Nessuno avrà mai risposte da Bergoglio: nel gesuitismo modernista l’imbroglio

Cari Amici, è necessario fare questo editoriale di cronaca a fronte anche dell’ultima Lettera di mons. Carlo Viganò, la trovate qui integrale, perché se non si arriva alla radice del problema, non solo non si potrà fare mai la diagnosi, ma neppure capire la cura giusta. Stiamo forse dicendo che papa Francesco è malato? Sì e no! Ci sono le malattie vere e proprie e queste, se già catalogate dalla medicina, sono facili da riconoscere, diagnosticare e trovare la cura adatta. Ma esistono anche le patologie….  La patologia studia gli effetti patologici, le conseguenze o le derive di disturbi non facilmente individuabili, uno stato PATOLOGICO appunto, che procura nel soggetto quei disturbi per i quali l’individuo non si accorge, o spesso non si rende conto, oppure che…. ??

Qualcosa avevamo scritto qui…. Ora, è importante capire come IL DUBBIO, che lo stesso Pontefice ha elevato prima a virtù, vedi qui, ed ora a superamento della ragione stessa, vedi qui, è contro la stessa dottrina cattolica che denuncia l’asservimento al dubbio quale eresia… Il fatto stesso che una semplice e naturalissima richiesta di Preghiera, abbia potuto suscitare “Dubia” a riguardo di certi “perché”, come ha analizzato bene qui Don Felice Prosperi, dovrebbe alimentare NON il dubbio, ma l’allarme che qualcosa non và!

Cioè: una cosa è fare discernimento, dubitare per esempio, se ho davanti un falso maestro, se il politico che parla ha ragione, se il medico mi ha detto la verità, fare discernimento nella scelta di un lavoro o se ci stiamo impegnando anche per la vita matrimoniale… o come, nel caso mons. Carlo Viganò, dove non v’è il dubitare dei fatti, ma discernere fino a qual punto un pontefice ne era coinvolto…. altra cosa è, perciò, diventare un seminarista (seguendo l’esempio dello stesso Bergoglio), un religioso, essere un battezzato cattolico e ALIMENTARE i dubbi fino ad affermare come ha detto: “La croce del dubbio è una croce, ma feconda” affermando, in tal modo, che è Dio stesso a procurare I DUBBI – magari sulla Fede e sulle Verità rivelate, perché è di questo che chiedeva il seminarista, qui – per rendere tale croce una fecondità….

Insomma: non è così Bergoglio a generare dubbi, capite bene? Sarebbe Dio a mandare la “croce del dubbio”, e se rispondiamo come Bergoglio vuole, bene, diversamente si è fuori dalla PARTECIPAZIONE della nuova chiesa, si legga quiAvete letto bene, non si parla più di COMUNIONE che vorrebbe significare ben altro, ma che – pastoralmente – non si è più partecipi…. In effetti: come potremo mai partecipare a dei VESPRI solenni con una “vescovessa luterana” unita per altro in “matrimonio” con un’altra donna? NULLA!!! davvero nulla!! Si legga qui.

Infatti il DISCERNIMENTO, nella Scrittura, nei Vangeli, nell’insegnamento della Chiesa NON è IL DUBBIO… Dio non può mandare “la croce del dubbio” e mons. Carlo Viganò del resto non esprime “Dubia”, chiede piuttosto la VERITA’ di un malsano comportamento…. perché questa RITROSIA DEL DUBBIO QUALE VIRTU’ entra in contrasto, immediatamente, con la CERTEZZA della FEDE in parte acquisita.

Nel ringraziare un nostro Lettore, Dominus Jesus, che ci ha portato il testo nei commenti, ecco cosa insegna papa Leone XIII nella Satis Cognitum, dove afferma:

  • “Gesù Cristo istituì nella Chiesa un “vivo, autentico e perenne magistero”, che egli stesso rafforzò col suo potere, informò dello spirito di verità e autenticò coi miracoli; e volle e comandò che i precetti della sua dottrina fossero ricevuti come suoi. Dunque ogni volta in cui questo magistero dichiara che questo o quel dogma è contenuto nel corpo della dottrina divinamente rivelata, ciascuno lo deve tenere per vero, poiché, se potesse essere falso, ne seguirebbe che Dio stesso sarebbe autore dell’errore dell’uomo, il che ripugna: “O Signore, se vi è errore, siamo stati ingannati da te”. Quindi, rimossa ogni ragione di dubitare, a chi mai sarà lecito ripudiare una sola di queste verità, senza che egli venga per questo stesso a cadere in eresia e senza che, essendo separato dalla Chiesa, rigetti in complesso tutta la dottrina cristiana?”

