C’era una volta la missionionarietà della Chiesa. Il cambio di paradigma dei gesuiti è completo

Il cambio di paradigma — ovvero mettere l’antropocentrismo pastoralista al posto del cristocentrismo ecclesiologico — e di conseguenza mettere da parte la dottrina, è caratteristico di questo pontificato. Ne abbiamo un’altra ennesima triste prova con la Costituzione appena uscita Praedicate Evangeliumvedi qui – sulla riforma della Curia romana, con cui Francesco espone, pure, il suo pensiero su come dev’essere la Chiesa cattolica. Ma questo è un processo non suo, bensì è cominciato negli anni ’60 del secolo scorso, quando i neomodernisti usarono il Concilio Vaticano II per ingannare la Gerarchia e cambiare la Chiesa dall’interno, come afferma essere il progetto Modernista descritto dal Buonaiuti – vedi qui“Riformare Roma con Roma”. La Compagnia di Gesù guidata dal basco Pedro Arrupe, in modo particolare, decise di applicare e diffondere questi cambiamenti rivoluzionari il più velocemente possibile, riuscendo a trovare una perfetta sintesi tra i suoi periti di punta al Vaticano II, il tedesco Karl Rahner e il francese Henri de Lubac. Pedro Arrupe è stato il vero mentore di Jorge Mario Bergoglio.

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Buon cattolico a chi?

Il nostro editoriale sulle indiscrezioni dell’incontro fra papa Francesco e Joe Biden, i quali essendo entrambi gesuiti di formazione, hanno un concetto non cattolico di chi sia il buon cattolico.

Finalmente c’è stato. Cosa c’è stato? Il tanto atteso incontro fra “i due cattolici più importanti del mondo”. Così infatti sono definiti dai mass-media liberal (cioè radical-chic) Francesco, 266° Romano Pontefice, primo gesuita ad essere eletto al soglio di Pietro, e Joe Biden, 46° presidente degli Stati Uniti d’America, secondo non protestante a ricoprire tale carica dopo John F. Kennedy.

Non si trattava del loro primo incontro, perché Biden era già stato ricevuto qualche volta dal papa regnante durante il suo mandato di vice-presidente nell’amministrazione di Barak Obama.

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La “Chiesa diversa” di papa Francesco. La “peste nera” si diffonde…

È impossibile capire il pontificato di Francesco, nonché il suo progetto di “Chiesa diversa” (parole da egli stesso dette il 9 ottobre e che approfondiremo in quest’articolo), senza comprendere la mentalità dell’uomo e del gesuita Jorge Mario Bergoglio, la cui matrice è intrinsecamente moderna, perciò – purtroppo per lui e per tutti i battezzati – modernista.

Non è da sottovalutare l’affermazione di Benedetto XVI, per l’Anno della Fede 2012-2013 che affermava esattamente il contrario: “I Padri conciliari non potevano e non volevano creare una Chiesa nuova, diversa. Non avevano né il mandato né l’incarico di farlo. Erano Padri del concilio con una voce e un diritto di decisione solo in quanto vescovi, vale a dire in virtù del sacramento e nella Chiesa sacramentale. Per questo non potevano e non volevano creare una fede diversa o una Chiesa nuova o diversa...” (clicca qui per il testo integrale ed originale)

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Un atto di accusa a papa Francesco e di amore alla Chiesa di S.E. mons. Carlo Maria Viganò

S.E. mons. Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti, pubblica oggi un documento che costituisce un forte atto di accusa nei confronti di papa Francesco e, nello stesso tempo, di ardente amore alla Chiesa.

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Con Bergoglio ciò che è Bene diventa male e ciò che è Male diventa bene.

Dopo la stravagante uscita, di Papa Francesco, contro gli “aggettivi” per definire chi è e come deve essere un Cristiano, un Martire, la stessa Dottrina, o come non lo possa essere, vedi qui,  veniamo ora deliziati  dalle solite “interviste-confessioni” private (o lectio, sic!),  che egli solita elargire (troppo) abbondantemente e senza più alcun freno inibitore e remora, senza più prudenza, ai suoi “Compagni” Gesuiti nei vari viaggi apostolici come l’ultimo nel Madagascar.

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Quale è il punto di rottura tra Bergoglio e i suoi Predecessori?

Il rischio è di pensare o parlare di Cristo come se egli fosse un individuo umano come siamo noi. Forse un giorno ci capiterà quello che san Girolamo racconta dei cristiani del IV secolo: ad un certo punto si svegliarono e scoprirono di pensare tutti più o meno come pensava Ario… svegliarsi ariani…

Con queste riflessioni ricordiamo a tutti i nostri Lettori che siamo anche noi in procinto di allentare gli editoriali per via del periodo estivo. Gli aggiornamenti andranno a rilento per poi riprendere in modo più costante dopo il 25 agosto. Ne approfittiamo per auspicare a tutti un periodo fruttuoso per sante letture, preghiera e arricchimento dello spirito.

