Perché un gesuita rimane gesuita anche da papa?

Proponiamo ai nostri lettori la traduzione di un articolo del giornalista americano Dominic Lynch scritto nel dicembre del 2016, quando la discussione nata dal fatto che papa Francesco si rifiutò di rispondere ai cinque dubia dei quattro cardinali sull’Amoris Laetitia era ancora, diciamo, calda. L’articolo è molto attuale non solo per il motivo che sono passati appena due anni e non c’è stata ancora nessuna risposta, ma anche perché l’autore spiega la ragione dell’atteggiamento eterodosso dell’attuale Vescovo di Roma: l’essere gesuita.

Quando il Newsweek domandò se papa Francesco fosse cattolico, ci fu chi rispose: No, è gesuita. Non condividiamo tutte le osservazioni di questo giornalista, ma la sua analisi sul pontificato del primo gesuita diventato papa è assolutamente indovinata. Ciò che dovrebbe sorprendere di un gesuita – sostiene Dominic Lynch – non è l’eterodossia, bensì l’ortodossia. Per cui noi ci auguriamo – e preghiamo – che papa Francesco ci sorprenda, prima o poi, difendendo l’ortodossia. In fondo, finché c’è vita, c’è speranza…

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Join the climate strike… Unisciti allo sciopero per il clima

Al dio clima e a madre terra, offrirete le vostre nuove oblazioni e digiuni….

Quanto vogliamo condividervi – per debita coscienza e conoscenza – è ovviamente una parodia portata alle estreme conseguenze, ma che ha evidenti segni di oggettività per quanto sta accadendo e per quanto ci si prepara a fare per il prossimo sinodo sull’Amazzonia, vedi qui. Se preferite vi segnaliamo questa preziosa analisi dall’Isola di Patmos: Il Sinodo Pantedesco celato dietro al Sinodo Panamazzonico…

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Tentar non nuoce…

Il sito americano LifeSiteNews ha lanciato una petizione on line per chiedere a papa Francesco di non cambiare la traduzione del Padre nostro. Servirà a qualcosa, oppure Francesco ignorerà anche quest’appello? Probabilmente sì, ma tentar non nuoce…

La petizione riguarda i fedeli di lingua inglese, ma riteniamo che anche i fedeli di altre lingue debbano firmarla, soprattutto quelli che nei propri paesi — come noi italiani — si ritrovano la nuova ed errata traduzione.

Forse servirà a poco con questo Papa, ma in futuro chissà che non sia uno dei primi passi per tornare alla traduzione vera e propria, cioè quella in latino?

Noi abbiamo firmato. E voi?

Cliccare sull’immagine per firmare la petizione.

Quale è il punto di rottura tra Bergoglio e i suoi Predecessori?

Il rischio è di pensare o parlare di Cristo come se egli fosse un individuo umano come siamo noi. Forse un giorno ci capiterà quello che san Girolamo racconta dei cristiani del IV secolo: ad un certo punto si svegliarono e scoprirono di pensare tutti più o meno come pensava Ario… svegliarsi ariani…

Con queste riflessioni ricordiamo a tutti i nostri Lettori che siamo anche noi in procinto di allentare gli editoriali per via del periodo estivo. Gli aggiornamenti andranno a rilento per poi riprendere in modo più costante dopo il 25 agosto. Ne approfittiamo per auspicare a tutti un periodo fruttuoso per sante letture, preghiera e arricchimento dello spirito.

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Il progetto dell’«ecochiesa» parte da lontano

Ha creato gran sgomento
il nuovo sinodal strumento
Grande eretica fandonia
sbrodolando di Amazzonia

“Il cristianesimo è più bello
tra una danza e uno spinello”.
Con la religion novella
Convertivi anche Pannella!

Questo è colmo di follia,
la sinistra litania;
ormai il demone infernale
viene aggiunto nel rituale!

Già da tempo preparato
C’è l’attacco al celibato
“su, creiamo il precedente,
per finire basta un niente!”

Oh Gesù deh fino a quando
I fetusi andran cantando?
Di lor fine s’oda il tonfo
Giunga presto il tuo trionfo!

(Don Alfredo Maria Morselli – 21 giugno 2019)

Jorge Mario Bergoglio segue un progetto ben preciso: questo pontificato non è altro che un “Vaticano III” non ufficialmente convocato, il cui scopo è quello di aprire i processi che portino finalmente ad una nuova “Chiesa”. Uno degli ultimi processi è quello che porterà ad una specie di eco-chiesa, di cui l’Instrumentum Laboris del sinodo sull’Amazzonia è il grande manifesto.

