Il “dio” di Luigino in Avvenire è bestemmia, ma i Vescovi tacciono: per ignoranza o per altro?

“Che cosa si popone Luigino? Come mai è ospitato da un Quotidiano cattolico non avendo nulla di cattolico ed anzi dando contro il cristianesimo e sconfinando nelle bestemmie? E l’Avvenire che cosa si attende dagli articoli di Luigino? Vuol preparare i motivi ideologici per chiudere i battenti o per rovinare la Chiesa dall’interno, quella che San Paolo VI chiamava l’«autodemolizione della Chiesa»?” (Padre G. Cavalcoli OP)

Vi lasciamo riflettere su questa analisi drammatica ma interessante, del domenicano Padre Giovanni Cavalcoli. E’ vero che non siamo molto d’accordo su tutto ciò che ha detto anche in passato, specialmente sulla questione papale odierna, con il reverendo Padre e teologo, ma è certo che quando si esprime in  materia di sua competenza e lo fa con modo imparziale, allora c’è ancora qualcosa da imparare e da condividere.

In definitiva assistiamo ad un ribaltamento teologico e della vera Fede, che stiamo denunciando da anni attraverso i nostri editoriali, proprio sulla questione che “siamo noi ad arricchire DIO; la Bibbia non è un libro su Dio ma per l’uomo” ed altre amenità simili, siamo noi alla fine della fiera a crearci un dio a nostra immagine…. Solo che, mentre noi denunciamo il fatto quale gravità inaudita che porta all’eresia ed alla apostasia, il giornale Avvenire CI CREDE DAVVERO…. e questo è imperdonabile se non per mezzo di una abiura…

Da anni ci chiediamo che fine hanno fatto i Vescovi che dovrebbero essere i garanti della sana Dottrina…. e ci chiediamo se questa assenza non dipenda dalla loro ignoranza in materia o se – Dio non voglia – per rimarcare il detto che chi tace acconsente?

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Benedetto XVI lascia il Vaticano… e allora?

La cronaca di questa settimana – incisa non casualmente all’interno delle due Solennità dei Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria – ci porta a riflettere su questa “imprevista” uscita di Papa Benedetto XVI da Roma, dal Vaticano, per recarsi in Baviera ad assistere – forse – all’agonia del fratello mons. Georg gravemente malato (per il quale urge ora tutta la nostra preghiera e il nostro affetto) e di tre anni più grande di Benedetto. Gossip vari, illazioni, profetismo si sono scatenati sulla rete… a chi dare ascolto?

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Una Monaca scrive a mons. Viganò: “ora è il tempo della battaglia”… il Vescovo risponde..

Cari Amici, ricordando le problematiche legate ai duri attacchi subiti dagli Ordini Ordini monacali – e non solo dall’esterno contro di essi, ma anche dall’interno contro se stessi – basta leggere i nostri passati editoriali:

La ricerca del Volto di Dio o la “gesuitizzazione bosiana” della Chiesa?
La “claustrale-fobia” di Papa Francesco
Monasteri di apertura? “Claustrale-fobia” contagiosa?

condividiamo ora alcune perplessità che una Monaca di Clausura, consigliata dal suo padre spirituale, ha riferito a mons. Carlo Maria Viganò e che naturalmente condividiamo…

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“Laudato sì”.. non “mi Signore” ma… Madre Terra…

“Si costituì allora un esercito di popolo, i “cristeros”, i quali combattevano al grido di “Viva Cristo Re! Viva la Vergine di Guadalupe! Viva il Messico!”. Con le stesse parole sulle labbra versavano il loro sangue…”

C’era una volta… il panteismo spinozano… ma non vogliamo farla difficile o prenderla alla lontana, ci basterebbe studiare il gesuita Teilhard de Chardin per comprendere l’evoluzione di questo new-panteismo fatto giungere, appunto, ad una forma nuova di cristianesimo con il suo “Cristo cosmico“… oppure giungere – o ripartire – dall’allegra brigata gesuitica modernista con i “perfezionisti” del nuovo umanesimo di Karl Rahner  e il suo “cristianesimo anonimo” e Pedro Arrupe, il promotore della Teologia del pueblo

