Comunicatori vaticani in piena confusione. Ma a Papa Francesco piace così

Il magistero di papa Francesco non è certamente dottrinale, ma neppure è quello pastorale “inventato” dal Vaticano II. Si tratta di un “magistero” squisitamente mediatico, il cui scopo è quello di imporre i cambiamenti per prassi. Vi proponiamo un’interessante ricostruzione del vaticanista Sandro Magister.

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Per Papa Francesco tutto è negoziabile, fuorché lo “spirito” del Concilio. Però i Media giocano sporco!

Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive...” (Benedetto XVI – Lettera ai Vescovi 10.3.2009)

Sta facendo discutere – e dividere – il Discorso che il santo Padre Francesco ha fatto alla CEI, all’Ufficio Catechistico internazionale del 30.1.2021 – vedi qui il testo integrale. Premettiamo subito che il testo in sé è abbastanza accettabile per noi cattolici, ed è però anche lineare con il suo progetto di “nuova chiesa”. Questa premessa farebbe pensare subito ad un nostro ardire schizofrenico e contraddittorio poiché: se il Discorso è accettabile per noi cattolici, come lo si potrebbe accettare se pensiamo che è anche lineare con il suo progetto di una “nuova chiesa”?

E’ l’ambiguità che non solo procede da ben oltre cinquant’anni, ma è l’ambiguità che da sette anni è diventata parte integrante di questo magistero che si nasconde dietro le parole, i pensieri e l’applicazione (o l’imposizione) di “aprire le porte, aprire i processi senza chiuderli…” in nome non tanto del Concilio (come vedremo) ma dello “spirito” di quel Concilio che, però, fu ripetutamente denunciato da Giovanni Paolo II quanto da Benedetto XVI. La stessa ambiguità procede con il nuovo modo di pensare alla sinodalità della quale però parleremo in altra sede, dal momento che è necessario affrontare questo argomento con il Documento alla mano “Communionis notio“.

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Che senso ha indire due Anni, quando bastava quello al Custode della Divina Famiglia?

Confessiamo che non ci ha sorpresi più di tanto l’indizione di un ulteriore Anno speciale, quale quello dedicato all’Amoris Laetitia dal 19 marzo 2021 (Solennità di san Giuseppe) al giugno 2022… ci ha sorpresi di più l’indizione dell’Anno dedicato a San Giuseppe!! Battute (vere e sincere) a parte, non possiamo trascurare una domanda fondamentale: se San Giuseppe è il Custode della Sacra Famiglia, che senso ha indire un Anno speciale nell’Anno già speciale, specificando che è dedicato ad “Amoris Laetitia”? Che un Papa si autoproclamasse a tal punto da dedicare – in forma così narcisistica – niente meno che un anno speciale ALLE SUE IDEE e al suo programma, non s’era mai visto, non era mai accaduto.

L’indizione di un “Anno speciale” è stato di recente finalizzato (negli ultimi 100 anni in cui ha avuto origine) a sviscerare quanto di più sacro c’è ed è nella santa Chiesa. L’ultimo serio è stato quello indetto da Benedetto XVI per l’Anno Sacerdotale”, vedi qui, finalizzato ad una riforma seria del Clero avendo quale modello il Santo Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney e per il suo 150° Anniversario del “dies natalis”…. ma MAI e nessun Papa aveva usato un proprio scritto (l’esortazione apostolica in questo caso) per indire un anno speciale! Ripetiamo: che senso ha aprire un Anno dedicato a San Giuseppe e poi un altro ancora, dentro lo stesso, per sacralizzare una esortazione apostolica? Inoltre quello dedicato a San Giuseppe non è stato annunciato come avrebbe meritato, non c’è stata alcuna preparazione, nessuna anticipazione in nessun Angelus mentre, quello di AL non solo a tre mesi dal suo inizio, ma anche con un annuncio dall’Angelus, ed anche con una chiusura più allungata, oltre l’anno. San Giuseppe è Patrono della santa Chiesa Cattolica ma anche CUSTODE della Sacra Famiglia, alla quale andava semmai il riferimento dell’Anno, quale MODELLO per tutte le Famiglie cristiane e non.

Si dice che a pensare male si fa peccato, ma qualche volte ci si azzecca… e allora: ma non sarà che l’Anno a San Giuseppe è stato “consigliato” all’ultimo al Papa la cui intenzione era solo quella di indire l’Anno ad AL lasciando fuori il povero San Giuseppe con la “sua Sacra Famiglia”?? Non cerchiamo risposta, come del resto il Papa non rispose mai ai famosi “Dubia”, ma risponde oggi con questo scherzetto alla memoria del povero cardinale Caffarra… che a noi sembra una vera… bergoglionata!

