L’ultimo “J’accuse” del card. George Pell: Il sinodo sulla sinodalità è tossico


È morto il 10 gennaio il card. George Pell, arcivescovo emerito di Sydney, Australia, che fu perseguitato per la Fede dentro e fuori la Chiesa. Due giorni prima di morire consegnò al giornale inglese The Spectator un durissimo atto di accusa contro il sinodo sulla sinodalità. Lo proponiamo ai nostri lettori perché, oltre che una lucida analisi del progetto rivoluzionario che anima questo sinodo, è anche — a nostro giudizio — un sintesi magistrale della decattolizzazione della Chiesa che prese il sopravvento 60 anni or sono. Il materialismo marxista soppianta l’escatologia, lo spiritualismo gnostico prende il posto della spiritualità, l’inclusione cancella la conversione, la novità sostituisce la Verità, il mezzo diventa il fine e l’uomo si mette al posto di Dio. Insomma, il pensiero che oggi governa la Chiesa è si nella Chiesa, ma non è quello della Chiesa. E mai lo sarà.

Continua a leggere “L’ultimo “J’accuse” del card. George Pell: Il sinodo sulla sinodalità è tossico”

2023 Anno Nuovo e arriva la Riforma anche per il Vicariato dell’Urbe

Al momento non è possibile esprimere delle valutazioni esaustive sul Documento sulla riforma del Vicariato dell’Urbe, essendo appena stato pubblicato; deve essere ben letto e ben compreso, ma possiamo fare delle considerazioni dopo una prima lettura. Stando anche al fatto che, fino ad oggi, tutte queste “riforme” apportate da Francesco non stanno producendo nulla di nuovo, solo il tempo potrà dircene il peso o il valore, o il disvalore.

Continua a leggere “2023 Anno Nuovo e arriva la Riforma anche per il Vicariato dell’Urbe”

Nuova Chiesa, nuovo papato, nuovi cattolici?

Lo “spirito del Concilio” ha creato una specie di crisi d’identità della Chiesa: non si sa più cosa sia il Cattolicesimo e come viverlo cattolicamente. Questo pontificato è l’ultimo tassello di un processo rivoluzionario che vuole distruggere la Chiesa modificandola dall’interno.

Continua a leggere “Nuova Chiesa, nuovo papato, nuovi cattolici?”

Francesco è il legittimo papa della Chiesa?

Con quest’editoriale vogliamo rispondere a quanti sostengono che la nostra posizione nei confronti di papa Francesco non sarebbe chiara. E, allora, specifichiamo subito senza alcuna ambiguità: Egli è il legittimo 266° Successore del Beato Apostolo Pietro e come tale lo rispettiamo e preghiamo per lui. Questo però non significa chiudere gli occhi davanti ai gravissimi errori, e la tanta confusione, del suo governo. Ma non spetta a noi il giudizio ultimo e definitivo sul suo pontificato, men che meno addirittura sulla sua persona, questo è compito specifico ed esclusivamente della Santa Madre Chiesa e dei futuri Successori del Beato Apostolo Pietro.

Continua a leggere “Francesco è il legittimo papa della Chiesa?”

La Chiesa è “occupata”?

Sembra di vivere una drammatica telenovela latinoamericana, eppure è la triste realtà: la Chiesa sembra essere “preda”, in stato di occupazione, a causa di molti cambiamenti avvenuti dall’interno proprio di quella Compagnia che, però, era stata fondata per evitare tutto ciò.

Continua a leggere “La Chiesa è “occupata”?”

Papa Francesco vuole la Chiesa unita, eppure crea divisioni…

L’11 ottobre papa Francesco ha ricordato il 60° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. Nel suo discorso ha ribadito l’essenzialità della sua piena accettazione da parte di tutti i fedeli e ha condannato gli “opposti estremismi”, ovvero il tradizionalismo e il progressismo. Analizzando questo discorso — in un articolo che abbiamo tradotto per i nostri lettori —, l’attento vaticanista Andrea Gagliarducci rileva ancora una volta la problematica di questo pontificato. Francesco, infatti, governa la Chiesa imponendo d’autorità il suo “progetto” su di Essa — anziché confermare i fratelli nella Fede —, sentendosi egli “autorizzato” dall’Alto a farlo poiché è stato eletto papa. Perciò quando richiama all’unità e condanna gli “opposti estremismi” sta stigmatizzando le critiche che gli giungono da vari settori del mondo cattolico.

Continua a leggere “Papa Francesco vuole la Chiesa unita, eppure crea divisioni…”

Desiderio Desideravi? Un desiderio ardente di chiarezza dal Papa

La correzione fraterna e filiale al superiore è veramente possibile solamente nella Chiesa cattolica perché in Essa vige, per Divina Volontà, il primato della Verità. Le correzioni fraterne a papa Francesco non sono contro di lui, ma per lui (e per noi stessi), affinché compia fedelmente la missione che ha giurato di adempiere il giorno della sua elezione alla Cattedra di San Pietro.

