Le parole “volanti” di papa Francesco

Il nostro editoriale sulle tristi e contradditorie dichiarazioni rilasciate da papa Francesco nella conferenza stampa sul volo di ritorno dalla Slovacchia.

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Nei prossimi giorni uscirà il nostro editoriale sul viaggio apostolico di papa Francesco in Ungheria e in Slovacchia, in modo particolare sulle sue deliranti esternazioni durante la conferenza stampa nel volo di ritorno. Abbiamo deciso di scrivere con calma, leggendo e ascoltando ancora quelle parole, affinché il nostro editoriale sia scritto senza emotività.

Amal, l’ideologia immigrazionista intronizzata in Vaticano

Sabato 11 settembre (sic!) una marionetta è stata accolta con tutti gli onori da papa Francesco nel Cortile di San Damaso, in occasione della Giornata del migrante e del rifugiato. La marionetta in questione, detta Amal, non è una falsa divinità pagana, però è il simbolo dei profughi in cerca di una nuova patria. In pratica il Papa continua a propagare l’ideologia — e ideologia viene anche da idolo — immigrazionista nel cuore della Cristianità. Proponiamo ai nostri lettori l’ottima analisi di MIC del blog Roma Perenne che — tralasciando la questione degli assembramenti — coglie in pieno la gravità del fatto.

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Un papa per tutti, tranne che per i cattolici…

Eccoci tornati dopo la pausa estiva. Ci sarebbe tanto da scrivere, molti ci hanno chiesto di commentare le esternazioni di papa Francesco fatte alla radio spagnola Radio Cope, così abbiamo cominciato una bozza, ma che è stata interrotta perché, nel frattempo, siamo rimasti pienamente concordi nella lettura di un articolo dell’ottimo prof. Corrado Gnerre, pubblicato ne Il Cammino dei Tre Sentieri. In quest’articolo il prof. Gnerre non si occupa dell’ultima intervista del Papa, ma proprio del cuore del problema di questo pontificato. Abbiamo deciso di proporlo ai nostri lettori, affinché si possa meglio capire che la drammatica crisi che sta vivendo il mondo cattolico — come più volte abbiamo sostenuto — non comincia il 13 marzo del 2013 e non finirà con questo papa. Finché non si deciderà di curare la causa e non i sintomi (è stato questo l’errore di Benedetto XVI), la “pandemia rivoluzionaria” cominciata con Lutero non giungerà al termine.

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Ci ascolti, Santità: Così non si custodisce la Tradizione, né si difende il (suo) Concilio…

Chissà se Papa Francesco si renderà mai conto che il suo motu proprio Traditionis Custodes è un clamoroso autogoal…

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Nessun Papa è al di sopra della Tradizione

Sono passate poco più di due settimane della promulgazione del motu proprio Traditionis custodes con cui papa Francesco ha abolito il motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI. Dopo aver dato ampio spazio alla triste vicenda, abbiamo deciso di lasciar passare un po’ di tempo prima di tornare sull’argomento, affinché gli animi si potessero calmare. Molte autorevoli personalità hanno commentato quest’ennesima dispotica decisione del papa regnante, da tutti i punti di vista, da quello canonico a quello teologico, passando naturalmente da quello liturgico. Abbiamo deciso di sottoporre all’attenzione dei nostri lettori un ottimo articolo di Martin Mosebach (autore della famosa opera L’eresia dell’informe. La liturgia romana e il suo nemico, 2009), in una nostra traduzione, pubblicato su First Things il 30 luglio (col titolo originale Mass and memory). Il grande scrittore tedesco contemporaneo ci ricorda che nessun papa, per quanto governi in modo tirannico e arbitrario e persino animato dall’ermeneutica della rottura, potrà mai abolire o cancellare la Tradizione della Chiesa, di cui il rito romano fa parte fin dai tempi degli apostoli.

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Gli amici di Papa Francesco, si preparano a lasciarlo solo e a salire nel prossimo conclave?

