“Laudato sì”.. non “mi Signore” ma… Madre Terra…

“Si costituì allora un esercito di popolo, i “cristeros”, i quali combattevano al grido di “Viva Cristo Re! Viva la Vergine di Guadalupe! Viva il Messico!”. Con le stesse parole sulle labbra versavano il loro sangue…”

C’era una volta… il panteismo spinozano… ma non vogliamo farla difficile o prenderla alla lontana, ci basterebbe studiare il gesuita Teilhard de Chardin per comprendere l’evoluzione di questo new-panteismo fatto giungere, appunto, ad una forma nuova di cristianesimo con il suo “Cristo cosmico“… oppure giungere – o ripartire – dall’allegra brigata gesuitica modernista con i “perfezionisti” del nuovo umanesimo di Karl Rahner  e il suo “cristianesimo anonimo” e Pedro Arrupe, il promotore della Teologia del pueblo

Girandola come volete questo è il panteismo – antico o moderno – una concezione secondo la quale Dio non è “persona” ma è in ogni cosa e in ogni luogo, così come ogni cosa è “dio”… Ciò che accomuna tutte le varie forme di panteismo, sviluppatesi nel tempo e nella storia, è un rigetto, un rifiuto a non ripresentare Dio, ma renderlo presente rivolgendosi a lui direttamente attraverso una “presenza” materializzata in una delle sue creazioni. Cosa vuol dire ciò? Vuol dire semplicemente ed esplicitamente che ci si deve rivolgere a Dio mediante la CREAZIONE che è opera sua, “immagine sua”, piuttosto che rivolgersi alle “immagini” che ci facciamo noi di Dio… In definitiva ci si rivolge alle rocce, al mare, alla foresta, ai fiori, agli alberi, persino guardando l’alba o un tramonto, quale “dio personificato” AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELL’UOMO e in ciò in cui lui crede, praticando di fatto il culto della natura, una sorta di idolatria senza la fabbricazione di idoli…

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Papa Francesco ha confuso la redenzione con la giustificazione?

Vi proponiamo nella nostra traduzione le riflessioni di Peter Andrew Kwasniewski, giornalista e scrittore, riguardo l’omelia del mattino di papa Francesco di lunedì 4 maggio.

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Ricevere una telefonata da Bergoglio, per sentirsi augurare l’Inferno…

Non è che siamo “senza parole”… ma sarebbero parole impronunciabili non certo edificanti verso un “Vicario di Cristo in terra“…. e non ci stracciamo le vesti, ma il cuore… Però, che siamo scandalizzati per la battuta del Papa, sì, lasciatecelo dire… E’ vergognoso!!

Una mamma con il figlio autistico scrive al Papa anche per chiedere in dono la sua papalina… il Papa telefona alla famigliola…. In verità non c’è una sorpresa perché la signora stessa afferma di aver avvisato i suoi sacerdoti per questa telefonata che viene ripresa in diretta… Ma al di là della sorpresa, il dialogo che ne segue è davvero patetico… e non per la signora che, possiamo immaginare, è molto emozionata e piena di croci che cerca di confidare al Pontefice per riceverne benefici e magari una parola di conforto…

E così, mentre la signora conferma di pregare – anche se  il papa non ne avrebbe bisogno, dice, perché sarebbe già santo –  Bergoglio che ti fa?  AFFERMA CHE FORSE CI “VEDREMO ALL’INFERNO”….

Una vera bergoglionata….

consigliamo anche l’editoriale di Korazym

al minuto 3:40

 

 

Victimae paschàli laudes immolent Christiàni….

Una Pasqua triste, questa del 2020, ma non per il Covid-19… lo squallore attraverso il quale si sono celebrati i riti della Settimana Santa in san Pietro, non sono dovuti all’emergenza della situazione, ma a ben altro… Lentamente e inesorabilmente, papa Francesco, invece di approfittare della situazione per far emergere lo splendore della Liturgia Cattolica in questo tempo ricco di segni e simboli, ha detto che siamo ancora tutti in mestizia…. ma – ci domandiamo – e il Cristo Risorto? anche Lui in mestizia? Sì, forse sì, ma non per il Covid-19 quanto piuttosto perché – di questo tempo – si è fatto di tutto per piegare il Cristo stesso e la Liturgia, alla situazione del momento. Il ribaltamento delle priorità all’interno della Chiesa continua…

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Mons. Viganò spiega perché resiste in faccia a Bergoglio

L’ex vaticanista Aldo Maria Valli ha intervistato il vescovo mons. Carlo Maria Viganò con con il quale ha parlato delle più scottanti usciste di papa Bergoglio, nei confronti del quale l’ex Nunzio apostolico non ha mai mancato una resistenza in faccia (cfr. Gal 2, 14) anche con recenti atti di accusa.

