Il gesuita Bergoglio? Non è l’unico “grande rivoluzionario”

È inesatto parlare di “riforma” della Chiesa voluta da papa Francesco. Quella di Jorge Mario Bergoglio è una vera propria rivoluzione dottrinale le cui basi sono state sviluppate dalla corrente ideologica neomodernista della Compagnia di cui è membro.

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«Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?»

Condividiamo la riflessione di Padre Giovanni Scalese (leggi qui l’originale) anche per sottolineare come non siamo i soli ad avere Dubia sul concetto che Bergoglio ha della Confessione (vedi qui), o ai Dubia a riguardo del fatto che si sta modificando il concetto stesso di “Peccato”, cosa esso è soprattutto in relazione al fatto che – peccare – è un atto innanzi tutto CONTRO DIO, aspetti questi chiarissimi nel Catechismo della Chiesa, ed oggi molto subdolamente oscurati, fino a modificarne il senso. Buona riflessione.

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Scandalo McCarrick, mons. Schneider in difesa di mons. Viganò e di tutta la Chiesa

L’agenzia d’informazione Corrispondenza Romana ha pubblicato in anteprima in Italia il testo che S. E. Mons. Schneider, vescovo ausiliare di Santa Maria in Astana, ha scritto in sostegno al documento di S. E. Mons. Carlo Maria Viganò, pubblicato il 26 agosto scorso sul quotidiano La Verità e dai blog di Marco Tosatti e Aldo Maria Valli.

Al termine dell’articolo troverete il link per una raccolta di firme: già 18mila Donne hanno firmato per chiedere al santo Padre Francesco di rispondere.

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Depravati e pervertiti non entreranno nel Regno dei Cieli. Neanche chi li copre.

«Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il Regno di Dio» (1Cor 6, 9-10)

Sappiamo che Jorge Mario Bergoglio non ritiene particolarmente gravi i peccati contro il Sesto Comandamento e che non ha avuto scrupoli a circondarsi di loschi personaggi pur di raggiungere il potere e i suoi scopi. Pressato però dall’opinione pubblica e mediatica, dovette fare marcia indietro riguardo il “caso Barros”, riuscendo ad uscirne “pulito” incolpando i vescovi cileni. Adesso sta cercando di fare lo stesso riguardo il “caso McCarrick” e i suoi protetti, accusando i vescovi americani. Stavolta però il gioco non è probabile che gli riesca, perché mons. Carlo Maria Viganò, Arciv. tit. di Ulpiana, nonché ex nunzio apostolico in America, ha deciso di mettere nero su bianco la sua testimonianza, conoscendo i fatti in prima persona. Abbiamo deciso di riportarla integralmente senza commento da parte nostra (suggeriamo però la lettura dei commenti di Aldo Maria Valli e Marco Tosatti e un articolo di Don Ariel Levi di Gualdo che ha denunciato la presenza della lobby gay nel clero in tempi non sospetti) perché riteniamo che i fatti parlino da soli.

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Vietato criticare il “papa dittatore”

L’autore de “Il papa dittatore” svela al mondo la sua vera identità, pagandone subito le conseguenze.

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Cinque anni di un pontificato avulso

Abbiamo ricevuto questa e-mail di un Sacerdote che è una “Lettera aperta” al piccolo gregge, ma anche alla Gerarchia Cattolica. Dopo aver dato voce ad una laica, leggete qui: Da Roma un grido di dolore, condividiamo la dolorosa esperienza di questo ministro di Dio della Chiesa Cattolica il quale, giustamente, non si arrende di fronte a certe prepotenze e non accetta certe imposizioni spiegando, in termini davvero coraggiosi e pacati, vicende amare che ci coinvolgono tutti. Grassetti e link, sono nostri.

…che anche dal vostro sito, emergano anime pronte a pregare e a sacrificarsi per il Pontefice, per la Chiesa, per i peccatori, per noi poveri preti, morsi dalla stretta di una frenesia social-popolare che sta diventando davvero la dittatura contro la ragione, dittatura di un pensiero mondano unico che si sta imponendo contro Dio. Pregare per questo popolo che pur amando giustamente il papa, rifiuta però la verità perché per loro è più comodo sentirsi giustificati di continuare a vivere in stato di peccato.”

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Parolin e la chiesa sociale di papa Francesco

“Appare sempre più evidente lo scollamento di questo Pontificato con quelli precedenti, appare sempre più evidente che ciò che si vuole ribadire NON è la Dottrina sociale della Chiesa, ma ‘la chiesa sociale di papa Francesco’ con tutto il suo stile e con tutta l’imposizione al suo specifico magistero SOCIALE senza dottrina.”

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Le parole della Chiesa vera sono Vita e non morte: ignavia del Vaticano

Il giudice Hayden ha condannato a morte il piccolo Alfie, strumentalizzando alcune dichiarazioni ambigue di papa Francesco per motivare la sua decisione. Dalla Santa Sede non è giunta nessuna dichiarazione che smentisse l’uscita del magistrato inglese, neppure una a sostegno dei genitori del bambino malato, i quali chiedono che il figlio venga curato, non ammazzato.

Come nel caso dell’eutanasia a Charlie Gard, l’attuale Vescovo di Roma non si alzerà in piedi per difendere la vita di un innocente, preferendo starsene in disparte, facendo intendere che non vuole essere coinvolto. Ma questa volta avrà una diretta responsabilità in quest’infanticidio, se non smentirà — e siamo propensi a pensare che non lo farà — l’uscita del magistrato Hayden.

È facile difendere i deboli — soprattutto quelli ideologici (tipo i migranti) — a parole, è difficile farlo con i fatti, in modo particolare quando si rischia di attirare le critiche di quel “mondo moderno” dichiaratamente anticristiano da cui si vogliono lodi e applausi.

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Don Morselli scrive ai Vescovi dell’Emilia Romagna, contesta la loro interpretazione di Amoris laetitia ed esprime fedeltà alla Chiesa

Condividiamo la lettera (con dentro la Professione di Fede all’etica e alla morale da sempre insegnata dalla Chiesa) che il sacerdote bolognese Don Alfredo Maria Morselli ha indirizzato ai vescovi dell’Emilia Romagna: prima di tutto egli dichiara fedeltà alla Chiesa, e proprio per questo non può far altro che contestare l’interpretazione dei presuli della CEER, poiché si sdogana l’adulterio e il concubinato.

Approfittiamo dell’occasione per esprimere tutta la nostra solidarietà a Don Alfredo Maria Morselli, ricordandolo nelle nostre povere preghiere, per il coraggio dimostrato nel rimanere fedele alla Verità di Cristo.

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Quella resistenza cattolica che a Bergoglio proprio non piace….

“Chi possiede la vera Dottrina se non il Vangelo e il Catechismo stesso?”

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