Papa Francesco comanda, ma non mette ordine. Dove vuole portare questa Chiesa?

Francesco, bisogna ammetterlo, è un “papa politico” e come tale governa la Chiesa cattolica. Questo non significa che non abbia una sua idea di Chiesa e non abbia l’intenzione di compierla, al contrario. Di cosa si tratta? Della “nuova Chiesa” descritta dal confratello Karl Rahner e fatta propria dalla nuova Compagnia del suo mentore, Pedro Arrupe.

Alla sua prima intervista da papa regnante[1], egli ha descritto molto bene se stesso:

  • «Posso forse dire che sono un po’ furbo, so muovermi, ma è vero che sono anche un po’ ingenuo».
  • «Io sono un indisciplinato nato, nato, nato».
  • «Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. (…). Ecco, no, non sono stato certo come la Beata Imelda, ma non sono mai stato di destra. È stato il mio modo autoritario di prendere le decisioni a creare problemi».

Esattamente nove anni dopo queste dichiarazioni, tutti ne abbiamo avuto conferma.

Al doppio sinodo sulla famiglia (2014-2015), da lui voluto per avviare quella “conversione pastorale” della Chiesa — annunciata nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium (24-11-2013) —, ha saputo davvero muoversi astutamente[2], eppure non è riuscito ad ottenere tutto quello che voleva[3], avendo ingenuamente creduto di aver vinto in partenza[4].

Abbiamo altresì visto quanto davvero è indisciplinato nell’abbigliamento, nel protocollo diplomatico e nel rispettare le norme liturgiche.

Nei “sacri palazzi” chiunque sa bene che la sua parola è una sola ed è legge, nessuno la può contestare.

Il suo è un pontificato autocrate, più che autoritario, ovvero si abusa della legittima autorità per imporre il proprio volere. Non a caso è stato definito il “papa dittatore” da Henry Sire nel suo celeberrimo libro, scritto con lo pseudonimo di Marcantonio Colonna[5].

Con uomo così portato al comando e al potere, si potrebbe giustamente pensare che il “timone” è nella mani di qualcuno che conduce in maniera sicura e ordinata la “barca”. In realtà, purtroppo, non è così. Non c’è mai così tanta confusione, nella Chiesa, come negli ultimi nove anni.

Comandare non significa, infatti, governare con ordine, se si antepone il proprio progetto al Divin Volere.

Durante il suo pontificato, Francesco ha compiuto diversi abusi di potere, accentrando il potere politico nelle sue mani, affondando però il diritto ecclesiastico.

Così facendo ha scontentato tutti, prima di tutto, ovviamente, i conservatori[6], ma pure i progressisti[7].

La sua imprevedibilità un’altra causa di grande confusione per la Chiesa, essendo capace di fare una cosa giusta per un motivo sbagliato, oppure di fare una cosa sbagliata per un giusto motivo[8].

Disse ad Eugenio Scalfari che sentiva fortissimamente che il suo mandato da pontefice era quello di applicare pienamente il Vaticano II, eppure, con la sua riforma della curia, si è — almeno in parte — discostato da esso[9].

Tutto questo è possibile perché, dalla deposizione della Tiara in poi, tutti i papi sono stati liberi di governare ad personam, benché gli immediati predecessori di Francesco non avessero mai avuto intenzione di superare i “paletti” del Depositum Fidei. Egli, invece, da buon gesuita (discepolo di Arrupe), è molto abile nel dribblarli.

Papa Francesco è un politico e come tale sta goverando la Chiesa. Questo però non vuol dire che non abbia un suo pensiero sulla Chiesa, anzi tutto ciò che facendo è finalizzato a realezzare il tanto agognato progetto dei progressisti della nascita della “nuova Chiesa”.

E la confusione che regna indisturbata nella Cattolicità — e che il suo modo di governare ha aumentato — gioca a suo favore.

Dove ci porterà questa confusione?