Tenendo bene a mente tutto ciò, torniamo così non solo sul “caso” aperto da mons. Viganò, ma anche ad un’altra situazione che però completa il senso di PATOLOGIA di cui parliamo e il perché Bergoglio non risponderà MAI a nessun “Dubia” da lui stesso generato prima,  ed elevato ora a super-dogma.

Il chiarimento di tale patologia – dal momento che il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi – lo ritroviamo nel “dialogo” a braccio che il Papa ha fatto incontrando i Gesuiti della Lituania, nel suo recente viaggio apostolico, pubblicato integralmente da Civiltà Cattolica, quindi lo potrete verificare voi stessi ma, soprattutto, magistralmente presentato dal vaticanista Aldo Maria Valli, cliccare qui, sulla questione dello stravolgimento del concetto di Chiesa nel “il popolo di Dio“, di cui qui potrete capire l’errore dottrinale.

Del medesimo testo, dunque, mentre Aldo Maria Valli ha trattato uno degli aspetti inquietanti e davvero da porsi IN DUBBIO=discernimento a riguardo di una storpiatura della sana dottrina sul vero POPOLO di Dio…. noi vogliamo farvi osservare un altro punto e che spiega il comportamento di Bergoglio e a causa del quale egli non risponderà mai a nessuno, si legga anche qui!

Bergoglio ha in mente UN SUO PROGETTO DI CHIESA e lo afferma chiaramente, seppur attribuendo certe modifiche al concilio Vaticano II, dice:

  • “…quello che oggi bisogna fare è accompagnare la Chiesa in un profondo rinnovamento spirituale. Io credo che il Signore stia chiedendo un cambiamento nella Chiesa. Ho detto tante volte che una perversione della Chiesa oggi è il clericalismo…”

A parte come fa notare anche il Valli che, il papa, non spiega MAI cosa intenda per “clericalismo“…. qui facciamo notare la contraddizione e la contrapposizione della frase, dei contenuti e di ciò che Bergoglio vuole davvero: “rinnovamento spirituale” NON è il “cambiamento nella Chiesa”…. NON è “LA CHIESA” che deve subire un cambiamento, ma sono le Membra che devono RINNOVARSI interiormente e che significa conversione. Infatti, l’unico vero senso ed interpretativo del concetto di rinnovamento è, per i battezzati, LA CONVERSIONE propria verso la Chiesa di sempre… Ce lo dice la dottrina ma anche l’insegnamento dei Santi nessuno dei quali, ai propri tempi, intesero apportare “cambiamenti-MODIFICHE nella Chiesa”. Chi lo ha fatto porta un nome preciso: Martin Lutero che ha dato origine, infatti, ad un’altra chiesa che non è cattolica!

Per suffragare tutto ciò, è necessario leggere altre parti delle risposte di Bergoglio nelle quali, è chiarissimo, il progetto di GESUITIZZAZIONE della Chiesa. Papa Francesco esordisce nel dialogo con i confratelli, con una battuta… che non è sua per la verità, ma da lui usata a mo di battuta spiritosa, per esorcizzare e smorzare i toni della conversazione:

  • Si cum jesuitis itis, non cum Jesu itis = Se con i gesuiti andate, con Gesù non andate.

Frase attribuita ai domenicani quando, nei tempi gloriosi dove i dubbi venivano affrontati ed annientati, i Gesuiti non godevano di molta simpatia proprio a causa del loro sfrenato INDIVIDUALISMO con il quale anche la stessa “doctrina universale” andava, per alcuni di loro, GESUITIZZATA.

