Il Sacro Collegio cardinalizio nel 2023 e i futuri Vescovi in Italia

Si prevede un anno intenso, questo appena entrato, per Papa Francesco. Servono nuovi cardinali e servono anche nuovi Vescovi in Italia. Non dimentichiamo che prestigiosi Sedi quali Venezia con il suo patriarcato e Milano, per esempio, mancano ancora di una nomina cardinalizia… non che sia obbligatorio per il Papa, ma per chi ama questo tipo di informazione, sarà bene seguire i prossimi mesi le varie notizie.

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È morto Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Il nostro ricordo

La Chiesa militante perde un Maestro, un Padre, ma non perde il suo insegnamento, la sua testimonianza, la Fede, le opere, la Dottrina…

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Papa Francesco chiede di pregare per Benedetto XVI: “È molto malato”

Al termine dell’udienza generale di oggi, mercoledì 28 dicembre 2022, papa Francesco ha chiesto di pregare per Benedetto XVI:

«Vorrei chiedere a tutti voi una preghiera speciale, per il Papa emerito Benedetto, che nel silenzio sta sostenendo la Chiesa. Ricordarlo — è molto ammalato — chiedendo al Signore che lo consoli, e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa, fino alla fine»

Molto volentieri rispondiamo affermativamente alla richesta del papa regnante di pregare per il suo vivente predecessore e invitiamo anche i nostri lettori alla preghiera incenssante.


Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha affermato quanto segue:

«In merito alle condizioni di salute del Papa emerito, per il quale Papa Francesco ha chiesto preghiere al termine dell’udienza generale di questa mattina, posso confermare che nelle ultime ore si è verificato un aggravamento dovuto all’avanzare dell’età. La situazione al momento resta sotto controllo, seguita costantemente dai medici. Al termine dell’udienza generale Papa Francesco si è recato al monastero Mater Ecclesiae per visitare Benedetto XVI. Ci uniamo a lui nella preghiera per il Papa emerito».

Perché non esiste il “codice Ratzinger”

Concludiamo la nostra trattazione sulla presunta invalidà delle rinuncia al papato di Benedetto XVI sottoponendo all’attenzione dei nostri lettori un’ottima confutazione del cosiddetto “codice Ratzinger” scritta da don Silvio Barbaglia e pubblicata da Aldo Maria Valli nel suo blog.

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Perché il Papa non è Benedetto ma è Francesco

Il nostro editoriale riguardo la legittima elezione di Francesco come Romano Pontefice ha suscitato diverse reazioni. Abbiamo dunque deciso di rispondere ad alcune obiezioni pubblicando un recente articolo di Corrispondenza Romana, firmato da Emanuele Barbieri, in cui ben si spiega perché il Papa non è Benedetto ma è Francesco. Ciò non significa che vada tutto bene, anzi. Proprio perché la situazione nella Chiesa è così drammatica (anche) a causa di questo pontificato abbiamo fondato questo sito, senza mai fare sconti agli errori di Francesco, che aumentano di giorno di giorno. Abbiamo altresì ribadito più volte che questo processo di “autodemolizione” parte da lontano e adesso ci tocca un papa che ne sta raccogliendo i frutti. Per questo, al termine dell’articolo, daremo delle indicazioni per approfondire riguardo l’insegnamento della Chiesa sull’infallibilità del Papa in materia di fede e morale, divina falcoltà che Francesco non usa affatto, poiché invece abusa del primato petrino per imporre il suo progetto di Chiesa.


