Superpope che cosa non si fa per il dio danaro!

Superpope: una maglietta ufficiale per la carità del Papa, non è il nostro titolo, ma di Radio Vaticana che cura l’immagine e il marketing papale, vedi qui.

Intendiamoci non siamo scandalizzati per la presunta idea divertente, lo scandalo è ben altra cosa e di ben altro spessore, qui ci troviamo davanti ad una vera pagliacciata, alla comicità, alla trasformazione del papato attraverso l’uso dell’immagine che più piace e diverte, e questo sì che comincia a diventare lo scandalo.

Tra l’altro c’è da dire, che questa immagine, è già pubblica e stampata sulle magliette da diversi anni, dal 2014 quando, dopo la sua rimozione e per la quale Papa Francesco la ritenne “una offesa”, si è fatto a gara per non far sparire completamente il nuovo Papa supereroe. Ciò che cambia ora è l’ufficialità, possiamo dire il copyright per eccellenza, ora i proventi della vendita appartengono di diritto all’obolo di san Pietro, alla carità del Papa che, in fondo, ci rimette ben volentieri la faccia.

Altresì evidente che, per ricorrere ad un simile espediente, tale Obolo deve essere in caduta libera! Altrimenti non si spiegherebbe questa caduta di stile a meno che…. e qui diventiamo davvero provocatori, a Radio Vaticana sono molto più avanti di noi che non abbiamo capito ancora nulla: il papato è cambiato, da San Pietro crocefisso a testa in giù, al superpope vincitore delle rivoluzioni….

Viganò risponde così: “Perché in un contesto di un mondo in cui tutto è gridato, tutto è grigio, tutto è arrabbiato, il tratto che fa sorridere e riporta un po’ di gentilezza è veramente un antidoto a questa cultura dell’urlo e delle rivendicazioni.”

Insomma il superpope è colui che ci salverà da una informazione che non fa altro che riportare, però, la verità dei drammi del nostro tempo. Vien da dire – con tutto il massimo rispetto a Benedetto XVI – “stupido Ratzinger che invece di farsi ritrarre in atteggiamenti da supereroe, ha fatto una Rinuncia con tanto di stile tradizionale, persino in latino… forse per non essere più complice delle derive della Chiesa…”.

Certo, questo lo pensiamo “noi”, ma provate a darci una risposta saggiamente diversa! Benedetto XVI, dice: “ho riconsegnato la Chiesa a Cristo, allo Sposo…” non pensiamo che si sia mai aspettato di vederla trafugare, questa Chiesa, dalle mani della “mafia san gallo“…. per trasformarla in una carnevalata, in una pagliacciata!

Sissignori, il Superpope ci salverà! Credeteci! Loro ci credono, vivono in un altro mondo, il loro. Infatti  a chi vede nel disegno del “superpope” una desacralizzazione della figura del Pontefice, il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione ricorda che “in fondo, Papa Francesco, fin dal primo momento si è presentato come un pastore, una guida che ha bisogno della preghiera del suo popolo, perché Dio lo possa benedire. Ha optato da subito per il tratto della prossimità, della vicinanza, alle persone. “

Scusate, ci sapreste spiegare il senso di questa frase, con il sospetto della desacralizzazione dell’immagine di un Pontefice per nulla chiarito? Cioè fateci capire, la figura del “nuovo pastore” è un Clown? un pagliaccio? un supereroe? Optare per la “prossimità” significa dileggiare l’immagine del Vicario di Cristo? Optare per la vicinanza alle persone (cosa che TUTTI i Papi hanno sempre cercato di fare) significa trasformare il pontefice in una vignetta da supereroe?

Ebbene, c’è sempre una risposta a tutto, ecco quella del Vaticano: “Papa Francesco è tornato spesso sul fatto che un musone non può essere cristiano“… e di conseguenza, da oggi, trasformiamoci tutti in Clown, in pagliacci, in fumetto… Non è rara l’immagine inventata dai gesuiti modernisti del CRISTO PIACIONE col pollice all’insù…. del resto è loro l’idea cinematografa – teatrale del 1973 “Jesus Christ Superstar”, clicca qui, anche qui e pure qui. Ma quante strane coincidenze!! E’ da poco passata la notizia che al Soviet dei Gesuiti dell’eretico Sosa è stato consegnato tutto l’ambaradam della Comunicazione papale del Vaticano, clicca qui, e già si vedono gli effetti, o dovremo dire la decadenza.