Bergoglio sponsorizza e raccomanda ai suoi il Discorso di Paolo VI ai Gesuiti del 1974 (noi lo abbiamo letto tutto) lasciando però intendere solo l’aspetto emotivo e sentimentale del papa, del coinvolgimento dei Gesuiti nella missione evangelizzatrice della Chiesa, ignorando completamente frasi e moniti – di Paolo VI – dove rimprovera i Gesuiti di Pedro Arrupe, e lo stesso generale di voler IMPORRE DEI RIBALTAMENTI ALLA DOTTRINA DELLA CHIESA….. Bergoglio come al solito NON RISPONDE e non risponderà mai neppure a quei dubbi sollevati da Paolo VI proprio in quel Discorso…., anzi la sua risposta è un malinconico ed imbarazzante – diremo persino patetico –  invito a leggere l’ultimo discorso di Pedro Arrupe definito, da lui stesso, “canto del cigno”, dal momento che dopo quell’evento, Pedro Arrupe ebbe un ictus, dal quale non riprese più la parola, finendo così la sua esistenza terrena.

Per capire tutto ciò è necessario che vi andiate a studiare i Gesuiti Modernisti di quegli anni, se volete farlo qui trovate molto materiale con tanto di fonti. Pedro Arrupe era animato certamente da “buoni propositi” ma purtroppo infettati di MODERNISMO e di pretesa RIVOLUZIONARIA E CAMBIAMENTO che però a Paolo VI non piaceva affatto, così come non piaceva a Giovanni Paolo II, leggete qui, così come lo stesso Benedetto XVI usando troppa mitezza, evitò ogni contrasto diretto con i Gesuiti.

Tutto il PROGETTO della famosa XXXII Congregazione dei Gesuiti ruota attorno ALLA FONDAZIONE DI UNA NUOVA CHIESA MODERNA CHE INCLUDA TUTTO CIO’ CHE NON E’ CATTOLICO… “cattolicizzare ciò che non è cattolico” promuovendo il RIBALTAMENTO attraverso l’apertura di nuovi processi – senza mai chiuderli – e LA SEMINA DEL DUBBIO, il dubitare per allontanare dalla gente quelle certezze sulla missione evangelizzatrice della Chiesa del passato. Insomma se hai “certezze” sulla Fede della Chiesa, NON sei un buon cattolico, non sei un buon cristiano….

Pedro Arrupe aveva intuito il fallimento della Teologia della liberazione, non gli piaceva l’uso della violenza e delle armi, in questo trovò l’appoggio e il sostegno di Bergoglio il quale aveva già cominciato a nutrire – negli anni ’70 – la sua teologia del popolo… dottrina scaturita, però, dalla falsa concezione espressa dal gesuita Karl Rahner il quale, così, aveva anche maturato la sua eretica dottrina sulla NUOVA CHIESA che a Bergoglio piacque tanto da farla propria, aggiornandola costantemente nella prassi attraverso “i processi aperti e i dubbi” e… l’ospedale da campo frase, questa, per chi non lo sapesse, proprio di Pedro Arrupe….

Tra queste “risposte”, papa Francesco CONFERMA i suoi confratelli NON nella fede cattolica, ma nel fatto che i gesuiti anche di Lituania abbiano aperto le porte per fare gli Esercizi spirituali ignaziani CON I LUTERANI….. infischiandosene, appunto, che questo modo di agire NON conforme alla stessa opera di sant’Ignazio, darà adito AI DUBBI sul comportamento che un cattolico debba avere con gli eretici! Tanto è vero che ha fatto una battuta malsana CONTRO PIETRO CANISIO, il gesuita che si è battuto contro i luterani, il gesuita Dottore della Chiesa e santo che diede forma al primo Catechismo di Trento… Bergoglio si è concesso di OFFENDERNE LA MEMORIA sovrapponendolo al gesuita san Pietro Frave, ecco le sue parole:

  • “È bene che sia Favre a essere protettore della casa: è l’uomo del dialogo, dell’ascolto, della vicinanza, del cammino. Era diverso dal Canisio. Non era l’uomo del confronto, della disputa….

e dove – naturalmente – nelle Note, Civiltà Cattolica, omette di spiegare chi fosse Canisio senza citarlo quale Dottore della Chiesa….

