James Martin da dell’ignorante a Bergoglio, ma chi è causa del suo mal…

Si potrebbe pensare tranquillamente ad una guerra interna al campo dell’informazione, alla disinformazione… ad una sorta di gioco al ping-pong… ma non è così. Il gesuita padre James Martin, sdoganatore della lobby LGBT interna alla Chiesa, ce lo ha messo proprio lui, Bergoglio, alias in arte “Papa Francesco”, verrebbe perciò da pensare che chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Purtroppo però è un problema che riguarda la Chiesa, e perciò ci riguarda tutti.

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Bergoglio docet: “l’abete rosso simboleggia Dio…” Gesù è Figlio del dio albero

Nel messaggio che Bergoglio ha espresso stamani ai donatori dell’albero e del Presepe per questo Natale 2018, in san Pietro, ha detto:

  • – L’albero e il presepio sono due segni che non finiscono mai di affascinarci;
  • – Il presepio e l’albero, simboli affascinanti del Natale…

SEGNI O SIMBOLI?

quanta confusione….. e quanta tristezza sentire certe espressioni da un “papa” che non sappiamo se abbia parlato a braccio, visto che si è trattato di una visita di cortesia!

L’albero è un simbolo, il Presepe (che una volta si scriveva infatti maiuscolo) è un segno….

Ma non poteva mancare la ciliegina sulla torta, il “dio albero”, leggete:

  • L’abete rosso che quest’anno è collocato in Piazza San Pietro, proveniente dalla foresta del Cansiglio, ci suggerisce un’ulteriore riflessione. Esso, con la sua altezza di oltre venti metri, simboleggia Dio che con la nascita del suo Figlio Gesù si è abbassato fino all’uomo…”

Un albero SIMBOLEGGIA DIO????

E ancora, leggiamo bene la frase: simboleggia Dio che con la nascita del suo Figlio Gesù si è abbassato fino all’uomo…”

Allora ricapitoliamo: l’abete rosso, alto più di venti metri, simboleggia Dio che con la nascita del suo Figlio Gesù si è abbassato….. dunque… Gesù CHI E’ ???

E sì perché, nella frase, Gesù o non è Dio… oppure che Gesù è anche quel Dio che l’abete rosso simboleggia…. Per sillogismo aristotelico che succede? Esempio: l’aringa salata fa bere e ribere; il bere e ribere estingue la sete; l’aringa salata estingue la sete! Applicando al nostro caso: l’albero simboleggia “dio”; Gesù è il Figlio di Dio; Gesù è un albero…..

Vabbuò, ragazzi, abbiamo scherzato fino ad oggi, facciamo le valige ed espatriamo… ma dove? E’ questa la fregatura, non c’è altra “barca” sulla quale salire, e sulla Barca ci sono oggi Soggetti alquanto strani… e per chi non avesse capito, si studi la “cristologia panteista” del gesuita eretico Teilhard de Chardin….

Buon Natale a tutti!

P.S. Siamo seri:  evitiamo ora di fumarci l’albero…. restiamo coi piedi per terra e facciamo il Presepio, il SEGNO per eccellenza, certi simboli – o simbologie – lasciamoli ai gesuiti…. che si vantano di non essere cattolici!


AGGIORNAMENTO: 

Ci sono state segnalate due “opzioni” a riguardo della frase di papa Francesco, entrambe collegate tra loro. La prima riguarda “Wikipedia”, ossia, la storia dell’Albero di Natale che darebbe ragione a Bergoglio perché….. e qui è la seconda parte, esso sarebbe stato significato con L’ALBERO DELLA CROCE!

Chiariamo subito che siamo sempre debitori a Wikipedia per il suo immane lavoro, ma LA STORIA DELLA CHIESA non si fa con “wikipedia”….. si fa anche con LA DOTTRINA CATTOLICA E LA SUA TRADIZIONE VIVA.

Chiarito ciò e, detto brevemente, wikipedia affronta l’argomento storico, senza entrare nella dottrina anche se sottolinea come, infatti, fin da subito LA CHIESA SI OPPOSE ALL’USO DELL’ALBERO DI NATALE, mentre non disdegnò di usare ” …con l’agrifoglio, per simboleggiare con le spine la corona di Cristo e con le bacche le gocce di sangue che escono dal capo...”

