Come reagiranno, il Papa e la CEI, se passerà il Ddl-Zan-Scalfarotto??

In molti nostri editoriali abbiamo sempre sostenuto una certa correttezza in Papa Francesco a mantenere salda la dottrina etica e morale della Chiesa, abbiamo certamente sottolineato le problematiche relative alla dottrina cattolica sui Sacramenti, su certa Dottrina sociale sfociata nella “giustizia sociale”, e così via. Ma tutto sommato, riguardo a queste questioni, Papa Francesco si è sempre dimostrato coerente anche se, come abbiamo dimostrato, si è poi circondato di personaggi loschi e senza scrupoli come il gesuita James Martin…. ed altri, o promuovendo vescovi dal pensiero ambiguo… e dalle lingue parlanti pro-gender ed altro!

In mezzo a queste ambiguità e confusioni però… Bergoglio ha parlato chiaro ed è questo che a noi interessa maggiormente.

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Nuove tonteras, a quando la: “Solacium invasorum atque cooperativorum…” ??

“Un attento Cattolico comprende immediatamente che i conti non tornano… Infatti, le prime due invocazioni: «Mater misericordiae», «Mater spei»….. le troviamo già nella Salve Regina “Madre di Misericordia e Speranza nostra…“, ma la terza «Solacium migrantium»…. da dove scappa fuori?? Forse da uno dei tanti barconi organizzati dalle ideologie del nostro tempo confuso e del “politicamente corretto”??”

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Benedetto XVI lascia il Vaticano… e allora?

La cronaca di questa settimana – incisa non casualmente all’interno delle due Solennità dei Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria – ci porta a riflettere su questa “imprevista” uscita di Papa Benedetto XVI da Roma, dal Vaticano, per recarsi in Baviera ad assistere – forse – all’agonia del fratello mons. Georg gravemente malato (per il quale urge ora tutta la nostra preghiera e il nostro affetto) e di tre anni più grande di Benedetto. Gossip vari, illazioni, profetismo si sono scatenati sulla rete… a chi dare ascolto?

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26 marzo 2013: Ho sostenuto per anni che il prossimo Papa sarebbe stato un gesuita

Quanto segue lo abbiamo tratto da un vecchio articolo del 26 marzo 2013, dal sito seven-network e da noi tradotto dall’inglese. L’articolo non c’è più in rete, ma noi lo riteniamo utile (e non necessariamente del tutto condivisibile) per approfondire alcuni passaggi dei quali abbiamo trattato in gran parte nei nostri editoriali. Premesso che non seguiamo le così dette “profezie di Nostradamus”, riteniamo tuttavia utile “non disprezzare tutte le profezie” (cfr.1Tess.5,20), ma di “trattenere ciò che è buono” e che, detto seguendo l’interpretazione dei Padri della Chiesa, non significa ciò che riteniamo buono “noi” nel senso di gradevole o piacevole, convenevole, ma dove il “buono” sta PER VERO, trattenere ciò che c’è di vero…

  • Se poi siamo capaci di trarre qualcosa di buono dagli scrittori pagani, nessuno ce lo impedisce. Diventiamo come saggi banchieri che accumulano monete buone e autentiche e scartano quelle false. Accogliamo i discorsi bellissimi, ma gettiamo ai cani le storie assurde su dèi ridicoli. Infatti dai primi potremo ricavare moltissima forza contro queste…” (san Giovanni Damasceno in La fede ortodossa, PG 94)

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“Laudato sì”.. non “mi Signore” ma… Madre Terra…

“Si costituì allora un esercito di popolo, i “cristeros”, i quali combattevano al grido di “Viva Cristo Re! Viva la Vergine di Guadalupe! Viva il Messico!”. Con le stesse parole sulle labbra versavano il loro sangue…”

C’era una volta… il panteismo spinozano… ma non vogliamo farla difficile o prenderla alla lontana, ci basterebbe studiare il gesuita Teilhard de Chardin per comprendere l’evoluzione di questo new-panteismo fatto giungere, appunto, ad una forma nuova di cristianesimo con il suo “Cristo cosmico“… oppure giungere – o ripartire – dall’allegra brigata gesuitica modernista con i “perfezionisti” del nuovo umanesimo di Karl Rahner  e il suo “cristianesimo anonimo” e Pedro Arrupe, il promotore della Teologia del pueblo

