La “Chiesa diversa” di papa Francesco. La “peste nera” si diffonde…

È impossibile capire il pontificato di Francesco, nonché il suo progetto di “Chiesa diversa” (parole da egli stesso dette il 9 ottobre e che approfondiremo in quest’articolo), senza comprendere la mentalità dell’uomo e del gesuita Jorge Mario Bergoglio, la cui matrice è intrinsecamente moderna, perciò – purtroppo per lui e per tutti i battezzati – modernista.

San Pio X (1903-1914), il papa profeta, durante gli ultimi anni del suo pontificato, osserverò che se i suoi immediati successori non avessero attentamente vigilato e severamente corretto, il modernismo – che lui aveva smascherato con la Pascendi – avrebbe rialzato la testa, mutando il suo aspetto, così, lentamente ma inesorabilmente, si sarebbe impossessato della stragrande maggioranza dei seminari e delle cattedre episcopali, se non addirittura arrivare alla cattedra più alta…

Purtroppo né Benedetto XV (1914-1922) né Pio XI (1922-1939) – “distratti” da eventi esterni che richiedevano tutta la loro attenzione (la prima guerra mondiale e l’avanzata dei regimi totalitari anticattolici) – non vigilarono, né tanto meno corressero come avrebbe dovuto fare, limitandosi a raccomandare ai vescovi che nei seminari si desse importanza al Giuramento antimodernista e all’insegnamento della filosofia tomista.

Il venerabile Pio XII (1939-1958), invece, dopo la fine della seconda guerra mondiale, si accorse che il modernismo aveva prepotentemente occupato seminari e cattedre episcopali – tramite la nouvelle theologie, che lui condannò con l’enciclica Humani generis – e cercò di porvi un freno, ma non efficacemente, purtroppo.

L’avanzata del neomodernismo

Fu così che si arrivò al Concilio Vaticano II, convocato e concluso da due papi, Giovanni XXIII e Paolo VI (canonizzati da papa Francesco), che erano, diciamo così, “simpatizzanti” dell’ala moderata della nouvelle theologie, cioè della corrente francese (rappresentata dal gesuita Henri de Lubac e dal domenicano Yves Congar).

Come giustamente ha fatto notare don Gino Oliosi, teologo ed esorcista, i documenti del Vaticano II non sono altro che un compromesso fra la teologia romana e la nouvelle theologie. Ma, si sa – aggiungiamo noi –, il compromesso è sempre più vicino all’errore che alla verità… Di conseguenza, nel post-Vaticano II, non poté che vincere l’ala radicale della nouvelle theologie, ovvero la corrente tedesca (capeggiate dal gesuita Karl Rahner).

Vivere il Vaticano II

Fra tutti gli ordini religiosi, ve ne fu uno, in particolare, che si “appropriò” della “missione” di applicare l’insegnamento – spirito e lettera sono le due facce della stessa medaglia – del Vaticano II: la Compagnia di Gesù; guidata dal 1965 al 1981 dal basco Pedro Arrupe, vero mentore di Jorge Mario Bergoglio.

Il papa regnante è cresciuto in una Compagnia impregnata del pensiero moderno e della mentalità modernista già da prima del suo ingresso (1958), che sì vide non condannata, ma persino “confermata” al 21° concilio ecumenico della Chiesa cattolica. Quella «peste nera che si estende», come egli stesso ha definito il suo Ordine, con soddisfazione e compiacimento. C’è dunque da meravigliarsi delle rotture teologiche, delle ambiguità dottrinali e dei gesti ecopastoralistirasentando l’idolatria – del suo pontificato? Sarebbe strano il contrario, invece.

Il 21° concilio ecumenico dunque «era entrato nel nostro modo di essere cristiani e di essere Chiesa e, nel corso della mia vita, le mie intuizioni, le mie percezioni e la mia spiritualità sono state generate naturalmente dai suggerimenti della dottrina del Vaticano II», perciò «non c’era tanto bisogno di citare i testi del Concilio», ha scritto lo stesso papa Francesco nella sua prefazione al libro Fraternità, segno dei tempi. Il magistero sociale di papa Francesco (Ed. LEV).

In fondo, il vero insegnamento del Vaticano II – al di là dei suoi documenti (i quali sono più programmatici che magisteriali in senso stretto) – consiste proprio nel primato della pastorale (della prassi) sulla Dottrina, nel primato dell’azione sulla contemplazione, nel primato del divenire sull’essere, nel primato della libertà umana sulla verità rivelata, nel primato dell’antropocentrismo sul teocentrismo, ecc… Insomma, fu un vero e proprio ribaltamento.

