E se S. Francesco Saverio scrivesse al confratello Papa?

Il 3 dicembre la Chiesa cattolica ricorda S. Francesco Saverio, uno dei primi compagni di Sant’Ignazio di Loyola, dunque confratello di papa Francesco. Eppure i due non potrebbe essere più diversi. Francesco Saverio dedicò eroicamente la sua vita alle missioni, mosso unicamente dal desiderio di convertire e guadagnare anime a Cristo e alla Chiesa. Se oggi fosse ancora sulla terra, cosa direbbe al confratello divenuto Romano Pontefice? Il prof. Corrado Gnerre ci ha pensato e così ha immaginato una lettera ideala che il grande santo missionario avrebbe potuto inviare al confratello vestito di bianco. Di seguito pubblichiamo il testo.

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Buon cattolico a chi?

Il nostro editoriale sulle indiscrezioni dell’incontro fra papa Francesco e Joe Biden, i quali essendo entrambi gesuiti di formazione, hanno un concetto non cattolico di chi sia il buon cattolico.

Finalmente c’è stato. Cosa c’è stato? Il tanto atteso incontro fra “i due cattolici più importanti del mondo”. Così infatti sono definiti dai mass-media liberal (cioè radical-chic) Francesco, 266° Romano Pontefice, primo gesuita ad essere eletto al soglio di Pietro, e Joe Biden, 46° presidente degli Stati Uniti d’America, secondo non protestante a ricoprire tale carica dopo John F. Kennedy.

Non si trattava del loro primo incontro, perché Biden era già stato ricevuto qualche volta dal papa regnante durante il suo mandato di vice-presidente nell’amministrazione di Barak Obama.

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La “Chiesa diversa” di papa Francesco. La “peste nera” si diffonde…

È impossibile capire il pontificato di Francesco, nonché il suo progetto di “Chiesa diversa” (parole da egli stesso dette il 9 ottobre e che approfondiremo in quest’articolo), senza comprendere la mentalità dell’uomo e del gesuita Jorge Mario Bergoglio, la cui matrice è intrinsecamente moderna, perciò – purtroppo per lui e per tutti i battezzati – modernista.

Non è da sottovalutare l’affermazione di Benedetto XVI, per l’Anno della Fede 2012-2013 che affermava esattamente il contrario: “I Padri conciliari non potevano e non volevano creare una Chiesa nuova, diversa. Non avevano né il mandato né l’incarico di farlo. Erano Padri del concilio con una voce e un diritto di decisione solo in quanto vescovi, vale a dire in virtù del sacramento e nella Chiesa sacramentale. Per questo non potevano e non volevano creare una fede diversa o una Chiesa nuova o diversa...” (clicca qui per il testo integrale ed originale)

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Santità, è la libertà o la verità che ci fa paura?

Video-catechesi di P. Serafino Lanzetta sul colloquio avuto da papa Francesco con i confratelli gesuiti della Slovacchia.

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Papa Francesco illude i peccatori?

I gesuiti sono i maestri del compromesso e dell’ambiguità, del dire senza dire, del negare senza negare, del ribadire senza ribadire.

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Per capire Papa Francesco

Quanto segue farà molto discutere e si potrebbe anche non essere d’accordo in tutto ciò che leggerete. Tuttavia è bene sottolineare come – in tutti i nostri editoriali – abbiamo spesso sottolineato come papa Francesco non stia “inventando nulla di nuovo”, al contrario, egli è frutto di quello “spirito del concilio” che i suoi Predecessori, però, pur denunciandolo come un male, non fecero nulla per condannarne gli errori… Perciò, a quanti si stracciano le vesti per ciò che sta accadendo in questo pontificato, si rammentino bene che Bergoglio non è caduto dal pero… la giusta critica non può e non deve fermarsi a questi ultimi 8 anni, ma deve percorrere una corretta analisi di giudizio sui fatti che parte da molto lontano.

Perché Bergoglio si comporta in un certo modo? Quale la logica della sua azione di governo? Quali gli obiettivi? Quali le conseguenze per la Chiesa? Per rispondere a queste domande l’ex vaticanista Aldo Maria Valli ha tradotto in italiano un articolo molto duro, ma anche esplicativo, del sito Wanderer intitolato Los huesos del papa Francisco (Gli ossi di Papa Francesco).

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L’enigma del Francesco Bergoglio pensiero

L’intervista che Papa Francesco ha rilasciato al Tg5 è stata molto interessante, ma la stragrande maggioranza dei mass-media, sia cattolici che acattolici, si sono concentrati solo sul vaccino anti-covid-19. Sottoponiamo alla vostra attenzione un editoriale di Franco Angeli, il quale esamina correttamente il pensiero di Jorge Mario Begoglio.

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Fare di Francesco un capro espiatorio. Come la rivoluzione del Vaticano II serve il Nuovo Ordine Mondiale. Conferenza di Mons. Viganò

Proponiamo il testo e video sottotitolato che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha pronunciato alla Catholic Identity Conferenze il 23 ottobre, intitolata “Fare di Francesco un capro espiatorio. Come la rivoluzione del Vaticano II serve il Nuovo Ordine Mondiale”, l’ex nunzio apostolico spiega che questo pontificato è il sintomo non la causa della deriva dottrinale che regna nella Chiesa.

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Dopo le parole di Bergoglio sulle unioni civili. Mons. Viganò: “Non cadiamo in questo inganno!”

Riguardo le ultime dolorose affermazioni di Papa Francesco sulle “unioni civili” per le persone dello stesso sesso, che egli avrebbe rilasciato durante la realizzazione del docu-film Francesco, pubblichiamo la Dichiarazione sull’argomento di mons. Carlo Maria Viganò.

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Il massacro sistematico di un popolo cristiano che dava fastidio all’Impero ottomano: la storia si ripete?

«Ma – scrive padre Benoit – se le uccisioni cessarono nella città, proseguirono però nei dintorni. Tutte le masserie cristiane furono saccheggiate, e ve n’erano 360. (…) Lo stesso avvenne, non solo nelle altre masserie, ma anche nelle tre grosse villeggiature o vigneti, che i cristiani possedevano nei dintorni di Adana. Dopo aver ammazzato e saccheggiato, i turchi incendiavano le abitazioni… Certi particolari fanno fremere. Alcuni armeni venivano inchiodati in croce sui pavimenti, sulle porte o su tavole: delle giovanette venivano denudate e sventrate a colpi di coltelli: indicibili delitti eran perpetrati sopra ragazzette da 7 ad 8 anni. I carnefici giocavano colle teste di fresco recise e perfin sotto gli occhi dei genitori lanciavano per aria i bambini, che ricevevano poi sulla punta dei coltellacci. Quanti altri orrori la penna si rifiuta di descrivere! “Vieni – diceva un musulmano a suo figlio di 12 o 13 anni – vieni, prendi questo coltello, e faccia Allah ch’esso sia ben tagliente per sgozzare i cristiani!”…» (cronaca del gesuita francese padre Lucien Benoit nel dispaccio pubblicato sul numero 1822 del 2 luglio 1909)

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