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Bergoglio come Giuda? “Tu l’hai detto”: l’atto di accusa di mons. Viganò.

Le profanazioni eucaristiche, i sacrilegi sacramentali, l’apostasia di Abu Dhabi, l’adorazione della Pachamama, la denigrazione della SS. Vergine, il propagare delle eresie, ecc., sono crimini che il Cielo non poteva lasciare impuniti: la pandemia del coronavirus è il giusto castigo (come hanno spiegato i vescovi mons. Carlo Maria Viganò e mons. Athanasius Schneider). Ma papa Jorge Mario Bergoglio non vuole capirlo e continua dritto per la sua strada: il 3 aprile si è scagliato ancora una volta contro il massimalismo mariano, arrivando addirittura ad affermare che la SS. Vergine non è Regina; nell’annuario pontificio di quest’anno (pubblicato il 25 marzo) ha voluto solo il suo nome secolare e ha fatto classificare i poteri e i ruoli del Romano Pontefice come meri “titoli storici”. S. E. mons. Carlo Maria Viganò, intrepido difensore del Depositum Fidei, non ha taciuto — come già fece lo scorso dicembre — e nel seguente atto d’accusa richiama papa Jorge Mario Bergoglio.

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Maria Regina e Corredentrice, non si tocca! Basta!!

Amici, ricordiamolo: “DE MARIA NUMQUAM SATIS” (San Bernardo di Chiaravalle): mai si dirà abbastanza di Colei che, Nuova Eva, è stata eletta Socia del Salvatore e ci ha rigenerato alla vita della grazia!” (da Tempi di Maria)

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Quella tempesta sedata, taciuta nella Laudato sì, ora riaffiora con timore?

Molti di noi si sono riuniti ieri pomeriggio alle 18:00 per “pregare con il Papa“, ricevere una benedizione particolare Urbi et Orbi con l’indulgenza plenaria e poter così sperare che questa emergenza finisca al più presto.

Nel testo del Pontefice – leggi qui quello ufficiale – possiamo cogliere il cuore del Discorso che tende a farci riflettere sul famoso brano del Vangelo di san Marco 4,35 e ss. il quale però, come accennato nel titolo di questo editoriale, non è stato mai menzionato, neppure tra le note, nella enciclica di Bergoglio “Laudato sì“….  Sono anni che ci chiediamo come mai – in un testo che parla di eventi naturali, del creato, del pianeta – non abbia fatto tesoro di questo episodio… Non abbiamo ricevuto mai una risposta, ma forse dovevamo attendere questo tempo per poterlo riascoltare…

Le critiche agli aspetti esteriori di questo evento, non li discuteremo… nel senso che nessuno di noi si aspettava di vedere questo Papa, magari scalzo, arrivare sul sagrato e buttarsi inginocchio davanti al maestoso Crocefisso che salvò Roma dalla peste.. o inginocchiarsi davanti alla Salus Populi Romani, o davanti al Santissimo solennemente esposto… e magari sentirlo supplicare agli Uomini “di buona volontà” l’immediata conversione, magari usando le parole del Signore che si usano all’inizio della Quaresima: «ritornate a me con tutto il cuore» (Gioele 2,12) o Malachia 3,7: «Tornate a me e io tornerò a voi».

  • “… la preghieraha espresso un padre domenicano di recente – non si limita alla richiesta di essere liberati dalla “tristezza presente”, ma anche di poter un giorno fruire della “letizia eterna”. In altri termini, neppure in occasione del Coronavirus, non possiamo mai pregare restando unicamente nell’orizzonte di questo mondo e di questa vita, ma siamo invitati a chiedere che la liberazione dai mali presenti si risolva con il rafforzamento di un cammino verso il paradiso. Che senso infatti avrebbe una liberazione dal Coronavirus per intercessione di Maria se poi la liberazione fosse vissuta come un riprenderci la libertà di vivere come prima e magari lontano dal Signore?

