Cari Vescovi: mi sono salvata perché in passato il mio peccato veniva condannato

Non so se qualche vescovo e sacerdote potrà leggere questa testimonianza. La mia preghiera è che ne prendano atto e si attivino al più presto per salvare le Anime dalla dannazione eterna, dicendo loro la verità, nient’altro che la verità. Che si attivino per aiutare le anime ad uscire dallo stato di peccato, che ci aiutino a percorrere il viaggio in questa valle di lacrime. Non chiedo nient’altro che di essere salvata e liberata dai peccati di cui siamo schiavi e ci affliggono, da quell’operare l’iniquità che ci separa dal buon Gesù, offendendo la dolcissima Madre, Maria, Giglio di purezza e di sublime castità.

Cari Amici, ci è stato chiesto di pubblicare questa “Lettera-confessione” per aiutarci a comprendere la grave situazione in atto e per supplicare i Vescovi , il Clero, il Papa stesso, a “non accompagnare le Anime verso l’inferno“, dopo i fatti di questi giorni, cliccate qui.

E’ una Lettera-confessione molto delicata per l’argomento trattato, da ciò che leggerete comprenderete il motivo dell’anonimato. Oggi si è costretti, per prudenza e per difendere la propria famiglia, ad operare come fossimo nelle catacombe, chiediamo perciò rispetto e comprensione a chi sceglie di non firmarsi non tanto per difendere se stessi, ma coloro che sono – a queste persone – familiari. A noi, nomi e cognomi, vengono comunicati anche indirizzi e telefono, perciò non sono persone anonime, abbiamo a che fare con Anime che soffrono.

Preghiamo per queste persone, che sono tante, e ringraziamole per il coraggio della propria testimonianza! Grassetti e link sono stati messi da noi.


 

Ciao Redazione di Cronache di papa Francesco, è da tempo che vi seguo e cerco di scrivere una lettera non tanto per rivendicare qualcosa, ma per confessare i miei peccati e come sono stata salvata dall’inferno che da me stessa mi ero creata.

Sono classe 1956, ho la mia età e sono diventata nonna ed è paradossale, in un certo senso, che proprio la difesa di papa Francesco sulla figura degli anziani, sul rispetto per loro, l’invito ad ascoltare i nonni, da una parte mi abbia spinto a maturare questo scritto, dall’altra mi fa comprendere che forse è tutta una messa in scena di questo papa, dal momento che poi si permette alle Anime di non convertirsi e di vivere tranquillamente nei propri peccati, come stanno facendo i vescovi in questi giorni, nell’appoggiare il mondo omosessualista – non omosessuale, poi vi spiegherò la differenza – e nel partecipare a veglie di preghiere inaccettabili e blasfeme, perché l’omofobia non esiste.

Sono “figlia” di quella rivoluzione sessantottina che mi vide coinvolta in una ideologia di cui poco si parla: le lesbiche! Infatti si parla molto di omosessualità, di uomini, i maschi, coinvolti in questo turbine infernale della odierna Sodoma, ma poco del coinvolgimento delle donne. Nata e cresciuta in una famiglia apparentemente cristiana, cattolica, ma che in quegli anni pensò “bene” di prendersi una sorta di rivincita contro non si sa cosa. I miei divorziarono quando ancora non c’era il divorzio per legge, più che divorziare infatti, vivevano libertinamente, entrambi i miei avevano gli amanti, mia madre – ma lo capii anni dopo – in sostanza si prostituiva. Il sesso, la libertà sessuale, il femminismo, erano diventati “pane quotidiano” in famiglia.

“Dacci oggi la nostra libertà sessuale”, sembrava di sentire, come un ritornello assordante, come le nuove musiche che si ascoltavano, come le nuove discoteche che si aprivano. Un mondo di orge, orge musicali, orge di pensiero, un’orgia di vita senza più freni inibitori! Non sto cercando di giustificare quel clima che favorì il mio decadimento etico e morale, mi assumo le mie responsabilità per gli anni sprecati, per la vita dissoluta che ho fatto, per aver mercificato il corpo e l’anima.

Cresciuta in questo clima trovai nella figura femminile, più che in quella maschile, l’attrazione fatale, ritenendo in essa una sorta di protezione, una certa sicurezza insieme, per altro, alla guadagnata libertà economica, l’indipendenza economica. Non ero diventata lesbica perché ero nata “così”, ma per convenienza culturale, di quella cultura-non cultura che però dominava. In verità il desiderio più nascosto era metter su famiglia. Trovare il famoso “principe azzurro”, fare dei figli, crescerli. Ciò di cui mi resi conto, anni dopo, è che la normalità diventava – o veniva messa – nascosta, mentre il peccato lo si annientava non con la conversione, ma con l’affermazione di un diritto.

Non abbiamo mai smesso di professare la fede cattolica, ma di certo non eravamo più cristiani e cattolici, però pretendevamo l’appartenenza come un diritto. Andavamo a messa ogni domenica e le feste comandate, ma respiravamo il clima del concilio come una sorta di vento liberatore. Finalmente la Chiesa si apriva! Finalmente – ci veniva detto da molti preti – la nuova chiesa aveva capito che condannare certi peccati fu la pretesa di una vecchia chiesa ora da smantellare e che la nuova chiesa capiva “noi peccatori” e non ci condannava più, ma ci apriva le porte della misericordia!

Vissi la mia adolescenza e la maturità nel peccato dell’amore saffico. Amore? Non era “amore” ma concupiscenza. Non era “omosessualità” ma ideologia, rivendicazione di una perversa “libertà sessuale”, ma certe cose si comprendono solo quando si cresce nella vera fede e quando, per grazia di Dio, incontri sulla tua strada sacerdoti non conformisti. Così accadde a me, per vera predisposizione della misericordia divina.

Nel frattempo avevo incontrato ciò che ritenevo essere il mio “principe azzurro”, pensavo di poter beatamente convivere sia con i rapporti saffici, quanto quelli con l’uomo che era diventato il mio primo marito, sposati in chiesa ben inteso, se non altro per mettere su famiglia perché, tutto sommato, l’idea di avere un figlio attraverso un laboratorio, non mi piaceva affatto. Fare sesso mi piaceva, se poi veniva un figlio “non desiderato” che problema c’era? Ora avevamo anche il diritto di abortire, la legge ci proteggeva, e così arrivai anche a questo.

Portare avanti un rapporto saffico e al tempo stesso una vita normale col marito, non lo ritenevamo un peccato di adulterio! Anzi, ci si diceva, questa situazione alimentava il senso del piacere, del compiacimento di coppia. I figli dovevano arrivare solo quando noi l’avremmo deciso, e così feci due aborti. Vissi tutto questo per almeno trent’anni. Avevo circa trent’anni infatti, quando incontrai un frate che mi cambiò la vita!

Cosa era davvero questa misericordia? Dirmi in faccia la verità! Dirmi senza preamboli che la mia vita era un vero inferno. Dirmi ciò che i miei genitori non solo non furono capaci di dirmi, ma che involontariamente furono essi stessi a condurmi in tale inferno! Bisogna dire però, che il pontificato di Giovanni Paolo II e le sue battaglie in difesa della vita, stanno alla base della mia conversione totale. Non partecipai mai ad alcun incontro con il papa e neppure alle giornate della gioventù, le ritenevo una perdita di tempo, roba per “sfigati”!

Questo frate  mi prese letteralmente per le orecchie. Con me aveva un vero profondo anelito cristiano per la mia anima. Nel frattempo avevo anche divorziato ben due volte, e avevo tre figli – quelli voluti, quelli che si salvarono dall’essere uccisi dal mio egoismo – e nel cuore sentivo, tutto sommato, che non potevo fargli fare la vita che facevo io, continuando, di tanto in tanto, qualche rapporto occasionale saffico o etero. Ciò che mi permise di intraprendere il cammino di questa conversione, fu proprio il fatto che il frate non mi mentiva, non assecondava il mio peccato, non perdeva occasione per dirmi in faccia lo stato di degrado al quale ero giunta e del quale, incredibile ma vero, non mi rendevo conto.

