Tutto si risolve in Paradiso: Papa Francesco cestina il Purgatorio

Non commentiamo mai le Udienze del mercoledì, perché tutto sommato rimangono sempre sul filo accettabile delle riflessioni anche personali, ma questa volta no! Alla vigilia, possiamo dire, di Ognissanti dove ricorderemo la gloria già raggiunta  e perfetta di tutti i Santi in Paradiso, e del 2 novembre in cui ricorderemo i nostri Defunti specialmente quelli di cui ancora non sappiamo con certezza la sorte, se sono in Purgatorio… e per questo preghiamo per loro e speriamo per loro, Papa Francesco “cancella” il Purgatorio.

Una svista? Speriamo! Abbiamo capito male noi? Speriamo! Fatto sta che queste sono le sue parole di oggi parlando del Paradiso, tratte dal testo ufficiale, cliccare qui: E nella casa del Padre porterà (Gesù) anche tutto ciò che in noi ha ancora bisogno di riscatto: le mancanze e gli sbagli di un’intera vita. È questa la meta della nostra esistenza: che tutto si compia, e venga trasformato in amore.”

Nulla da ridire su tutto il resto, ma questa frase non solo è ambigua ma è proprio sbagliato il senso e il contenuto! Nella Casa del Padre – il Paradiso – “nulla di ciò che è sbagliato o impuro” può entrarvi, non sarebbe più il Paradiso! IL PURGATORIO che non è una invenzione della Chiesa, è quel “posto” nel quale SI RISCATTA OGNI CONTO IN SOSPESO.

Così insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica:

1023 Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo.

1030 Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

1031 La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento.

L’Apostolo Paolo parla del valore dell’opera di ciascuno, che sarà rivelata nel giorno del giudizio, e dice: “Se l’opera che uno ha costruito sul fondamento [che è Cristo] resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l’opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco. (1 Cor 3,14-15).

Nella prima delle apparizioni della Madonna di Fatima, ossia quella del 13 maggio 1917, Suor Lucia riporta un dialogo avuto con la Vergine alla quale chiedeva la sorte di due ragazze morte da poco, scrive testualmente: «[…] Erano mie amiche, e venivano a casa mia per imparare a tessere con la mia sorella maggiore. “Maria das Neves è già in Cielo?”. “Sì, è là”. Mi pare che doveva avere sui 16 anni. “E Amelia?”. “Resterà in purgatorio fino alla fine del mondo”».

Soprattutto è il Signore Gesù a decretare nel suo Vangelo: «Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo»(Lc 12, 58-59).

San Giovanni Paolo II ha spiegato, durante l’Udienza del 4 agosto 1999, riguardo la necessità del Purgatorio: “L’offerta della misericordia (da parte di Gesù al Padre per noi) non esclude il dovere di presentarci puri ed integri al cospetto di Dio, ricchi di quella carità, che Paolo chiama “vincolo di perfezione” (Col 3 ,14)… (..) siamo invitati a “purificarci da ogni macchia della carne e dello spirito” (2Cor 7, 1; cfr 1Gv 3, 3), perché l’incontro con Dio richiede una purezza assoluta. (…) Un ultimo aspetto importante che la tradizione della Chiesa ha sempre evidenziato, va oggi riproposto: è quello della dimensione comunitaria. Infatti coloro che si trovano nella condizione di purificazione sono legati sia ai beati che già godono pienamente la vita eterna sia a noi che camminiamo in questo mondo verso la casa del Padre (cfr CCC, 1032). Come nella vita terrena i credenti sono uniti tra loro nell’unico Corpo mistico, così dopo la morte coloro che vivono nello stato di purificazione sperimentano la stessa solidarietà ecclesiale che opera nella preghiera, nei suffragi e nella carità degli altri fratelli nella fede. La purificazione è vissuta nel vincolo essenziale che si crea tra coloro che vivono la vita del secolo presente e quelli che già godono la beatitudine eterna”.

Non faremo qui un trattato sul Purgatorio, altri ne hanno discusso qui, ci basti però riflettere il danno che queste parole espresse dal Pontefice porteranno in molti che sono già abbondantemente confusi!

No, amici cari, in Paradiso non si va con i conti in sospeso! Le mancanze e gli sbagli di una intera vita, se non stati spurgati sulla terra, si sconteranno in Purgatorio!

Anche se le Anime del Purgatorio sono dette “sante” perché, bontà di Dio sono già al sicuro da una dannazione, dimenticarle è un dramma enorme perché già per colpa di Lutero migliaia di persone, da 500 anni non fanno più suffragi per queste Anime, figuriamoci ora che l’ha detto El Papa!!!

In una grande riflessione, Padre Giovanni Scalese riporta una battuta di Papa Francesco, clicca qui:

Si dice che Papa Francesco si sia seduto una mattina di fronte a un Arcivescovo e abbia portato il discorso sulla questione del sacerdozio femminile. Poi avrebbe chiesto al suo compagno di tavola che cosa ne pensasse. Quello taceva, non sapendo come rispondere a questa domanda. Dopo un momento di silenzio, si dice che Francesco abbia replicato: “Sí, sí, entrambi i miei predecessori ci hanno chiuso la porta”. Quindi, ridendo, avrebbe detto: “Per fortuna, io ho le chiavi”.

A pensar male si fa peccato, ma… ci viene il sospetto che non si trattava di una battuta…. Santità, lei è il Vicario di Cristo, non il sostituto!

4 pensieri riguardo “Tutto si risolve in Paradiso: Papa Francesco cestina il Purgatorio

  1. DAL DIARIO DI SANTA FAUSTINA KOWALSKA
    Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggiore tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio. Le anime chiamano Maria “Stella del Mare”. Ella reca loro refrigerio.
    Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno d’uscire. Ed uscimmo dalla porta di quella prigione di dolore.
    Udii nel mio intimo una voce che disse:
    “La Mia Misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia”.
    Da allora sono in rapporti più stretti con le anime sofferenti del purgatorio.”
    https://cooperatores-veritatis.org/2016/07/15/il-purgatorio-il-grande-dimenticato/

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    1. Effettivamente ciò dipende da come si legge la frase, facilmente adattabile. Il commento con il titolo di Feltri lo fa capire bene: se per il Papa il Paradiso non è un granchè, che vada all’inferno!!
      Forse il Papa con questo “non è un granché” voleva dire altro, non sappiamo cosa però, e non ci risulta che Gesù Cristo abbia descritto un futuro diverso dal paradiso, quindi il Paradiso è il massimo della gloria, il massimo di tutto, di un “tutto” che non è possibile descrivere e neppure immaginare.
      Tuttavia la gravità sta proprio nell’aver detto che in paradiso si finirà di scontare il conto in sospeso.
      Non si tratta di cancellare il Paradiso, ma di cancellare il Purgatorio! E senza dubbio trasformare il paradiso in una sorta di corte dei miracoli e non quel traguardo della massima gloria che si acquisisce attraverso il martirio e vi si giunge già completamente ripuliti e purificati.

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