Nei prossimi giorni uscirà il nostro editoriale sul viaggio apostolico di papa Francesco in Ungheria e in Slovacchia, in modo particolare sulle sue deliranti esternazioni durante la conferenza stampa nel volo di ritorno. Abbiamo deciso di scrivere con calma, leggendo e ascoltando ancora quelle parole, affinché il nostro editoriale sia scritto senza emotività.

Ci ascolti, Santità: Così non si custodisce la Tradizione, né si difende il (suo) Concilio…

Chissà se Papa Francesco si renderà mai conto che il suo motu proprio Traditionis Custodes è un clamoroso autogoal…

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A-Dio Summorum Pontificum: il moto è più veloce verso la fine…

Motus in fine velocior” «il moto è più veloce verso la fine» – Come disse Gesù a Giuda: “Quello che devi fare, fallo subito“….

Era nell’aria, ed è arrivato proprio oggi, Festa della Beata Vergine del Monte Carmelo, il tanto atteso Motu Proprio di Papa Francesco che si pone, di fatto, contro il Summorum Pontificum (SP) di Benedetto XVI, sostituendolo con il suo dal titolo: «TRADITIONIS CUSTODES» (TC) vedi qui testo originale, (vedere qui la Lettera di accompagnamento del Papa, ai Vescovi) sulla regolamentazione dell’uso del rito detto antico, quello che Benedetto XVI definì “forma straordinaria”… Quindi da oggi, chi pratica il rito antico non dovrà più parlare del “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI ma del “Traditionis Custos” di Papa Francesco.

Chiariamo subito che non ci stracciamo le vesti e che abbiamo ben ponderato due aspetti importanti dal testo: uno negativo ed uno positivo. Non si tratta di guardare al bicchiere mezzo pieno, anzichè mezzo vuoto e neppure di mero ottimismo, bensì di sano realismo poiché abbiamo a che fare con due elementi fondamentali: l’unità della Chiesa ma anche il Culto a Dio. Stracciarsi le vesti non serve a nulla! E’ necessario, ora e più che mai, affrontare l’argomento con serenità e sano realismo. Il colpo è stato dato e lo si attendeva, saper incassare bene… è molto importante per non perdere il controllo e non farsi prendere dai sentimenti peggiori. A scanso di equivoci non ci riteniamo “fondamentalisti” del rito nella forma antica. Laddove ci è stato possibile assistervi, lo abbiamo sempre fatto con immensa gratitudine e ringraziamento, cercandola dove era possibile trovarla, ma generalmente siamo persone che vivendo nelle proprie realtà parrocchiali, assistiamo alla forma ordinaria, anche se con molta sofferenza a causa degli abusi sui quali, però, il Papa (e i Vescovi che sapendo tacciono) non ha avuto una sola parola di condanna.

Vediamo l’aspetto negativo:

  • Non è buono il cavaliere se non si prova sul campo della battaglia: così l’anima vostra si deve provare alla battaglia delle molte tribolazioni; e quando si vede fare prova buona di pazienza, e per impazienza non volta indietro il capo scandalizzandosi di quello che Dio permette, allora può godere ed esultare, e con perfetta allegrezza aspettare la vita durabile…” (Santa Caterina da Siena)
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Gli amici di Papa Francesco, si preparano a lasciarlo solo e a salire nel prossimo conclave?

Per quanti avranno avuto modo di seguire le nostre “cronicas” dedicate al pontificato di Papa Francesco, avranno notato una escalations non indifferente sul comportamento delle frange progressiste, all’inizio tutte innamorate del nuovo Papa Bergoglio, tutte fiduciose della grande rivoluzione e che però, da qualche anno, hanno cominciato a sentirsi – e a dirsi – delusi, amareggiati…. Già nel 2015 scrivevamo con una domanda: “Cresce l’esercito degli illusi”? Interessante poi è l’articolo su “L’enigma del Francesco Bergoglio pensiero…” vedi qui. Poi c’è stato il caso del cardinale Marx con le sue dimissioni dal papa rifiutate… e teologi ultra modernisti che prima si compiacevano di Bergoglio, da mesi scrivono contro le sue, dicono, indecisioni.