_019 Preghiera Angeli e San Michele 4Intrapresi un lungo cammino in salita e tra mille ostacoli, il primo fu la solitudine. Una battaglia interna alla mente e nell’anima mi straziava, ma la battaglia più grossa fu quella di capire cosa stesse accadendo non solo dentro di me, ma anche attorno a me. Chi mi aveva illuso di essere nel giusto? Questa ed altre domande mi hanno tormentata per anni e non perché cercavo delle giustificazioni al mio degrado morale, ma per capire come fossi arrivata a toccare questo fondo.

In fondo andavo sempre alla messa, pregavo anche il rosario quasi ogni giorno, facevo opere di bene. Come era possibile che, nonostante la mia vita di preghiera, fossi io ad essere caduta nell’errore? E se invece era il mio amico frate a sbagliare tutto? La Chiesa non si era forse “aperta” e aveva deciso di non condannare più nessuno?

La dottrina della Chiesa mi salvò dal sicuro naufragio in cui mi trovavo, aggrappata ad una zattera di menzogne, ma al tempo stesso, come insegna poi il vangelo, la definii la zattera “del discernimento” e degli “scandali necessari” perché, in quella situazione in mezzo alle tempeste e con l’aiuto di questo vero sacerdote, compresi la vera dottrina etica e morale. Capii fin dove fosse giunta la mia blasfemia, compresi l’alto tradimento che io feci alla vita della grazia, compresi le tante comunioni eucaristiche prese in grave stato di peccato mortale. Cominciò per me la notte dell’anima, pensai addirittura al suicidio, fu un risveglio amaro!

Oggi il papa Francesco invita a sentire la vergogna, non aver paura della tenerezza e di sentire la vergogna, ma vergogna verso che cosa quando non si denunciano più quali sono questi peccati di cui vergognarsi? Io la carità l’ho sempre fatta, anche se non si dice di averla compiuta, e non era semplice carità, ma ho anche capito che il Signore non accetterà mai l’offerta di Caino, ho capito perché non può accettarla, se l’accettasse andrebbe a discapito della giustizia! Capii che non si trattava di vergogna perché, in fin dei conti, non ero mai stata a mio agio negli anni in cui ho vissuto peccando. Capii che dovevo darci un taglio, dovevo convertirmi! Non avevo bisogno di vergognarmi, ma di convertirmi!

La misericordia vera, che mise nel mio tracciato il severo frate, mi aiutò nel periodo depressivo, volevo sprofondare per la vergogna, ma lui mi fece capire che davanti a Dio dovevo convertirmi, imparare quel senso che avevo ricevuto nella cresima, il sacro timor di Dio, ma ponendomi in ginocchio davanti all’eucaristia oppure davanti a Gesù Crocefisso. Non tanto la vergogna in se stessa, quanto imparare a chiamare il male, il peccato, coi suoi terribili nomi. Avevo ucciso contro il quinto comandamento, avevo ucciso i miei figli, negando ad essi il dono della vita che non mi apparteneva! Avevo degradato il mio corpo e la mia anima contro il sesto, con la concupiscenza dell’anima e del corpo, insudiciando tutti i sacramenti; infine avevo frodato l’ottavo comandamento perché in verità avevo mentito a me stessa e agli altri, avevo fatto falsa testimonianza al prossimo, della fede e dell’amore vero. Se volete ho peccato anche contro il settimo, perché ho rubato la dignità ad altre persone abusando dei loro corpi e delle loro stesse debolezze, inducendole nel peccato.

Trent’anni nel peccato ed altri tanti nella conversione, nel percorso della guarigione vera, oggi ripiombo nuovamente nella confusione totale! Il mio buon frate non c’è più, faccio fatica a trovare sacerdoti capaci di dirmi la verità (ci sono ma sono silenziati, vedere qui, nota nostra), nient’altro che la verità. Oggi tutto ciò per cui ho lottato, per cui mi sono convertita, viene rimesso in discussione. Come ti giri non ascolti altro, da vescovi e sacerdoti, che la difesa del peccato e giustificazione del peccatore.

A volte sono tentata di dire a me stessa: ma chi te lo ha fatto fare a convertirti? E da che cosa poi? Hai visto? Non eri nel peccato! Ma so che non è così. Questa pastorale moderna non mi aiuta, non aiuta nessuno, confonde e promuove il libertinaggio, anche se non lo dice apertamente. Mi sento allarmata perché, dopo la parentesi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, mi sembra di essere tornata indietro nel tempo, in quegli anni in cui nelle parrocchie si cominciò a permettere di tutto.

Oggi prego affinché la chiesa non ci accompagni verso l’inferno!

Papa Francesco ha più volte affermato di imparare ad ascoltare gli anziani che sono “la memoria” di fatti ed eventi che possono insegnare qualcosa di veramente utile, ma dalle parole ai fatti ce ne corre, non è un buon padre chi tace il rischio dell’inferno eterno a causa della concupiscenza della carne! Le testimonianze come la mia vengono censurate dentro la chiesa stessa, le testimonianze accettate sono quelle gaye, quelle che dimostrano che – vivere nello stato di peccato – tutto sommato non è il male, e che il male vero è solo se non accogli gli immigranti, se non ti occupi del vicino di casa indigente, se non ti preoccupi del povero o del clochard.

E’ vero che Gesù insegna che serviamo lui quando ci occupiamo dei poveri, ma è anche vero che i primi poveri siamo noi stessi! Esiste una povertà che non è quella materiale, ma è spirituale ed è fondamentale che venga soccorsa l’anima impigliata! Gesù dice che: anche se avremmo soddisfatto le opere materiali, avessimo però operato l’iniquità, giustizia vuole che le opere materiali non saranno ricordate da Dio a causa della perseveranza nel peccato, che è operare l’iniquità.

_0034 Lettera di un prete 3Oggi sono entrata nella sfera dell’anzianità, il viale del tramonto si dice, sono una nonna che cerca di dare ai nipoti ciò che questa chiesa moderna non è più in grado di dare: la sana dottrina. Sono ignorante e vivo  – o così cerco almeno nei propositi – di vivere la mia penitenza per una vita sregolata e bugiarda. Non ho sensi di colpa perché mi è stata donata la serenità, insieme a delle bellissime e sofferte confessioni, so che Gesù mi ha perdonata e che davvero mi ama, ma c’è una giustizia superiore ad ogni moda del tempo che esige la soddisfazione della colpa, per questo ho maturato anche una profonda devozione e venerazione per le anime del Purgatorio, e a loro mi rivolgo per avere aiuto in questa battaglia.

Ciò che ho raccontato non vuole essere alcuna rivendicazione personale, sono solo preoccupata per tante anime, come la mia, se non avranno dalla misericordia il dono di incontrare un buon sacerdote, preoccupato di dire ad esse solamente la verità del proprio stato. Questo desidero, nient’altro. Questa è la vera fame di sete e di giustizia di cui Gesù parla nei vangeli, che cercano i veri poveri, tutto il resto sarà dato in più, e nulla mancherà a chi vive in Cristo, timorato di Dio, timorato di offenderlo, timorato di mancargli di rispetto nei sacramenti.

Vi chiedo scusa se propendo per l’anonimato, ma vorrei che ci si concentrasse sul contenuto della mia testimonianza. Sono anziana e non temo nulla contro la mia persona, perché meriterei tutto ciò di cui mi si potrebbe accusare per il male che ho fatto a me stessa e alle persone con le quali sono entrata in contatto, amandole nel modo peggiore. Ma soprattutto meriterei ogni linciaggio per aver offeso il sommo bene, Gesù, da amare sopra tutto e tutti. Non temo le pene che merito, piuttosto temo l’indifferenza al mio calvario, come in fondo è il dolore più grande che si possa dare a Gesù: l’indifferenza al suo calvario per salvarci.

