Il Papa e San Vincenzo di Lerins: citazione esatta, ma incompleta

Francesco, durante il suo pontificato, ha citato diverse volte la famosa frase di San Vicenzo di Lerins sul progresso della conoscenza della Dottrina cristiana. La citazione del Papa è corretta, ma incompleta, quindi può essere usata fuori contesto. Questo lo rileva in un suo articolo il teologo americano Thomas G. Guarino, esperto del pensiero e delle opere di San Vincenzo di Lerins. Lo sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori perché riteniamo che sia utile per comprendere che non si può estrapolare una frase del Santo, non tenendo conto di tutto il suo insegnamento, solo per avvallare le proprie scelte magisteriali. Naturalmente questo non è un problema solo di questo pontificato. Quella frase di San Vincenzo di Lerins è usata da moltissimi progressisti e modernisti, ovviamente per giustificare la “svolta pastorale” dello spirito del Vaticano II. Gli insegnamenti dei Santi invece (come del resto tutti i testi) vanno presi nella loro totalità, perché essi dimostrano, con le loro vite, che il messaggio evangelico va vissuto interamente, senza farne nessuna modifica, senza alcun compromesso con la dottrina… magari spacciandola per “sviluppo dottrinale”! Un conto, infatti, è trovare “nuovi modi” con i quali impartire la sana dottrina alle nuove generazioni che si succedono, altra cosa è adattare la Sacra Scrittura, la Dottrina, alle mode del momento.

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Da Roma un grido di dolore…

Nella primavera del 2017 ricevemmo la seguente email indirizzata ad una collaboratrice del nostro sito che, per motivi che comprenderete nel leggerla, decidemmo di non pubblicare immediatamente. Il mittente non è anonimo,  ma dobbiamo pubblicare l’email in anonimato, almeno per ora, il perché lo capirete. Attualmente, questa persona, non opera più laddove è stato indicato nel testo, anche per questo motivo abbiamo deciso di renderla pubblica oggi.

Inoltre, l’argomento trattato qui: Quella resistenza cattolica che a Bergoglio proprio non piace….  e quella pubblicata oggi dal sito amico: No santo Padre Francesco! La Chiesa non è “il” popolo, ci hanno fatto capire che forse questo è il momento provvidenziale per dare giustizia a chi ha vissuto queste esperienze direttamente e, per chi non per gossip, ma per amore alla verità, vuole sapere davvero come stanno le cose – che se non proprio tutte le cose – almeno in parte.

Eventuali grassetti o link nel testo sono nostri, anche per dimostrare che — di molti riferimenti — noi stessi ne avevamo ampiamente discusso in vari editoriali. Qualche parentesi potrà invece oscurare alcune parti troppo personali, ma nulla sarà tolto al senso originale del testo e delle intenzioni dell’autrice.

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Francesco impari da Papa San Leone Magno il Vangelo sui Magi

Il regnante pontefice ha manipolato il brano del Vangelo sui Magi per attaccare coloro che resistono alle (sue) novità pastorali. Francesco non ha compreso, purtroppo, che i fedeli che non possono accettare ambigue innovazioni non dicono — come lui capisce –: “non si può perché si è sempre fatto così”, bensì affermano: “non si può perché Dio non vuole”. Adorare il vero Dio e fare la sua Volontà, questo è ciò che hanno fatto i Magi, come spiega San Leone Magno Papa, insigne predecessore di Francesco, il cui insegnamento riportiamo in questo editoriale.

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Confondere la dottrina con i pregiudizi fra cattolici e luterani è ingannare i fedeli

… sarebbe fondamentale capire di quali “pregiudizi” su Lutero, Bergoglio, intende riferirsi! E in quale senso i cattolici sono stati, e sarebbero oggi, “avversari” dei luterani? Perché qui è bene specificare che quando una donna mascherata da vescovessa, che vanta l’amore saffico convivendo con altra donna, ricevendo a braccia aperte il Vescovo di Roma dirigendo persino i Vespri… afferma che è giunto il momento di eliminare il termine “Padre” perché offensivo a riguardo dell’agenda gender… è ovvio che qui l’avversaria è la vescovessa, non il cattolico!

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È Karl Rahner l’autore morale dell’Amoris Laetitia?

Lo scrittore Stefano Fontana, in una sua ottima opera, ci mette in guardia dal pensiero pseudo-teologico del gesuita tedesco Karl Rahner (1904-84), la “grande guida morale” della nuova — e falsa — “Chiesa”.

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Il dio “Quelo” della nuova chiesa dei casuisti

“Quelo” è la parodia del un nuovo culto monoteista basato sulla venerazione e sulla diffusione della parola dell’entità astratta chiamata Quelo, discesa sulla Terra nei panni di un comune pezzo di legno. Tale culto è misteriosamente sorto durante una vecchia trasmissione della Rai, per rivelarsi ai noti comunisti Serena Dandini e Corrado Guzzanti, facendo non pochi proseliti, che ancor oggi perpetuano ad eterna memoria il culto di Quelo nei teatri e nei salottini radical chic di sinistra. Tale culto si basa sulle rivelazioni che Quelo ha trasmesso al suo profeta e sugli aforismi trasmessi per via orale e nasale al Profeta…

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L’oggetto del potere di Kasper e Bergoglio: l’Eucarestia

Il più becero potere clericale consiste nell’usare il sacramento dell’Eucarestia  come oggetto di potere, governando la Chiesa autocraticamente, secondo le proprie opinioni, ignorando il volere di Cristo.

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