Ma leggiamo come insegna sant’Antonio:

  • «La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio degli eretici, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità degli eretici, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo». (Sant’Antonio di Padova, Sermoni)

A guida della Chiesa – nuova,  oggi – dunque, sono appunto i Gesuiti con un proprio PROGETTO RIVOLUZIONARIO  descritto nella loro XXXII Congregazione. In un recente libro pubblicato da Civiltà Cattolica, diabolicamente scritto dal gesuita Spadaro…. c’è una breve intervista a padre Adolfo Nicolás Pachón, allora generale dei Gesuiti in via di dimissioni e al quale è succeduto l’eretico Arturo Sosa, vedi qui. Chiedendo a padre Nicolàs sull’evento di un Papa gesuita, ecco una risposta:

  • – “Pensiamo col Papa che una Chiesa che giudica gli altri dimostra poca sapienza e usurpa la posizione di Dio, l’unico che vede i cuori. Sulla profezia, mi azzardo umilmente a distinguere: c’è un servizio profetico che avviene all’interno della Chiesa e raggiunge coloro che hanno fede. A questo si riferisce tutto ciò che dice Papa Francesco sulla profezia: fa «casino», crea una certa confusione e fa pensare. C’è un altro servizio rivolto a coloro che non hanno fede. Per costoro la profezia ha poco senso…”

…. Il «casino»…. è voluto, è creato ad arte perché deve far pensare ed aiutare  A RIBALTARE TUTTO CIO’ IN CUI LE MEMBRA HANNO FINO AD OGGI CREDUTO VERO… ecco perché può dire: «Io non ho fiducia nelle persone che non dubitano mai….», perché il dubitare e il persistere fa cadere le certezze, così non risponde ai Dubia, lasciandoli nel dubbio, così non risponderà a mons. Carlo Viganò, lasciando che la gente si STANCHI di dubitare del Papa, del suo silenzio… attribuendo agli interventi di Viganò LA NOIA DELLA RIPETIZIONE…. è così che i medici definiscono IL DUBBIO PATOLOGICO – PERVERSIONE DELLA RAGIONE….

Così come la medicina analizza anche il “dubbio patologico, detto della RELATIVIZZAZIONE“… ossia, trattasi di quelle persone che si trovano bloccate all’interno di situazioni prive di vie d’uscita, perché assolutamente incapaci di scegliere, o non volendo scegliere quelle soluzioni che a loro non piacciono. Relativizzando l’uso della ragione e scandagliando tutte le alternative possibili, la persona finisce col rimanere bloccata o peggio, ancora a perdere occasioni, momenti e situazioni importanti, pur di rimanere fedele ai suoi personali progetti.

Bergoglio è un GESUITA MODERNISTA, fedele al progetto di RIVOLUZIONE della “nuova chiesa” fondata da Pedro Arrupe e con una sua teologia specifica di Karl Rahner, leggi qui, inserita nel Progetto della XXXII Congregazione. Tutti liberi di crederci o non crederci… ma sappiate scandagliare i fatti liberando voi stessi dalle personali OPINIONI E DUBBI, privandovi stoltamente della oggettività degli eventi.

Bergoglio non risponderà MAI a nessuno, ma continuerà a sollevare Dubbi e ad aprire processi, per creare dei VUOTI da riempire con il suo progetto di “nuova chiesa”, leggete qui un’altro esempio fra tanti. Se dovessimo avere “dei dubbi” a lui non interessa nulla, anche se ha affermato che lui non si fida di chi non ha dubbi…. ma ciò gli è utile non per confutarlo, ma per scartarlo dai suoi collaboratori, e andare avanti con chi sosterrà il suo progetto.

  • “Parlare dunque di “Chiesa di Karl Rahner” significa parlare d’una realtà intrinsecamente altra dalla Chiesa cattolica pur dandosi il rahnerismo “nella” Chiesa cattolica. In fondo, Fontana denuncia la presenza tumorale d’una neo-chiesa nella Chiesa, d’un neo-cattolicesimo rahneriano nel Corpo ecclesiale. Corpo e massa tumorale non si identificano pur tendendo il cancro a invadere metastasicamente l’intero Corpo, il rahnerismo vive parassitariamente nella Chiesa la cui identità pretende però sostituire liquefacendola dall’interno….” (se vi interessa il resto dell’argomento, cliccate qui)

