San Bruno di Segni, il vescovo che resistette a papa Pasquale II

Rivolgendosi direttamente al Papa Pasquale II, San Bruno, vescovo di Segni e abate di Montecassino, afferma: «I miei nemici ti dicono che io non ti amo e che sparlo di te, ma mentono. Io infatti ti amo, come devo amare un Padre e un signore. Te vivente, non voglio avere altro pontefice, come assieme a molti altri ti ho promesso. Ascolto però il Salvatore nostro che mi dice: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me”. “(…) Devo dunque amare te, ma più ancora devo amare Colui che ha fatto te e me» (Mt. 10-37). Con lo stesso tono di filiale franchezza, Bruno invitava il Papa a condannare l’eresia, perché «chiunque difende l’eresia è eretico» (Lettera Inimici mei, in PL, vol. 163, col. 463 A-D).

(fonte: corrispondenzaromana.it)

Le frasi sconcertanti di papa Francesco sulle convivenze more uxorio

Il grave errore di Bergoglio su matrimonio e convivenze.

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Etsi… non daretur

I peccati gravi di concubinato e di adulterio permanente sono invece derubricati a fragilità e imperfezioni. Il capovolgimento è ormai completo: mentre la virtù risulta qualcosa di nocivo, il vizio è pienamente riabilitato. Come si è potuti arrivare a simili, evidenti aberrazioni nella Chiesa Cattolica? Mediante quello snaturamento della teologia che va sotto il nome di “svolta antropologica”.

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