Il cardinale Marx consegna le dimissioni ma .. non ci crede nessuno, sarebbe troppa grazia “santantonio”

  • “… ciò che c’è di assurdo e di criminale nella collegialità è che questa organizzazione di tipo democratico, massonico e rousseauiano ci sta “papificando” i Vescovi. Noi abbiamo dei Vescovi personalmente impotenti, ma collegialmente in via di “papificazione”..” (Padre Calmel OP)
  • E’ su tutti i notiziari, il cardinale Reinhard Marx ha consegnato (avrebbe, perchè al momento sembra più una lamentela che un atto vero e proprio) le proprie dimissioni a Papa Francesco, con una Lettera “aperta” e resa pubblica imponendo però, a tutti noi, la seria domanda se le abbia consegnate davvero al Papa e se – le sue parole – non siano più un messaggio cifrato, un monito, una sorta di ennesimo ricatto a Roma, piuttosto che un bel auspicato prepensionamento volontario…

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    Papa Francesco tira le orecchie alla CEI: vuole la nuova Chiesa, vuole tutto e subito…

    Abbiamo seguito i lavori iniziali dell’incontro tra la CEI e Papa Francesco, per aprire la 74ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che si è svolta dal 24 al 27 maggio, sul tema “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita ‐ Per avviare un cammino sinodale”…

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    Papa Francesco alla apertura della prima SGdN: “la vita è il primo dono che ciascuno ha ricevuto…”

    Se per una volta si riuscisse a non fermarsi ai Media ma ad entrare nel vivo dei testi ufficiali, forse qualcosa di buono si riuscirebbe a comprendere. Papa Francesco ha partecipato oggi al primo incontro ufficiale degli Stati Generali della Natività (SGdN), una Associazione non propriamente giovane ma, da oggi, ufficialmente, socialmente collocata che ha dato vita ad una serie di iniziative per le Famiglie avendo, quale scopo, di invertire la rotta contro la denatalità in Italia…

    Condividiamo l’iniziativa e ne siamo contenti, tuttavia ci si consenta una sottolineatura importante. Ci spiace non aver sentito nessuno degli intervenuti, e neppure il Papa, parlare di ABORTO quale causa principale di questa denunciata denatalità… si è parlato solo di figli sognati e voluti e che molti non vengono concepiti perchè mancano le risorse, il lavoro, la casa… la stabilità… ma di quelli concepiti ed UCCISI, che sono a milioni… nessun cenno… Questo silenzio e questa voluta assenza fanno comprendere come ancora, la legge sull’aborto, si crede essere un diritto… mentre non è altro che quella falla che si finge di non vedere, mentre si tenta di togliere l’acqua che vi entra…. Chiarito questo aspetto non indifferente, consigliamo ora di ascoltare i tre discorsi che sono stati fatti e, a seguire, il testo scritto ed ufficiale che il Papa ha pronunciato e che, naturalmente, condividiamo…

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    Che è il Papa? Il munus di Pietro adesso è di Francesco

    Sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori un ottimo articolo dei giornalisti americani Robert Siscoe e John Salza (tradotto da Carlo Schena e pubblicato nel blog di Marco Tosatti) in cui si spiega — primo — perché è fuori dalla Chiesa chi nega la validità dell’elezione di Francesco e — secondo — che l’artificiosa divisione da munus e ministerium è una discussione perniciosa che non invalida la rinuncia di Benedetto XVI.

