Nel presepe della neochiesa ci sono tutti, tranne Gesù Bambino

Il presepe nacque a Greccio nel 1223 perché san Francesco d’Assisi non riusciva a placare il desiderio di ridestare la meraviglia per Dio che si fa uomo, per ricordare che «oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo, Signore»“.

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«Per il suo superiore, Bergoglio non era adatto a fare il vescovo»

Il quotidiano La Verità intervista Marcantonio Colonna, autore del libro Il papa dittatore, che sta creando grande scompiglio nella cattolicità, rivelando la lucida scalata al potere di Jorge Mario Bergoglio.

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Sottomettetevi a Dio, resistete al diavolo. Non sapete che amare il mondo è odiare Dio?

Preferiremmo 100 volte esser noi anatema per la Chiesa di Cristo che prendere atto di quel che ha scritto papa Francesco di suo pugno nell’Amoris Laetitia.

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San Bruno di Segni, il vescovo che resistette a papa Pasquale II

Rivolgendosi direttamente al Papa Pasquale II, San Bruno, vescovo di Segni e abate di Montecassino, afferma: «I miei nemici ti dicono che io non ti amo e che sparlo di te, ma mentono. Io infatti ti amo, come devo amare un Padre e un signore. Te vivente, non voglio avere altro pontefice, come assieme a molti altri ti ho promesso. Ascolto però il Salvatore nostro che mi dice: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me”. “(…) Devo dunque amare te, ma più ancora devo amare Colui che ha fatto te e me» (Mt. 10-37). Con lo stesso tono di filiale franchezza, Bruno invitava il Papa a condannare l’eresia, perché «chiunque difende l’eresia è eretico» (Lettera Inimici mei, in PL, vol. 163, col. 463 A-D).

(fonte: corrispondenzaromana.it)

I dubia di Padre Cavalcoli a Scalfari e al Papa

Cari Amici lettori, chi vive nella Chiesa e cerca di mettere in pratica gli insegnamenti, sa che nonostante i momenti di serio contrasto tra fratelli e sorelle, alla fine in molte cose ci si intende molto più di quanto non si possa pensare.

E’ il caso dell’ultimo articolo del teologo domenicano Padre Giovanni Cavalcoli a riguardo della situazione Scalfari nei suoi rapporti con il santo Padre Francesco e ciò che poi scrive sul suo giornale a riguardo degli incontri privati. Quanto emerge dalle riflessioni di Padre Cavalcoli sono considerazioni molto forti, con tutta una serie di domande, molto sofferte, che condividiamo.

Ci piace questo reale e doveroso modo usato dal Padre Cavalcoli che ci richiama, giustamente, a quell’amare il “Vicario di Cristo in terra”, senza per questo dover rinunciare a farci delle domande serie. Spesse volte abbiamo specificato che pur riconoscendo una forte dose di provocazione nei nostri editoriali, questo non inficia il nostro affetto filiale verso il Papa. Forse risultiamo essere poco rispettosi, per chi legge soggettivamente, del resto siamo laici e non religiosi-consacrati, ma oggettivamente pensando, parlando e scrivendo, ciò che ci spinge è l’affetto filiale e non certo una dichiarazione di guerra.

Cerchiamo di evitare ogni genere di tifoseria ed ogni nomignolo tanto in voga in campo ecclesiale, ci riteniamo piuttosto, come disse ed auspicò Benedetto XV citando il Simbolo di S. Athanasio: “Vogliamo pure che i nostri si guardino da quegli appellativi, di cui si è cominciato a fare uso recentemente per distinguere cattolici da cattolici; e procurino di evitarli non solo come «profane novità di parole», che non corrispondono né alla verità, né alla giustizia, ma anche perché ne nascono fra i cattolici grave agitazione e grande confusione. Il cattolicesimo, in ciò che gli è essenziale, non può ammettere né il più né il meno: «Questa è la fede cattolica; chi non la crede fedelmente e fermamente non potrà essere salvo»; o si professa intero, o non si professa assolutamente. Non vi è dunque necessità di aggiungere epiteti alla professione del cattolicesimo; a ciascuno basti dire così: «Cristiano è il mio nome, e cattolico il mio cognome»; soltanto, si studi di essere veramente tale, quale si denomina” (Ad Beatissimi Apostolorum, 1° novembre 1914)

Con queste parole vi lasciamo ora alla lettura dell’articolo presentato, ringraziando Padre Giovanni Cavalcoli O.P. per le molte riflessioni che ci lascia.


Quel canuto pagliaccio di Eugenio Scalfari continua ad offendere il Sommo Pontefice, mentre la Santa Sede continua a tacere, anziché smentire.

Giovanni Cavalcoli, O.P.

È nostro sacro dovere difendere il Successore di Pietro, al quale è richiesto di essere maestro di sapienza e di prudenza. Noi possiamo anche smascherare i giochi di Scalfari, ma non possiamo omettere di prendere atto che il Santo Padre si manifesta a volte imprudente. Se non ammettessimo questo, un esercito di fedeli smarriti, feriti e addolorati, ci porrebbe questo quesito al quale non sarebbe facile rispondere: ammesso che Scalfari affermi e scriva scempiaggini attribuite al Santo Padre, chi è che lo riceve e che ci parla, se non il Santo Padre stesso? E dopo che Scalfari ha fatto certe sparate, come mai, i competenti organi informativi della Santa Sede, non lo smentiscono? E rispondere a un simile quesito, non è purtroppo facile.

Per leggere l’intero articolo cliccare qui.

Polonia, un milione di Rosari

Aderiamo di tutto cuore alla nobile iniziativa del MILIONE DI ROSARI per il 7 ottobre (cliccare qui), festa della Madonna del Rosario, insieme a tutti i fratelli e le sorelle che vi parteciperanno fisicamente. Invitiamo tutti i nostri Lettori a farsi portavoce di questa iniziativa e di aderirvi almeno spiritualmente. Prendiamo il Rosario e avanti con Maria!

Fu il Senato di Venezia ad informare il mondo che a Lepanto fu la Madonna del Rosario a far vincere l’Europa e l’Italia minacciata dall’invasione musulmana… non le armi…seppur necessarie per difendersi!

San Pio V aveva indetto un’altra battaglia in quel frangente, quella del Rosario…. e tutto il mondo cristiano dell’epoca aveva risposto tenacemente… migliaia di persone si inginocchiarono con le Corone benedette e fu una delle più grandi epiche vittorie… Oggi non siamo messi meglio di ieri, abbiamo bisogno di Maria Santissima che torni a proteggerci e a salvarci, UNIAMOCI AMICI, PRENDIAMO LA NOSTRA ARMA PIU’ POTENTE, IL ROSARIO, …. e avanti con Maria!!!

In questo link troverete le Litanie Domenicane per pregare per il Papa e la Chiesa intera.

Correzione (filiale) a papa Francesco: da 4 a 62

Non più 4 ma ben 62 firme per 7 Dubia al Santo Padre Francesco.

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Immigrazione e ius soli: il papa torni a fare il papa

Il recente papocchio tra Gentiloni e Vaticano sullo ius soli fa emergere ancora una volta ciò che abbiamo denunicato a più riprese: Bergoglio viene percepito sempre più come il leader della sinistra mondiale e sempre meno per ciò che è, cioè il 266esimo successore di Pietro.

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Un papa comunista? Un’intervista con George Neumayr

La nostra redazione ha tradotto l’interessante intervista che la giornalista Maike Hickson ha fatto, per il sito LifeSiteNews, al collega George Neumayr, autore del libro The Political Pope.

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