Il sinodo per l’Amazzonia, forse una nuova religione tribale?

Promemoria: In precedenza, il cardinale Burke e il vescovo Schneider, lanciando un appello per un periodo di digiuno e preghiera durante lo svolgimento dei lavori del sinodo perché non vengano approvati errori ed eresie, avevano elencato 6 punti teologicamente da rifiutarsi. Nei suoi numerosi interventi sul sinodo amazzonico, il cardinale Müller ha adoperato parole di grande preoccupazione…. Tempo prima, il cardinale Brandmüller aveva parlato di “apostasia” ed “eresia”. Per l’arcivescovo José Luis Azcona, vescovo emerito della prelatura di Marajó, nella regione amazzonica brasiliana, con il sinodo si rischia lo scisma. (Stefano Fontana)

  • Pochi cardinali e vescovi sembrano disposti a resistere oggi alla politica di papa Francesco con l’eroismo che esigono le circostanze, ma tra i sacerdoti e i laici le manifestazioni di fedeltà alla Chiesa si allargano, non solo in America, come ritiene il Santo Padre, ma in tutti i Paesi del mondo. Siamo figli di una Chiesa militante che non accoglie e include l’errore, ma combatte l’errore e difende la verità. Una Chiesa che vuole conquistare a Cristo le anime e la società intera. Una Chiesa che si separa da chi, al suo interno, professa una religione diversa. Una Chiesa che affidiamo alla Beatissima Vergine Maria, perché con i Suoi angeli la protegga nelle prossime decisive settimane. (Roberto de Mattei)

Riportiamo quanto segue da Corrispondenza Romana: due interventi uno in video del professore Roberto de Mattei, l’altro con testo scritto del professore Stefano Fontana. Includiamo il video dell’intervento a distanza di mons. Schneider.

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Veri nemici di Gesù, della Chiesa e del Papa, sono i rivoluzionari…

“La Chiesa esiste per la salvezza delle anime. Qualsiasi atto di un Papa che mina la missione salvifica di Cristo nella Chiesa, sia un atto eretico o sia un atto peccaminoso in se stesso, è semplicemente vuoto dal punto di vista dell’Ufficio petrino. Quindi anche se chiaramente reca gravissimo danno alle anime, non comanda l’obbedienza di pastori e fedeli. Dobbiamo sempre distinguere il corpo dell’uomo che è il Romano Pontefice dal corpo del Romano Pontefice, cioè dell’uomo che esercita l’ufficio di san Pietro nella Chiesa. Non fare la distinzione significa papolatria e finisce con la perdita di fede nell’Ufficio Petrino divinamente fondato e sostenuto.” (cardinale R. Burke, vedi qui)

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Quale è il punto di rottura tra Bergoglio e i suoi Predecessori?

Il rischio è di pensare o parlare di Cristo come se egli fosse un individuo umano come siamo noi. Forse un giorno ci capiterà quello che san Girolamo racconta dei cristiani del IV secolo: ad un certo punto si svegliarono e scoprirono di pensare tutti più o meno come pensava Ario… svegliarsi ariani…

Con queste riflessioni ricordiamo a tutti i nostri Lettori che siamo anche noi in procinto di allentare gli editoriali per via del periodo estivo. Gli aggiornamenti andranno a rilento per poi riprendere in modo più costante dopo il 25 agosto. Ne approfittiamo per auspicare a tutti un periodo fruttuoso per sante letture, preghiera e arricchimento dello spirito.

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Cari Vescovi: vogliamo riscoprire il vero bene comune con la Dottrina sociale della Chiesa?

“Desidero risvegliare negli altri e in me stesso un fervore più grande affinché il deposito cattolico della fede, che l’Apostolo non ci ha affidato senza motivo e che è preferibile a tutti i tesori di questo mondo, venga custodito preziosamente intatto e autentico, poiché da esso dipendono la saggezza cristiana, la pace generale e la santità dell’uomo.“ (san Pietro Canisio, gesuita e Dottore della Chiesa)

A chiusura di questa “campagna elettorale” di cui abbiamo trattato qui a reti unificate,  condividiamo tre articoli. Il primo è a firma del professore Roberto de Mattei – qui – da Corrispondenza Romana; il secondo del professore Stefano Fontana, qui.  Ed anche se del 21 maggio, vi proponiamo di unire a queste riflessioni, l’articolo di Marco Tosatti qui, che aiuta a capire quando si dice: “due pesi due misure…

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Sei anni di colpi di scena: nulla da festeggiare!

Sei anni di colpi di scena: ma non si vuole riconoscere che Bergoglio sta gesuitizzando la Chiesa che “non è la sua madre” come ha recentemente affermato…. Così, oggi 8 marzo Festa della Donna, vogliamo invece ONORARE LA NOSTRA SANTA MADRE CHIESA da ogni tentativo di adulterazione, profanazione, prostituzione e falsificazione.

Correva l’anno 1999 quando, durante il sinodo dei vescovi dedicato all’Europa, il cardinale arcivescovo di Milano, il gesuita Carlo Maria Martini (deceduto nel 2012), pronunciò un discorso che fece discutere. Egli fece intendere che la Chiesa aveva bisogno – secondo lui – di convocare un nuovo concilio ecumenico perché vi erano diverse questioni che dovevano essere affrontate urgentemente e che non erano state discusse al Vaticano II.