LA MALATTIA-PATOLOGIA DI CUI PARLIAMO E’, COSI’, CHIARAMENTE INDIVIDUATA NEL GESUITISMO MODERNISTA

Il “metodo” del Gesuitismo Modernista si nutre di slogan e di frasi martellanti, come incisero così negli anni ’60, autori essi stessi della Rivoluzione del ’68, vedi qui. Il frasario di papa Bergoglio è tutto così, di “frasi fatte”, precostituite, di quelle che si usano nelle rivoluzioni, atte a modificare l’assetto socio-politico-culturale e religioso. Misericordismo, fariseismo (per altro malamente interpretato), proselitismo, perdonismo, legalismo e lassismo…. tutti “ISMI” che quel “nuovo” gesuitismo arrupiano della XXXII Congregazione ha fatto proprio, quale fondamento della nuova pastorale per la nuova Chiesa che già all’epoca, Pedro Arrupe attribuì a Paolo VI, ma che non era così. Vi lasciamo infatti con questo aneddoto:

Paolo VI ricevette Pedro Arrupe per rimproverarlo su alcuni progetti dei Gesuiti che andavano a modificare la dottrina etica e morale della Chiesa. Paolo VI fu molto severo con il generale.. Arrupe rispose, come cadendo dalle nuvole: “Santità, ma noi abbiamo fatto ciò che Ella voleva che si facesse….” – Paolo VI rimase stupito e rispose con dolore: “Ma Voi mi avete capito male….!

Pedro Arrupe ci rimase molto male ma poi, racconterà, dopo uno smarrimento interiore (ecco il dubbio trasformato in valore), fu risollevato dalla nuova Compagnia che lo sostenne in ciò che LUI aveva capito e – un giovane e dinamico discepolo, il giovane Jorge Mario Bergoglio – proseguirà su questa strada portandola, oggi, a compimento. Ed ecco cosa accade quando il discepolo supera il maestro… non in santità, ma in supponenza di avere capito bene ciò che era stato detto fosse un un vero male! Risvegliando in noi l’antica profezia: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro…”(Is.5,20)

 

9 pensieri riguardo “Nessuno avrà mai risposte da Bergoglio: nel gesuitismo modernista l’imbroglio

  1. Un approfondito excursus che, a quanto pare, si vuole fingere di non vedere. Ci sono delle volte che proprio noi cattolici rifiutiamo di vedere la verità di fatti incontestabili e che se accettati per quel che sono, invece, spiegano tante cose e rispondono a tante domande che oggi però ci poniamo.
    Grazie per questo lavoro di discernimento, Carlo.

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  2. Voi siete rimasti al concilio di Trento neanche al CVI Tutti i santi sono stati tormentati dai dubbi e il dubbio è un modo per far scendere la fede nella carne. La fede cieca è immatura, fa solo dei fanatici come la storia insegna che fanno prevalere dogmi e ideologie sulla vita degli uomini e delle donne. In nome della fede cieca si è ucciso, distrutto popolazioni e culture. La fiducia quando è vera vede e spesso è arrivata a quel vedere attraverso il dubbio. Il non dubitare è sintomo di ottusità mentale, mente chiusa, e cuore chiuso. E poi ci sono tante strade per giungere a Dio,tante quanti sono gli uomini perché ognuno ha la sua . Anche Paolo IV è stato tormentato dai dubbi …ma quale uomo intelligente di fronte al mistero della vita non si interroga in se stesso ? La tradizione cresce con l umanità, non è fissa e gli ebrei da cui il cristianesimo deriva si interrogavano continuamente su cosa fosse il mondo e Dio spesso con dolore e sofferenza. Voi volete solo una chiesa che si è persa in se stessa, che non esiste più e non esisterà mai più …una chiesa tronfia, potente che giudica e condanna. E il vostro denigrare il papà è solo che non capite che l umanità è più importante della legge proprio come ha insegnato il Maestro

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    RISPONDIAMO QUI

    Gentile Tiziana rispondiamo qui alla sua tremenda confusione che conferma, per altro, che leggere è una cosa, ma capire cosa si legge è ben altra cosa.
    Essere “fermi” al Concilio di Trento è un vero onore se, per lei, dubitare cosa si disse a Trento significherebbe il vero progresso 😉

    Fa una confusione enorme riguardo al DISCERNIMENTO DEI SANTI che lei scambia per “dubbi”…. inoltre non ha forse letto che – dubitare come intende lei – è eresia lo ha detto la Chiesa, mica noi!
    I Santi NON erano offuscati o tormentati dai dubbi, ma con il discernimento mettevano in dubbio, semmai, se ciò che vivevano era dal Cielo o dai piani bassi…. questo non è dubitare della FEDE e della dottrina…