Girandola come volete questo è il panteismo – antico o moderno – una concezione secondo la quale Dio non è “persona” ma è in ogni cosa e in ogni luogo, così come ogni cosa è “dio”… Ciò che accomuna tutte le varie forme di panteismo, sviluppatesi nel tempo e nella storia, è un rigetto, un rifiuto a non ripresentare Dio, ma renderlo presente rivolgendosi a lui direttamente attraverso una “presenza” materializzata in una delle sue creazioni. Cosa vuol dire ciò? Vuol dire semplicemente ed esplicitamente che ci si deve rivolgere a Dio mediante la CREAZIONE che è opera sua, “immagine sua”, piuttosto che rivolgersi alle “immagini” che ci facciamo noi di Dio… In definitiva ci si rivolge alle rocce, al mare, alla foresta, ai fiori, agli alberi, persino guardando l’alba o un tramonto, quale “dio personificato” AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELL’UOMO e in ciò in cui lui crede, praticando di fatto il culto della natura, una sorta di idolatria senza la fabbricazione di idoli…

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Card. Sarah: la Chiesa deve cambiare. Deve smettere di avere paura di scioccare.

Traduzione libera (dal sito Il Pensiero Cattolico) della meditazione rilasciata da SER Cardinal Sarah per Le Figarò, dal titolo Robert Sarah: «L’épidémie du Covid-19 ramène l’Église à sa responsabilité première: la foi»

Troppo spesso la Chiesa ha voluto dimostrare che era “di questo mondo” dedicandosi alle cause consensuali piuttosto che all’apostolato, deplora il cardinale guineano *.

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Luci e tenebre a duello. Ne parlano per noi Aldo Maria Valli e mons. Bux

Condividiamo – ringraziando – quanto segue dal sito Il Pensiero Cattolico.

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Bergoglio come Giuda? “Tu l’hai detto”: l’atto di accusa di mons. Viganò.

Le profanazioni eucaristiche, i sacrilegi sacramentali, l’apostasia di Abu Dhabi, l’adorazione della Pachamama, la denigrazione della SS. Vergine, il propagare delle eresie, ecc., sono crimini che il Cielo non poteva lasciare impuniti: la pandemia del coronavirus è il giusto castigo (come hanno spiegato i vescovi mons. Carlo Maria Viganò e mons. Athanasius Schneider). Ma papa Jorge Mario Bergoglio non vuole capirlo e continua dritto per la sua strada: il 3 aprile si è scagliato ancora una volta contro il massimalismo mariano, arrivando addirittura ad affermare che la SS. Vergine non è Regina; nell’annuario pontificio di quest’anno (pubblicato il 25 marzo) ha voluto solo il suo nome secolare e ha fatto classificare i poteri e i ruoli del Romano Pontefice come meri “titoli storici”. S. E. mons. Carlo Maria Viganò, intrepido difensore del Depositum Fidei, non ha taciuto — come già fece lo scorso dicembre — e nel seguente atto d’accusa richiama papa Jorge Mario Bergoglio.

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Chi risponderà, nella Gerarchia, a questa domanda: “Chiesa cattolica dove vai?”

Per questa settimana, cari Amici, vorremo farvi riflettere sull’excursus storico che il cardinale Burke fece in un incontro del 7 aprile 2018 a Roma: “Chiesa cattolica dove vai?” in ricordo del card. Carlo Caffarra ed in memoria del card. Joachim Meisner, incontro al quale anche noi c’eravamo…. Lo riproponiamo integralmente dal sito “cooperatoresVeritatis“, perché ci farà bene – a tutti – studiare un poco di storia ma anche, attenzione, riflettere bene sulle conclusioni a cui giunge il cardinale. Ricordiamo anche – dallo stesso incontro – l’intervento di mons. Athanasius Schneider che troverete qui in audio, con l’intervento anche del cardinale Brandmuller.

Dal canto nostro è necessario ricordare gli eventi di quel periodo e che vi sintetizziamo attraverso questa raccolta di link, gli editoriali di queste “cronache”:

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Bergoglio a Scalfari: mi sento vicario di un Cristo “di cui poco ne sappiamo”, ma per Bassetti DOBBIAMO TACERE!

“…abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”. (Lc.19,39-44)

In questo editoriale delle cronache ci concentreremo su due interventi recenti: quello del “vangelo secondo Scalfari di Repubblicadel 16 gennaio cm, il quale ha riportato di un recente colloquio con papa Francesco… e l’intervento del Presidente della CEI il quale ha affermato quanto segue:

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Un Avvocato scrive a Lorefice: BASTA!! con questa fede contraffatta…

Mi auguro che Lei, ed i suoi confratelli, possiate un giorno provare quella santa e soprannaturale vergogna… per aver lasciato senza guida il gregge a voi affidato, esponendolo così al gran pericolo della morte eterna…

con queste parole si chiude un’accorato Appello che, l’Avvocato Roberto De Petro, di Palermo, ci ha inviato per conoscenza, di una Lettera indirizzata al suo Vescovo, Corrado Lorefice.

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