Quali erano tali questioni? Le elencò lo stesso Martini: la posizione della donna nella Chiesa, la partecipazione dei laici ad alcune responsabilità ministeriali, la sessualità, la disciplina del matrimonio, la prassi penitenziale, i rapporti ecumenici con le Chiese sorelle, il rapporto tra leggi civili e leggi morali. In tema di celibato sacerdotale, per esempio, si segnalava una dichiarazione del cardinale Martini sulla Presse nel marzo 2010: «l’obbligo del celibato per i preti dovrebbe essere ripensato»: e le «domande fondamentali della sessualità devono essere riformulate». Ogni vero cattolico sa che si tratta di falsi problemi, perché la Dottrina della Chiesa ha già dato tali risposte definitivamente. È interessante però rilevare che quest’elenco è l’ordine del giorno del pontificato di papa Francesco.

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E’ vero che a pensar male è peccato: ma spesso ci si azzecca!

«.. la Chiesa del Vangelo è strutturata in profondità dalla legge d’Incarnazione. È assai più di una Chiesa di segni e di figure. (…) La Chiesa indubbiamente non desisterà mai dal ricordare ai governanti, in nome stesso del Vangelo, i loro precisi doveri di capi del potere temporale, di un temporale che deve essere influenzato e orientato dall’alto mediante la luce del Vangelo, e che deve rispettare, fra le altre, le libertà divine delle anime. Ma per nulla fa affidamento su di essi per conservare i popoli cristiani nell’ortodossia e per convertire le razze di colore alle beatitudini del Discorso della Montagna. (..) Non saremo, così, più bambini, sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, alla mercè dell’inganno degli uomini, della loro astuzia nel macchinare l’errore…» (cardinale Charles Journet – Teologia della Chiesa)

Questa “cronicas…” è un tantino impegnativa e parte da una notizia pubblicata qui da Aldo Maria Valli e che, purtroppo, non ha avuto la diffusione che merita, perché ci aiuta a capire alcune dinamiche – il progetto – dei Gesuiti Modernisti in America Latina…. Abbiate la pazienza di seguire il discorso.

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La Fe católica: Crónica de una muerte anunciada

Il vizio del moderno concetto di progresso mentale è che è sempre qualcosa che ha a che fare con legami spezzati, confini cancellati e dogmi rifiutati…” (Chesterton in Eretici)

Sì, ovviamente prendiamo in prestito di Gabriel García Márquez, il suo famoso “Cronaca di una morte annunciata“, uscito nel 1982, che ci servirà solo come falsa riga, per tentare di spiegare ben altro.

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Lettera di papa Francesco ai Vescovi USA: dottrina sì, ma pure no…

Papa Francesco ha inviato una “Lettera” ai Vescovi statunitensi che partecipano, in questi giorni, a degli Esercizi Spirituali vedi qui l’originale del testo, dalla quale possiamo riscontrare le ambiguità di un frasario arricchito da un chiarissimo cambiamento di rotta nel pensiero non solo “papale” ma soprattutto “cattolico”, come abbiamo spiegato qui: Magistero papale choc… decattolicizzante.

Di cosa si tratta?

Sono di quelle “Lettere” ufficiali, che rientrano nel magistero pontificio ordinario, che riguardano tutta la Chiesa, ma che il 90% dei cattolici non leggerà mai, clero compreso. Da una parte sarebbe meglio così…. ma dall’altra parte il “non sapere” non significa affatto un beneficio per i cattolici, specialmente di questi tempi. Queste Lettere sono indicazioni pastorali che vincolano il Clero, i Vescovi, ad obbedire alle richieste del Pontefice ed “ammaestrano” il popolo, i fedeli laici anche se, come ben sappiamo, laddove i Papi precedenti non hanno imposto mai alcun “obbligo”, questo pontificato impone ed obbliga le sue volontà.

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E’ morto Spaemann, il grande difensore della ragione cattolica

Sì, è vero, aveva 91 anni ma quando si tratta di persona che senti vicina a te, quasi come “un genitore”, l’età non conta, si capisce solo di aver perso in terra un grande condottiero.  Robert Spaemann – in tal senso – è stato un grande nella buona battaglia in difesa della Dottrina Sociale della Chiesa, in difesa della ragione Cattolica, in difesa del pensiero e della nostra cultura cattolica.

Fa davvero pensare come, in questo triste pontificato stiano scomparendo, uno dietro l’altro, i più grandi difensori della nostra Fede Cattolica…. Muore un altro grande Amico di Benedetto XVI, e non solo “amico”, ma soprattutto un GRANDE ALLEATO di Benedetto XVI e della Dottrina Cattolica…. ed è come se, pur lentamente, in silenzio ed inesorabilmente, Nostro Signore ci stia togliendo quel “Katechon” di cui parla san Paolo: «Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo. Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo.» (2Tess.2,6-7).

Il concetto del Katéchon, potere o persona che «trattiene» il mysterium iniquitatis, ritorna spesso, soprattutto in questi nostri tempi, ad interpellare le Scritture per tentare di capire o dare una identificazione… Tra i Padri e i Santi nella Chiesa si è sempre pensato a due punti di riferimento: LA DOTTRINA E IL PAPATO…. Ma non è questo il momento di approfondire il tema, vogliamo ora piuttosto unirci alle parole di Stefano Fontana, che facciamo nostre, ringraziando Spaemann per tutto ciò che ha fatto per noi e per la mole di testi che ha consegnato a noi ed alla storia stessa.

Rèquiem aetèrnamdona eisDomineet lux perpètua lùceat eis. Requiéscant in pace. Amen.

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Dal primato petrino, al primato della persona del Papa: vince Bergoglio!

Il nostro breve editoriale, questa volta, seguirà alla preziosa e drammatica riflessione del professore Stefano Fontana, pubblicata sulla Nuova Bussola qui. La pubblichiamo integralmente perché vale davvero la pena di leggere e riflettere, seguiranno alcune nostre considerazioni.

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