Non temo quando mi rinfacciano che è facile convertirsi quando si è raggiunta la mia età, perché anche questo è dono, è vera umiliazione e sana prostrazione per una autentica penitenza. Guai se il buon Dio davvero ci abbandonasse, come meriteremmo. E se la vecchiaia, l’anzianità servisse magari solo a convertirsi, ben venga, c’è sempre tempo prima di chiudere la propria esistenza verso una dannazione eterna, c’è tempo anche nella vecchiaia, di cui ritengo questa la vera saggezza dei capelli bianchi e cioè, capire davvero che ci attende un Dio che ci ama e che è finito in croce per darci questa eternità beata, per liberarci dalla schiavitù del peccato.

Non so se qualche vescovo e sacerdote potrà leggere questa testimonianza. La mia preghiera è che ne prendano atto e si attivino al più presto per salvare le Anime dalla dannazione eterna, dicendo loro la verità, nient’altro che la verità. Che si attivino per aiutare le anime ad uscire dallo stato di peccato, che ci aiutino a percorrere il viaggio in questa valle di lacrime. Non chiedo nient’altro che di essere salvata e liberata dai peccati di cui siamo schiavi e ci affliggono, da quell’operare l’iniquità che ci separa dal buon Gesù, offendendo la dolcissima Madre, Maria, Giglio di purezza e di sublime castità.

(seguono i saluti, la firma e i dati personali)

. in questo link, troverete altre Lettere interessanti.

 

Per Bergoglio Maria era una laica: ma questo è falso!

Usciamo oggi con questo editoriale breve ma incisivo, perché ci hanno scritto in molti per chiarire le parole di Bergoglio all’incontro con i focolarini a Loppiano il 10 maggio scorso, vedi qui testo ufficiale. Lo facciamo aggiornando la raccolta del “florilegio” di papa Francesco, vedi qui.

Queste le parole, la frase, che ci è stato chiesto di chiarire:

  • «E non dimenticatevi che Maria era laica, era una laica. La prima discepola di Gesù, sua madre, era laica. C’è un’ispirazione grande qui.  E un bell’esercizio che possiamo fare, io vi sfido a farlo, è prendere [nel Vangelo] gli episodi della vita di Gesù più conflittuali e vedere – come a Cana, per esempio – come Maria reagisce. Maria prende la parola e interviene. “Ma, padre, [questi episodi] non sono tutti nel Vangelo…”. E tu immagina, immagina che la Madre era lì, che ha visto questo… Come avrebbe reagito Maria a questo? Questa è una vera scuola per andare avanti. Perché lei è la donna della fedeltà, la donna della creatività, la donna del coraggio, della parresia, la donna della pazienza, la donna del sopportare le cose. Guardate sempre questo, questa laica, prima discepola di Gesù, come ha reagito in tutti gli episodi conflittuali della vita del suo figlio. Vi aiuterà tanto….»

Il contesto della frase non deve essere estrapolato perché, Bergoglio, lancia una sfida, provoca, vuole provocare e questo è un bene, provoca ad inoltrarci nei Vangeli nella direzione giusta, ma c’è un problema: la mariologia di Bergoglio, come la sua teologia eucaristica è di matrice PROTESTANTE, sta alla base del Modernismo e di quel progressismo cattolico che si conosce come “mariologia minimalista“. Papa Francesco non sta facendo altro che portare avanti il minimalismo mariologico del gesuita eretico Karl Rahner. Non è un caso se il gesuitismo moderno ha eliminato persino la propria specifica Consacrazione ai Cuori di Gesù e Maria dai loro obblighi spirituali, vedi qui.

E chi sono i minimalisti? Nell’ultimo Concilio ci furono due correnti mariane: i massimalisti, quelli che difendevano la dottrina e il culto mariano dai minimalisti, ecumaniaci-filo-protestanti, coloro che non volevano neppure dare a Maria il titolo di Mater Ecclesiae, quello che poi fece invece Paolo VI; coloro che non amano le profezie soprattutto mariane. Altro materiale di riflessione lo trovate qui.

Di “minimalismo” era intrisa la mariologia di don Tonino Bello, vedi qui, non a caso recentemente ripreso qual modello dallo stesso Bergoglio. Questi “minimalisti”, per difendere l’ecumenismo che non sopporta in campo protestante il Culto ai Santi ed alla Vergine Maria, hanno inventato un nuovo culto mariano: La Madonna LAICA!

Don Tonino Bello inventa una nuova mariologia fondata sull’ecumania, una “Donna LAICA” che, fatta scendere dal “piedistallo del culto mariano e cattolico“, poteva essere accettata da tutti, anche dai non credenti, dai non cattolici, dai protestanti. UNA DONNA LAICA, tanto da arrivare ad immaginarla, come tutte le altre donne: “LA MADONNA IN BIKINI”…

E il Magnificat? Un inno alla liberazione, ecco le sue parole: “Tu che nella casa di Elisabetta pronunciasti il più bel canto della teologia della liberazione, ispiraci l’audacia dei profeti.”

Qualcuno sostiene che queste parole sono contro la TdL. Volendo accogliere per vera questa interpretazione, onde non giudicare le buone intenzioni del prelato, resta palese che in tutto l’insieme del libro mariologico del Bello – purtroppo – c’è il concentrato ad una teologia moderna e nuova quale chiave di lettura come, per esempio: Maria una “donna casalinga come tutte le altre“… Il punto è questo: è vero che Maria era “casalinga” come lo erano le Donne del suo tempo, ma leggiamo il contesto, la motivazione che inoltra il Bello:

  • “…aiutaci a comprendere che il capitolo più fecondo della teologia non è quello che ti pone all’interno della Bibbia e della patristica, della spiritualità o della liturgia, dei dogmi….Ma è quello che ti colloca all’interno della Casa di Nazareth dove, tra pentole e telai, tra lacrime e preghiere, tra gomitoli di lana e rotoli della Scrittura, hai sperimentato, in tutto lo spessore della tua antieroica femminilità, gioie senza malizia, amarezze senza disperazioni, partenze senza ritorni“.

E’ il “minimalismo” mariologico. E’ la nuova dottrina mariana di stampo protestante che tende a togliere – dal vero Culto a Maria, a Gesù Eucaristia e poi anche ai Santi – LE PREGHIERE E LA VENERAZIONE DELLA TRADIZIONE CATTOLICA, l’impianto religioso-cattolico, tanto odiato dai protestanti e da un Turoldo che, dal pulpito, ruppe con odio, facendola a pezzi, la Corona del Rosario di Maria.

Il capitolo più fecondo della teologia cattolica è stato – invece – proprio ciò che il Bello toglie: “Maria dentro la Bibbia, nella spiritualità, nella LITURGIA, nei Dogmi…” E’ il solito capovolgimento, il RIBALTAMENTO di tutto, dall’antropologia al Culto stesso di Dio: prima l’uomo, oggi, poi viene Dio! Prima i diritti degli uomini, poi – forse – quelli di Dio. Questa tecnica del RIBALTAMENTO l’abbiamo vista riprodotta in tutto ciò che la Tradizione cattolica aveva di più caro: dalla Messa, la Liturgia, al Culto a Maria, dei Santi, persino dei Defunti, del Purgatorio, letteralmente scomparso dal magistero di questi cinque anni!

E così per Bergoglio, Maria la Madre di Dio, è una LAICA! Ma è corretto? NO! Maria Santissima ERA CONSACRATA A DIO PADRE prima ancora dell’Annunciazione, prima ancora del prodigioso concepimento. Tutta la Mariologia patristica lo attesta e lo afferma! Quando Maria, dopo aver udito le parole dell’Arcangelo nell’Annuncio era “turbata”, non lo era per chissà cosa, ma perché nel suo cuore Ella si era consacrata A DIO. Il Magnificat non è un canto di “liberazione” ma di AFFERMAZIONE DI UN ATTO DI CONSACRAZIONE a Dio.

