El Jesuita

Spett.le Redazione,

sono un ragazzo colombiano che risiede da molti anni in Italia per motivi lavorativi. Vi scrivo per darvi un contributo da una visuale latinoamericana, realtà che per società, cultura e nascita conosco bene.

Il mio padre spirituale è un sacerdote italiano che ha iniziato a studiare a sei anni e da allora non ha mai smesso d’imparare. Viene da un ambito culturale che ha favorito la sua conoscenza, la crescita e lo sviluppo e oggi, a 50 anni, è un uomo che di storia della Chiesa, di teologia, di cristologia, di patrologia, e soprattutto di dogmatica, ne sa certo parecchio. Ho visto io stesso, più volte, che molti colleghi teologi di alto livello lo trattano con molto rispetto. L’ho visto citare i vangeli in greco a memoria a un piccolo dottore in sacra scrittura, che non sapeva dove attaccarsi per rispondere. E non vi dico come sia e cosa sia quando celebra la Santa Messa: si trasforma, diventa veramente un altra persona.

Perché ve lo racconto? È da tutto questo nasce il problema, non solo di Jorge Mario Bergoglio, ma in generale: lo scontro tra due mondi, due mentalità e due formazioni totalmente diverse, quella europea e quella latinoamericana (nello specifico quella argentina).

Prima di tutto è necessario capire la concezione che padre Bergoglio ha dell’essere cristiano-cattolico. Una concezione che si può spiegare con l’esempio di un bambino che incontra una persona affascinante e meravigliosa, il Signore Gesù: lo segue, cerca di imitarlo, ma non riesce a capirlo fino in fondo perché ha una mentalità limitata dalla sua età infantile. Per tutta la vita rimane con questa “concezione infantile” della Fede, non cerca di svilupparla, di maturarla, perché per Jorge Mario Bergoglio, come per tanti cattolici latinoamericani, l’importante è trovare un modello da seguire e un ideale sociale, politico o religioso, con il quale identificarsi.

Seconda cosa importante da capire di papa Francesco è la sua concezione dell’episcopato, dunque del papato, la quale differisce totalmente dalla concezione romana. Per lui è una visione principesca autoritaria ed estranea al popolo, racchiusa nelle strutture di governo e nei palazzi antichissimi, incapace di capire che quei palazzi nascono per dare dignità all’ufficio del vescovo e della Chiesa tutta, non certo alla persona in sé.

Per Jorge Mario Bergoglio, come per molti dei confratelli latinoamericani, il vescovo è solo un prete di campagna con un po’ più di importanza. Per lui l’importante, più che ammaestrare il gregge, è stare con i “poveri” e ascoltarli, farli sentire vicini, soprattutto si teniamo in conto che in molti paesi della America tutte le figure che rappresentano l’autorità, sempre hanno avuto in confronto del popolo un atteggiamento di padroni, di casta sociale distaccata o, nei peggiori dei casi, di dittatori.

Infine, la concezione di papa Francesco sulla dottrina e la liturgia. Per lui, come per tanti pastori latinoamericani, queste cose sono del tutto accidentali. Cose che esistono, sono lì, ma in fondo, nella vita quotidiana, hanno poco a che fare. Per papa Bergoglio, come per tanti altri, la dogmatica è una cosa storica passata e lontana dalle realtà. La parola “dogma” spaventa e disturba i pastori tipo l’attuale vescovo di Roma, perché confondono l’assolutezza della Fede con l’assolutismo dei regimi dittatoriali. Non capiscono che l’assoluto è base e fondamento della Fede.

Per papa Francesco ciò che conta è “fare esperienza”, amicizia, con Dio e basta: tutto il resto è un optional. Così Gesù, da Redentore e Maestro, diventa un “compagnone”, come appare in un film del 1999 (Dogma) che il mio padre spirituale e io abbiamo visto più volte.

Una prova di queste parole che vi scrivo è il fatto che noi non abbiamo sviluppato, come è successo qui in Europa nei 2000 anni di cristianesimo, un pensiero forte, chiaro e definitivo, riguardo alla dottrina, la liturgia e le tradizioni. Noi, in America Latina, siamo rimasti a un pensiero debole, conformista e accomodante.

Il primo confronto che noi latinoamericani abbiamo avuto in ambito apologetico è stato con le sette protestanti, pagate e promosse dal pensiero protestante nordamericano, e purtroppo dobbiamo ammettere che, fino ad oggi, sembra che noi abbiamo perso la battaglia, grazie anche ai “finti ortodossi” come l’ex vescovo di Buenos Aires – oggi vescovo di Roma – che, gesuiticamente, ha pensato di farsi “amici” i “nemici”, sprofondando nelle peggiori forme di manifesto e evidente sincretismo religioso.

A tutto questo vi prego di aggiungere la aggravante della psicologia argentina. Gli argentini sono un popolo così scioccamente orgoglioso che gli altri latinoamericani, in particolare quelli del mio paese di nascita, sono specializzati a prenderli in giro. Tutte le affermazioni popolari degli argentini hanno a che fare con il abbinamento alla parola “Dio”, proprio per mettere in luce questo loro orgoglio enorme. Esempio: “Se Gesù nascesse ancora sarebbe argentino… Gesù fece scendere lo Spirito Santo in Giudea per puri disguidi tecnici perché il cenacolo era stato programmato in Argentina … Dio parla in spagnolo con accento argentino… noi siamo perfetti come è perfetto Dio… ecc.”.

