Da quando i papi ricorrono alle interviste per sensibilizzare l’opinione pubblica?

Francesco usa i mass-media per sondare il popolo cristiano sui cambiamenti che vuole imporre con la prassi.

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Mons. Aguer: Già da cardinale Bergoglio voleva le unioni civili

Il vescovo argentino Aguer racconta alla Bussola un aneddoto che spiega la frase di Papa Francesco «mi sono battuto per questo» nel corso dell’intervista sulle unioni civili per i gay: «Nel 2010 noi vescovi argentini prendemmo una posizione sul matrimonio egualitario voluto dal govenro Kirchner. Bergoglio propose di regolamentare con le unioni civili, ma ci opponemmo e votammo contro la sua proposta». Secondo il vescovo emerto di La Plata è un’opinione radicata nel pensiero di Bergoglio, ma «non può essere magistero e accettarla per papolatria non è sano per un cattolico».

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Mons. Schneider: La “Fratelli tutti” sacrifica il nuovo Adamo per il vecchio

Abbiamo tradotto quest’ottima intervista che S. E. mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakistan, ha rilasciato al giornale americano The Remnent sull’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco.

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Fratelli tutti. E di nessuno.

Il 3 ottobre ad Assisi papa Francesco firmerà la sua nuova enciclica: Fratelli tutti. Sulla fraternità e l’amicizia sociale. In attesa del testo completo, concentriamoci sul titolo.

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Bergoglio-Scalfari. Ci risiamo.

Papa Francesco ed Eugenio Scalfari. Ovvero la “Chiesa conciliare” che incontra il mondo moderno, come vuole la Gaudium et spes.

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Gesuiti modernisti? Falsi maestri che hanno modificato il senso del peccato

[SM=g1740771] Piero Vassallo da un articolo su Riscossa-Cristiana del 2015, riportava:
“La sera dell’otto ottobre, sulla rete televisiva Sette, Gad Lerner ha pilotato un dibattito sul Vaticano II nella direzione gradita dagli scolarci bolognesi, tardi eredi delle illusioni nutrite dal card. Giacomo Lercaro, da don Giuseppe Dossetti e dal prof. Giuseppe Alberigo. La scuola di Bologna, nel dibattito rappresentata dal mellifluo epigono Giuseppe Melloni, era stata costituita negli anni Sessanta al fine di promuovere la de-ellenizzazione del Cristianesimo, ossia la separazione di fede e ragione quale propedeutica all’intesa dei cattolici con gli esponenti dell’ideologia progressista.
Lercaro, Dossetti e Alberigo non erano banditori dei torrentizi e innocui documenti stilati dai padri del Vaticano II ma antesignani di una cristianità conforme alle illusioni festanti e agli stati d’animo circolanti intorno all’aula conciliare. Stati d’animo che don Finotti ha puntualmente definito paraconciliari.
Ora l’effervescenza paraconciliare aveva avuto origine dalla fantasia dei teologi giornalisti, i quali, obbedendo ai messaggi lanciati dalla propaganda sovietica e dalla chiacchiera stampata, pensava fosse in atto una sincera e pia autocritica dei pensatori comunisti.
Il giornalismo teologico, venuto allo scoperto dopo la morte di Pio XII, il papa che ne aveva denunciato e sconfessato il delirio, contemplava, infatti, tre abbaglianti e consolanti novità:

a. il Vangelo è vero socialismo.
b. il socialismo ateo sta diventando cristiano,
c. la Chiesa e il mondo sono prossimi a una felice e gongolante intesa.

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Bergoglio a Scalfari: mi sento vicario di un Cristo “di cui poco ne sappiamo”, ma per Bassetti DOBBIAMO TACERE!

“…abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”. (Lc.19,39-44)

In questo editoriale delle cronache ci concentreremo su due interventi recenti: quello del “vangelo secondo Scalfari di Repubblicadel 16 gennaio cm, il quale ha riportato di un recente colloquio con papa Francesco… e l’intervento del Presidente della CEI il quale ha affermato quanto segue:

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Un atto di accusa a papa Francesco e di amore alla Chiesa di S.E. mons. Carlo Maria Viganò

S.E. mons. Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti, pubblica oggi un documento che costituisce un forte atto di accusa nei confronti di papa Francesco e, nello stesso tempo, di ardente amore alla Chiesa.

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Wojtyla e Ratzinger: che stupidi sono stati, a non pensarci prima…!

A scanso di equivoci è bene capire chi è, in questo nostro specifico, “l’utile idiota“… di dostoevskiana memoria…. Prendiamo in prestito, liberamente, alcuni passaggi su questo strano “soggetto“:

Chi è costui? Egli è un soggetto comune spesso dalle  capacità mediocri, ma sopravvalutato  dalla società, dalla quale riceve onori e prebende e rispetto. Eppure, questa illusione continua nelle menti delle persone, senza che le stesse ricevano vantaggi e attenzioni dalle presunti capacità dell’utile idiota. Il conformismo sociale, continua nella perseveranza  dello scorrere del tempo quotidiano carsicamente, silenziosamente, lentamente, costantemente. L’utile idiota  dispensa consigli, profonde analisi, dibatte temi Nazionali ed Internazionali, con piglio e acume senza eguali, guardandosi bene però dal dibattere tematiche locali!!! La folla striminzita, lo ascolta molti lo criticano in silenzio qualcuno lo contesta timidamente, altri fingono di ascoltare per imparare capire e comprendere, per non urtare la suscettibilità dell’utile idiota. Spesso il ruolo sociale dello stesso accompagna i viandanti dell’utile idiota senza se e senza ma. Le regole sono semplici, consigliare sempre non esporsi mai. Stare sempre con chi vince e comunque mai contro chi vince. Insomma una vita grama. Nelle società odierne, forse il ruolo di questi soggetti potrebbe essere anche capito. Se infatti gli ideali traballano perché esporsi senza avere un vero interesse come tornaconto? Ed allora secondo alcune scuole di pensiero potrebbe essere anche compreso… Certo che i tempi sono cambiati e anche parecchio. In passato l’uomo del sapere era colui che metteva la barra al centro, che dispensava consigli ai bisognosi, che spesso aveva funzioni di rappresentanza importanti,  che aveva e dava rispetto, insomma quel che si dice un Signore. Dovremmo forse riscoprire gli ideali ed i classici greci ed il vero valore intrinseco della religione Cattolica, oggi sempre più in crisi di identità confondendosi con la odierna società..

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Apostasia: moniti profetici nei testi di Papa San Pio X

Dall’Anticristo del cardinale Agostino Lémann del 1919, con due Imprimatur e il ringraziamento dell’allora cardinale Segretario di Stato cardinale Merry Del Val, vi offriremo alcuni passaggi imponenti e di grande riflessione, senza aggiungere nulla di nostro. Forse pochi sanno che fu proprio da Papa Leone XIII che iniziarono alcune “profezie” chiarissime contro l’apostasia nel mondo Cristiano e nella Chiesa, da parte dei Pontefici. Molti associano a questo grande Pontefice solo la Preghiera a san Michele Arcangelo a seguito di una visione drammatica, vedi qui, ma c’è molto di più… Di Papa Leone XIII, dunque, parlammo qui…. ora vediamo di soffermarci su alcuni scritti di san Pio X. Sull’Anticristo e le parole oscure di san Paolo nella 2Tess.2,3-12 consigliamo questo testo esegetico del 1925, clicca qui, del domenicano Padre Marco Maria Sales, imperdibile!

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