Minimizzare il Magnificat o la stessa consacrazione che Maria aveva fatto di se stessa a Dio, è scendere a compromessi con le tesi protestanti, con quella laicità che è diventata presto “laicismo”. Per loro infatti, Maria, potrebbe aver avuto anche altri figli – dopo Gesù – che la questione della verginità non li toccherebbe minimamente… Per Bergoglio, per il Bello, per questi filo-protestanti e modernisti, il ragionamento è identico. Basta andare a leggere attentamente tutta la serie di “invocazioni” fatte da Bergoglio alla Madre di Dio in questi cinque anni, per scoprire come siano stati fatti scomparire i grandi Titoli che la Tradizione Le ha sempre attribuito. Noi la ricerca l’abbiamo fatta, fatela anche voi!

Volete la prova schiacciante? Prendete le Litanie Lauretane, quelle che Bergoglio non ama dire… e leggiamo, tra i tanti, il titolo onorifico: “DIMORA CONSACRATA A DIO“…. La Dimora di Dio era talmente santa che nessun mortale, tranne il sommo sacerdote, poteva entrare in essa, come ci racconta la Scrittura. Essa era interamente di Dio, per questo “Dimora inviolabile, inaccessibile“. ABITARE IN LEI è stata la “delizia di Dio Padre, la consolazione di Dio Figlio e la soddisfazione di Dio Spirito Santo”, come insegnano i Padri.

Se poi vogliamo divertirci a fare come gli anagrammi o i puzzle per dire che le parole di Bergoglio non intendono scalfire questo, è del tutto inutile. Sappiamo infatti, per fare un esempio, che anche i Dodici quando furono scelti da Gesù erano tutti LAICI…. è certo che anche Maria stessa, come san Giuseppe erano “laici”… quindi non facciamo questi giochini per difendere ciò che non è difendibile! Bergoglio avanza, prepotentemente, contro la Mariologia della Chiesa Cattolica trasmessa dai Padri della Chiesa, dalla dottrina e dai dogmi, così come sta accadendo per l’Eucaristia perché, gira che ti rigira, sempre lì si va a parare: si minimizza Maria per arrivare a colpire la vera identità di Gesù Cristo.

Gesù vero Dio? Sì certo! Nessuno di questi Modernisti lo nega, peccato però che si procede con il Gesù “Uomo” distaccato dalla Sua divinità, compagno di merende, amico di scampagnate, con la messa trasformata in cena da osteria, con i presbiteri e le chiese trasformate in osterie…. e in pizzerie… così siamo arrivati a dover sentir dire che “nella carne del povero troviamo la carne di Cristo“… con tanto di disprezzo all’Eucaristia; e così si è arrivati all’intercomunione, all’Eucaristia a cani e porci, con tutto il rispetto per certi animali incolpevoli di tante citazioni, visto che ci sono stati prodigi in cui – gli animali – si inginocchiavano davanti all’Eucaristia, e non erano i Clown a fargli piegare le zampe, ma le parole dei Santi.

E così siamo arrivati alla Madonna “laica”, alla Madonna in bikini di don Tonino Bello, alla Madonna in discoteca, alla Madonna “postina” che a Bergoglio non piace perché “parla troppo” (parole sue), a lui piace la “Madonna che tace come nei Vangeli”, come diceva per altro Lutero, peccato però che la Vergine Santa ha parlato eccome anche nei Vangeli e la Chiesa ha già spiegato cosa Ella ha detto. Ma a breve arriveremo a discutere dell’eventualità di una madonna concubina, o divorziata e risposata…. magari anche abortista, esperta di spinelli.. e di omosessualità… che tanto siamo certi che Bergoglio – senza muover ciglio, ma con una fragorosa risata – potrebbe dire: “che volete che ne sappia io? TROVATE UN ACCORDO, CERCATE UNANIMITA’…vedi qui.

_061 nuove predicazioni 2E allora, Amici Cari! Rispondete tranquillamente: “NO! Maria non era una laica come siamo tanti di noi, membra nella Chiesa. Maria è “Dimora consacrata a Dio”, è anche “TEMPIO Santo” che Dio stesso si era preparato (concepita senza peccato originale) per abitarVi dentro sostanzialmente…”. Il concetto di laico non suonerebbe neppure male se non fosse per il fatto che è di Lutero la mania di laicizzare tutto e TUTTI , anche i Santi, lo stesso SACERDOZIO…. lo stesso Cristo, la Messa, i Sacramenti! Il punto non è se “Maria era laica”, ma il messaggio protestante che si vuole cattolicizzare.

Concludiamo con un appello: non dimentichiamo il 21 novembre che è la Presentazione di Maria Bambina al Tempio, qui venne consacrata a Dio dai suoi genitori… La memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria ebbe origine nel novembre del 543 a Gerusalemme, con la dedicazione della chiesa di santa Maria Nuova, costruita presso il Tempio. Celebrata in tutto l’Oriente, entrò ufficialmente nella liturgia romana nel 1372. Ricordiamola con le parole di Paolo VI: “Maria, donna di fede, è per tutti «esempio sublime di perfetta consacrazione, nella piena appartenenza e totale dedizione a Dio» (Vita consacrata n.28), mentre non è certo un caso che il teologo gesuita ed eretico K. Rahner (+1984) definiva «del tutto leggendario il racconto che mostra la Vergine al servizio del Tempio»…

E con ciò abbiamo detto quanto era necessario dire.

«Tempio spirituale della santa gloria di Cristo» (rito bizantino), Maria è il nuovo e vero tempio in cui il Verbo di Dio ha scelto di stabilirsi definitivamente. Lo esprime un testo di Sedulio (sec. V), cantato come antifona al Magnificat: «Santa Madre di Dio, Maria sempre vergine, Tempio del Signore, Santuario dello Spirito, tu sola fra tutte sei piaciuta a Cristo Signore». Tutti i fedeli, consacrati con la Vergine quali pietre preziose del tempio nuovo del Signore, si rivolgono a lei per imparare a fare della propria vita un’oblazione santa e culto gradito al Signore (cf Rm 12,1), e divenire ogni giorno più consapevolmente autentici adoratori del Padre in spirito e verità (Gv 4,23-24). Chiunque si ispira a Maria “la consacrata”, nello spalancare come lei la porta del proprio cuore al Signore, diventa tempio spirituale della santa gloria di Cristo, e scopre che «l’oblazione di sé è la formula stessa della libertà, il suo punto culminante» (Padre Evdokimov).

 

Papa Francesco distorce e manipola il messaggio di Fatima

Ad un anno dal viaggio apostolico di papa Francesco a Fatima, riceviamo e pubblichiamo un’analisi di ciò che egli disse in quell’occasione dal nostro affezionato lettore e commentatore Don Felice Prosperi che scrisse qualche giorno dopo.

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Quale “falsa chiesa” vide la beata Emmerich?

Come si concretizza questa “falsa-chiesa” vista dalla Emmerich? La cartina tornasole è la devastazione DOTTRINALE, la devastazione della Messa e della Santa Eucaristia. La Beata Emmerich:  vede Gesù trarre la VERA CHIESA “sul monte” adombrarla al mondo per proteggerla, lasciando visibilmente esposta LA FALSA CHIESA. Ma la Emmerich ha difficoltà a spiegare il perché e il come, oggi lo comprendiamo meglio. Orbene, quale “chiesa” vide la beata Emmerich tanto da farla soffrire così terribilmente?


Cari Amici, invitandovi a leggere qui che cosa sono queste Visioni della beata suor Caterina Emmerich, vogliamo approfondire con voi ciò che intese con quel “chiesa delle tenebre”, la “falsa chiesa”, termini che nessun santo o beato aveva osato usare, per parlare della Santa Chiesa, Sposa di Cristo.