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    Né romano, né burino…

    Con il termine burino, in dialetto romanesco, viene designato il contadino, il campagnolo e, in senso più esteso e moderno, una persona con forma e modi da provinciale. Un’altra accezione, in senso lato, è quella di una persona rozza e volgare, che in dialetto romanesco è però definita soprattutto dal termine “coatto”. Il coatto non deve essere confuso con il “burino”…
    Insomma, “secondo un’etimologia spesso attribuitale popolarmente, essa sarebbe da far risalire ad un modo con cui venivano ipoteticamente chiamati i pastori venditori di burro – per l’appunto buro secondo la dizione romanesca – in attività per le strade dell’Urbe, provenienti dalle campagne fuori città e quindi associati col passare del tempo alla figura del rozzo zoticone.
    Un’ipotesi alternativa avanzata per l’origine del termine, senz’altro fondata quantomeno sulla scorta di fonti documentali che ne consentirebbero una ricostruzione etimologica meno aleatoria, sarebbe quella che invece la farebbe derivare dal termine bure, ossia al manico dell’aratro, utilizzato nei secoli addietro per indicare sineddoticamente i braccianti della Romagna, regione per svariati secoli facente parte proprio dei dominii dello Stato Pontificio, ingaggiati di frequente come lavoratori stagionali nell’Agro romano. Infatti, lo stesso telaio dell’aratro era chiamato spesso e volentieri burino nell’Italia del passato”.
    Dulcis in fundus, ma chi è il vero romano? Ci vuole il bollino di romano doc. Quello spetta a pochi, pochissimi. Per essere un romano doc, si dice, bisogna essere de Roma da sette generazioni, sia da parte di madre che di padre. Sennò nulla da fare. E dunque, non è questo il genere che ci interessa per essere “romano doc”. Il senso è assai più antico di sette generazioni, è qualcosa di più spirituale e per la quale appartenenza non basta neppure il Battesimo per mezzo del quale – rigenerati – siamo membra ROMANE della Chiesa una, santa cattolica, apostolica e romana. Per essere romani doc occorre vedere e amare Roma come l’ha vista e amata Gesù Cristo.

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    Chiunque alla Hans Küng attacca i Tre Amori bianchi non è Cattolico

    Hans Küng (Sursee, 19 marzo 1928 – Tubinga, 6 aprile 2021) fu compagno di cordata, con i Progressisti modernisti, per tutte le pretese ascese verso il “progresso”, facendo sempre sentire le loro chiassate contro Roma, contro Pio IX e il Sillabo, contro Pio X, contro il Concilio di Trento e il Vaticano I. Non per nulla, la “Realites” del settembre 1963 mostrava, sulla copertina, Hans Küng come “le Theologien qui incarne l’aile avancèe de la pensèe catholique”, uno sproloquio che ha ancora vita soprattutto oggi, nel sentire l’aberrante elogio funebre fatto da un dicastero della Santa Sede, la Pontificia Accademia per la Vita, con il quale si elogia il teologo scomparso attraverso questo tweet: «scompare davvero una grande figura nella teologia dell’ultimo secolo, le cui idee e analisi devono fare sempre riflettere la Chiesa, le Chiese, la società, la cultura». Certo che ci vuole un bel coraggio per affermare ciò che Küng non è stato: “un grande…” e soprattutto per “la cultura” dal momento che era per l’eutanasia… essendo stato assai critico (come Papa Francesco del resto) sui “principi non negoziabili” affermati e ribaditi magistralmente da Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Se la Chiesa dovesse davvero riflettere su Küng quale “grande”, perché allora non cominciare dalle sue dichiarazioni di rottura sull’eutanasia? I suoi ammiratori ed epigoni, infatti, si sono sempre appoggiati a lui per avallare anche le loro più o meno ambigue proposizioni e tesi, non certo immuni dai pericoli per la Fede!

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    Santa Pasqua con Discorso e Benedizione del Venerabile Pio XII in audio originale

    Ringraziamo il sito cooperatoresveritatis per questa inedita condivisione. L’audio originale del Messaggio, con la Benedizione Urbi et Orbi, del Venerabile Pio XII. Con tale ricchezza formuliamo a tutti i nostri più fraterni Auguri per la Santa Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo.

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    Caro Papa Francesco: sua madre non sarà certo Corredentrice, ma la Madre di Gesù sì, lo è!

    Perché tanto accanimento contro il termine Corredentrice?