Qualche Lettore potrebbe farci notare che forse “non siamo contenti mai di nulla!“, no! Tutto sommato poteva andare peggio!!!

C’è chi, infatti, non ha saputo fare di meglio che immaginare madonne fluorescenti o fosforescenti o con lampade accese… apparire sul cielo grigio e piovoso di Roma , mentre il Papa leggeva il suo Discorso…. questi sì che diventano video ed immagini virali che stordiscono – e forse uccidono – maggiormente del Covid-19 e non perché noi qui non crediamo al soprannaturale, ma perché la Vergine stessa non avrebbe mai distolto lo sguardo dal Suo Figlio – lì in croce e sotto la pioggia – e da lì a poco PRESENTE VIVO E VERO nel Santissimo Sacramento.

La vogliamo spiegare al meglio con una riflessione di Biagio Buonomo, sulle pagine di facebook:

UN GESTO CHE VA OLTRE LE PAROLE DETTE E NON DETTE

  • Ieri sera, in una piazza San Pietro non spettrale, come han detto in molti, ma invece restituita agli antichi silenzi che conobbe quando altro non era che l’Ager Vaticanus in cui Pietro trovò la morte e la sepoltura, il suo successore ha pregato da solo e benedetto la città di cui è vescovo e il mondo in cui vicarialmente guida, per un segmento di storia, il gregge di Cristo.
  • Abbiamo sentito il rumore dei passi sotto la navata della grande basilica, il ticchettare della pioggia sul sagrato, qualche sirena in lontana e il singhiozzo triste dei gabbiani. E le preghiere del Vicario. Mute e recitate a voce. Lo abbiamo visto contemplare il Santissimo, brandirlo e benedirvi ogni uomo e ogni donna.
  • Ci basta. E non daremo peso a quel che è stato detto o non detto al di là della preghiera.
  • Non c’importa se Bergoglio ha affermato che questo “Non è il tempo del giudizio di Dio ma del giudizio dell’uomo”. L’uomo non ha giudizio o buon senso: non impara dai suoi errori. Per questo il Signore pedagogicamente lo colpisce; non c’importa se il suo “Nessuno si salva da solo” evocasse scenari solidaristici invece che un abbandonarsi all’infinita misericordia di Dio che, giudice ingiudicabile, ci sta percuotendo con la sua mano perché scarsi ci ha trovati sulla bilancia. E neppure ci importa che abbia accennato a un “pianeta malato”. Il pianeta gode di ottima salute. La natura ha le sue leggi, dimentiche di noi e della nostra perduta signoria. La natura sta bene. Siamo noi malati. Nello spirito e ora anche nel corpo. E, infine neppure ci importa che Bergoglio non abbia chiesto perdono a Dio per le mancanze e le infedeltà della Chiesa. Non quelle commesse secoli fa. Ma quelle presenti, attuali, ancora praticate e iterate con superbia cieca.

Per concludere è necessario e fondamentale tornare a riflettere per il resto della Quaresima e della quarantena… all’episodio della Tempesta sedata. Non è un semplice “affidarsi” al Signore Gesù, ma molto di più… è quel ….«ritornate a me con tutto il cuore» «Tornate a me e io tornerò a voi».

Il pianeta Terra anche se “usato e abusato” gode ottima salute… ha le sue risorse e sempre si rinnova, trova sempre il modo di ripartire e questo non perché vive di vita propria o perché “dipende tutto da noi“, ma perché Dio ha tutto sotto controllo!!! Da noi dipende o salvarci l’anima o danneggiarla per sempre, all’inferno per l’eternità… non c’è altro fine, altro scopo per cui viviamo su questa terra… rispettando poi, certamente, anche la Natura: «ritornate a me con tutto il cuore» «Tornate a me e io tornerò a voi».

Infine il Papa in questa “preghiera” ha detto: Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede . Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te …..