L’uomo, il gesuita e il papa sono un tutt’uno

La mentalità dell’uomo e del gesuita Jorge Mario Bergoglio – dunque di papa Francesco, perché egli vuole rimanere tale anche sul trono petrino – sono di matrice moderna, perciò – purtroppo per lui e per tutti i battezzati – modernista.

«È ormai assodato che le ascendenze culturali del Santo Padre affondano le loro radici nell’immanentismo, nello storicismo, nella fenomenologia etica, un approccio che accantona nella morale la metafisica e nella fede l’afflato trascendente», ha spiegato il filosofo del diritto Tommaso Scandroglio. «Insomma, una visione dell’uomo, del mondo e di Dio più orizzontale che verticale».

Avendo dunque una visione moderna/modernista di Dio, non si può che avere anche una visione diversa, anzi distorta, della Chiesa.

Si tratta della visione di una Chiesa umana, non divina, di un “sogno”, di un “progetto” che dev’essere realizzato, costi quel costi.

L’apertura del cammino sinodale che porterà al sinodo sulla sinodalità nel 2023 (un’altra trovata di questo Papa)[1] è un ulteriore passo in questa direzione.

«Ci sono molte resistenze a superare l’immagine di una Chiesa rigidamente distinta tra capi e subalterni, tra chi insegna e chi deve imparare, dimenticando che a Dio piace ribaltare[2] le posizioni…», ha detto papa Francesco in un discorso tenuto il 18 settembre alla Diocesi di Roma. Poi ha aggiunto qualcosa di altrettanto grave, ovvero che «la sinodalità esprime la natura della Chiesa la sua forma, il suo stile, la sua missione. E quindi parliamo di Chiesa sinodale, evitando, però, di considerare che sia un titolo tra altri, un modo di pensarla che preveda alternative. Non lo dico sulla base di un’opinione teologica, neanche come un pensiero personale, ma seguendo quello che possiamo considerare il primo e il più importante “manuale” di ecclesiologia, che è il libro degli Atti degli apostoli».

Non sappiamo quale versione degli Atti degli Apostoli abbia letto papa Francesco[3], ma questo è contrario a tutto ciò che la Chiesa, tramite concili ecumenici e 265 Romani Pontefici prima di quello regnate, ha decretato e insegnato infallibilmente.

Infatti «la Chiesa fondata da Gesù Cristo non è una Chiesa “sinodale”, ma una Chiesa gerarchica, che non ha bisogno di interrogarsi su sé stessa, né di avanzare verso l’ignoto, perché il Suo Fondatore le rivelato la sua missione e ne ha stabilito l’immutabile costituzione», ha spiegato magistralmente il prof. Roberto de Mattei.

Il vecchio desiderio (capriccio) della “Chiesa diversa (nuova)”

Ma papa Francesco non sembra interessato a ciò, convinto com’è che questo “cammino sinodale” sia voluto e guidato dallo Spirito Santo – dimentico o non curante del fatto che la Terza Persona non segue un suo “percorso”, ma procede dalla Prima e dalla Seconda Persona della Santissima Trinità –, come ha lasciato intendete nel discorso di apertura percorso sinodale lo scorso 9 ottobre.

Non a caso papa Francesco ha lanciato la «sfida», parole sue, di «una “Chiesa diversa”, aperta alla novità che Dio le vuole suggerire, invochiamo con più forza e frequenza lo Spirito e mettiamoci con umiltà in suo ascolto, camminando insieme, come Lui, creatore della comunione e della missione, desidera, cioè con docilità e coraggio».

Ribadendo – e citando – la “riforma” secondo Yves Congar: «”Non bisogna fare un’altra Chiesa, bisogna fare una Chiesa diversa[4]» (Vera e falsa riforma nella Chiesa, Milano 1994, 193).

Del resto, quello di modificare la Chiesa dal suo interno, è il solito vecchio progetto dei modernisti. «Fino ad oggi – aveva spiegato il “grande vecchio” del modernismo italiano, Ernesto Buonaiuti, – si è voluto riformare Roma senza Roma, o magari contro Roma. Bisogna riformare Roma con Roma; fare che la riforma passi attraverso le mani di coloro i quali devono essere riformati».

Pare proprio che il timore di San Pio X, forse addirittura “visto” da Leone XIII nella famosa visione del 13 ottobre 1884, dall’avvento di un papa modernista, si sia realizzato…


[1] Che sia questo il sinodo annunciato a Garabandal?

[2] Il grassetto è nostro.

[3] Del resto egli è molto abile a manipolare la Sacra Scrittura, come vediamo ogni giorno dalle sue omelie del mattino.

[4] Il corsivo è del sito della Santa Sede.

Santità, è la libertà o la verità che ci fa paura?

Video-catechesi di P. Serafino Lanzetta sul colloquio avuto da papa Francesco con i confratelli gesuiti della Slovacchia.