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Papa Francesco ha superato bene l’intervento per una stenosi diverticolare del colon

La Preghiera per il Pontefice – scritta da Papa Leone XIII

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O Signore, noi siamo milioni di credenti, che ci prostriamo ai tuoi piedi e ti preghiamo che Tu salvi, protegga e conservi lungamente il Sommo Pontefice, padre della grande società delle anime e pure padre nostro. In questo giorno, come in tutti gli altri, anche per noi egli prega, offrendo a te con fervore santo l’Ostia d’amore e di pace.

Ebbene, volgiti, o Signore, con occhio pietoso anche a noi, che quasi dimentichi di noi stessi preghiamo ora soprattutto per lui. Unisci le nostre orazioni con le sue e ricevile nel seno della tua infinita misericordia, come profumo soavissimo della carità viva ed efficace, onde i figliuoli sono nella Chiesa uniti al padre. Tutto ciò ch’egli ti chiede oggi, anche noi te lo chiediamo con lui.

Se egli piange o si rallegra o spera o si offre vittima di carità per il suo popolo, noi vogliamo essere con lui; desideriamo anzi che la voce delle anime nostre si confonda con la sua. Deh! per pietà fa’ Tu, o Signore, che neppure un solo di noi sia lontano dalla sua mente e dal suo cuore nell’ora in cui egli prega e offre a te il Sacrificio del tuo benedetto Figliuolo.
E nel momento in cui il nostro veneratissimo Pontefice, tenendo tra le sue mani il Corpo stesso di Gesù Cristo, dirà al popolo sul Calice di benedizioni queste parole: «La pace del Signore sia sempre con voi», Tu fa’, o Signore, che la pace tua dolcissima discenda con una efficacia nuova e visibile nel cuore nostro ed in tutte le nazioni.

Amen.    

Indulgentia quingentorum dierum semel in die (Leo XIII, Audientia 8 maii 1896; S. Paen. Ap., 18 ian. 1934).

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Il veleno cospiratorio, sparso da altri, ci spinge ad essere solidali con il professor R. de Mattei

Non si tratta, cari Amici, di schierarsi ad un partito piuttosto che all’altro; non si tratta di voler prendere le “difese” di qualcuno contro altri; non si tratta di processare qualcuno ma la solidarietà è in questo momento importante e funzionale alla verità dei fatti. Stiamo seguendo da mesi queste discussioni in corso tra una strana presa di posizione di mons. Carlo Maria Viganò, da noi sempre seguito ed ascoltato, vedi l’indice degli argomenti qui, e le disamine oggettive e pacatamente rispettose del professor Roberto de Mattei sulle quali, per carità, ognuno è libero di concordare o meno e che però… tutto va fatto con cognizioni di causa e non per partito preso, non con la violenza, non con la menzogna, come invece sta avvenendo!

Per quanto riguarda questa nostra solidarietà, per l’attacco violento (verbalmente e di pensiero, non fisico, ma non per questo meno cattivo e meno pericoloso) contro de Mattei, essa non è presa a cuor leggero o per partigianeria…. dal momento che stiamo seguendo in prima persona gli eventi e, a differenza di chi attaccandolo non si è ancora degnato di contattare il professore per chiedere spiegazioni, noi l’abbiamo fatto… ottenendo risposte soddisfacenti! Il punto fondamentale, infatti, non è nelle discussioni che questo tema può ed ha portato e che sono anche utili per comprendere il da farsi, ma l’attacco violento inaudito di Blog e persone contro de Mattei, del quale hanno il contatto, erano “amici”, ne hanno sfruttato conoscenza ed amicizia, salvo guardarsi bene dal contattarlo per chiedergli spiegazioni, risposte che il professore non avrebbe lesinato a nessuno, ma generosamente – come ha fatto a chi lo ha contattato – ha dato.

Dunque sia ben chiaro, questo “editoriale” non è uno schieramento pro o contro mons. Viganò ma, come è proprio il ragionamento stesso di de Mattei è LA VERITA’ di alcuni fatti indiscutibili, alla quale è falso che mons. Viganò avrebbe risposto… come pretendono dal Blog di Tosatti e di altri. Mons. Viganò non ha affatto risposto alle domande rivoltegli, ma ha dato sfoggio di sarcasmo ed ironia… scatenando in tal modo l’odio alla persona del professor de Mattei, l’accanimento attraverso la menzogna e l’ulteriore confusione dei fatti.