Ricordiamo quanto segue:
L’espressione “dolce Cristo in terra” è di Santa Caterina da Siena. L’ha usata diverse volte.
Ne citiamo due importanti.
Scrivendo a Papa Gregorio XI gli chiede di usare misericordia nei confronti di coloro che in Siena stavano fomentando discordia.
Scrive la Santa senese: “Vi domando dunque misericordia, padre, per loro. Non guardate alla stoltezza e alla superbia dei vostri figlioli, ma con l’esca dell’amore e della benignità, dando pure quella dolce punizione e benigna riproduzione che piacerà alla santità vostra, rendete la pace a noi miseri figlioli che vi abbiamo offeso.
Io vi dico, dolce Cristo in terra, da parte di Cristo in cielo, che facendo così, cioè senza briga e tempesta, essi ritorneranno a voi con dolore dell’offesa fatta e vi metteranno il capo in grembo. Allora godrete, e noi godremo con voi, perché con l’amore avrete rimessa la pecorella smarrita nell’ovile della santa Chiesa
” (Lettera 196).
In questa lettera si manifesta la preoccupazione di Santa Caterina che il Papa intervenisse in maniera non adeguata, e pertanto non indiscutibile.
In un’altra lettera scritta ad un Nunzio apostolico mette in evidenza addirittura i difetti del Papa.
Scrive: “Il dolce Cristo in terra credo che sarebbe bene che levasse due cose per le quali la Chiesa di Gesù Cristo si guasta.
L’una è la troppa tenerezza e sollecitudine per i parenti, nella quale converrebbe che egli in tutto e per tutto fosse mortificato.
L’altra cosa è la troppa dolcezza fondata in troppa misericordia. Oimé, oimé, questa è la ragione per cui i membri diventano putridi, cioè perché non vengono debitamente corretti
” (Lettera 109).
Ed infine, talvolta, Santa Caterina arriva ad ipotizzare che il Papa possa essere un demonio incarnato. Ma anche in tal caso va obbedito.
Ecco le sue parole: “O Verbo dolce, Figlio di Dio, tu hai riposto il tuo sangue nel corpo della santa Chiesa e vuoi che ci sia amministrato per le mani del tuo vicario.
Perciò è stolto colui che si allontana e agisce contro questo vicario che tiene le chiavi del sangue di Cristo crocifisso.
Anche se fosse un demonio incarnato, io non devo alzare il capo contro di lui, ma sempre umiliarmi chiedendo il sangue per misericordia: perché in altro modo non lo potete avere, né in altro modo potete partecipare il frutto del sangue. Vi prego, dunque, per l’amore di Cristo crocifisso, che non operiate mai più contro il vostro capo

(Lettera 28, a Bernabò Visconti, signore di Milano).

Più chiaro di così, non si può, questa è anche la nostra convinzione. A quanti, poi, insistono (su trame più o meno fantasiose, tecniche, cavillose, ecc..) nel dire: “ma forse non avete capito, Bergoglio non è papa, noi non lo delegittimiamo perchè non lo è mai stato”… ricordiamo che non funziona un tanto al chilo! L’elezione di un Papa, ossia la legittimazione avvenuta, non è arbitrariamente nelle mani di chi interpreta in un modo o in altro i canoni, ma sta in mano ai cardinali elettori che riconoscono valida o invalida l’elezione, punto! Così riguardo alla Rinuncia di un Papa: non sta a noi definirne la validità, ma valutarne le anomalie non per delegittimarla, ma per capire certa situazione che si è venuta a creare.

Con questo articolo auguriamo a tutti i nostri lettori e visitatori, i più fraterni Auguri di Buon Natale di Nostro Signore Gesù Cristo.


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I MEN IN BLACK di Satana, il Vescovo Soddu e la Massoneria senza più remore…

Il Vescovo di Terni, mons. Soddu, all’inaugurazione della casa massonica; notare l’espressione compiaciuta dei massoni che attorniano Sua Eccellenza (Sì lo chiamiamo “Sua Eccellenza” perché pur detestando, noi, il suo folle e inaudito gesto, non manca il rispetto soprannaturale per il ruolo che ricopre); vediamo da un lato un ghigno di soddisfazione, come se dicessero “Ormai abbiamo vinto, e la Chiesa sta diventando una nostra loggia“; da un lato una certa commiserazione, come se dicessero (loro, non noi): “Povero fesso: ormai la nostra guerra contro la Chiesa è come sparare sulla Croce rossa“…

Il 27 settembre 2022 la Casa Massonica del Grande Oriente d’Italia, in via Roma a Terni, ha aperto le proprie porte al pubblico, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ingresso. Un evento al quale hanno partecipato istituzioni, autorità oltre ai liberi muratori delle logge cittadine. A tagliare il nastro con il Gran Maestro … l’invitato illustre e benedicente Vescovo di Terni mons. Francesco Antonio Soddu… che nei loro messaggi di saluto hanno ringraziato per l’invito ed espresso l’auspicio che iniziative come questa possano alimentare il dialogo e il confronto tra realtà diverse sconfiggendo i pregiudizi.

SCONFIGGENDO I PREGIUDIZI??? quindi, tutte le condanne contro la Massoneria sarebbero PREGIUDIZI da sconfiggere? Va detto a ragion del vero che, a sdoganare e a “sconfiggere” questi presunti pregiudizi ci pensò nel 2016 il cardinale Gianfranco Ravasi – leggi qui – con una Lettera aperta alla Massoneria in segno di pace, fratellanza: “CARI FRATELLI MASSONI…” e non certo quale monito a lasciare la Massoneria, al contrario, per benedire una futura cooperazione…

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Arguta analisi di mons. Delpini sulle scelte cardinalizie di un papa gesuita

Per la festa di S. Abbondio patrono della diocesi, il neo cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como (suffraganeo di Milano) ha celebrato nella cattedrale di Como la S. Messa alla presenza dei vescovi lombardi e dell’arcivescovo metropolita di Milano mons. Mario Delpini che ha preso la parola per fare il rituale augurio al confratello (e sottoposto). E si é tolto dei bei sassolini dalla pantofola (pontificale) e non le ha mandate a dire…. Tuttavia chiediamo, con umile pensiero: a quando altrettanto arguti interventi dei nostri Vescovi, in difesa della sana Dottrina? Ma questo è un tema che affronteremo in altra occasione, al momento lo ha fatto il professor Corrado Gnerre del quale potrete vedere il video al termine degli articoli.

