L’a-teologia del popolo amata da papa Francesco

La variante argentina della teologia della liberazione è la teologia del popolo. La teologia del popolo prende la fondamentale “opzione preferenziale per i poveri” dalla teologia della liberazione, ma differisce da essa non concentrandosi sulla lotta di classe ma sulle nozioni di “popolo” e “anti-popolo”. La teologia del popolo sostiene che, sulla base della globalizzazione e dell’approfondimento dei processi di esclusione, l’opzione preferenziale per i poveri deve essere espressa come “opzione preferenziale per gli esclusi”. Fra i principali esponenti della teologia del popolo spicca il gesuita Juan Carlos Scannone (1931-2019), che fu insegnante di filosofia e di teologia del giovane Jorge Mario Bergoglio. Conoscere la teologia del popolo è fondamentale per capire papa Francesco, perciò proponiamo ai nostri lettori un interessante articolo del prof. Stefano Fontana sull’argomento.

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Islam e Cina, la realpolitick di Francesco

Non potrebbe essere più netto il cambio di passo politico e diplomatico tra i due ultimi pontificati, in particolare nei rapporti con la Cina e l’Islam. È quanto mette a fuoco Matteo Matzuzzi, caporedattore del quotidiano “Il Foglio” e vaticanista sperimentato, in un volume fresco di stampa sulla geopolitica vaticana, dal titolo “Il santo realismo”.

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Il Vaticano e l’ONU insieme per promuovere la sostenibilità e l’uguaglianza di genere

L’ex segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l’economista Jeffrey Sachs e il direttore generale dell’UNESCO sono tra i relatori del poco pubblicizzato lancio di una collaborazione tra il Vaticano e le Nazioni Unite volta a educare il mondo a stili di vita sostenibili, all’uguaglianza di genere e alla cultura della pace e della non-violenza.

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Con Francesco il rovesciamento della sussidiarietà

Da un confronto tra quattro encicliche sociali che hanno affrontato il tema della sussidiarietà e quindi del rapporto fra Stato e corpi intermedi, si ricava che la concezione espressa in Fratelli Tutti è diametralmente opposta a quella proposta da Leone XIII, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

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Bergoglio, la guerra sociale e quel legame con i movimenti popolari marxisti

L’ex vaticanista Aldo Maria Valli pubblica un testo (in italiano e in spagnolo) scritto da un professore argentino, Antonio Caponnetto, in cui viene spiegato il rapporto tra Bergoglio e i movimenti popolari marxisti.

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Cina: vescovo messo in condizione di andarsene. Ecco i frutti dell’accordo Vaticano-Partito comunista cinese

Sottoponiamo alla vostra attenzione il comunicato con cui il vescovo cinese mons. Guo Xijin si congeda dalla sua diocesi. È l’ennesima prova che l’accordo segreto Vaticano-Partito comunista cinese è persecutorio verso i cattolici che vogliono rimanere fedeli alla fede battesimale. È paradossale che i battezzati cinesi che rimangono fedeli a Roma vengano perseguitati dalla Santa Sede. Ciò che il regime comunista cinese non è riuscito a fare negli ultimi 60 anni, sta accadendo sotto il governo di questo Papa, il quale, si sa, preferisce i pastori che puzzano di pecore (rosse) anziché quelli che emanano il buon odore di Cristo.

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A Reti Unificate: Prof. Radaelli: Perché il Vaticano perderà la “guerra” contro il card. Zen

Per la serie A Reti Unificate, proponiamo ai nostri lettori le riflessioni che il prof. Enrico Maria Radaelli ha mandato al sito amico Cooperatores-Veritatis.org riguardo la “guerra” che il Vaticano ha dichiarato al card. Joseph Zen.

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Video-conferenza. Un primo bilancio sul Sinodo per l’Amazzonia

Dal 6 al 27 ottobre 2019 si è svolto a Roma il Sinodo dei vescovi per l’Amazzonia. L’evento è andato oltre le peggiori aspettative. A circa un mese dalla conclusione del Sinodo un gruppo di studiosi cattolici ha tentato una prima valutazione complessiva. Sinodo amazzonico, un primo bilancio è il titolo del convegno tenuto a Firenze giovedì 21 novembre 2019; organizzatori ne sono stati le associazioni Tradizione Famiglia Proprietà e Comunione Tradizionale. Sotto la moderazione di Pucci Cipriani e dopo i saluti di Andrea Asciuti e Ascanio Ruschi, hanno parlato Julio Loredo (Sinodo amazzonico o Concilio Vaticano III?) e Filippo Bianchi (Si scrive green, si legge rosso).

Bergoglio visto da molto vicino…

Il giornalista americano George Neumayr, autore del libro The Political Pope – di cui ci occupammo precedentemente (qui, qui e qui) –, si è recato a Buenos Aires per scoprire che cosa ne pensano gli argentini del fatto che il loro connazionale più illustre, dopo 6 di pontificato, non abbia ancora visitato la propria terra natia, oltre che per raccogliere maggiori informazioni sul periodo del pre-pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Il resoconto è ben lontano dal “vescovo dei poveri” che i mass-media hanno divulgato negli ultimi anni.

L’ormai ex vaticanista del Tg1, Aldo Maria Valli (ex perché ricollocato dalla Rai nella sezione sportiva, dopo averlo messo in ferie forzate dallo scorso anno, quando pubblicò la famosa Testimonianza di mons. Carlo Maria Viganò), dopo aver letto gli articoli del collega americano, ne ha riportato i passi più importanti nel proprio blog Duc in Altum. Li proponiamo anche noi ai nostri lettori, senza nessun commento da parte nostra, affinché ciascuno ci rifletta senza nessun condizionamento.

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Il gesuita Bergoglio? Non è l’unico “grande rivoluzionario”

È inesatto parlare di “riforma” della Chiesa voluta da papa Francesco. Quella di Jorge Mario Bergoglio è una vera propria rivoluzione dottrinale le cui basi sono state sviluppate dalla corrente ideologica neomodernista della Compagnia di cui è membro.

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