La Chiesa si oppose all’Albero di Natale perché la sua tradizione era di stampo PAGANO E PANTEISTA: “L’albero natalizio ha una valenza cosmica che lo collega alla rinascita della vita dopo l’inverno e al ritorno della fertilità della natura. L’albero cosmico o albero della vita è stato anche associato alla figura salvifica di Cristo e alla croce della Redenzione, fatta appunto di legno…
(…) si noti la similitudine dell’albero con il pilastro cosmico chiamato Yggdrasill dalla mitologia nordica, fonte della vita, delle acque eterne, cui è vincolato il destino degli uomini:.

L’albero di Natale, come lo abbiamo oggi, si diffonde in Germania NEL PROTESTANTESIMO….. mentre soprattutto in Italia, con SAN FRANCESCO D’ASSISI prende piede e posto IL PRESEPE…. VERO SEGNO DEL NATALE DI GESU’…
Per molto tempo, la tradizione dell’albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord delle Alpi. All’inizio, i cattolici la consideravano un uso protestante (che infatti RIFIUTAVANO IL PRESEPE) e solo dalla fine dell’800 e dagli inizi del secolo scorso, questa tradizione si diffuse anche nel mondo cattolico…..

A portare l’Albero di Natale in san Pietro accanto al Presepio fu Giovanni Paolo II…. ma non intese mai affermare che “l’albero natalizio” simboleggiasse Dio. Basta andarsi a leggere tutti i Discorsi fatti per l’occasione (noi lo abbiamo fatto), così come i Discorsi di ringraziamento di Benedetto XVI per i donatori dell’Albero e del Presepio!

ALBERO DELLA VITA

Per chi volesse VEDERE  e sapere cosa la Tradizione dottrinale intendesse PER ALBERO DELLA VITA, veda l’immagine affiancata, e ne tragga le più oneste conseguenze.

 

 

 

 

 

Ai tempi di Gesù non c’erano i registratori, ma i Gesuiti!!

“Purtroppo questi amatori delle novità facilmente passano dal disprezzo della teologia scolastica allo spregio verso lo stesso Magistero della Chiesa che ha dato, con la sua autorità, una cosi notevole approvazione a quella teologia. Questo Magistero viene da costoro fatto apparire come un impedimento al progresso e un ostacolo per la scienza; da alcuni acattolici poi viene considerato come un freno, ormai ingiusto, con cui alcuni teologi più colti verrebbero trattenuti dal rinnovare la loro scienza” (Venerabile Pio XII, Humani generis, 1950)

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Quando stornielli e “veline-insipient” dominano certi Media, ma la colpa è di altri.

“Per me odioso, come le porte dell’Ade, è l’uomo che occulta una cosa nel suo seno e ne dice un’altra”. (Omero)

Volevamo astenerci di proposito dal dare rilievo ad un recente libro il cui contenuto vorrebbe accusare i Media “conservatori” (??) di attaccare papa Francesco e di voler volutamente aggredire Bergoglio. Poichè una bellissima e saggia risposta è stata fornita dal professore Roberto de Mattei, si ascolti qui: C’è un complotto mediatico contro Papa Francesco?, riteniamo un dovere sottolineare ulteriori aspetti.

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La chiesa di Bergoglio: un “tana, libera tutti”… ma non è un gioco!

Il titolo nella cover non è nostro, ma di un articolo apparso stamani su La Nuova Bussola Quotidiana, vedi qui,  a firma di Marco Tosatti e che purtroppo condividiamo in tutta la sua afflizione. Ciò che vogliamo sottolineare non è tanto la notizia in se stessa, che di fatto non ci spiazza e non ci prende in contropiede, infatti sfogliando i nostri editoriali potrete leggere voi stessi come da almeno negli ultimi anni, ricorre inesorabile questa deriva etica e morale nella pastorale della Chiesa… Vogliamo piuttosto far capire la gravità di una deriva all’insegna di un liberalismo DEL PECCARE che è tipico non solo del protestantesimo storico, ma oggi di un gesuitismo modernista con a capo Bergoglio, superando i maestri quali Lutero e soprattutto Calvino,  avanzando in modo spedito dentro la chiesa, imponendo l’eresia pur senza proclamare una dottrina magisteriale.

