Con Bergoglio ciò che è Bene diventa male e ciò che è Male diventa bene.

Dopo la stravagante uscita, di Papa Francesco, contro gli “aggettivi” per definire chi è e come deve essere un Cristiano, un Martire, la stessa Dottrina, o come non lo possa essere, vedi qui,  veniamo ora deliziati  dalle solite “interviste-confessioni” private (o lectio, sic!),  che egli solita elargire (troppo) abbondantemente e senza più alcun freno inibitore e remora, senza più prudenza, ai suoi “Compagni” Gesuiti nei vari viaggi apostolici come l’ultimo nel Madagascar.

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Le vere bergoglionate di Papa Francesco

Essendoci occupati in precedenza dei –  se pur presunti ma assai visibili – disturbi psicologici di Jorge Mario Bergoglio, vorremmo stavolta esaminare alcuni suoi comportamenti.

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Bergoglio visto da molto vicino…

Il giornalista americano George Neumayr, autore del libro The Political Pope – di cui ci occupammo precedentemente (qui, qui e qui) –, si è recato a Buenos Aires per scoprire che cosa ne pensano gli argentini del fatto che il loro connazionale più illustre, dopo 6 di pontificato, non abbia ancora visitato la propria terra natia, oltre che per raccogliere maggiori informazioni sul periodo del pre-pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Il resoconto è ben lontano dal “vescovo dei poveri” che i mass-media hanno divulgato negli ultimi anni.

L’ormai ex vaticanista del Tg1, Aldo Maria Valli (ex perché ricollocato dalla Rai nella sezione sportiva, dopo averlo messo in ferie forzate dallo scorso anno, quando pubblicò la famosa Testimonianza di mons. Carlo Maria Viganò), dopo aver letto gli articoli del collega americano, ne ha riportato i passi più importanti nel proprio blog Duc in Altum. Li proponiamo anche noi ai nostri lettori, senza nessun commento da parte nostra, affinché ciascuno ci rifletta senza nessun condizionamento.

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Perché un gesuita rimane gesuita anche da papa?

Proponiamo ai nostri lettori la traduzione di un articolo del giornalista americano Dominic Lynch scritto nel dicembre del 2016, quando la discussione nata dal fatto che papa Francesco si rifiutò di rispondere ai cinque dubia dei quattro cardinali sull’Amoris Laetitia era ancora, diciamo, calda. L’articolo è molto attuale non solo per il motivo che sono passati appena due anni e non c’è stata ancora nessuna risposta, ma anche perché l’autore spiega la ragione dell’atteggiamento eterodosso dell’attuale Vescovo di Roma: l’essere gesuita.

Quando il Newsweek domandò se papa Francesco fosse cattolico, ci fu chi rispose: No, è gesuita. Non condividiamo tutte le osservazioni di questo giornalista, ma la sua analisi sul pontificato del primo gesuita diventato papa è assolutamente indovinata. Ciò che dovrebbe sorprendere di un gesuita – sostiene Dominic Lynch – non è l’eterodossia, bensì l’ortodossia. Per cui noi ci auguriamo – e preghiamo – che papa Francesco ci sorprenda, prima o poi, difendendo l’ortodossia. In fondo, finché c’è vita, c’è speranza…

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Il progetto dell’«ecochiesa» parte da lontano

Ha creato gran sgomento
il nuovo sinodal strumento
Grande eretica fandonia
sbrodolando di Amazzonia

“Il cristianesimo è più bello
tra una danza e uno spinello”.
Con la religion novella
Convertivi anche Pannella!

Questo è colmo di follia,
la sinistra litania;
ormai il demone infernale
viene aggiunto nel rituale!

Già da tempo preparato
C’è l’attacco al celibato
“su, creiamo il precedente,
per finire basta un niente!”

Oh Gesù deh fino a quando
I fetusi andran cantando?
Di lor fine s’oda il tonfo
Giunga presto il tuo trionfo!

(Don Alfredo Maria Morselli – 21 giugno 2019)

Jorge Mario Bergoglio segue un progetto ben preciso: questo pontificato non è altro che un “Vaticano III” non ufficialmente convocato, il cui scopo è quello di aprire i processi che portino finalmente ad una nuova “Chiesa”. Uno degli ultimi processi è quello che porterà ad una specie di eco-chiesa, di cui l’Instrumentum Laboris del sinodo sull’Amazzonia è il grande manifesto.

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Attacco a Wojtyla e a Ratzinger. La vendetta dei gesuiti quarant’anni dopo.

I gesuiti di Pedro Arrupe si arrancarono il “diritto” di applicare il Concilio Vaticano II — il suo “spirito” — e nonostante i continui richiami di quattro papi (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) hanno continuato su quella diabolica strada. Adesso che sul Trono di Pietro siede uno di loro, non hanno più freni.

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Al conclave del 2013 lo Spirito Santo trovò il papa già eletto?

Quando non si usa più quel “sì, sì e il no, no”, di cristiana memoria, ecco che si possono far nascere le vere leggende che in questo caso più bronzea che aurea, finisce per riempire le cronache tra ulteriori partitismi. Noi vi pubblichiamo la cronaca di un libro in uscita (e la presentazione da una nostra traduzione), i fatti come sembrano si sarebbero svolti, ai posteri la sentenza, a noi il Rosario per pregare. 

Approfittiamo per ricordare che siamo entrati nella Settimana Santa e che se non dovesse accadere qualcosa di eclatante – Dio ce ne risparmi –  gli aggiornamenti delle “cronache” riprenderanno dopo la Santa Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo.

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Non si può negare, a Bergoglio, il proverbiale umorismo… da gesuita!

Avevamo trattato l’argomento in modo serio qui, per via delle mani consacrate del Sacerdote e per l’autorità apostolica che un vescovo ed un pontefice ricoprono davanti a questo gesto che non è, come abbiamo ricordato, una questione di obbligo, ma di riverenza non all’uomo, bensì al ruolo che questi ricopre ed esercita, essendo anche implicato nella scala gerarchica della Chiesa.

Questa volta, però, dobbiamo riconoscere a Bergoglio quel proverbiale senso dell’humour di stampo gesuitico… che non è che fa proprio ridere per la verità (per chi conosce il contenuto delle loro battute e barzellette, volto sempre a colpire qualcuno), però suvvia! Per una volta tanto, facciamoci anche noi due risate…

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Francesco fa notizia perché la notizia è Bergoglio e non Gesù il Cristo

Continuando i ragionamenti sviluppati in questo precedente editoriale: Sei anni di colpi di scena: ma nulla da festeggiare, occorre ora procedere facendo un passetto indietro per tentare di capire la situazione attuale. Ci faremo aiutare da un libro non certo “contro” papa Francesco, al contrario, è un libro che ne esalta la teologia (ma non dice quale è); le virtù… la politica (filo sudamericana), fino all’affermazione e riconoscimento di un magistero completamente NUOVO e senza dubbio SCOLLATO e scardinato dalla Tradizione della Chiesa. A dirlo sono i “suoi Amici“, mica noi!

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James Martin da dell’ignorante a Bergoglio, ma chi è causa del suo mal…

Si potrebbe pensare tranquillamente ad una guerra interna al campo dell’informazione, alla disinformazione… ad una sorta di gioco al ping-pong… ma non è così. Il gesuita padre James Martin, sdoganatore della lobby LGBT interna alla Chiesa, ce lo ha messo proprio lui, Bergoglio, alias in arte “Papa Francesco”, verrebbe perciò da pensare che chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Purtroppo però è un problema che riguarda la Chiesa, e perciò ci riguarda tutti.

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