Prendiamo a commento, per ora, la brillante analisi fatta dal sito MIL (MessainLatino – vedi qui) e vi lasciamo al termine il video con le parole dal vivo di mons. Delpini. Buona riflessione.

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La “Chiesa pragmatica” di Francesco… non sa difendersi?

Riprendiamo le nostre pubblicazioni sottoponendo all’attenzione dei nostri lettori un interessante editoriale del vaticanista Andrea Gagliarducci in una nostra traduzione. L’articolo prende in esame l’incontro che papa Francesco ha avuto con i confratelli gesuiti del Canada e la conferenza stampa di ritorno dal viaggio apostolico.


Ricordiamo, seppur brevemente, che – il pragmatismo – è quella “corrente filosofica (di stampo protestantico) sorta negli Stati Uniti nella seconda metà del sec. XIX e fondata sulla connessione fra conoscenza e azione; insiste sulla funzione del pensiero come produttore di credenze da sottoporre al vaglio dell’esperienza e della prassi ( p. metodologico ) o sull’utilità sociale e religiosa dei nostri sistemi di credenze ( p. metafisico ); atteggiamento improntato a una visione realistica e pratica, finalizzato a ottenere, talvolta anche in modo spregiudicato, risultati concreti. Che riguarda prevalentemente l’attività pratica, l’azione; caratterizzato dal prevalere degli interessi pratici su quelli teoretici e sui valori ideali: avere un atteggiamento pragmatico e realistico;  avere una visione pragmatica della vita. Nell’amore pragmatico, sia lui che lei cercano una persona che per loro vada bene e soddisfi i loro bisogni. Il più importante esponente del pragmatismoè John Dewey secondo il quale l’esperienza comprende anche i fattori di errore, esclusi invece nelle teorie empiriste classiche. Dewey chiama la sua particolare versione del pragmatismo “strumentalismo”.
Ricordiamo che Dewey nasce e si forma in campo protestante ricevendo una formazione di tipo neohegeliano laureandosi, nel 1884, con una tesi sulla psicologia in Kant
, diventando poi un famoso pedagogista, filoso e di “pensatore sociale”, diffondendo in tutto il mondo il nuovo pensiero “laico”. Si interessò anche del nuovo sistema scolastico ispirato ai principi della pedagogia marxista, che lo convinsero della necessaria riforma scolastica-sociale nella democrazia americana.”

Perché questa premessa? Perché il “nostro” Modernista per eccellenza, Ernesto Buonaiuti – leggi qui se non sai chi è stato – fu uno degli intellettuali di maggior rilievo nella scena culturale ed ecclesiale del primo Novecento in Italia. E’ annoverato tra i fondatori del Modernismo cattolico e in quegli anni di crisi, il Buonaiuti, abbandona le posizioni della filosofia neo-tomista per sposare il pragmatismo, con una svolta prima teoretica, per poi riservarsi aggiustamenti e correzioni atti a far combaciare le sue ricerche moderniste per una nuova visione del Cristianesimo attraverso la prassi.

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Avviso ai nostri lettori

È giunto anche per noi un periodo di riposo — e di preghiera — per affrontare con maggiore lena le luci e le ombre di questo pontificato.

Le pubblicazioni riprenderanno dopo la solennità di Nostra Signora Assunta in Cielo in anima e corpo.

Approfittiamo dell’occasione per augurare a tutti voi una buona e santa solennità di Maria Assunta in Cielo.

Come dice il Papa: ascoltiamo le nonne sagge

E’ accaduto a Napoli mentre si stava girando uno spot… poco ortodosso.
Mentre per tutti era un fatto del tutto “normale”, questa suora anziana ha riportato il mondo circostante alla realtà di un atto contro natura: “Che fate, che fate”!? ha detto alle due ragazze con un modo delicato, materno, amorevole, come cercando di far rinsavire non solo loro ma anche coloro che, lamentandosi, dicono alla suora: “stiamo lavorando”…
LAVORANDO? La suora non riesce a credere a ciò che vede e a ciò che dicono e tenta di spiegare loro che ciò che stanno facendo E’ PECCATO…
“Questo è il diavolo” ha ripetuto la suora addolorata “forse è il diavolo…” segnandosi, infine, con un segno di Croce e invocando “Gesù, Giuseppe e Maria”, come a chiedere un ultima invocazione di salvezza e di perdono…

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