Ciò che sfugge a molti oggi, e purtroppo anche tra cattolici impegnati, è LA CHIESA DI CRISTO, la Sposa di Cristo che è, in verità, la prima vera vittima di tutto quanto sta accadendo con questa apostasia. Partiamo da un vero ALLARME lanciato da Sandro Magister, vedi qui, che raccoglie gli ultimi gravi eventi ecclesiali, così come li hanno anche ben tracciati i Padri dall’Isola di Patmos, vedi qui, in recenti articoli interessanti come anche questo che sottolinea la dinamica politica e – volutamente ambigua – del Prefetto della CdF, il gesuita “inesistente”, o inconsistente…

Quando si parla di “profezie” vediamo subito una alzata di scudi, specialmente quando queste parlano di una chiesa apostata o di pontefici anomali… Quando nei lavori del concilio Vaticano Primo si discusse e si decise per salvaguardare il primato petrino con il dogma dell’infallibilità papale, si fece subito osservare che questo dogma avrebbe potuto portare problemi in un lontano futuro, ma furono alcuni gesuiti ad affermare che – questo dogma – sarebbe tornato UTILE quando anche loro avrebbero avuto un “loro papa”.

Per chi fosse “digiuno” della escalation del Modernismo insito nel nuovo gesuitismo, è consigliabile che si facciano una idea corretta di tutta una serie di fatti e di eventi che li vedono coinvolti in questa grave apostasia, vedi qui i nostri Dossier. Così come è fondamentale comprendere e conoscere come sia potuto accadere ciò che oggi stiamo vivendo, ossia, come è potuto accadere che la Chiesa di Cristo sia caduta nelle mani dei Modernisti, vedi qui.

Orbene, quale “chiesa” vide la beata Emmerich tanto da farla soffrire così terribilmente?

La Beata Caterina “VIDE” qualcosa che non riusciva neppure lei a comprendere, tanto era “impossibile da credere“, è perciò comprensibile se oggi sono in molti ad avere difficoltà a credere e a capire che – la chiesa che stiamo vedendo – non è la Sposa di Cristo, ma qualcos’altro creato dagli uomini, che avanza come una fitta nebbia portando oscurità tanto che, la Emmerich, la definisce “chiesa DELLE TENEBRE“.

Per comprendere bene dobbiamo tenere a mente la promessa di Cristo Signore su quel “non praevalebunt” il non prevarranno: gli inferi, le tenebre non prevarranno contro LA CHIESA affidata a Pietro (Mt.16,13-20), ma deve essere chiaro che Gesù Signore – come del resto insegnano i Padri – non intendeva riferirsi ad un “singolo papato” quanto, piuttosto, la difesa e la protezione alla Chiesa Sua Sposa, nella sua struttura DOTTRINALE E SACRAMENTALE poggiata sulla professione di Fede di Pietro e tutti i suoi Successori.

Sant’Agostino stesso spiega che, questa pagina del Vangelo, ci rammenta la fragilità stessa della vera Chiesa di Cristo, delle battaglie e delle lotte contro le tenebre e l’apostasia e che essa sarebbe stata così violenta tanto da far sembrare fattibile la CAPITOLAZIONE della Chiesa, ma che ciò non avverrà mai, perché è Cristo che lo ha promesso e che la sostiene. Ciò che invece sarebbe accaduto è lo sviluppo di comunità cristiane ERETICHE, apostate.

Guardando così all’infallibilità papale, vedi anche qui, sembra impossibile capire cosa stia accadendo oggi! Ma spesso si dimentica che la promessa di Gesù, che avrebbe pregato per Pietro, ha una condizione: “che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto …“(Lc.22,31-34). Il “non venire meno della fede” comporta il RAVVEDIMENTO ALLA VERITA’, per questo la Chiesa stessa ha sempre avuto grande prudenza nel trattare la santità dei singoli Pontefici! La fede di cui parla Gesù è chiarissima: NON è ciò che “Pietro pensa o vuole…”, infatti, poco prima di pronunciare la sua promessa sulla Chiesa, Gesù sceglierà Pietro: “perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.”(Mt.16,13-20) infatti, non appena Pietro torna a pensare da solo o per se stesso, tentando di imporsi, ecco la risposta di Gesù, ecco cosa accadde: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini»(Mc.8,27-33; Mt.16,13-23)

La FEDE che Pietro – e tutti i suoi Successori – deve pronunciare, difendere e propagare nel tempo, non viene da “Pietro, da Cefa”, ma dal Padre ed è su questa che Pietro stesso DEVE RAVVEDERSI. Quando ciò non è accaduto abbiamo avuto Pontefici anomali, antipapi, persino spietati e corrotti, ma nessuno ha mai potuto scalfire la Fede della Chiesa, questa Fede sulla quale Cristo ha appoggiato le fondamenta della Chiesa MILITANTE, ma anche la Chiesa Sposa della quale, Egli, è lo Sposo fedele e mai l’abbandonerà.

_0025 Spirito Santo e Francesco 3E allora, di quale chiesa falsa e delle tenebre stiamo parlando?

La stessa beata Emmerich ha grandi difficoltà per descriverla, tanto le sembrava impossibile ciò che vedeva! Tuttavia ci offre delle chiarissime letture chiave che faremo bene a prendere in considerazione(1Tess.5,20).

Noi non crediamo nelle “coincidenze” e prendiamo in seria considerazione quando, nel giro di pochi giorni, in quel triste febbraio 2013, si è parlato di “monte, mi ritiro sul monte…“. Il brano, l’episodio del monte Tabor è raccontato dai vangeli di Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8 e Luca 9,28-36 e sono uno dei punti chiave per capire qualcosa. Nelle sue Visioni la pia suora spiega cosa accadrà ai cattolici in futuro i quali, se veramente amano il Signore, devono conformarsi al Nostro Signore Dio: “Mi apparvero allora anche i persecutori della Chiesa, ed il modo con cui si sarebbero comportati con me e con tutti gli altri veri cattolici, quando mi avessero avuto in loro potere, costringendomi con la tortura a confermare la loro opinione…“. Facciamo osservare il termine usato dalla Emmerick: “a confermare la loro opinione” persino sotto tortura…. e quel “VERI CATTOLICI“, segno evidente che la Emmerich vide i FALSI cattolici, FALSI CRISTIANI quali nemici della vera Chiesa di Cristo!

La Beata Emmerich:  vede Gesù trarre la VERA CHIESA “sul monte” adombrarla al mondo per proteggerla, lasciando visibilmente esposta LA FALSA CHIESA. Ma la Emmerich ha difficoltà a spiegare il perché e il come, oggi lo comprendiamo meglio. La vera Chiesa è protetta DA MARIA SANTISSIMA e tornerà a risplendere nel mondo con il Trionfo del Suo Cuore Immacolato.

La Beata Emmerich fu la prima mistica a descrive, profeticamente, la nascita e lo sviluppo di una “CONTRO-CHIESA” per mezzo della MASSONERIA, vedi qui, e non leggiamo come casuale quanto sta facendo il cardinale Ravasi con la sua carnevalata del Met gala di New York, vedi qui, degno figlio spirituale della Massoneria si legga qui, con l’uso profano di paramenti sacri della liturgia cattolica! Su questa “contro-chiesa” si espresse profeticamente anche il Venerabile Pio XII, leggete qui: “VERRA’ UN GIORNO….” diceva, ed è arrivato, chi rifiuta di crederci è un problema suo proprio, non certo “nostro”!

Dopo avervi fornito molti link attraverso i quali esercitare la propria ragione per comprendere la situazione, e volendo noi essere più brevi, stiliamo ora una specie di elenco per fare il punto della situazione, lasciano poi a voi non tanto le conclusioni, ma del materiale serio sul quale riflettere e convertirsi a Cristo Gesù e restare fedeli alla Vera Chiesa di Cristo, quella “una, santa, cattolica ed apostolicache professiamo nel Credo, vedi qui.