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Ciò che resta dopo il passaggio di una tempesta… per ricominciare

Accusare un papa di eresia sembra oramai l’opzione nucleare negli argomenti cattolici. Ma rischiamo di entrare in un vortice senza via d’uscita, un cane che si morde la coda.. per altri sembrerebbe anche la via più facile, un modo per tagliare corto ed evitare ogni ulteriore discussione in attesa, magari, di un prossimo papa più “ortodosso”. D’altra parte la situazione di grande confusione è palese e reale, la dottrina sostiene che un papa non può sbagliare quando parla delle questioni centrali della fede; quindi se ha torto, non può essere papa. D’altra parte però, se questo papa ha ragione, tutti i suoi predecessori devono aver sbagliato…. non si scappa, a meno che…!

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Il gesuita Bergoglio? Non è l’unico “grande rivoluzionario”

È inesatto parlare di “riforma” della Chiesa voluta da papa Francesco. Quella di Jorge Mario Bergoglio è una vera propria rivoluzione dottrinale le cui basi sono state sviluppate dalla corrente ideologica neomodernista della Compagnia di cui è membro.

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Finché la barca va…

Il titolo di quanto andremo a leggere, non è l’originale, ma ci aiuta a comprendere l’attuale situazione che stiamo vivendo e di come, a pochi mesi dall’elezione di Bergoglio al Soglio Petrino, il suo amico e successore sulla sede di Buenos Aires disse, in una intervista, che aveva trovato il nuovo papa talmente bene, e talmente a suo agio che, quando gli chiese come e quanto poteva essere duro il mestiere di Papa, Bergoglio rispose ridendo: ” non mi stanco per niente, è divertente fare il papa…

Giocare fa bene, ma come ogni gioco nel quale si superano i limiti, tale gioco può diventare pericoloso, nocivo e pure diabolico… Che Bergoglio abbia preso parte, in tutta la sua vita e in tutta la sua esperienza ecclesiale acquisita, ad un gioco DELLE PARTI, è provato proprio dalle tante biografie a lui dedicate, così come dal suo ricco frasario, e così anche nei comportamenti.

Tutto questo per presentarvi l’articolo di Don Felice Prosperi che deve essere letto alla luce di questa tempesta che sta sballottando la Barca petrina di qua e di là, senza risparmiarle nulla, facendoci anche dubitare che forse il Signore Gesù stia dormendo… (cfr.Mc.4,35-41).

Ma il Signore non dorme…. la Chiesa è Sua, questa certezza non deve inficiare da parte nostra, una sana presa di coscienza di quanto sta accadendo, prendendo anche atto di questo INEDITO sui Gesuiti degli anni ’70.

Buona lettura.

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Enzo Bianchi nuovo Prefetto per il Clero della new-chiesa?

«Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza» (1Tim 4,1-2).

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Bergoglio è il sintomo non la causa della deriva dottrinale

Jorge Mario Bergoglio entrò nella Compagnia di Gesù nel 1958 e fu ordinato sacerdote nel 1969. Durante quegli undici anni, ricevette una formazione filosofica e dottrinale di stampo neomodernista, impregnata del pensiero dei confratelli europei (Rahner, de Lubac, Danielou, etc.) del movimento pseudo-teologico conosciuto come nouvelle theologie, corrente che — seppur con qualche frenata non risolutiva dall’Humanae Vitae di Paolo VI al pontificato di Benedetto XVI — prese il sopravvento sulla scolastica tomista al Concilio Vaticano II. I “nuovi teologi” riprendono le teorie moderniste dell’evoluzione dei dogmi, il relativismo morale, la confusione nel rapporto tra natura e Grazia, sostituendo il cristocentrismo con l’antropocentrismo. Questo spiega i gravissimi errori dottrinali del magistero di Francesco.

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