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Veri nemici di Gesù, della Chiesa e del Papa, sono i rivoluzionari…

“La Chiesa esiste per la salvezza delle anime. Qualsiasi atto di un Papa che mina la missione salvifica di Cristo nella Chiesa, sia un atto eretico o sia un atto peccaminoso in se stesso, è semplicemente vuoto dal punto di vista dell’Ufficio petrino. Quindi anche se chiaramente reca gravissimo danno alle anime, non comanda l’obbedienza di pastori e fedeli. Dobbiamo sempre distinguere il corpo dell’uomo che è il Romano Pontefice dal corpo del Romano Pontefice, cioè dell’uomo che esercita l’ufficio di san Pietro nella Chiesa. Non fare la distinzione significa papolatria e finisce con la perdita di fede nell’Ufficio Petrino divinamente fondato e sostenuto.” (cardinale R. Burke, vedi qui)

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La cecità di fronte la crisi della Chiesa

«Domine, quo vadis?» gli chiese Pietro al quale Cristo rispose: «Vado a Roma a farmi crocifiggere». Una frase che spinse il primo Papa a tornare per affrontare la sorte che lo attendeva, ovvero il martirio.

Appia Antica, 22 ottobre 2017, si stacca il fregio papale dalla chiesa del «Quo vadis»
Una notizia post-datata ma molto significativa, oggi, che così riportava:

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Abbandonate dai pastori….

Oggi 22 novembre vogliamo ricordare i Martiri “Cristeros”, i “Guerrieri di Cristo Re”. Detto in breve: “All’inizio del 1929 le truppe di Calles sono ovunque in rotta mentre dappertutto avanza l’esercito dei Cristeros che conta ormai trecentomila uomini. Il 29 giugno 1929 viene siglato un accordo tra insorti e governo in virtù del quale i cattolici credono di aver riacquistato la libertà. Ma si illudono.
Nel momento stesso in cui i Cristeros, in obbedienza ai vescovi, deposte le armi si preparano a ritornare alle proprie case, scatta il genocidio. Nei dieci anni che seguono, complice il silenzio dei mezzi di informazione – compresi quelli americani – ben duecentomila persone tra ex combattenti e civili vengono trucidate sui luoghi di lavoro, nelle proprie case, davanti agli occhi dei figli. Solo Giovanni Paolo II, scegliendo nel 1979 il Messico come meta del suo primo viaggio pastorale, ha iniziato a richiamare l’attenzione del mondo su questa Vandea dimenticata. «Non abbiate paura – ha detto, in quella circostanza, il pontefice – il papa vuole essere la vostra voce, la voce di tutti quelli che non possono parlare o sono costretti al silenzio, la voce della coscienza». E in effetti è giunto il momento che anche su quella vicenda si faccia piena luce….”
(Fonte:Paolo Mieli Corriere della Sera di venerdi’ 24 Settembre 2004)

E in effetti, diremo noi oggi, forse è giunto il momento di un nuovo grido al “Viva Cristo Re“…  ma paradossalmente  sembrano mancare i Pastori, sembra esser venuto meno il Papa…  vescovi e cardinali sembrano o conniventi o ignavi, o solo impauriti, le pecore sono lasciate allo sbando…. per non parlare di un Clero o impotente o corrotto perché, a riguardo di Pastori coraggiosi ce ne sono, anche tanti per la verità ma, “come carne condotta al macello” sono obbligati al silenzio, sono costretti ad una prigionia senza appello, senza processo…

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Papa Francesco inventa il peccato “di ecocidio” …

“A furia di insistere, dalla riforma sino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo.” (Léo Moulin, 1906 – 1996)

In principio Dio creò il Cielo e la Terra…”, così inizia la Genesi. Poi Dio creò la luce che separò dalle tenebre, il firmamento e divise il giorno dalla notte… Poi Dio separò le acque dalla terra, poi Dio ordinò che la terra producesse ogni forma di vegetale… Luna, Stelle, il Sole… tutto Dio predispose a servizio della Terra e in ogni cosa che creò ed ordinò. Poi Dio creò gli animali marini e terrestri benedicendoli, dando loro l’ordine di moltiplicarsi, terminando ogni fase sempre con quel “e Dio vide che era cosa buona…”. Infine Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».

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PROTESTA contro i recenti sacrilegi: firma anche tu!

A Reti unificate, ringraziamo per questa grande opportunità i coraggiosi Cattolici iniziatori di questa “Protesta”, cliccare qui sotto per firmare:

SITI-FORUM E BLOG SUGGERITI DA NOI

 

Protesta contro gli atti sacrileghi di Papa Francesco

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LA MADONNA DE LI CUPPITTI

Su un colle vicino a Recanati Leopardi meditò l’infinito e lì vicino, a Loreto, l’Infinito ha davvero posto la sua casa. Così al desiderio dell’uomo corrisponde la risposta di Dio” (Padre Giuseppe Santarelli)

  • Su di un colle il poeta ha sognato
    l’infinito, con cruccio segreto;
    e su un colle vicino, a Loreto
    l’Infinito il suo tetto posò.