Ad una Chiesa non più divina ma umana (umanista), non più Sposa del Verbo Incarnato ma cortigiana del mondo cosiddetto moderno, secondo il pensiero del confratello gesuita Karl Rahner[10].

Ricordiamo che già l’allora cardinale Ratzinger al famoso Meeting di Rimini – vedi qui – denunciò questa deriva: “Non è di una Chiesa più umana che abbiamo bisogno, bensì di una Chiesa più divina; solo allora essa sarà anche veramente umana. (..) Nella Chiesa l’atmosfera diventa angusta e soffocante se i portatori del ministero dimenticano che il Sacramento non è una spartizione di potere, ma è invece espropriazione di me stesso in favore di Colui, nella persona del quale io devo parlare ed agire. (..) Quanti più apparati noi costruiamo, siano anche i più moderni, tanto meno c’è spazio per lo Spirito, tanto meno c’è spazio per il Signore, e tanto meno c’è libertà. lo penso che noi dovremmo, sotto questo punto di vista, iniziare nella Chiesa a tutti i livelli un esame di coscienza senza riserve. (..) Non sono le maggioranze occasionali che si formano qui o là nella Chiesa a decidere il suo e il nostro cammino. Essi, i Santi, sono la vera, determinante maggioranza secondo la quale noi ci orientiamo. Ad essa noi ci atteniamo! 

Per approfondire in cosa consiste esattamente questa “nuova Chiesa” vi suggeriamo lo studio di alcuni libri, affinché si possa essere preparati al lavaggio del cervello che le prossime generazioni di battezzati subiranno nelle nostre parrocchie.

Roberto de Mattei:

Stefano Fontana:

Plinio Correa de Oliveria:

Cristina Siccardi:

Enrico Maria Radaelli:

Romano Amerio:

Mons. Antonio Livi:

P. Serafino Lanzetta:

José Antonio Ureta:

NOTE

[1] Intervista a Papa Francesco del 19 agosto 2013 (Antonio Spadaro S.I., La Civiltà Cattolica, 19 settembre 2013)

[2] «“Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati e risposati – ha riferito mons. Forte riportando una battuta di Papa Francesco – questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io”. “Tipico di un gesuita”» (Mons. Bruno Forte: “Nessuno si deve sentire escluso dalla Chiesa”, Zona Locale, 03-05-2016).

[3] Il Sinodo fallito: tutti sconfitti, a cominciare dalla morale cattolica (Roberto de Mattei, Corrispondenza Romana, 26-10-2015)

[4] «E questo deve farci pensare: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, chiuso? O sono aperto al Dio delle sorprese? Sono una persona ferma o una persona che cammina? Io credo in Gesù Cristo – in Gesù, quello che ha fatto: è morto, risorto e finita la storia – credo che il cammino vada avanti verso la maturità, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi ed essere fedele alla voce del Signore che si manifesta in essi? Possiamo farci oggi queste domande e chiedere al Signore un cuore che ami la legge, perché la legge è di Dio; che ami anche le sorprese di Dio e che sappia che questa legge santa non è fine a se stessa» (Papa Francesco, omelia del mattino del 13 ottobre 2014, da L’Osservatore Romano, 14-10-2014).

[5] Il Papa Dittatore (Marcantonio Colonna/Henry Sire, KDP, 2017, €8)

[6] Esclusivo, Brandmüller in concistoro: il papa vuole chiudere la bocca ai cardinali (Sandro Magister, Settimo Cielo, 31-08-2022)

[7] Quello che è in ballo nell’inedito concistoro d’agosto (Alberto Melloni, la Repubblica, 24-08-2022)

[8] Con il potere di papa Francesco cresce il caos nella Chiesa (Roberto de Mattei, Corrispondenza Romana, 07-09-2022)

[9] Pope Francis and the paradox of the Council (Andrea Gargliarducci, Monday Vatican, 05-09-2022). La svolta anti-conciliare di papa Francesco (Andrea Gagliarducci, Korazym.org, 05-09-2022)

[10] Karl Rahner, doctor ambiguitatis (dossier di Cooperatores Veritatis)

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