Per quanto ci riguarda per noi vale il detto che non si cura un male con altro male… se dunque il male sta, come vero è, nella situazione politica, sociale e sanitaria, non può diventare o essere un bene affrontarla con prese di posizione sbagliate, volgendo il tutto animando odio contro il Vaticano, pretendendo le dimissioni del Papa regnante dichiarandosi “dottori della Chiesa” (sic!!)… è un male farsi aiutare da persone apostate e che vivono in ambienti promiscui con idee sedevacantiste…. Chi vive, infatti, in una situazione per nulla cattolica e che per di più vive con il gusto di seminare COMPLOTTISMI a gogò e odio a Roma, intesa quale Sede già dell’Anticristo, non può essere d’aiuto ad un Vescovo…. non può essere d’aiuto a nessuno, non può essere d’aiuto alla buona e vera battaglia.

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Pio XI “Non abbiamo bisogno”, a 90 anni ancora la sua attualità

Riceviamo dal sito amico cooperatoresVeritatis” quanto segue, condividendolo con voi:

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L’intervento della Santa Sede sul Ddl-Zan: i pro e i contro della politica dei compromessi

i concordati sono delle vere e proprie umiliazioni con i quali la Madre dei fedeli è costretta da figli malcontenti a scendere a patti con essi..” (beato Antonio Rosmini)

Ci occupiamo di “cronache di papa Francesco” e, premesso che siamo stati contenti della notizia del giorno, sulla Nota consegnata all’Ambasciata italiana presso la Santa Sede dall’alta Gerarchia Cattolica, sulla vicenda della diabolica legge Ddl-Zan, dobbiamo tuttavia convenire che c’è un “ma però…” di cui è bene prendere visione. Nel momento in cui l’alta nostra Gerarchia Cattolica ha deciso di mettere da parte quel “sì, sì e il no, no…” è evidente che subentra il compromesso del “ma, però…” davanti al quale è bene fermarsi per ragionare sui contenuti e capire bene a cosa si andrà incontro.

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Cattolici in politica e… gli eredi di Simon Mago

Si fa un gran discutere, oggi ma non solo da oggi, sul comportamento etico e morale dei Cattolici in politica ma, soprattutto, la grande confusione sui vari temi che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI definirono “principi non negoziabili”, che hanno spaccato letteralmente la comunione cattolica tra molti Vescovi e nelle varie Conferenze Episcopali. E’ di questi giorni l’ennesima “Nota” inviata dal Prefetto della CdF Ladaria ai Vescovi statunitensi, con l’intento di sollecitarli ad una comunione fondata sulla Dottrina cattolica messa in risalto dalla famosa “Nota Dottrinale” del 2002, vedi qui, voluta da Giovanni Paolo II e firmata dall’allora Prefetto della CdF Ratzinger, a riguardo proprio di come – i cattolici in politica, ma anche i Vescovi – avrebbero dovuto comportarsi, tenendo come fondamento indiscutibile proprio la corretta Dottrina etica e morale.

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Il cardinale Marx consegna le dimissioni ma .. non ci crede nessuno, sarebbe troppa grazia “santantonio”

  • “… ciò che c’è di assurdo e di criminale nella collegialità è che questa organizzazione di tipo democratico, massonico e rousseauiano ci sta “papificando” i Vescovi. Noi abbiamo dei Vescovi personalmente impotenti, ma collegialmente in via di “papificazione”..” (Padre Calmel OP)
  • E’ su tutti i notiziari, il cardinale Reinhard Marx ha consegnato (avrebbe, perchè al momento sembra più una lamentela che un atto vero e proprio) le proprie dimissioni a Papa Francesco, con una Lettera “aperta” e resa pubblica imponendo però, a tutti noi, la seria domanda se le abbia consegnate davvero al Papa e se – le sue parole – non siano più un messaggio cifrato, un monito, una sorta di ennesimo ricatto a Roma, piuttosto che un bel auspicato prepensionamento volontario…

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