Per quanti avranno avuto modo di seguire le nostre “cronicas” dedicate al pontificato di Papa Francesco, avranno notato una escalations non indifferente sul comportamento delle frange progressiste, all’inizio tutte innamorate del nuovo Papa Bergoglio, tutte fiduciose della grande rivoluzione e che però, da qualche anno, hanno cominciato a sentirsi – e a dirsi – delusi, amareggiati…. Già nel 2015 scrivevamo con una domanda: “Cresce l’esercito degli illusi”? Interessante poi è l’articolo su “L’enigma del Francesco Bergoglio pensiero…” vedi qui. Poi c’è stato il caso del cardinale Marx con le sue dimissioni dal papa rifiutate… e teologi ultra modernisti che prima si compiacevano di Bergoglio, da mesi scrivono contro le sue, dicono, indecisioni.

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Papa Francesco ha superato bene l’intervento per una stenosi diverticolare del colon

La Preghiera per il Pontefice – scritta da Papa Leone XIII

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O Signore, noi siamo milioni di credenti, che ci prostriamo ai tuoi piedi e ti preghiamo che Tu salvi, protegga e conservi lungamente il Sommo Pontefice, padre della grande società delle anime e pure padre nostro. In questo giorno, come in tutti gli altri, anche per noi egli prega, offrendo a te con fervore santo l’Ostia d’amore e di pace.

Ebbene, volgiti, o Signore, con occhio pietoso anche a noi, che quasi dimentichi di noi stessi preghiamo ora soprattutto per lui. Unisci le nostre orazioni con le sue e ricevile nel seno della tua infinita misericordia, come profumo soavissimo della carità viva ed efficace, onde i figliuoli sono nella Chiesa uniti al padre. Tutto ciò ch’egli ti chiede oggi, anche noi te lo chiediamo con lui.

Se egli piange o si rallegra o spera o si offre vittima di carità per il suo popolo, noi vogliamo essere con lui; desideriamo anzi che la voce delle anime nostre si confonda con la sua. Deh! per pietà fa’ Tu, o Signore, che neppure un solo di noi sia lontano dalla sua mente e dal suo cuore nell’ora in cui egli prega e offre a te il Sacrificio del tuo benedetto Figliuolo.
E nel momento in cui il nostro veneratissimo Pontefice, tenendo tra le sue mani il Corpo stesso di Gesù Cristo, dirà al popolo sul Calice di benedizioni queste parole: «La pace del Signore sia sempre con voi», Tu fa’, o Signore, che la pace tua dolcissima discenda con una efficacia nuova e visibile nel cuore nostro ed in tutte le nazioni.

Amen.    

Indulgentia quingentorum dierum semel in die (Leo XIII, Audientia 8 maii 1896; S. Paen. Ap., 18 ian. 1934).

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Papa Francesco illude i peccatori?

I gesuiti sono i maestri del compromesso e dell’ambiguità, del dire senza dire, del negare senza negare, del ribadire senza ribadire.

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L’intervento della Santa Sede sul Ddl-Zan: i pro e i contro della politica dei compromessi

i concordati sono delle vere e proprie umiliazioni con i quali la Madre dei fedeli è costretta da figli malcontenti a scendere a patti con essi..” (beato Antonio Rosmini)

Ci occupiamo di “cronache di papa Francesco” e, premesso che siamo stati contenti della notizia del giorno, sulla Nota consegnata all’Ambasciata italiana presso la Santa Sede dall’alta Gerarchia Cattolica, sulla vicenda della diabolica legge Ddl-Zan, dobbiamo tuttavia convenire che c’è un “ma però…” di cui è bene prendere visione. Nel momento in cui l’alta nostra Gerarchia Cattolica ha deciso di mettere da parte quel “sì, sì e il no, no…” è evidente che subentra il compromesso del “ma, però…” davanti al quale è bene fermarsi per ragionare sui contenuti e capire bene a cosa si andrà incontro.

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