    A quanto pare la lingua batte dove il dente duole… Non possiamo non domandarci quale concetto abbia, Bergoglio in quanto uomo e figlio egli stesso, della “madre, la mamma”… la sua, è certo (come le nostre mamme del resto), non hanno un ruolo redentivo, eppure possono aiutarci a salvarci; ma la Madre di Dio ha una marcia in più delle nostre mamme, non solo può aiutarci, ma può anche salvarci per i meriti del Figlio a Lei consegnati. Sul volo aereo da Manila nel 2015, Papa Francesco esordì con una forte espressione contro coloro che offendono la fede altrui, ed affermò: “se uno offende mia madre, gli do un pugno…”. E allora, caro Papa Francesco, vediamo di schiarirci le idee….

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    E’ tassativo dalla CdF: la benedizione tra persone dello stesso sesso non è lecita…punto!

    La risposta al dubium proposto non esclude che vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale[10], le quali manifestino la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati di Dio così come proposti dall’insegnamento ecclesiale, ma dichiara illecita ogni forma di benedizione che tenda a riconoscere le loro unioni.” (CdF 15.3.2021, con la conferma del Papa)

    Ci hanno fatto attendere un poco, ma alla fine ce l’hanno fatta a dare un “responsum” definitivo. Non che questo non ci fosse mai stato, al contrario, ma sono anni che dalla chiesa in Germania – come da molti focolai sparsi nel mondo cattolico (o di quel poco che ne rimane) – si tenta di forzare la mano a Roma, anche dopo il famoso Documento della Lettera ai Vescovi, voluta da Giovanni Paolo II e distribuita all’epoca dal cardinale Ratzinger, per la “cura delle persone omosessuali“, con la quale, Roma rispondeva già sui limiti del concetto di certa accoglienza: accoglienza sì, ma con i dovuti distinguo con le seguenti parole:

    • Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.
    • Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un’opzione moralmente accettabile.

    E così, oggi, dopo ulteriori e maldestri (e pure perversi) tentativi nel voler forzare la mano al Papa, giunge una definitiva affermazione (magisteriale) per un “NO” definitivo a quanti stanno già da tempo violando la Legge di Dio, arrivando a benedire queste false unioni. Perché di questo si tratta, di falsità…

    Elevando un grato Te Deum Laudamus, vi lasciamo ora al testo ufficiale della CdF ricordando come la balordaggine mediatica non ha fine e non ha limiti perché, stamani, i titoloni hanno dato la notizia come se, a dire questo “NO” non fosse stato Papa Francesco, ma il Prefetto della CdF Ladaria, contro un presunto e inesistente permesso papale… Lo ripetiamo spesso: attenti ai Media e al doppio gioco che fanno!

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    Papa Francesco in nome della fratellanza, propone una Chiesa col Dio di Abramo senza il Cristo?

    “Io vengo” grida il Cavaliere dal Bianco Cavallo, “vengo a portare veramente la Pace, ma una pace che il mondo non può neppure immaginare; una pace costruita sulle eterne fondamenta di Dio stesso, non sulle sabbie mobili del consenso umano”. E finché non sarà apparsa questa Visione, ci saranno le guerre; fino a che non scenderà veramente la Pace di Dio (che è la conversione al Cristo-Dio) e non sarà accettata, fino a quel momento, “i Miei Abiti saranno chiazzati di Sangue e dalla Mia Bocca verrà fuori non la pace, ma una spada a due tagli”. (Padre Benson: i paradossi della Chiesa Cattolica)

    La domanda nel titolo è d’obbligo, è obbligatoria perché – il Papa in Iraq – pur esponendo ed esprimendo concetti abramitici corretti, nel suo Discorso interreligioso vedi qui, ha “dimenticato” di parlare di Gesù il Cristo e nella presunta Preghiera “dei figli” di Abramo non possiamo non chiederci: ha “dimenticato” forse che “nulla possiamo senza il Cristo e che nessuno accede al Padre se non per mezzo suo“….?

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