Nella parabola del Figliol prodigo – il Padre – attende il nostro ritorno, non si muove affatto, attende che usciamo dal porcile nel quale ci siamo infilati, solo quando ci vedrà tornare a Lui (vera conversione) allora Egli ci verrà incontro per fare festa… Dunque… CREDERE CHE IL PADRE ESISTA non solo è fondamentale per evitare di andare dietro alle chimere, ai tanti dio ignoti… alle divinità sparse qua è là… ma è fondamentale per poterci poi fidare in quel RITORNARE al vero Padre. Il Figliol prodigo, infatti, che si era perduto seguendo i suoi sogni, ritorna dal Padre che BEN CONOSCE e dunque può fare una differenza con la situazione da lui scelta e che lo aveva portato alla rovina…

La fede e la ragione, scriveva Giovanni Paolo II in apertura dell’enciclica Fides et Ratio, «sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità». Perchè “CREDO IN DIO…” e che esiste è fondamentale per saper spiegare e argomentare, senza complessi di inferiorità, la propria fede….

Se non fosse importante credere che Dio, Gesù Cristo ESISTE DAVVERO, e dunque LA FEDE VERA esiste, a chi ci dovremo affidare? a chi riporre la nostra fiducia? Potremo usare anche l’episodio del Buon Ladrone: a chi ha creduto? a chi ha rivolto la sua supplica? da chi è stato salvato? «ritornate a me con tutto il cuore» «Tornate a me e io tornerò a voi».… altrimenti la tempesta continuerà…


RICORDA CHE….

crocefisso

Nel 1519 un incendio, nella notte, distrugge completamente una Chiesa in Via del Corso, a Roma, intitolata a San Marcello. Il mattino seguente l’intero edificio è ridotto in macerie ma fra le rovine emerge integro il crocifisso dell’altare maggiore, ai piedi del quale arde ancora una piccola lampada ad olio. Tre anni dopo l’incendio, Roma viene colpita dalla “Grande Peste”. Il popolo porta il crocifisso in processione, riuscendo a vincere anche i divieti delle autorità, comprensibilmente preoccupate per il diffondersi del contagio. Il crocifisso viene prelevato e portato per le vie di Roma verso la basilica di San Pietro. La processione dura per 16 giorni: dal 4 al 20 agosto del 1522. Man mano che si procede, la peste dà segni di regressione, e dunque ogni quartiere cerca di trattenere il crocifisso il più a lungo possibile. Al termine, al momento del rientro in chiesa, la peste è del tutto cessata. Questa è la storia. Ognuno la mediti… «ritornate a me con tutto il cuore» «Tornate a me e io tornerò a voi».

 

Mons. Nicola Bux: Covid-19 Caso o Castigo?

Scusandoci per l’inconveniente di stamani, ciò che si voleva associare era la riflessione di un settenario devastante e “sinistro“… con una provocazione che partiva però da una fake-news – il Papa che si segna con la mano sinistra… Voleva essere una immagine simbolica, ma tutto sommato meglio così. Non abbiamo bisogno delle fake-news per dimostrare la grave situazione che stiamo vivendo. Ci scusiamo con tutti i lettori e uniamo il testo proposto con il video di mons. Nicola Bux che ci aiuta a riflettere sui contenuti che davvero contano.

Grazie

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Mentre l’Italia è in ginocchio Bergoglio, per un comico, fa il pastrocchio…

Sarebbe bastato citare Giobbe.. ma Bergoglio ha preferito citare Fazio.  (Paolo Gulisano, medico)

Pur con tutti i nostri difetti e limiti, ma anche con tutta la sincerità del cuore, abbiamo tentato di tirare le redini, in questa Quaresima particolare e dolorosa, ai nostri editoriali e cronache, tentando con tutte le nostre forze a non rincorrere i vari notiziari su Papa Francesco, provando a non accogliere critiche e quant’altro egli stesso è però capace di attrarre su se stesso… Nessun merito, per carità, è solo buon senso – e dovere – davanti ad una Nazione messa in ginocchio, davanti a persone che stanno morendo, che stanno perdendo il lavoro, cattolici privati del proprio luogo Sacro, della Messa, dei Sacramenti, davanti ad una situazione iniziata – non casualmente – il Mercoledì delle Ceneri così prezioso per noi Cattolici, ma anche per la salvezza di ogni Uomo..

La stessa onestà di alcuni cardinali e vescovi hanno affermato che trattasi, parlando di questa pandemia, di un AVVERTIMENTO DI DIO…. e negli ultimi editoriali-cronache lo abbiamo esplicitato al meglio…. cercando di evitare polemiche ma, al tempo stesso, indirizzare la mente e il cuore ai fatti, elencandoli con la dovuta ragionevolezza.

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