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Siamo d’accordo con lei, mons. Schneider ma… manca la soluzione o la decisione?

“Oggi – lo sappiamo – non mancano le difficoltà e le prove per la fede, spesso poco compresa, contestata, rifiutata. San Pietro diceva ai suoi cristiani: «Siate sempre pronti a rispondere, ma con dolcezza e rispetto, a chiunque vi chiede conto della speranza che è nei vostri cuori» (1 Pt 3,15). Nel passato, in Occidente, in una società ritenuta cristiana, la fede era l’ambiente in cui si muoveva; il riferimento e l’adesione a Dio erano, per la maggioranza della gente, parte della vita quotidiana. Piuttosto era colui che non credeva a dover giustificare la propria incredulità. Nel nostro mondo, la situazione è cambiata e sempre di più il credente deve essere capace di dare ragione della sua fede. (..) la fede è messa alla prova anche nell’epoca contemporanea, attraversata da forme sottili e capziose di ateismo teorico e pratico… (..) c’è infatti una forma di ateismo che definiamo, appunto, «pratico», nel quale non si negano le verità della fede o i riti religiosi, ma semplicemente si ritengono irrilevanti per l’esistenza quotidiana, staccati dalla vita, inutili. Spesso, allora, si crede in Dio in modo superficiale, e si vive «come se Dio non esistesse» (etsi Deus non daretur). Alla fine, però, questo modo di vivere risulta ancora più distruttivo, perché porta all’indifferenza verso la fede e verso la questione di Dio.” (Benedetto XVI – Udienza generale – 14 novembre 2012)

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Parla il ragazzo che ha buttato la Pachamama al Tevere….

Ringraziando CorrispondenzaRomana e il professore Roberto de Mattei, vi lasciamo, senza nulla aggiungere, ad una “confessione” pubblica auspicando che ognuno di noi la faccia propria…. Per chi si fosse perso qualche puntata, sfogli nel sito, gli articoli del mese di ottobre.

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La parabola dell’abbattuto Cattolico e del vittorioso gesuita

“Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo. (..) Il Papa è consapevole di essere, nelle sue grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi, alle interpretazioni vincolanti cresciute lungo il cammino pellegrinante della Chiesa. Così, il suo potere non sta al di sopra, ma è al servizio della Parola di Dio, e su di lui incombe la responsabilità di far sì che questa Parola continui a rimanere presente nella sua grandezza e a risuonare nella sua purezza, così che non venga fatta a pezzi dai continui cambiamenti delle mode…” (Benedetto XVI – Omelia dalla Cattedra 7.5.2005)

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Cara Pachamama tu non sei nessuno! Lettera di un Bambino Cattolico

Ringraziando il Blog di Sabino Paciolla, vedi qui, riportiamo integralmente una bellissima “Lettera” che – dopo il disastroso mese di ottobre – forse  potrebbe davvero ricondurre sulla retta via quanti, ubriacati e storditi dagli incensi idolatrici di queste settimane, non solo l’hanno perduta, ma che vorrebbero imporre a tutta la Chiesa dell’Urbe e dell’Orbe… la via della porta larga dell’Inferno…

Buona lettura e buona meditazione.

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Idolatria è prostituzione, adulterazione della vera Fede in Gesù, unico Dio

Il rimprovero di san Paolo alla comunità dei Corinzi (1Cor.11,17-34; in particolare il verso 34: “E se qualcuno ha fame, mangi a casa“…) era indirizzata a quella cultura greca che vedeva – quale massima espressione dell’appagamento col divino, o la divinità – le libagioni, banchetti funebri con relative danze, confondersi con i riti sacri, continuata anche nelle prime comunità diventate però cristiane.

Lo stesso san Gregorio il Taumaturgo fu costretto, per un tempo di transizione, ad istituire alcune feste dei martiri per soddisfare alcune abitudini dei pagani convertiti al cristianesimo… disciplinando così la transizione tra il piacere profano (balli e banchetti) e la serietà del culto sacro con la vera gioia spirituale. Fu poi san Giovanni Crisostomo ad “imporre” ad Antiochia la sobrietà e la DECENZA all’interno della Chiese, rimproverando quanti credevano di fare “opera pia” chi onorava il culto a Dio o il culto ai defunti, attraverso banchetti, balli e danze che con la “gioia spirituale” non avevano nulla a che fare. La stessa questione fu di pari passo espressa a riguardo degli idoli, contro i quali però, non vi fu mai tolleranza e neppure ospitalità nei riti e nel Culto all’unico vero Dio. Ossia, gli idoli sono sempre stati denunciati dalla Chiesa come qualcosa di diabolico, pervertitore, assolutamente inaccettabile in qualsiasi forma lo si proponesse.

Certe volte (…anzi molte volte, troppe…) ci chiediamo se la Santa Sede fece bene a ricostituire nel 1814 i Gesuiti (sciolti nel 1773)…. cliccare qui per capire cosa sta accadendo, oggi…

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