    La FEDE cieca non esiste, lei si contraddice senza sapere neppure cosa sta dicendo; se la FEDE c’è è fede e basta che poi l’individuo può e deve alimentare oppure può anche perdere, come può anche essergli tolta dal DONATORE! Quella che lei chiama “fede cieca” che avrebbe “ucciso, distrutto popolazioni e culture”… (???) non è LA FEDE, e lei parla come un libro comunista stampato, parla per slogan, parla ideologicamente. Forse, lei, voleva dire che NELL’USARE LA FEDE, molte persone hanno compiuto delle aberrazioni, per esempio la FEDE POLITICA, COMUNISTA, la fede nelle ideologie, nei totalitarismi…. insomma quella stessa fede che animando lei, è pronta ad uccidere chi dice come stanno i fatti 😉

    Il non dubitare non è affatto sinonimo di ottusità, non sappiamo quale vocabolari lei usi, ma esiste anche l’aspetto filosofico del dubitare e, senza dubbio è opportuna una certa dose del dubitare, ma per noi cattolici – raggiunta la FEDE – dubitare non è una virtù, e il persistervi è un danno alla ragionevolezza della FEDE la quale è, infatti (quella riposta in Cristo e nella vera Chiesa), RAGIONE e il dubbio diventa DISCERNIMENTO fra ciò che è bene e ciò che è male. Se il dubbio non passasse allo stadio successivo del discernimento, condurrebbe alla fine alla pazzia e allo stadio depressivo, fino al suicidio. L’esempio ce lo offre Giuda Iscariota: lui dubitava….

    Che le strade per raggiungere il Buon Dio sono infinite è elementare per un Cristiano che NON dubita (altra sua contraddizione), e dove sta scritto che noi diciamo il contrario? E’ proprio della ragione della FEDE RETTA (e non cieca come afferma lei stoltamente) affermare e credere che Dio possa raggiungere gli uomini in mille modi, mentre è proprio del dubitare che si negano queste strade….

    Paolo VI fu tormentato dai DUBBI, verissimo, su questo siamo d’accordo, ma pianse anche amaramente davanti al cardinale Siri due mesi prima di morire perché, SCIOGLIENDO I DUBBI, si rese conto di aver commesso molti errori e di non avere più tempo per porvi riparo…. SI E’ PENTITO….

    INTERROGARSI SU SE STESSI non è porre dubbi 😉 ma fare discernimento su ciò che è vero e ciò che è falso. Porsi le DOMANDE se questa strada è giusta o quest’altra è sbagliata, non è dubitare, ma VALUTARE cosa fare, fare discernimento per scegliere la via giusta.

    LA TRADIZIONE CRESCE CON L’UMANITA’ (????) di chi? e che significa?? La Tradizione NON cresce affatto, non deve diventare obesa o un gigante…. MA SI ALIMENTA SEMMAI traendo dal suo deposito “cose vecchie e cose nuove”, non si nutre certo “del mondo”, a lei mancano nozioni teologiche SULL’INCARNAZIONE DI DIO…. non è raro infatti che ci tocca ricordare come questo tempo abbia alimentato una nuova forma di arianesimo…. e la ringraziamo per avercene dato (seppur tristemente) conferma!

    Finalmente arriviamo alla ciliegina sulla torta: questa brutta cattiva Chiesa del passato, matrigna che sapeva solo condannare… e sì, ci mancava proprio, così come l’attacco al povero papa perseguitato da… ma già, da chi? e soprattutto “per causa di chi?” 😉 Se queste espresse fino a qui sono le sue accuse, come vede, non c’è nulla che possiate condannare a noi… sempre che la RAGIONE abiti certi ambienti bergogliosi…. dove sta la denigrazione? Non ha portato alcuna argomentazione, e ciò che ha scritto glielo abbiamo smontato pezzo per pezzo…. (papa e non papà…)

    Ma già… noi non capiamo che è L’UMANITA’ ci salvera’… Essa è più importante della LEGGE (???) e questo lo avrebbe insegnato il MAESTRO (???) di quale Maestro parla? Perché se è di Nostro Signore Gesù Cristo che allude, ci porti dove ciò è scritto nei Vangeli, o nei Padri della Chiesa, nei Santi e nei Dottori, nel Catechismo….. altrimenti qui non si capisce a quale “maestro” lei faccia riferimento 😉

