papa, Scalfari con la sua “repubblica” che, a quanto pare, deve aver avuto il nulla osta avendo pubblicato (integralmente?) l’intervista qui. L’intervista è durata più di un’ora…. e i temi toccati sono stati diversi. Le maggiori testate hanno trattato la frase sullo SCISMA… a noi, lo confessiamo, è interessato di più il tema della CRITICA. I due argomenti sono le facce di una medesima medaglia.

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