Al resto lasciamo commentare al professore Stefano Fontana.

Buon Anno a tutti.

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L’altare papale inutilizzato da mesi. Simbolo del vuoto magisteriale di questo pontificato

Un grande vuoto dopo il culto della pachamama a San Pietro: l’altare papale inutilizzato da mesi.

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Il Vaticano e l’ONU insieme per promuovere la sostenibilità e l’uguaglianza di genere

L’ex segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l’economista Jeffrey Sachs e il direttore generale dell’UNESCO sono tra i relatori del poco pubblicizzato lancio di una collaborazione tra il Vaticano e le Nazioni Unite volta a educare il mondo a stili di vita sostenibili, all’uguaglianza di genere e alla cultura della pace e della non-violenza.

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Dalla Gaudium et Spes alla Fratelli Tutti. Passando per il caso McCarrick

Il caso McCarrick — spiega il prof. Roberto de Mattei in questo breve articolo per LifeSiteNews che abbiamo tradotto — è l’espressione ultima e clamorosa di un vasto problema che ha le sue origini nella nuova morale emersa con il Vaticano II. Una nuova visione delle fede orizzontale ha preso il posto di quella verticale, preparando così la Fratelli tutti di papa Francesco.

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Con Francesco il rovesciamento della sussidiarietà

Da un confronto tra quattro encicliche sociali che hanno affrontato il tema della sussidiarietà e quindi del rapporto fra Stato e corpi intermedi, si ricava che la concezione espressa in Fratelli Tutti è diametralmente opposta a quella proposta da Leone XIII, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

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Mons. Viganò: “Il Rapporto vaticano su McCarrick? Una farsa grottesca”

Era prevedibile il Vaticano mettesse nel banco degli imputato nell’inchiesta McCarrick non l’ex cardinale predatore omosessuale di seminaristi e presbiteri, ma colui che ha avuto il coraggio di svelare al mondo intero che Papa Francesco ne era a conoscenza e non ha fatto nulla per punirlo, ovvero mons. Carlo Maria Viganò. Ma l’ex Nunzio apostolico negli Stati Uniti non ci sta e passa al contrattacco. Pubblichiamo l’intervista (tradotta in italiano da Aldo Maria Valli) che mons. Viganò ha rilasciato al giornalista americano Raymond Arroyo della EWTN, la più grande emittente cattolica del mondo.

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Il rapporto vaticano su MacCarrick: Excusatio non petita, accusatio manifesta

La Sala Stampa della Santa Sede replicò alla Testimonianza di mons. Carlo Maria Viganò sullo scandalo MacCarrick affermando che nel rapporto finale non se sarebbe parlato, perché si trattava della presa di posizione di un uomo livoroso che volle vendicarsi di Papa Francesco per non avergli dato la berretta cardinalizia. Eppure nel rapporto pubblicato ieri, il Vaticano, più che attestare la colpevolezza evidente dell’ex porporato americano, si affanna a cercare di dimostrare che il comportamento di Papa Francesco fu impeccabile, addossando la colpe delle continue malefatte di MacCarrick niente mento che a mons. Viganò! Excusatio non petita, accusatio manifesta (scuse non richieste, accuse manifeste): diceva gli antichi latini. Il fatto che la Testimonianza di mons. Viganò non sia stata ignorata e che addirittura alla Santa Sede stanno cercando di far ricadere le colpe su di lui, è la prova della veridicità di tale Testimonianza. Pertanto pubblichiamo la prima replica di mons. Viganò a queste ignobili accuse, inoltre la ricostruzione e l’editoriale de La Nuova BQ, affinché ci possa rendere conto ancora di più della situazione disastrosa della Gerarchia che attualmente governa la Santa Madre Chiesa.

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La lettera mai spedita di mons. Viganò a papa Francesco

È uscito in questi giorni il libro Nell’ora della prova. “Volete andarvene anche voi?” (Chorabooks, 36,39€, ebook 9,99€) che raccoglie tutti gli scritti di mons. Carlo Maria Viganò dallo scandalo McCarrick agli ultimi mesi. Il quotidiano La Verità e l’ex vaticanista Aldo Maria Valli (curatore del libro) hanno pubblicato una lettera inedita del marzo del 2019 che mons. Viganò scrisse a Papa Francesco ma che poi decise di non inviare. Ecco il testo.

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