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Non è Bergoglio a twittare, però approva e non legge a nessuno

PER FAVORE, RICORDA ALLA GENTE CHE CRISTO E’ MORTO IN CROCE E GLI DOBBIAMO TUTTO… DILLO…. DILLO…. DILLO… LE PERSONE LO HANNO DIMENTICATO.” (da un commento sul twitter di Papa Francesco, ma tanto lui non legge a nessuno)

Fu con Papa Benedetto XVI – il 12 dicembre 2012 – che il Vaticano aprì l’account del Papa (@pontifex), scatenando, com’era ovvio, una valanga di tweet dall’ironico alla più tremenda bestemmia…. dalla lode all’insulto, ma fu detto fin da subito che non sarebbe stato certo il Papa in persona a perdere tempo sulla rete, a scrivere e a rispondere…. L’account è in mano all’ufficio delle Comunicazioni del Vaticano e il Papa approva a prescindere da… e non sta a leggere le risposte che arrivano alla sua frase “ad effetto”.

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“Diteci voi se non c’è da piangere”…

Se tre indizi fanno una prova: “giudicate voi non secondo le apparenze, ma secondo giustizia” (Gv.7,24).

Vogliamo offrirvi a Reti unificate, l’imponente riflessione di Padre Ariel dall’Isola di Patmos, vedi qui, non per una semplice e superficiale “condivisione” ma perché la situazione è talmente grave e seria che noi stessi da tempo lo andiamo sottolineando con diversi editoriali trovando così, in queste riflessioni, quel famoso detto “mal comune mezzo gaudio”… purtroppo è necessario constatare, invece, quel più serio consiglio paolino: piangete con quelli che sono nel pianto…. (Rm.12,15), da qui prendiamo in prestito anche la frase conclusiva delle riflessioni dolorose di Padre Ariel, quale titolo.

Colui che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna arriva al punto di non saper distinguere la verità né dentro se stesso, né intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per se stesso e per gli altri.” (Fedor M. Dostoevskij)

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Caro Krajewski la carità non si fa rubando agli altri e istigando al reato

Usciamo in ES cioè Edizione Straordinaria (a Reti Unificate) perché, quanto è accaduto l’altro giorno ha del grottesco, dell’assurdo e dell’inaccettabile e fa anche parte delle nostre cronicas…. Cronache di Bergoglio perché – l’elemosiniere del Papa il cardinale Konrad Krajewski, che non muove un dito senza il consenso del suo Capo – non solo ha commesso un grave reato, ma ha istigato al reato.

«Chiunque viola i sigilli, per disposizione della legge o per ordine dell’Autorità, apposti al fine di assicurare la conservazione o la identità di una cosa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 103 a 1032 €. Se il colpevole è colui che ha in custodia la cosa, la pena è della reclusione da tre a cinque anni e della multa da 309 a 3098 €.»

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“Un dovere di coscienza come cattolico”

Quanto segue va profondamente meditato. Ci piace un procedere a “Reti unificate”, ogni tanto, perché è fondamentale oggi capire che – seppur siamo senza dubbio “pochi”, il piccolo resto – però ci siamo… e stabilire chi sbaglia o meno non è l’arrampicarsi sugli specchi, giustificare le proprie opinioni (relativismo), fare raccolte di sofismi.. no! Stabilisce – chi ha ragione  o meno – la Dottrina della Chiesa Cattolica immutabile, il Catechismo, lo stabilisce un solo magistero, quello bimillenario della Chiesa Cattolica: una, santa, cattolica ed apostolica, lo stabilisce la Legge di Dio che non è schizofrenica; ciò che era peccato ieri è peccato anche oggi, ciò che era dottrina ieri, lo è anche oggi, ed a maggior ragione oggi!

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Attacco a Wojtyla e a Ratzinger. La vendetta dei gesuiti quarant’anni dopo.

I gesuiti di Pedro Arrupe si arrancarono il “diritto” di applicare il Concilio Vaticano II — il suo “spirito” — e nonostante i continui richiami di quattro papi (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) hanno continuato su quella diabolica strada. Adesso che sul Trono di Pietro siede uno di loro, non hanno più freni.

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