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Papa Francesco illude i peccatori?

I gesuiti sono i maestri del compromesso e dell’ambiguità, del dire senza dire, del negare senza negare, del ribadire senza ribadire.

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Per capire Papa Francesco

Quanto segue farà molto discutere e si potrebbe anche non essere d’accordo in tutto ciò che leggerete. Tuttavia è bene sottolineare come – in tutti i nostri editoriali – abbiamo spesso sottolineato come papa Francesco non stia “inventando nulla di nuovo”, al contrario, egli è frutto di quello “spirito del concilio” che i suoi Predecessori, però, pur denunciandolo come un male, non fecero nulla per condannarne gli errori… Perciò, a quanti si stracciano le vesti per ciò che sta accadendo in questo pontificato, si rammentino bene che Bergoglio non è caduto dal pero… la giusta critica non può e non deve fermarsi a questi ultimi 8 anni, ma deve percorrere una corretta analisi di giudizio sui fatti che parte da molto lontano.

Perché Bergoglio si comporta in un certo modo? Quale la logica della sua azione di governo? Quali gli obiettivi? Quali le conseguenze per la Chiesa? Per rispondere a queste domande l’ex vaticanista Aldo Maria Valli ha tradotto in italiano un articolo molto duro, ma anche esplicativo, del sito Wanderer intitolato Los huesos del papa Francisco (Gli ossi di Papa Francesco).

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L’enigma del Francesco Bergoglio pensiero

L’intervista che Papa Francesco ha rilasciato al Tg5 è stata molto interessante, ma la stragrande maggioranza dei mass-media, sia cattolici che acattolici, si sono concentrati solo sul vaccino anti-covid-19. Sottoponiamo alla vostra attenzione un editoriale di Franco Angeli, il quale esamina correttamente il pensiero di Jorge Mario Begoglio.

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Fare di Francesco un capro espiatorio. Come la rivoluzione del Vaticano II serve il Nuovo Ordine Mondiale. Conferenza di Mons. Viganò

Proponiamo il testo e video sottotitolato che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha pronunciato alla Catholic Identity Conferenze il 23 ottobre, intitolata “Fare di Francesco un capro espiatorio. Come la rivoluzione del Vaticano II serve il Nuovo Ordine Mondiale”, l’ex nunzio apostolico spiega che questo pontificato è il sintomo non la causa della deriva dottrinale che regna nella Chiesa.

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Dopo le parole di Bergoglio sulle unioni civili. Mons. Viganò: “Non cadiamo in questo inganno!”

Riguardo le ultime dolorose affermazioni di Papa Francesco sulle “unioni civili” per le persone dello stesso sesso, che egli avrebbe rilasciato durante la realizzazione del docu-film Francesco, pubblichiamo la Dichiarazione sull’argomento di mons. Carlo Maria Viganò.

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Il massacro sistematico di un popolo cristiano che dava fastidio all’Impero ottomano: la storia si ripete?

«Ma – scrive padre Benoit – se le uccisioni cessarono nella città, proseguirono però nei dintorni. Tutte le masserie cristiane furono saccheggiate, e ve n’erano 360. (…) Lo stesso avvenne, non solo nelle altre masserie, ma anche nelle tre grosse villeggiature o vigneti, che i cristiani possedevano nei dintorni di Adana. Dopo aver ammazzato e saccheggiato, i turchi incendiavano le abitazioni… Certi particolari fanno fremere. Alcuni armeni venivano inchiodati in croce sui pavimenti, sulle porte o su tavole: delle giovanette venivano denudate e sventrate a colpi di coltelli: indicibili delitti eran perpetrati sopra ragazzette da 7 ad 8 anni. I carnefici giocavano colle teste di fresco recise e perfin sotto gli occhi dei genitori lanciavano per aria i bambini, che ricevevano poi sulla punta dei coltellacci. Quanti altri orrori la penna si rifiuta di descrivere! “Vieni – diceva un musulmano a suo figlio di 12 o 13 anni – vieni, prendi questo coltello, e faccia Allah ch’esso sia ben tagliente per sgozzare i cristiani!”…» (cronaca del gesuita francese padre Lucien Benoit nel dispaccio pubblicato sul numero 1822 del 2 luglio 1909)

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Mons. Viganò: I cattolici pro aborto rinnegano la Chiesa di Cristo

Intervista a tutto campo quella mons. Carlo Maria Viganò ha concesso al vaticanista Marco Tosatti che vi proponiamo.

Il fumo di Satana

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Per capire (l’ecologismo di) Papa Francesco

Jorge Mario Bergoglio entrò nella Compagnia di Gesù nel 1957 e negli anni della formazione subì l’infausto influsso delle teorie moderniste del defunto confratello Teilhard de Chardin.

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