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Il progetto dell’«ecochiesa» parte da lontano

Ha creato gran sgomento
il nuovo sinodal strumento
Grande eretica fandonia
sbrodolando di Amazzonia

“Il cristianesimo è più bello
tra una danza e uno spinello”.
Con la religion novella
Convertivi anche Pannella!

Questo è colmo di follia,
la sinistra litania;
ormai il demone infernale
viene aggiunto nel rituale!

Già da tempo preparato
C’è l’attacco al celibato
“su, creiamo il precedente,
per finire basta un niente!”

Oh Gesù deh fino a quando
I fetusi andran cantando?
Di lor fine s’oda il tonfo
Giunga presto il tuo trionfo!

(Don Alfredo Maria Morselli – 21 giugno 2019)

Jorge Mario Bergoglio segue un progetto ben preciso: questo pontificato non è altro che un “Vaticano III” non ufficialmente convocato, il cui scopo è quello di aprire i processi che portino finalmente ad una nuova “Chiesa”. Uno degli ultimi processi è quello che porterà ad una specie di eco-chiesa, di cui l’Instrumentum Laboris del sinodo sull’Amazzonia è il grande manifesto.

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E’ vero che a pensar male è peccato: ma spesso ci si azzecca!

«.. la Chiesa del Vangelo è strutturata in profondità dalla legge d’Incarnazione. È assai più di una Chiesa di segni e di figure. (…) La Chiesa indubbiamente non desisterà mai dal ricordare ai governanti, in nome stesso del Vangelo, i loro precisi doveri di capi del potere temporale, di un temporale che deve essere influenzato e orientato dall’alto mediante la luce del Vangelo, e che deve rispettare, fra le altre, le libertà divine delle anime. Ma per nulla fa affidamento su di essi per conservare i popoli cristiani nell’ortodossia e per convertire le razze di colore alle beatitudini del Discorso della Montagna. (..) Non saremo, così, più bambini, sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, alla mercè dell’inganno degli uomini, della loro astuzia nel macchinare l’errore…» (cardinale Charles Journet – Teologia della Chiesa)

Questa “cronicas…” è un tantino impegnativa e parte da una notizia pubblicata qui da Aldo Maria Valli e che, purtroppo, non ha avuto la diffusione che merita, perché ci aiuta a capire alcune dinamiche – il progetto – dei Gesuiti Modernisti in America Latina…. Abbiate la pazienza di seguire il discorso.

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Anche per Padre Cavalcoli, il Vangelo va riscritto?

Avevamo già avuto, in passato, un “problemino” con alcune affermazioni azzardate espresse dal domenicano Padre Giovanni Cavalcoli, si legga qui, e per le quali avanzammo tenendo bene a mente quanto segue:

Il modernismo, la «sintesi di tutte le eresie» (San Pio X, Pascendi, 1907), non parlava di cambiamenti dottrinali, ma di “evoluzioni” dei dogmi e delle dottrine, per riuscire in qualche modo a “modernizzare” la Chiesa per metterla “al passo con i tempi”…

Che cosa è accaduto? Che il vaticanista Aldo Maria Valli, all’inizio dell’anno appena entrato, aveva concesso spazio per una intervista “esclusiva” a Don Alessandro Maria Minutella, leggi qui, per la quale – pur condivisibile in molti punti – ci aveva fatto ripromettere di fare un intervento su alcune sue affermazioni discutibili… Ma la risposta del domenicano Padre Giovanni Cavalcoli che ha pubblicato lo stesso Aldo Maria Valli, leggi qui, ci suggerisce che ora – tra i due Sacerdoti che amiamo e stimiamo – vediamo concretizzarsi il monito del Cristo: “può un cieco guidare un altro cieco?…”

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Ai tempi di Gesù non c’erano i registratori, ma i Gesuiti!!

“Purtroppo questi amatori delle novità facilmente passano dal disprezzo della teologia scolastica allo spregio verso lo stesso Magistero della Chiesa che ha dato, con la sua autorità, una cosi notevole approvazione a quella teologia. Questo Magistero viene da costoro fatto apparire come un impedimento al progresso e un ostacolo per la scienza; da alcuni acattolici poi viene considerato come un freno, ormai ingiusto, con cui alcuni teologi più colti verrebbero trattenuti dal rinnovare la loro scienza” (Venerabile Pio XII, Humani generis, 1950)

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