    Per concludere, gentile Tiziana, lei non solo non ha letto l’articolo, ma se lo ha letto dimostra di non aver capito nulla… qui almeno qualche “dubbio” se lo poteva anche far venire prima di scrivere di getto e di farci perdere tanto tempo per la risposta 😉
    Ma la ringraziamo lo stesso.
    Questo suo contributo ci ha dato modo di fugare ogni dubbio e sollecitare tutti a confidare più NEL DISCERNIMENTO DEI FATTI (che lei non ha confutato minimamente), anzichè avanzare dubbi molto ideologici e per nulla condivisibili
    , neppure per la ragione stessa, ma neppure per la STORIA, o vorrà dubitare anche dei fatti?
    Libera di farlo, ma per farlo bisogna portare prove che dimostrino il contrario, prove che lei non solo non ha portato, ma che non ha neppure approfondito.

    P.S. sul Concilio di Trento: “Trento non si ingannò, si appoggiò sul solido fondamento della Tradizione della Chiesa. Rimane un criterio affidabile.” (cardinale Joseph Ratzinger, 22-24 luglio 2001)

    se non le basta Ratzinger le citiamo Giovanni XXIII che non dubitava affatto di Trento, al contrario, lo portò come PROVA che fu il Signore stesso a suggerirne i Decreti e a dar vita al Catechismo tridentino. Vuole dubitare su ciò? Libera di farlo, ma senza controprova il problema è tutto suo, non nostro 😉

    Cordiali saluti dallo Staff di cronicas….

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    1. Non so cosa voglia dire essere fermi al Concilio di Trento. Anzi, senza il Concilio di Trento non si va avanti. Il mondo cattolico è rimasto fermo, bloccato, proprio da quanto ha accantonato il Concilio di Trento per far propria la neomodernista “nouvelle theologie” al Concilio Vaticano II.

      Per quanto riguarda il dubbio e la “fede adulta”, vorrei ricordare due frasi di due papi “conciliari”.

      1) «Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione» (S. Giovanni Paolo II, 22-10-1978)

      2) «“Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo… Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede – solo la fede – che crea unità e si realizza nella carità» (Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, 18-04-2005).

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  3. la domanda che quindi sorge spontanea è la seguente: è possibile che lo Spirito Santo abbia scelto quest’uomo oppure è più realistico che il vero papa sia Benedetto XVI e Bergoglio sia una pedina del maligno=massoneria?
    Io penso che ci sia un solo papa, quello che tengono prigioniero e lontano dal popolo di Dio.

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  4. Cara Tiziana scusami ma tu non hai per nulla la fede cattolica. Parli di Maestro, e va bene! Ma Gesù Signore il Maestro ci ha insegnato a diventare come bambini e i bambini non dubitano mai, neppure per un momento, essi ci sono dati come esempio per la loro innocenza mentre, il dubbio è una tentazione del demonio, rileggiti la storia di Giobbe.
    Il dubbio è una tentazione che deve essere superata con la forza della fede, i santi hanno ottenuto vittoria proprio per non aver ceduto a dubitare, non hanno fatto del dubbio una nuova croce!
    E poi sono davvero stufa di questa papolatria!!
    La Chiesa non è nata con Bergoglio o forse non è proprio la sua chiesa gesuitica si sta imponendo sulla vera Chiesa?
    Nel Cristianesimo è proprio sant’Agostino a dimostrare per primo l’inconsistenza del dubitare e spiega: che dubitare di tutto è impossibile, perché non si può dubitare del dubbio stesso; infatti, anche l’agnostico che afferma di non avere nessuna certezza, dà per scontata la certezza che non vi sono certezze, e quindi si contraddice.
    Sant’Agostino in De vera religione, 39, 73: «Se non ti è chiaro quel che dico e dubiti che sia vero, guarda almeno se non dubiti di dubitarne; e, se sei certo di dubitare, cerca il motivo per cui sei certo. In questo caso senz’altro non ti si presenterà la luce di questo sole, ma la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo» (cit. da Giovanni, I, 9).