Girandola come volete questo è il panteismo – antico o moderno – una concezione secondo la quale Dio non è “persona” ma è in ogni cosa e in ogni luogo, così come ogni cosa è “dio”… Ciò che accomuna tutte le varie forme di panteismo, sviluppatesi nel tempo e nella storia, è un rigetto, un rifiuto a non ripresentare Dio, ma renderlo presente rivolgendosi a lui direttamente attraverso una “presenza” materializzata in una delle sue creazioni. Cosa vuol dire ciò? Vuol dire semplicemente ed esplicitamente che ci si deve rivolgere a Dio mediante la CREAZIONE che è opera sua, “immagine sua”, piuttosto che rivolgersi alle “immagini” che ci facciamo noi di Dio… In definitiva ci si rivolge alle rocce, al mare, alla foresta, ai fiori, agli alberi, persino guardando l’alba o un tramonto, quale “dio personificato” AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELL’UOMO e in ciò in cui lui crede, praticando di fatto il culto della natura, una sorta di idolatria senza la fabbricazione di idoli…

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Papa Francesco ha confuso la redenzione con la giustificazione?

Vi proponiamo nella nostra traduzione le riflessioni di Peter Andrew Kwasniewski, giornalista e scrittore, riguardo l’omelia del mattino di papa Francesco di lunedì 4 maggio.

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Ricevere una telefonata da Bergoglio, per sentirsi augurare l’Inferno…

Non è che siamo “senza parole”… ma sarebbero parole impronunciabili non certo edificanti verso un “Vicario di Cristo in terra“…. e non ci stracciamo le vesti, ma il cuore… Però, che siamo scandalizzati per la battuta del Papa, sì, lasciatecelo dire… E’ vergognoso!!

Una mamma con il figlio autistico scrive al Papa anche per chiedere in dono la sua papalina… il Papa telefona alla famigliola…. In verità non c’è una sorpresa perché la signora stessa afferma di aver avvisato i suoi sacerdoti per questa telefonata che viene ripresa in diretta… Ma al di là della sorpresa, il dialogo che ne segue è davvero patetico… e non per la signora che, possiamo immaginare, è molto emozionata e piena di croci che cerca di confidare al Pontefice per riceverne benefici e magari una parola di conforto…

E così, mentre la signora conferma di pregare – anche se  il papa non ne avrebbe bisogno, dice, perché sarebbe già santo –  Bergoglio che ti fa?  AFFERMA CHE FORSE CI “VEDREMO ALL’INFERNO”….

Una vera bergoglionata….

consigliamo anche l’editoriale di Korazym

al minuto 3:40

 

 

Victimae paschàli laudes immolent Christiàni….

Una Pasqua triste, questa del 2020, ma non per il Covid-19… lo squallore attraverso il quale si sono celebrati i riti della Settimana Santa in san Pietro, non sono dovuti all’emergenza della situazione, ma a ben altro… Lentamente e inesorabilmente, papa Francesco, invece di approfittare della situazione per far emergere lo splendore della Liturgia Cattolica in questo tempo ricco di segni e simboli, ha detto che siamo ancora tutti in mestizia…. ma – ci domandiamo – e il Cristo Risorto? anche Lui in mestizia? Sì, forse sì, ma non per il Covid-19 quanto piuttosto perché – di questo tempo – si è fatto di tutto per piegare il Cristo stesso e la Liturgia, alla situazione del momento. Il ribaltamento delle priorità all’interno della Chiesa continua…

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Mons. Viganò spiega perché resiste in faccia a Bergoglio

L’ex vaticanista Aldo Maria Valli ha intervistato il vescovo mons. Carlo Maria Viganò con con il quale ha parlato delle più scottanti usciste di papa Bergoglio, nei confronti del quale l’ex Nunzio apostolico non ha mai mancato una resistenza in faccia (cfr. Gal 2, 14) anche con recenti atti di accusa.

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Bergoglio come Giuda? “Tu l’hai detto”: l’atto di accusa di mons. Viganò.

Le profanazioni eucaristiche, i sacrilegi sacramentali, l’apostasia di Abu Dhabi, l’adorazione della Pachamama, la denigrazione della SS. Vergine, il propagare delle eresie, ecc., sono crimini che il Cielo non poteva lasciare impuniti: la pandemia del coronavirus è il giusto castigo (come hanno spiegato i vescovi mons. Carlo Maria Viganò e mons. Athanasius Schneider). Ma papa Jorge Mario Bergoglio non vuole capirlo e continua dritto per la sua strada: il 3 aprile si è scagliato ancora una volta contro il massimalismo mariano, arrivando addirittura ad affermare che la SS. Vergine non è Regina; nell’annuario pontificio di quest’anno (pubblicato il 25 marzo) ha voluto solo il suo nome secolare e ha fatto classificare i poteri e i ruoli del Romano Pontefice come meri “titoli storici”. S. E. mons. Carlo Maria Viganò, intrepido difensore del Depositum Fidei, non ha taciuto — come già fece lo scorso dicembre — e nel seguente atto d’accusa richiama papa Jorge Mario Bergoglio.

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