Le Visioni della nostra Beata hanno un traguardo, una meta che raggiungeremo:

1 –  il trionfo del Cuore Immacolato di Maria;

2 – la promessa di nostro Signore: e le porte degli inferi non prevarranno;

3 – il ruolo di san Michele Arcangelo e di tutti i Santi a protezione della vera Chiesa e delle membra buone.

Come si concretizza questa “falsa-chiesa” vista dalla Emmerich? La cartina tornasole è la devastazione DOTTRINALE, la devastazione della Messa e della Santa Eucaristia. Per questo abbiamo citato l’articolo di Sandro Magister, perché è quanto sta accadendo! Laddove Vescovi, preti, parroci, laici, o cardinali o persino Papi rimettessero – come sta accadendo – in discussione la Dottrina sui Sacramenti, è la FALSA CHIESA A PARLARE! Non a caso parliamo anche dei “TEMPI DI MARIA” profetizzati da san Montfort, vedi qui.

La situazione oggi non è facile perché, seguendo proprio le Visioni della Emmerich, la chiave per comprendere come dobbiamo reagire, è proprio LA SOFFERENZA, accettare le persecuzioni, non scagliarsi contro questi “nemici” della vera Chiesa, essere veri discepoli di Gesù Cristo e attendere, con fiducia ma non inermi, il passaggio di questa tempesta! E’ Gesù stesso che spiega due aspetti importanti: la necessità degli scandali, ma guai agli scandalizzatori: “È inevitabile che vengano scandali” (Lc.17,1-6); e la perseveranza nella vera Fede con il comando all’evangelizzazione a “TUTTE le genti”.

Ma ATTENTI a non fare di Cristo una immagine a nostro gusto e piacimento, come sta facendo, appunto, la falsa chiesa! Noi abbiamo già la VERA CHIESA che ha parlato e si è espressa in questi duemila anni di storia. Ciò che era “peccato ieri” è peccato anche oggi…. nulla può cambiare della Legge di Dio, dei Suoi Comandamenti, della Sua Legge universale, dei Suoi Sacramenti, in una parola la Dottrina di “ieri” non è stata inventata dalla “chiesa di ieri”, così che, oggi, si sentono di doverla modificare, NO! è falso! Noi NON siamo “protestanti” e sappiamo che è l’uomo che deve adeguarsi – in ogni tempo – alla Parola di Dio, e non il contrario come sta accadendo!

A dirci qualcosa di ulteriormente serio è la Profezia di San Gregorio Magno

In un testo di Padre Emmanuel Andrè, intitolato “La Sainte Eglise”, si parla degli ultimi tempi della Chiesa e, riportando ampi stralci di parole pronunciate dal grande San Gregorio Magno, scrive:

  • La Chiesa sarà come Giobbe sofferente, esposto alle perfide insinuazioni di sua moglie e alle critiche amare dei suoi amici; egli, davanti al quale gli anziani si alzavano e i principi tacevano!
  • La Chiesa – dice più volte il grande Papa – verso la fine del suo pellegrinaggio, sarà privata del suo potere temporale; si cercherà di toglierle ogni punto d’appoggio sulla terra. Ma dice di più e dichiara che essa sarà spogliata dello sfarzo stesso che deriva dai doni soprannaturali.
  • Il potere dei miracoli – dice – sarà ritirato, la grazia delle guarigioni tolta, la profezia sarà scomparsa, il dono di una lunga astinenza sarà diminuito, gli insegnamenti della dottrina taceranno, i prodigi miracolosi cesseranno. Così dicendo non si vuole dire che non ci sarà più nulla di tutto questo; ma tutti questi segni non brilleranno più apertamente e sotto mille forme come nei primi secoli. Sarà anche l’occasione – spiega ancora il Pontefice – di un meraviglioso discernimento. In questo stato umiliato della Chiesa, aumenterà la ricompensa dei buoni, che aderiranno a lei unicamente in vista dei beni celesti; quanto ai malvagi, non vedendo più in lei alcuna attrattiva temporale, non avranno nulla da nascondere, si mostreranno quali sono” (Moralia in Job, libro 35).

E prosegue Padre Emmanuel. “Che parola terribile: taceranno gli insegnamenti della dottrina! San Gregorio proclamava altrove che la Chiesa preferisce morire che tacere. Dunque parlerà ancora, ma il suo insegnamento sarà ostacolato, la sua voce coperta; molti di coloro che dovrebbero gridare sopra i tetti non oseranno farlo per paura degli uomini…” (Padre Emmanuel Andrè, La Sainte Eglise, Clovis, 1997, pag.296)

Quando diciamo “non possiamo fare nulla” non intendiamo capitolare o l’essere inermi, affermiamo che è evidente che questi “scandali” sono oggi necessari per un disegno, un progetto che solo Dio conosce, ma che a noi è stato rivelato dai Profeti, dai Santi della Chiesa, si legga qui anche la Ildegarda, Dottore della Chiesa. Non ci è chiesto di rimanere inermi, ma di reagire come hanno agito i Santi nei loro tempi critici, ci è chiesto di convertirsi e soffrire per la vera Chiesa di Cristo.

Non siamo “noi” ad avere tempo da perdere perché perseguitiamo i nostri nemici, al contrario, sono i nemici della vera Chiesa di Cristo che vivono e si adoperano per distruggerla, ma non ci riusciranno, essi lavorano nella falsa chiesa perseguitando i veri Fedeli della Dottrina della Chiesa; la vera Chiesa sta al sicuro con Maria Santissima e ritornerà a splendere con il  trionfo del Suo Cuore Immacolato, e noi dobbiamo lavorare come stanno facendo alcuni, cliccate qui, pochi è vero, ma ci sono e lavorano.

 

Condividiamo: Vecchio e nuovo modernismo, la crisi nella Chiesa

Condividiamo sia l’iniziativa, sia l’intervista attraverso la quale è lo stesso professore Roberto de Mattei a sottolineare l’importanza del Convegno. Questo genere di studi e di conoscenza è oggi fondamentale, per chi ha davvero a cuore il problema. Dal canto nostro, a seguito proprio dell’iniziativa e dell’intervista, consigliamo anche questa lettura: Come la Chiesa cadde nella mani dei neomodernisti.


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Quei Sacerdoti che “Mio Figlio” non riconosce più come tali

Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito”(Santa Caterina da Siena al cardinale di Ostia, contro l’apostasia del suo tempo)

Non parliamo di “profezia”, ma di una affermazione profetica già divulgata dalla Vergine Santa – in una confidenza – a Don Stefano Gobbi.