Papa Francesco si è formato negli anni ’70 in America latina prima e in Germania poi, respirando da una parte il disprezzo verso Roma dei nostri teologi della inculturazione e dell’indigenismo, dall’altra, in Germania, la romanofobia dei tedeschi.

Il dramma è che oggi, sulla Sede di Pietro, abbiamo come papa qualcuno che, nel profondo, disprezza la romanità, che non ha una teologia, né un magistero, perché la sua “teologia” e il suo “magistero” è tutto un parlare per slogan populisti. Non ha il senso dell’universalità, ma vuole trasformare la località – la sua località – in universalità: lo fa con il sorriso sulle labbra, ma in modo arrogante e sprezzante.

Ecco perché io capisco, conoscendo il contesto di provenienza e la situazione latinoamericana, le preoccupazioni di molti vescovi e di molti fedeli al vedere un papa regnante che si mette a fare “magistero” sui giornali della sinistra laicista e anticattolica.

Ultima cosa: non dimenticate che per opera dell’allora primate, cardinal Bergoglio, in Argentina sono diventati vescovi alcuni dei peggiori preti ultra-progressisti, bastava che parlassero di “poveri” e “povertà”.

Spero di essere riuscito a darvi il contributo che desideravo darvi e di essermi spiegato al meglio.

Vi porgo i miei saluti carissimi.

Jorge

13 novembre 2014

13 pensieri riguardo “El Jesuita

      1. Ma, prima di pubblicarlo, vi siete accertati dell’identità dell’autore o che quanto riportato corrisponda a vero? Altrimenti chiunque può scrivere quel che vuole

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  1. Forse un po’ drastico , ma illuminante in molti passaggi. In particolare:

    La parola “dogma” spaventa e disturba i pastori tipo l’attuale vescovo di Roma, perché confondono l’assolutezza della Fede con l’assolutismo dei regimi dittatoriali.

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  2. La povertà si trova a tutti i livelli , tutti siamo dei poveri , chi per un verso e chi per un altro . Affrontare la povertà per la miseria e del sostentamento , questo riguarda lo stato che affama e impoverisce . Certamente che la Chiesa in parte si deve occupare anche di questa povertà questo è Carità Cristiana , ma non puó sostituirsi allo stato per questo . La Chiesa si deve preoccupare innanzitutto della salvezza delle Anime del loro bene Spirituale , che così anche lo stato , che é gestito dagli uomini , tutto potrebbe essere piú funzionalequesto e senza ingiustizie .Se fosse gestito con Cristiana Carità ( Carità é Amore ) da chi ha ricevuto una sana interiore preparazione spirituale , così da essere timorato dal compiere ciò che è danno ad altri . Sarebbe alleggerito da tante illegali appropriazioni fatte da politici senza scrupoli e anche servì di chi comanda il mondo . Il problema della povertà si risolve andando alla base della causa che la produce !! Ma resta il fatto che in primis la Chiesa deve far conoscere la parola di Gesù , chi non lo accetta corre il rischio di cadere in ciò che è male !!

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  3. Questa lettera è davvero illuminante e mi torna perfettamente la consonanza della chiesa latina populista e anti-romana, con quella tedesca, che è per la gran parte anti-ratzingeriana, e che nel conclave del 2013 ha sostenuto Bergoglio. Bergoglio tra l’altro non ha conseguito il dottorato di teologia in Germania, non lo ha concluso, quindi si è formato dai gesuiti senza avere studiato e approfondito la materia ai livelli che l’attuale carica esigerebbe. Niente a che vedere con il “curriculum accademico” dottrinale e teologico dei sui predecessori, Woitila e Ratzinger.

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  4. Conosco il sudamerica, benissimo il Brasile e quel popolo cattolico e di riflesso anche tutto il continente. ho letto e studiato la loro storia e la loro cultura. sia pur in modo semplice la letterea descrive benissimo quella cultura clericale, e ciò che la sottende. A grandi linee è così, e non solo per Bergoglio ma larga parte dell’episcopato e del clero sudamericano, Argentino in particolare. Ed è incredibile che proprio ieri sera, per spiegare il Papa ad un amico e nel tentativo di comprenderlo, gli abbia citato le stesse identiche caratteristiche qui descritte !!

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  5. Purtroppo sarebbe riduttivo giustificarlo per le sue origini.
    Lui sa bene ciò che fa.
    Ma le porte degli inferi non prevarranno. Lo ha ricordato il Santo Padre un attimo prima di diventare Emerito.

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    1. Queste non sono risposte! ripetere slogan é segno di ignoranza dimostra sottomissione senza coscienza e intelligenza. Se lei capisse il senso di questa frase oggi “vedrebbe” come gli inferi si sono fatti spazio dentro la comunità Il modo di come Dio prevarrà non é descritto in modo dettagliato. Secondo il senso letterale Dio va perfino altrove a radunare e cercare anime disposte ad ascoltarlo perciò Lui forma la Chiesa da salvare nessuno ci si infila solo perché patteggia per l uno e per l altro. Dio solo raduna la Chiesa persegiitata dai traditori che si fingono suoi servi. Queste parole hanno un senso solo se riportate al suo contesto specifico, non é prezzemolo per condire quello che ci piace. nel termine Chiesa secondo Dio ci sono coloro che ascoltano Cristo e gli sono fedeli non i mercanti che lo vendono al mercato per più di trenta denari, come fa questo finto papa Se lei vuole nascondersi dietro un uomo che straparla faccia pure ma eviti di scriverlo, giusto per non dimostrare di non aver capito.

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