Cari gesuiti: ignaziani sì, arrupiani no!

Il 31 luglio la Chiesa cattolica ricorda Sant’Ignazio di Loyola, sacerdote e fondatore della Compagnia di Gesù, l’Ordine a cui appartiene dal 1958 papa Francesco. I gesuiti hanno un grandissimo attaccamento alla loro Compagnia. Ma sono rimasti fedeli al loro Sanctus Pater noster, cioè la Fondatore?

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La “Chiesa diversa” di papa Francesco. La “peste nera” si diffonde…

È impossibile capire il pontificato di Francesco, nonché il suo progetto di “Chiesa diversa” (parole da egli stesso dette il 9 ottobre e che approfondiremo in quest’articolo), senza comprendere la mentalità dell’uomo e del gesuita Jorge Mario Bergoglio, la cui matrice è intrinsecamente moderna, perciò – purtroppo per lui e per tutti i battezzati – modernista.

Non è da sottovalutare l’affermazione di Benedetto XVI, per l’Anno della Fede 2012-2013 che affermava esattamente il contrario: “I Padri conciliari non potevano e non volevano creare una Chiesa nuova, diversa. Non avevano né il mandato né l’incarico di farlo. Erano Padri del concilio con una voce e un diritto di decisione solo in quanto vescovi, vale a dire in virtù del sacramento e nella Chiesa sacramentale. Per questo non potevano e non volevano creare una fede diversa o una Chiesa nuova o diversa...” (clicca qui per il testo integrale ed originale)

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Mons. Aguer: Già da cardinale Bergoglio voleva le unioni civili

Il vescovo argentino Aguer racconta alla Bussola un aneddoto che spiega la frase di Papa Francesco «mi sono battuto per questo» nel corso dell’intervista sulle unioni civili per i gay: «Nel 2010 noi vescovi argentini prendemmo una posizione sul matrimonio egualitario voluto dal govenro Kirchner. Bergoglio propose di regolamentare con le unioni civili, ma ci opponemmo e votammo contro la sua proposta». Secondo il vescovo emerto di La Plata è un’opinione radicata nel pensiero di Bergoglio, ma «non può essere magistero e accettarla per papolatria non è sano per un cattolico».

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Convegno “Vecchio e nuovo Modernismo: radici della crisi nella Chiesa” (23 giugno)

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La Fondazione Lepanto presenta il Convegno:

Vecchio e nuovo Modernismo:
radici della crisi nella Chiesa

Roma
Hotel Massimo d’Azeglio
via Cavour, 18

sabato 23 giugno 2018

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Condividiamo: Vecchio e nuovo modernismo, la crisi nella Chiesa

Condividiamo sia l’iniziativa, sia l’intervista attraverso la quale è lo stesso professore Roberto de Mattei a sottolineare l’importanza del Convegno. Questo genere di studi e di conoscenza è oggi fondamentale, per chi ha davvero a cuore il problema. Dal canto nostro, a seguito proprio dell’iniziativa e dell’intervista, consigliamo anche questa lettura: Come la Chiesa cadde nella mani dei neomodernisti.


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Florilegio eresia modernista-rahneriana nelle parole di Papa Francesco (2)

Cari Amici veniamo alla seconda serie di questo strano florilegio tratto da alcune affermazioni di Papa Francesco che, purtroppo, destano ragionevoli perplessità, ambiguità, soprattutto per quanti non conoscono l’eresia del Modernismo, assai ben impastata nell’insegnamento dell’eretico gesuita Karl Rahner, oramai  insediato in tutti i seminari cattolici e nelle università pontificie. Qui per la prima parte.

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Placuit Deo: Francesco raddrizza il tiro su pelagiani e gnostici?

Bene ha fatto il prefetto Ladaria che ha ribadito la vera dottrina della Salvezza, attaccata nel mondo di oggi — afferma il documento Placuit Deo — dal neo-pelagianesimo e dal neo-gnosticismo. Ma Chi è il neo-pelegiano e neo-gnostico di oggi per eccellenza che attacca e intacca la dottrina della Salvezza (e non solo)? È il gesuita tedesco Karl Rahner (1904-1984), il cui pensiero neo-modernista ha corrotto le menti e i cuori di molti membri della Gerarchia della Chiesa — da Roma fino alle più remote periferie “esistenziali” –, riducendo la cattolicità ad una patetica caricatura di se stessa.

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Da Roma un grido di dolore…

Nella primavera del 2017 ricevemmo la seguente email indirizzata ad una collaboratrice del nostro sito che, per motivi che comprenderete nel leggerla, decidemmo di non pubblicare immediatamente. Il mittente non è anonimo,  ma dobbiamo pubblicare l’email in anonimato, almeno per ora, il perché lo capirete. Attualmente, questa persona, non opera più laddove è stato indicato nel testo, anche per questo motivo abbiamo deciso di renderla pubblica oggi.

Inoltre, l’argomento trattato qui: Quella resistenza cattolica che a Bergoglio proprio non piace….  e quella pubblicata oggi dal sito amico: No santo Padre Francesco! La Chiesa non è “il” popolo, ci hanno fatto capire che forse questo è il momento provvidenziale per dare giustizia a chi ha vissuto queste esperienze direttamente e, per chi non per gossip, ma per amore alla verità, vuole sapere davvero come stanno le cose – che se non proprio tutte le cose – almeno in parte.

Eventuali grassetti o link nel testo sono nostri, anche per dimostrare che — di molti riferimenti — noi stessi ne avevamo ampiamente discusso in vari editoriali. Qualche parentesi potrà invece oscurare alcune parti troppo personali, ma nulla sarà tolto al senso originale del testo e delle intenzioni dell’autrice.

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Quella resistenza cattolica che a Bergoglio proprio non piace….

“Chi possiede la vera Dottrina se non il Vangelo e il Catechismo stesso?”

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La neo chiesa costretta alla difensiva: effetti d’alta quota o strategia modernista?

Qualcosa avevamo discusso in questo editoriale. Oggi, la solita “intervista ad alta quota”, qui il video, sembra aver messo il Papa Francesco con le “spalle al muro”. Bisogna dire della responsabilità dei giornalisti che sono spesse volte monotematici, abusando davvero non soltanto della santa pazienza del Pontefice, ma anche della persona che hanno davanti e del ruolo che riveste.

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