Ma davvero Francesco blocca l’eresia della chiesa in Germania?

«Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate» (Gilbert Keith Chesterton)

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Quale “falsa chiesa” vide la beata Emmerich?

Come si concretizza questa “falsa-chiesa” vista dalla Emmerich? La cartina tornasole è la devastazione DOTTRINALE, la devastazione della Messa e della Santa Eucaristia. La Beata Emmerich:  vede Gesù trarre la VERA CHIESA “sul monte” adombrarla al mondo per proteggerla, lasciando visibilmente esposta LA FALSA CHIESA. Ma la Emmerich ha difficoltà a spiegare il perché e il come, oggi lo comprendiamo meglio. Orbene, quale “chiesa” vide la beata Emmerich tanto da farla soffrire così terribilmente?

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I mille volti di un Bergoglio a-tipicamente Pontefice

A Marzo noi festeggiamo solo San Giuseppe.

Sandro Magister ha pubblicato qui, una sorta di identikit della personalità di Jorge Mario Bargoglio che, per la verità, non ha nulla di nuovo di quanto già da mesi cerchiamo di riflettere con voi attraverso gli editoriali.

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In Myanmar papa Francesco “consacra” la religione laica

Cari Lettori, di proposito non commenteremo il viaggio di papa Francesco in Myanmar per due semplici ragioni: la prima è che non ci riguarda per il semplice fatto che gli annunci dati in precedenza a questa visita, miravano già ad una visita “LAICA” non un viaggio “apostolico” anche se il papa incontrerà pure la comunità cattolica. La seconda ragione è che già i primi discorsi sono chiarissimi su questa RELIGIONE LAICA di papa Francesco, intesa come una sorta di “religione mondiale” e per tanto, in quanto cattolici, la cosa non ci riguarda. Affronteremo poi degli editoriali ma più avanti. Ora per la cronaca ci affideremo agli esperti vaticanisti.

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Un teologo scrive a papa Francesco: c’è caos nella Chiesa, e lei ne è una causa

Padre Thomas G. Weinandy è teologo tra i più noti e stimati e vive a Washington nel Collegio dei Cappuccini, l’ordine francescano al quale appartiene. Lo scorso mese di maggio, mentre si trovava a Roma per una sessione della commissione, sentì sbocciare in sé l’idea di scrivere a Francesco una lettera aperta. Pregò a lungo, anche sulla tomba di Pietro. Chiese a Gesù di aiutarlo a decidere se scrivere o no la lettera e di dargli a tal fine un segno… E il segno arrivò il giorno dopo, identico a quello che lui stesso aveva invocato nella preghiera. Confortato dal Cielo, padre Weinandy scrisse dunque la lettera. A metà estate la fece arrivare a papa Francesco. E oggi, festa di Tutti i Santi, la rende pubblica, negli Stati Uniti sul portale di informazione religiosa Crux e a Roma, in quattro lingue, su Settimo Cielo.

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Il mito del “pueblo”. Francesco svela chi glielo ha raccontato

Quella di essersi affidato per sei mesi a una psicoanalista ebrea non è l’unica rivelazione inedita fatta da papa Francesco al suo intervistatore Dominique Wolton, nel libro uscito in Francia ai primi di settembre. A metà del primo capitolo Jorge Mario Bergoglio fa anche per la prima volta il nome dell’antropologo che gli ha ispirato la sua concezione di “popolo”.

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Un papa “a bassa intensità”, come i tempi comandano

Da buon gesuita moderno, Bergoglio asseconda d’istinto i segni dei tempi. Non prova nemmeno ad arginare la crescente diversificazione interna alla Chiesa. Anzi, la incoraggia.

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L’uomo che doveva essere eletto papa

L’operazione che ha prodotto il “fenomeno Francesco” nasce da molto lontano, addirittura dal 2002: ha saggiato il terreno nel conclave del 2005 ed è andata in porto in quello del 2013.

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Rivisitazioni. Dodici anni fa Bergoglio non aveva i dubbi di oggi

A nessuno dei dubia papa Francesco ha finora dato risposta. Ma se tornasse indietro nel tempo, a quando era il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, le risposte le darebbe. Sicure e rassicuranti. Nell’ottobre del 2004 si tenne a Buenos Aires, in occasione dell’inaugurazione della Cátedra Juan Pablo II presso la Pontificia Universidad Católica Argentina, un congresso teologico internazionale di approfondimento proprio della Veritatis splendor.

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