Ma dobbiamo segnalare qualcosa di strano…. il 14 marzo 2014, Papa Francesco rilasciò una intervista al Corriere della sera, ecco una domanda che si riferiva proprio a questo fumetto:

C’è qualcosa nella sua immagine pubblica che non le piace? Ecco la sua risposta:

«Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo. Il Papa è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti. Una persona normale» vedi qui il testo integrale.

Dovremo forse pensare due cose e delle due una, non si scappa: la prima è che Viganò&Company stanno facendo qualcosa che al Papa non è gradito; la seconda che di fronte alla convenienza dell’obolo papale, ogni scelta è lecita…. e quindi il Papa si è rimangiato la parola. Forse “prima” gli sembrava offensivo, ma ora che ci sarebbe da guadagnare non lo è più? Non si sarebbe potuto suggerire ai Cristiani in Medio Oriente di trasformarsi tutti in fumetto, magari i loro nemici gli avrebbero risparmiato la vita!

Parafrasando la litania ritmica del “chi non salta è…” ci viene da pensare, con brivido, che “chi non salta l’onda di questo pontificato….”, alle loro regole e non intendiamo quelle del Vangelo, non è cattolico, non è papista, ma un “cristiano triste” che, come tutti i Santi di cui conosciamo le storie, digiunavano, si nascondevano al mondo, si flagellavano e soffrivano perché la Divina Provvidenza, e non l’immagine fumettistica di un papa superpope, provvedesse alle loro opere inviando loro, spesse volte, cospicue somme di danaro per distribuirlo in vera carità.

Altri tempi, sì… ma non si dica che questi potranno essere più felici con il dipinto di un superpope! Sembra quasi, piuttosto, che non hanno più fantasia, neppure vera creatività, sembrano proprio privati del dono immenso dello Spirito Santo, che di fantasia ne aveva davvero tanta, come i Santi ci raccontano.

 

3 pensieri riguardo “Superpope che cosa non si fa per il dio danaro!

  1. Confesso che sono troppo vecchio per certe battaglie, ma pure penso che non posso credere a questa caduta di stile da parte della radio del Vaticano. A chi piace portare queste magliette è certamente persona che non vuole affrontare la verità del martirio di Cristo e tutto deve essere portato avanti per slogan, per immagini simpatiche. Quanti giovani vediamo alla ricerca di T-shirt con i loro beniamini, con lo sport, con Che-Guevara, con frasi di destra e di sinistra. Quello che non comprendono in Vaticano è che questa è la mondanità e il consumismo, proprio quello che papa Francesco condanna poi a parole. Così come sembra aver condannato la stessa immagine, per poi essere d’accordo con questa mercanzia.
    Non c’è solo caduta di stile, ma di tutto! Nulla di ciò può essere giustificato per l’obolo a Pietro. Questo obolo nasce dalla RINUNCIA delle persone ad avere qualcosa per donare il risparmiato alla carità del papa. La vera carità è rinunciare a qualcosa, l’obolo della vedova dovrebbe insegnare, ma mai si sognerebbero di fare una maglietta con il suo obolo, sarebbe triste e musone per gli standart di radio del Vaticano.

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  2. Si sa che questo papa è una icona di marketing non certo da oggi, come pure che il buon gusto ha lasciato da tempo il Vaticano per lasciar spazio al kitsch. Al vero kitsch portato all’estremo.
    Per cui maglietta più maglietta meno, non saranno certo queste ad aggiungere nuovo scandalo a quanto di MOLTO PIU’ GRAVE sta accadendo in questo pontificato.

    Quanto alle parole di mons. Viganò per giustificare l’ennesima ‘operazione ‘circense’, non sono altro che nuove parole da aggiungere ai milioni di gomitoli di altre parole che durano quanto lo spazio delle bolle di sapone.

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  3. Dopo il saluto del suo esordio al pontificato: “Care sorelle, cari fratelli, buonasera!” che ha mosso le simpatie di molti ne è passata di acqua sotto i ponti e personalmente il Nostro mi sembra calzi meglio i panni dello spettacolo e renda meglio su un palcoscenico che quelli propri della sua funzione. Credo che lui misuri la riuscita della sua missione dal calore degli applausi, dall’entità della folla domenicale e dalla personale popolarità che sa ben gestire.
    Ma in fondo dovremmo ringraziarlo perché amministra per bene la questione migranti con i soldi degli Italiani, le case e il suolo degli Italiani risparmiando i beni (tanti) dello Stato del Vaticano.

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