Non bisogna demonizzare tutto ma… non possiamo tacere l’apostasia di certa gerarchia

«Il Cristo è stato il riformatore dell’umanità, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, io invece sono chiamato ad essere il benefattore di questa umanità, in parte emendata e in parte incorreggibile. Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo, come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi. Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole e per buoni e per i cattivi e distribuisce la pioggia sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace. Egli ha minacciato alla terra il terribile ultimo giudizio. Però l’ultimo giudizio sarò io e il mio giudizio non sarà solo un giudizio di giustizia ma anche un giudizio di clemenza. Ci sarà anche la giustizia ma non una giustizia compensatrice bensì una giustizia distributiva. Opererò una distinzione fra tutti e a ciascuno darò ciò che gli è necessario…» (Vladimir Sergeevic Soloviev, I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo, 1900, vedi qui).

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Sì, Dio è grande, ma la foresta e la sua legge lo superano (proverbio panteista)

Vogliamo aiutare i Lettori a comprendere certi eventi esposti in questo precedente articolo, sottolineando che si può certamente parlare di buona fede di Paolo VI, ma che per difendere questa sua fede nell’uomo abbia commesso troppi errori è fuori discussione, non dice forse il detto che la strada dell’inferno è lastricata dalle buone  intenzioni?
Paolo VI, ma come anche Giovanni XXIII e persino Giovanni Paolo II erano tutti ed entrambi, con lo stesso Ratzinger, inebriati dalle buone intenzioni, tutti loro non vedevano l’ora di trovare le soluzioni per far amare la chiesa ad un mondo in completa trasformazione sociale e culturale, farla amare a tal punto da svenderla, fare sacrifici non per la chiesa ma per l’uomo, rinunciare alla santa Tradizione come dirà Paolo VI per inventare con i protestanti la messa moderna e la distruzione della lingua latina, pur di andare incontro all’uomo, ma non certo incontro a Dio. Si legga anche qui la “nuova svolta antropologica”.

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Bergoglio fa un mea culpa, ma son lacrime di coccodrillo!

In questo sinodo che ad altri piace chiamare “summit”, e forse lo è…. c’è ancora MENZOGNA, MENTONO SAPENDO DI MENTIRE, ed hanno continuato a mentire, non hanno affrontato la vera piaga che sta dividendo e dilaniando la Gerarchia stessa con la lobby gay il cui promotore, dovreste ricordarlo, è anche il gesuita James Martin messo lì da Bergoglio, cliccate qui…. tutti lo sanno, ma tutti continuano a tacere, però fanno gli atti penitenziali, seduti su comode poltroncine….

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“La dottrina tacerà” profezia di san Gregorio Magno, Papa

Chi volesse negare che persino questa profezia si sta avverando ai giorni nostri, risponderemo come Abramo al ricco della parabola descritta da san Luca 16,19-31 “HANNO I PROFETI, ASCOLTINO LORO”!

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Lo strumento di lavoro per il sinodo giovani è eretico

E’ uscito il Documento Instrumentum laboris – vedi qui testo ufficiale – in preparazione al sinodo per i giovani che si terrà ad ottobre, ed entrando subito nel vivo del suo contenuto eretico ed anticristiano, leggiamo:

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Bergoglio rigetta “un Dio” che punisce

Papa Francesco all’inferno ci crede, il problema è “come” e in quale senso!

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Francesco secondo Valli: si fa presto a dire “misericordia”

Il pamphlet del vaticanista Aldo Maria Valli pare un segnale d’allarme di un punto critico nel pontificato di Papa Francesco: salvo sorprese, sta forse cominciando il declino in cui il Papa va a trovarsi tra il fuoco incrociato dei critici di sempre e di chi fino a ieri cantava “hosanna” per la rottura degli schemi e oggi grida “crucifige” per l’inconcludenza sostanziale sulle partite radicali. Per ora al Papa resta una truppa di Zuavi, ma – trattandosi di mercenari – non sarei sorpreso se ad accompagnare Francesco nella parabola discendente restassero quelli che prima gli avevano reso il leale e difficile servizio della parrhesía.

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È giusto consigliare, riprendere il Romano Pontefice?

Quando si tratta di difendere il depositum fidei, sì lo è, perché anche il papa regnante è sottomesso ad Esso, anzi, ne è il primo difensore e custode.

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“La barca di Pietro è senza timone”. Ventitré studiosi di cinque continenti rilanciano l’appello dei quattro cardinali al papa

Sandro Magister riceve e pubblica.

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La maggioranza sinodale silenziosa e manipolata…

Il Santo Padre Francesco ha deciso di non rispondere direttamente e ufficialmente ai Dubia dei quattro cardinali, tuttavia continua a farlo, trasversalmente, sempre attraverso interviste, quindi in modo poco ufficiale e al di fuori della “cattedra”, ossia, non imponendosi autorevolmente con il Magistero – che sarebbe vincolante per tutto l’urbe e l’orbe cattolico -, quanto piuttosto imponendo autoritariamente il proprio pensiero.

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