Cosa unisce la Mafia san Gallo al progetto del gesuitismo modernista?

Continuando i ragionamenti sviluppati in questo precedente editoriale: Sei anni di colpi di scena: ma nulla da festeggiare, e dopo aver dato prova di come siano proprio gli “Amici” di Bergoglio a dare conferma a questi editoriali, vedi qui, occorre ora procedere con un altro passaggio.

Condividiamo allora una riflessione del professor Augusto Padilla, che facciamo nostra.

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Sei anni di colpi di scena: nulla da festeggiare!

Sei anni di colpi di scena: ma non si vuole riconoscere che Bergoglio sta gesuitizzando la Chiesa che “non è la sua madre” come ha recentemente affermato…. Così, oggi 8 marzo Festa della Donna, vogliamo invece ONORARE LA NOSTRA SANTA MADRE CHIESA da ogni tentativo di adulterazione, profanazione, prostituzione e falsificazione.

Correva l’anno 1999 quando, durante il sinodo dei vescovi dedicato all’Europa, il cardinale arcivescovo di Milano, il gesuita Carlo Maria Martini (deceduto nel 2012), pronunciò un discorso che fece discutere. Egli fece intendere che la Chiesa aveva bisogno – secondo lui – di convocare un nuovo concilio ecumenico perché vi erano diverse questioni che dovevano essere affrontate urgentemente e che non erano state discusse al Vaticano II.

Quali erano tali questioni? Le elencò lo stesso Martini: la posizione della donna nella Chiesa, la partecipazione dei laici ad alcune responsabilità ministeriali, la sessualità, la disciplina del matrimonio, la prassi penitenziale, i rapporti ecumenici con le Chiese sorelle, il rapporto tra leggi civili e leggi morali. In tema di celibato sacerdotale, per esempio, si segnalava una dichiarazione del cardinale Martini sulla Presse nel marzo 2010: «l’obbligo del celibato per i preti dovrebbe essere ripensato»: e le «domande fondamentali della sessualità devono essere riformulate». Ogni vero cattolico sa che si tratta di falsi problemi, perché la Dottrina della Chiesa ha già dato tali risposte definitivamente. È interessante però rilevare che quest’elenco è l’ordine del giorno del pontificato di papa Francesco.

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Ciò che resta dopo il passaggio di una tempesta… per ricominciare

Accusare un papa di eresia sembra oramai l’opzione nucleare negli argomenti cattolici. Ma rischiamo di entrare in un vortice senza via d’uscita, un cane che si morde la coda.. per altri sembrerebbe anche la via più facile, un modo per tagliare corto ed evitare ogni ulteriore discussione in attesa, magari, di un prossimo papa più “ortodosso”. D’altra parte la situazione di grande confusione è palese e reale, la dottrina sostiene che un papa non può sbagliare quando parla delle questioni centrali della fede; quindi se ha torto, non può essere papa. D’altra parte però, se questo papa ha ragione, tutti i suoi predecessori devono aver sbagliato…. non si scappa, a meno che…!

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Nessuno avrà mai risposte da Bergoglio: nel gesuitismo modernista l’imbroglio

Cari Amici, è necessario fare questo editoriale di cronaca a fronte anche dell’ultima Lettera di mons. Carlo Viganò, la trovate qui integrale, perché se non si arriva alla radice del problema, non solo non si potrà fare mai la diagnosi, ma neppure capire la cura giusta. Stiamo forse dicendo che papa Francesco è malato? Sì e no! Ci sono le malattie vere e proprie e queste, se già catalogate dalla medicina, sono facili da riconoscere, diagnosticare e trovare la cura adatta. Ma esistono anche le patologie….  La patologia studia gli effetti patologici, le conseguenze o le derive di disturbi non facilmente individuabili, uno stato PATOLOGICO appunto, che procura nel soggetto quei disturbi per i quali l’individuo non si accorge, o spesso non si rende conto, oppure che…. ??

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Il gesuita Bergoglio? Non è l’unico “grande rivoluzionario”

È inesatto parlare di “riforma” della Chiesa voluta da papa Francesco. Quella di Jorge Mario Bergoglio è una vera propria rivoluzione dottrinale le cui basi sono state sviluppate dalla corrente ideologica neomodernista della Compagnia di cui è membro.

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Bergoglio rompe con il Credo: “Ognuno ha la sua risposta”

…e così «La presenza di Dio oggi si chiama anche Rohingya. Ognuno ha la sua risposta», parola del Vicario di Cristo che così annulla l’unica risposta che davvero conta: NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO.

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La desacralizzazione dell’Ultima Cena: dall’Eucaristia all’osteria

In questo brevissimo editoriale vogliamo riflettere, insieme a voi, su qualcosa di grave che sta avvenendo sotto i nostri occhi e che è sempre più chiara perché se il diavolo fa le pentole, non fa i coperchi!

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Il Soviet della nuova Compagnia di Bergoglio ha il controllo su tutto e su tutti

I Gesuiti modernisti governeranno la Chiesa, la loro chiesa naturalmente!

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Un papa comunista? Un’intervista con George Neumayr

La nostra redazione ha tradotto l’interessante intervista che la giornalista Maike Hickson ha fatto, per il sito LifeSiteNews, al collega George Neumayr, autore del libro The Political Pope.

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Si cestina Don Giussani per sdoganare don Milani

Cari Amici de La Nuova BQ: è il Papa a volere l'”uscita” di don Luigi Giussani per far “entrare” in pompa magna don Lorenzo Milani.

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