Bergoglio è il sintomo non la causa della deriva dottrinale

Jorge Mario Bergoglio entrò nella Compagnia di Gesù nel 1958 e fu ordinato sacerdote nel 1969. Durante quegli undici anni, ricevette una formazione filosofica e dottrinale di stampo neomodernista, impregnata del pensiero dei confratelli europei (Rahner, de Lubac, Danielou, etc.) del movimento pseudo-teologico conosciuto come nouvelle theologie, corrente che — seppur con qualche frenata non risolutiva dall’Humanae Vitae di Paolo VI al pontificato di Benedetto XVI — prese il sopravvento sulla scolastica tomista al Concilio Vaticano II. I “nuovi teologi” riprendono le teorie moderniste dell’evoluzione dei dogmi, il relativismo morale, la confusione nel rapporto tra natura e Grazia, sostituendo il cristocentrismo con l’antropocentrismo. Questo spiega i gravissimi errori dottrinali del magistero di Francesco.

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Condividiamo: Vecchio e nuovo modernismo, la crisi nella Chiesa

Condividiamo sia l’iniziativa, sia l’intervista attraverso la quale è lo stesso professore Roberto de Mattei a sottolineare l’importanza del Convegno. Questo genere di studi e di conoscenza è oggi fondamentale, per chi ha davvero a cuore il problema. Dal canto nostro, a seguito proprio dell’iniziativa e dell’intervista, consigliamo anche questa lettura: Come la Chiesa cadde nella mani dei neomodernisti.


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Intervista al prof. Roberto de Mattei: “Non saranno gli uomini a salvare la Chiesa”.

Corrispondenza Romana pubblica la traduzione italiana dell’intervista che il professor Roberto de Mattei ha rilasciato alla giornalista americana Maike Hichson per il sito OnePeterFive. La riproponiamo anche noi perché condividiamo ogni singola parola.

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Papa Francesco cita il tribunale contro santa Giovanna d’Arco ma dimentica quello contro Padre Stefano Manelli

Non è la prima volta che Papa Francesco usa la storia distorcendola, usa la storia per accusare la Chiesa del passato e i cattolici conservatori di oggi, distorce i fatti (che si tratti di un certo disturbo della personalità? cliccare qui e qui) e cambia le carte in tavola: si legga qui la disinformazione di Bergoglio sulla schiavitù; cliccare qui per il fondamentalismo papal-popolare a riguardo della storia.

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Francesco e le “diaconesse”? Un film già visto

Ci risiamo. Le cronache di questo pontificato non fanno passare giorno senza che si parli delle “idee stravaganti” di Papa Francesco. Tuttavia è bene precisare che ad essere stravaganti, molto spesso, non sono le idee del Papa, ma ciò che i Media gli attribuiscono, ciò che essi filtrano e fanno arrivare alle orecchie delle persone le quali, poi, svogliate e pigre ad andare alla fonte della notizia originaria, si fermano a commentare, spesso con compiacimento, proprio ciò che il Papa non ha affatto detto.

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Francesco, il papa che non ama i cattolici

Papa Francesco non pare immune da questa mentalità autodistruttiva che pone i cattolici sempre nel torto e i protestanti, persino i non-cristiani, sempre nel giusto. Le novità così tanto acclamate oggi dai novatores vengono davvero dallo Spirito Santo, oppure non sono altro che i frutti (marci) della loro stramba ecclesiologia?  Davvero la Chiesa “pre-conciliare” era così brutta e cattiva? Assolutamente no, lo conferma, suo malgrado, l’ateista Friedrich Nietzsche il quale la malediceva perché «ha reso sacro l’uomo, persino quello inutile (il malato, ndr) e quello insignificante (il povero, ndr)».

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Quando mons. Livi aveva previsto l’arrivo delle “cavalcolate”…

Mons. Antonio Livi lasciò l’Isola di Patmos qualche mese fa, pur essendone uno dei fondatori. I motivi della sua decisione li spiegò in una lettera aperta che noi abbiamo deciso di pubblicare anche nel nostro blog.

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