“…Quei sacerdoti che MIO FIGLIO NON RICONOSCE PIÙ COME TALI”

  • “Di giorno in giorno aumentano quelli che si lasciano sedurre dall’errore che conduce all’infedeltà.
  • In nome del progresso alcuni Sacerdoti sono diventati solo ministri del mondo e vivono secondo il mondo.
  • Alla preghiera hanno sostituito un’azione disordinata; alla mortificazione la ricerca continua delle comodità e dei piaceri; alla santità il progressivo cedimento al peccato, specie impuro, che viene sempre più commesso e giustificato.
  • Sono diventati cadaveri ambulanti, sepolcri imbiancati che ancora si chiamano Sacerdoti, ma che mio Figlio Gesù non riconosce più come tali…..
  • E questi sono a volte proprio i più stimati, quelli che riescono a farsi strada, quelli che vengono messi in posti di responsabilità.
  • Quelli che ancora restano fedeli sono in genere i più perseguitati, i più trascurati e talvolta vengono consapevolmente emarginati.
  • Così la tenebra si diffonde e il fumo di Satana cerca di ricoprire ogni cosa: l’apostasia ogni giorno aumenta.
  • Quanto grande è il dolore di voi, figli prediletti, di voi Sacerdoti consacrati al mio Cuore Immacolato!
  • Il vostro dolore dovrà aumentare quanto più si diffonderà la grande apostasia.
  • Questo è il vostro martirio del cuore al quale tutti vi preparo. Sul mio Cuore di Mamma ciascuno offra al Padre la sua interiore immolazione.
  • Accettate fino in fondo questa ora di tenebra. Vivete il martirio della Chiesa tutta, pervasa dalla notte. Restate fedeli e fiduciosi, ora che la infedeltà viene sempre più diffusa ed esaltata.
  • Dite sì al Padre e alla vostra Mamma celeste, che dolcemente vi prepara a vivere senza paura questi terribili momenti che ormai vi attendono…”

Questo identikit che abbiamo appena letto, ci viene tristemente confermato da una recente notizia – tra le tante purtroppo – pubblicata da La Nuova Bussola Quotidiana, ve di qui: «Ok agli atti omosessuali». In Belgio è Chiesa arcobaleno… leggetela voi, perché noi qui, non abbiamo più davvero la pazienza di sopportare sacerdoti del genere! Dio è paziente, noi no! Stiamo attenti al peccato di ignavia!

Anche se dobbiamo imparare quest’arte, questa santa virtù, imparare a capire come si patisce – per davvero – per la Sposa di Cristo e come si ama davvero Gesù, Signore Nostro, c’è davvero un limite a tutto e, questi sacerdoti, questi vescovi, stanno giocando davvero col fuoco, quello dell’inferno!!

Chissà perché ci vengono a mente le parole, altrettanto profetiche del Venerabile Pio XII, vedi qui. Pio XII, infatti, aveva conosciuto personalmente Bruno Cornacchiola, il Veggente convertito da Maria alle Apparizioni alle Tre Fontane, a Roma, la Vergine della Rivelazione – vedi qui –  per la quale, lo stesso san Giovanni Paolo II ebbe ad affermare che si trattava di una Apparizione speciale, che avrebbe accompagnato la Chiesa di Roma nel Terzo Millennio..

E dunque, Pio XII, quando incontrò, appunto, resistenza per un riconoscimento ufficiale dell’Apparizione, disse: “Ma cosa dobbiamo decidere? Non si fa del bene? Non si prega? Non ci sono forse le conversioni? Non viene impartito il catechismo? E allora… lasciamo che la Madonna faccia quello che noi non sappiamo più fare!”

E’ san Paolo che insegna: “Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate, e ciò ai fratelli!  O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri,  né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio…”(1Cor.6,8-10)

Non basta? “Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te…” (Ezech.3,16-21)

Preghiamo per tutti i Sacerdoti, per i Vescovi, per il Papa e portiamo la nostra croce con letizia, certi della vittoria e del trionfo finale.

Corpus Domini: dal cuore della città alla periferia, ma conversioni non arrivano

Stiamo cercando di rispondere a molte e-mail attraverso le quali ci è stato chiesto se è vero che papa Francesco abbia voluto spostare la Processione del Corpus Domini, dal cuore della città alla periferia. Sì, la notizia è confermata e, proponendovi questo breve editoriale, cercheremo così di rispondere un poco a tutti.

La notizia non deve accendere gli animi di fuoco infernale!!! Per chi non lo avesse ancora compreso, infatti, il peggio sembra che debba ancora venire! Quanto alla questione della Processione del Corpus Domini guidata e accompagnata dal Pontefice, scrivemmo nel novembre scorso, qui, alcuni passaggi importanti. Accendiamo, perciò, gli animi di fuoco ardente per l’Eucaristia preoccupandoci di come noi ci stiamo attivando per le Adorazioni, Messe di Riparazione ai tanti sacrilegi, e così via!

Il Bollettino ufficiale porta quanto segue: “Domenica 3 giugno, nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, alle ore 18.00, il Santo Padre Francesco celebrerà la Santa Messa nella piazza antistante la parrocchia di Santa Monica a Ostia. Al termine della Celebrazione Eucaristica si svolgerà la processione con il Santissimo Sacramento, che si concluderà nei pressi della Parrocchia “Nostra Signora di Bonaria”, con la Benedizione eucaristica impartita dal Santo Padre.”

Per chi conosce la storia di Bergoglio sa bene che questo modo di fare non è affatto una “novità”, ma una costante del suo carattere che non ci sogneremo mai di giudicare. Ciò che ci interessa è l’agenda, la cronaca appunto, del Pontefice! Qualcuno ci ha scritto affermando che – tutto sommato – l’iniziativa è buona. Francamente è una “non notizia” dal momento che il Papa può dirigere una Processione dove meglio ritiene opportuno.

Già l’anno scorso c’è chi parlava di “novità storica” (solita esagerazione mediatica) per il fatto che papa Francesco aveva deciso di spostare la Messa con la Processione dal giovedì alla domenica, seguendo il calendario liturgico. Infatti, la Processione relativa al Corpus Domini che il Papa faceva di giovedì, era dovuta più al calendario della diocesi romana che fissava la Solennità al giovedì successivo alla Solennità della Santissima Trinità mentre, il calendario liturgico la teneva per la domenica successiva alla Santissima Trinità. Tuttavia ciò che deve essere considerata non è una motivazione di “calendario” o di problema “liturgico“. Il problema – era ed è – solamente di partecipazione. Insomma, si stanno cercando tutti i vari espedienti per facilitare la maggior affluenza di fedeli!

In poche parole: c’è penuria di gente, penuria di fedeli, c’è poca gente… Dove stanno tutti questi milioni di “bergogliani” strombazzati da “vatican-insipient” e dai vari Media? Papa Francesco sta facendo tutto questo non certo per “noi” e neppure per “Gesù-Ostia-Santa”, ma sta facendo questi cambiamenti per “voi”, e voi dove siete? Se siete “in periferia” muovetevi, andategli incontro!

Ieri al Divino Amore, presso il famoso Santuario romano mariano, forse per la prima volta nella storia di una visita papale (per un Rosario ad aprire il mese di maggio), il numero delle presenze non era mai sceso così in basso! Ma tanto in basso da non richiedere l’uso del nuovo santuario (davvero osceno ed orrendo). Tutto si è svolto dentro alla piccola struttura antica, pochissime persone nella piazza sottostante, la presenza era dovuta più a gruppi di persone che frequentano il Santuario, che ad un vero e proprio pellegrinaggio mariano.

pope-gif-jan-151Più il Papa si sposta nelle “sue periferie”, più non comprende che questo motiva la gente a non andare!! Saremo proprio curiosi di conoscere – e parlare – con questi “consiglieri” del Papa, per spiegare loro i danni che stanno apportando all’intera immagine della Chiesa. Bergoglio continua a trattare Roma come la sua “Buenos Aires”, convinto forse che la Città Eterna è una enorme favelas, e forse non ha neppure torto per molti aspetti, ma non ha ancora compreso bene che questo modo di fare non aiuta la gente – questa gente cittadina – a “correre” per vivere “col suo Vescovo” un momento di intensa religiosità ecclesiale.

Bergoglio vede queste attività esclusivamente da un punto di vista di “devozione popolare”, e qui sta il suo errore, un errore che i suoi “consiglieri” dovrebbero sottolineare… L’Italia, le nostre Città, la stessa Roma, non vive una “religiosità, una devozione popolare“, piuttosto la sua partecipazione o è motivata dalla Fede e dalla TRADIZIONE, o non lo è, e se non lo è, non si muove, non partecipa. Il Papa potrà cambiare tutte le periferie che vorrà, che la gente non lo seguirà, l’apatia aumenterà.