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  5. Il dramma con Bergoglio e’ che riesce perfettamente a mettere zizzania tra i fedeli e questo e’ diabolico. La fluidita ‘ della sua dottrina ( analogamente alla fluidita ‘ di genere ) rinnega l’ identita ‘ cattolica e genera un gregge schizofrenico e diviso che si precipita nel baratro.

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  6. Porto sempre con me il ricordo di alcune donne di paese, in particolare due sorelle, che erano costantemente in chiesa quando, di mattina, servivo la prima messa, come chierichetto. Una delle due non sapeva leggere e scrivere, aveva passato la sua vita a servizio, l’altra sapeva soltanto leggere. Vivevano con una piccola rendita, solo una porzione della pensione minima di oggi, erano povere, con i criteri odierni. La loro devozione era esemplare, edificante, il loro sguardo luminoso, costantemente rivolto verso l’infinito, lasciava trasparire la genuina tensione verso l’Altissimo. Ora, quando penso a loro, le vedo raggianti, alla destra di Dio. Se le alte gerarchie della Chiesa di oggi avessero anche solo una briciola della loro fede immensa, incrollabile, senza neanche una irrilevante apparenza del dubbio, non ci troveremmo nelle condizioni sciagurate, paradossali e senza via d’uscita della Chiesa di oggi. Solo la nuova barbarie della modernità può definire “ottusa” quella inviolabile fede.

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    1. Bellissima testimonianza Claudio, grazie 🙂
      Mi ha fatto venire in mente quando, da catechista e mi occupavo anche del gruppo che andava a far visita agli anziani della parrocchia, un giorno ci trovammo per festeggiare il centenario di una arzilla bisnonna (deceduta poi 5 anni dopo di morte naturale).
      Era cieca, poteva camminare ma era talmente “vecchia” che le ossa tanto fragili avevano bisogno di un sostegno per appoggiarsi.
      Era lucidissima, tanto lucida da meravigliare tutti noi, ella dimostrava di “vedere” attraverso la mente e il cuore, il suo ancora lucido ragionare e partecipare all’allegra conversazione.
      Per farla breve ella ci attendeva sempre con affetto. E ad un tratto avrebbe voluto dire con noi il Rosario, per festeggiare il suo centenario di vita, ma una del gruppo, senza intenzioni di offendere, allontanò però l’invito con una battutina talmente misera che neppure ricordo. Nonna Adelina non nascose il suo disappunto e disse:
      “figlia mia, posso chiamarti così? Sei giovane e non hai esperienza DI FEDE! Senza quest’arma non andrai da nessuna parte, se tanto ti sarà concesso di così a lungo vivere… Io sono cieca da ben vent’anni e amavo leggere, ma ho capito che mi bastano QUESTI MISTERI per avere tutto ciò che serve a vivere una buona vita, sana, santa e duratura. Luce ai miei passi non è la sapienza umana, i progetti nostri, i sogni o i desideri, ma i santi misteri di Gesù e Maria….”
      Forse c’entra poco con la vicenda del dubbio, ma questa bisnonna, nonna Adelina, non aveva dubbi, ed è vissuta e morta da vera testimone della Fede più genuina. 😉

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  7. Conferenza:
    “CONTINUITÀ O ROTTURA NELLA MISSIONE DELLA CHIESA? UN BILANCIO QUINQUENNALE DEL PONTIFICATO DI PAPA FRANCESCO”

    LUNEDÌ 26/11/18 – ore 18.00 – nell’Auditorium AGORÀ, Via Valpetrosa 3, Milano (a 100 m dalla metropolitana M1, fermata Duomo).

    Interverranno:
    Prof. Massimo DE LEONARDIS, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano;

    Prof. Tommaso SCANDROGLIO, Università Europea di Roma;

    José Antonio URETA, scrittore e saggista.

    Moderatore: Federico CATANI, direttore SOS Ragazzi.

    Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di José Antonio Ureta “Il cambio di paradigma di papa Francesco. Continuità o rottura con la missione della Chiesa?”, Istituto Plinio Correira de Oliviero, Roma 2018, pp 233.

    Gradita conferma telefonica al n° 348.381.2471 oppure via email all’indirizzo: info@atfp.it .

    Associazione Tradizione Famiglia Proprietà, Via Nizza 110, 00198 Roma

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