Continua a leggere “Desiderio Desideravi? Un desiderio ardente di chiarezza dal Papa”

Papa Francesco comanda, ma non mette ordine. Dove vuole portare questa Chiesa?

Francesco, bisogna ammetterlo, è un “papa politico” e come tale governa la Chiesa cattolica. Questo non significa che non abbia una sua idea di Chiesa e non abbia l’intenzione di compierla, al contrario. Di cosa si tratta? Della “nuova Chiesa” descritta dal confratello Karl Rahner e fatta propria dalla nuova Compagnia del suo mentore, Pedro Arrupe.

Continua a leggere “Papa Francesco comanda, ma non mette ordine. Dove vuole portare questa Chiesa?”

Il Papa e San Vincenzo di Lerins: citazione esatta, ma incompleta

Francesco, durante il suo pontificato, ha citato diverse volte la famosa frase di San Vicenzo di Lerins sul progresso della conoscenza della Dottrina cristiana. La citazione del Papa è corretta, ma incompleta, quindi può essere usata fuori contesto. Questo lo rileva in un suo articolo il teologo americano Thomas G. Guarino, esperto del pensiero e delle opere di San Vincenzo di Lerins. Lo sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori perché riteniamo che sia utile per comprendere che non si può estrapolare una frase del Santo, non tenendo conto di tutto il suo insegnamento, solo per avvallare le proprie scelte magisteriali. Naturalmente questo non è un problema solo di questo pontificato. Quella frase di San Vincenzo di Lerins è usata da moltissimi progressisti e modernisti, ovviamente per giustificare la “svolta pastorale” dello spirito del Vaticano II. Gli insegnamenti dei Santi invece (come del resto tutti i testi) vanno presi nella loro totalità, perché essi dimostrano, con le loro vite, che il messaggio evangelico va vissuto interamente, senza farne nessuna modifica, senza alcun compromesso con la dottrina… magari spacciandola per “sviluppo dottrinale”! Un conto, infatti, è trovare “nuovi modi” con i quali impartire la sana dottrina alle nuove generazioni che si succedono, altra cosa è adattare la Sacra Scrittura, la Dottrina, alle mode del momento.

Continua a leggere “Il Papa e San Vincenzo di Lerins: citazione esatta, ma incompleta”

La “Chiesa pragmatica” di Francesco… non sa difendersi?

Riprendiamo le nostre pubblicazioni sottoponendo all’attenzione dei nostri lettori un interessante editoriale del vaticanista Andrea Gagliarducci in una nostra traduzione. L’articolo prende in esame l’incontro che papa Francesco ha avuto con i confratelli gesuiti del Canada e la conferenza stampa di ritorno dal viaggio apostolico.


Ricordiamo, seppur brevemente, che – il pragmatismo – è quella “corrente filosofica (di stampo protestantico) sorta negli Stati Uniti nella seconda metà del sec. XIX e fondata sulla connessione fra conoscenza e azione; insiste sulla funzione del pensiero come produttore di credenze da sottoporre al vaglio dell’esperienza e della prassi ( p. metodologico ) o sull’utilità sociale e religiosa dei nostri sistemi di credenze ( p. metafisico ); atteggiamento improntato a una visione realistica e pratica, finalizzato a ottenere, talvolta anche in modo spregiudicato, risultati concreti. Che riguarda prevalentemente l’attività pratica, l’azione; caratterizzato dal prevalere degli interessi pratici su quelli teoretici e sui valori ideali: avere un atteggiamento pragmatico e realistico;  avere una visione pragmatica della vita. Nell’amore pragmatico, sia lui che lei cercano una persona che per loro vada bene e soddisfi i loro bisogni. Il più importante esponente del pragmatismoè John Dewey secondo il quale l’esperienza comprende anche i fattori di errore, esclusi invece nelle teorie empiriste classiche. Dewey chiama la sua particolare versione del pragmatismo “strumentalismo”.
Ricordiamo che Dewey nasce e si forma in campo protestante ricevendo una formazione di tipo neohegeliano laureandosi, nel 1884, con una tesi sulla psicologia in Kant
, diventando poi un famoso pedagogista, filoso e di “pensatore sociale”, diffondendo in tutto il mondo il nuovo pensiero “laico”. Si interessò anche del nuovo sistema scolastico ispirato ai principi della pedagogia marxista, che lo convinsero della necessaria riforma scolastica-sociale nella democrazia americana.”

Perché questa premessa? Perché il “nostro” Modernista per eccellenza, Ernesto Buonaiuti – leggi qui se non sai chi è stato – fu uno degli intellettuali di maggior rilievo nella scena culturale ed ecclesiale del primo Novecento in Italia. E’ annoverato tra i fondatori del Modernismo cattolico e in quegli anni di crisi, il Buonaiuti, abbandona le posizioni della filosofia neo-tomista per sposare il pragmatismo, con una svolta prima teoretica, per poi riservarsi aggiustamenti e correzioni atti a far combaciare le sue ricerche moderniste per una nuova visione del Cristianesimo attraverso la prassi.

Continua a leggere “La “Chiesa pragmatica” di Francesco… non sa difendersi?”