Questo perché, oggi, il problema è L’ATEISMO! Un ateismo che papa Francesco ha deciso di non combattere e di non denunciare, di non toccare e di non attaccare! Al contrario, ha deciso di lasciar fare come se nulla fosse. Ma in questo modo migliaia di persone si sono convinte di stare bene come stanno, di non aver bisogno di alcuna conversione e che la grandezza di questo pontificato risiede proprio in questa libertà!

E c’è anche un altro “problema” per Bergoglio. A lui NON piacciono i “cortei e le processioni” con persone organizzate in gruppi e associazioni! Egli preferisce le periferie per incontrarsi con persone “libere”, magari che hanno “bisogno” di volersi incontrare con “lui, con il Papa” (scusateci, il virgolettato è necessario), per il resto – a lui – non interessa altro che un bellissimo “bagno di folla”, anche di piccole dimensioni, di piccoli numeri, erroneamente tradotto in quel “piccolo gregge” di biblica memoria!

Un bagno di folla come quello che si sta organizzando per il 5 maggio in occasione dei 50 anni del Cammino neocatecumenale! Cosa c’entra, questo, direte voi, non è contraddittorio? C’entra eccome e non è contraddittorio! E’ la tecnica del “dare e avere”, io do una cosa a te e tu poi dai una cosa a me, magari “tutti insieme, appassionatamente“, ma separatamente! Del resto – i responsabili – hanno già comunicato che l’incontro sarà tutta una festa ed una sorpresa perché per loro, l’incontro con i Papi è una “questione affettiva, non dottrinale!!“. Eppure ieri, al Divino Amore, per il Rosario del primo di maggio, dei neocatecumenali, non s’è vista neppure l’ombra, così come non si sono mai visti alla Processione del Corpus Domini da piazza san Giovanni, lungo Via Merulana e a santa Maria Maggiore. E sì che quando vogliono farsi vedere, si vedono eccome!!

Insomma, Bergoglio va avanti a “sorprese” nel tentativo PIU’ DISPERATO di raccogliere consensi, senza parlare mai del peccato mortale, dell’ateismo, della CONVERSIONE…. come a dire: NON MUOVETEVI, VENGO IO INCONTRO A VOI!!! Restate saldi “non nella Fede“, ma nei vostri ideali, nei vostri sogni, nei vostri desideri, tanto Gesù vi vuole bene lo stesso! Tutto il resto è “spazzatura” di una “vecchia chiesa” da cambiare, a cominciare proprio dalle sue più nobili e tradizionali Processioni Sante.

Non più nel “Nome Santo di Dio” e della Santa Chiesa, ma – giustamente in questo caso – NEL NOME DELLE NOVITA’ e al grido di “il Papa lo vuole”. Ciò che “Dio vuole” è secondario, mentre è diventato primario ciò che vuole l’uomo, come lo vuole, quando e dove e abbiamo citato il movimento neocatecumenale per sottolineare come ciò che Kiko Arguelo vuole e voleva, è diventato legge anche della chiesa moderna!

Forse penserete che stiamo esagerando! Magari! E dato che a noi deprime vedere le piazze vuote alla presenza di un Papa con Gesù-Ostia-Santa nella Sua Solennità, contradditeci partecipando in massa, non tanto per stringere la mano a Bergoglio o a rubare un selfie, o per esibire striscioni, ma per andare ad Adorare Gesù nell’Eucaristia, per convertirsi davvero! Dateci prova, con i fatti, che noi stiamo sbagliando!

Infine qualcuno ci ha chiesto: tutto sommato non è meglio? Magari ci sarà più gente, in fondo cosa cambia se il Papa fa una processione dal centro di una città, in una periferia, magari anche più densamente popolata?

Lo abbiamo spiegato all’inizio: il Papa può decidere cosa sia meglio fare, nessun problema, per noi resta una “non notizia“. Il punto è il senso, il significato che si vuol dare all’evento: la festa dell’incontro è del papa che va in periferia a fare selfie e a stringere mani, o la Solennità di Gesù Eucaristia? Non si può rispondere “di entrambi”, perché non sono sullo stesso piano! Se l’evento e la scelta porteranno conversioni, ben venga, diversamente sarà una nuova e immane tragedia di Anime abbandonate alle utopie e di Gesù-Osia-Santa, Sacramento ulteriormente oltraggiato perché, a muovere il tutto, continuerà ad essere L’IDEOLOGIA, la “dea-novità” e non la Fede, non la conversione, non l’abbandono del peccato! E noi saremo contenti di essere smentiti!

Ricorda il cuore della vera “notizia”:

  • “La processione del Giovedì Santo accompagna Gesù nella sua solitudine, verso la “via crucis”. La processione del Corpus Domini, invece, risponde in modo simbolico al mandato del Risorto: vi precedo in Galilea. Andate fino ai confini del mondo, portate il Vangelo al mondo. Certo, l’Eucaristia, per la fede, è un mistero di intimità. Il Signore ha istituito il Sacramento nel Cenacolo, circondato dalla sua nuova famiglia, dai dodici apostoli, prefigurazione ed anticipazione della Chiesa di tutti i tempi. Perciò, nella liturgia della Chiesa antica, la distribuzione della santa comunione era introdotta dalle parole: Sancta sanctis ‘ il dono santo è destinato a coloro che sono resi santi. In questo modo, si rispondeva all’ammonimento rivolto da San Paolo ai Corinzi: “Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice..” (1 Cor 11, 28).
  • Tuttavia, da questa intimità, che è dono personalissimo del Signore, la forza del sacramento dell’Eucaristia va oltre le mura delle nostre Chiese. In questo Sacramento, il Signore è sempre in cammino verso il mondo. Questo aspetto universale della presenza eucaristica appare nella processione della nostra festa. Noi portiamo Cristo, presente nella figura del pane, sulle strade della nostra città. Noi affidiamo queste strade, queste case ‘ la nostra vita quotidiana ‘ alla sua bontà. Le nostre strade siano strade di Gesù! Le nostre case siano case per lui e con lui! La nostra vita di ogni giorno sia penetrata dalla sua presenza. Con questo gesto, mettiamo sotto i suoi occhi le sofferenze degli ammalati, la solitudine di giovani e anziani, le tentazioni, le paure ‘ tutta la nostra vita. La processione vuole essere una grande e pubblica benedizione per questa nostra città: Cristo è, in persona, la benedizione divina per il mondo ‘ il raggio della sua benedizione si estenda su tutti noi!” (Benedetto XVI – Omelia Solennità Corpus Domini, 26.5.2005)

 

Le critiche del prof. Pierantoni alla Gaudete et Exsultate

Il prof. Claudio Pierantoni smaschera la strategia della recente esortazione apostolica Gaudete et Exultate di identificare come aderenti a “gnosticismo” e “pelagianesimo” coloro che criticano le posizioni del papa in rottura con la fede e la dottrina della Chiesa. Ciò secondo lui rappresenta una sorta di “contrattacco” nei confronti di quei cardinali, vescovi, sacerdoti e fedeli che si oppongono all’Amoris Laetitia, che contraddice Gesù Cristo e il Nuovo Testamento, promuovendo la Santa Comunione agli adulteri impenitenti. 

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Zampino di Rahner sulla dottrina… infernale

Cari Amici, come avevamo spiegato qui: Bergoglio rigetta un “Dio” che punisce, vi lasciamo ora ad una profonda analisi del professore Stefano Fontana sul medesimo argomento, che ci conduce anche all’articolo appena trattato qui: “Lo sbaglio di papa Francesco nel concetto della Confessione”, e questo accade quando si vuole stravolgere la dottrina e il concetto stesso DI PECCATO. Buona informazione!

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Lo sbaglio di papa Francesco nel concetto della Confessione

Il sacerdote nel confessionale è GIUDICE E MEDICO, non il compagnone di merende o di incidenti di percorso. Giudice e Medico, fattori indispensabili per amministrare la vera misericordia divina a quanti, PENTITI, la chiedono!

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