Quei dubbi malsani della fede di papa Bergoglio

Continuando la serie del “florilegio” di papa Francesco, qui le precedenti, oggi vi proponiamo una frase sibillina e molto perniciosa, praticamente eretica. In visita a Villa Nazareth del 18 giugno 2016, nel classico incontro “domande-risposte”, gli è stato chiesto:

Si è mai trovato in crisi con la sua fede? Dove e come ha trovato il modo di riprendersi, non stancarsi, e continuare nel suo mandato, da laico prima, da consacrato poi?

Ecco la sua risposta:

  • “Questa è una domanda che fate al Papa! Avete coraggio! “Dove e come ha trovato il modo di riprendersi, non stancarsi e continuare nel suo mandato, da laico, prima, da consacrato, poi?”. Tante volte io mi trovo in crisi con la fede e alcune volte anche ho avuto la sfacciataggine di rimproverare Gesù: “Ma perché Tu permetti questo?”, e anche dubitare: “Ma questa sarà la verità, o sarà un sogno?”. E questo da ragazzo, da seminarista, da prete, da religioso, da vescovo e da Papa. “Ma come mai il mondo è così, se Tu hai dato la Tua vita? Ma non sarà, questa, un’illusione, un alibi per consolarci?”. Un cristiano che non abbia sentito questo, qualche volta, la cui fede non sia entrata in crisi, gli manca qualcosa: è un cristiano che si accontenta con un po’ di mondanità e così va avanti nella vita….”

Per comprendere il problema che si cela dietro queste frasi, molto umane e comprensibili dal punto di vista EMOTIVO, occorre tenere a mente che Bergoglio è un gesuita! Se non si tiene conto di questo, difficile capire tutto il resto. La gravità sta in quel POTENZIARE IL DUBBIO e farlo passare come uno degli aspetti fondamentali per diventare veri cristiani, santificarsi. Insomma, se un cristiano non ha dubbi, non è un vero cristiano!

Come al solito c’è del vero, nella risposta del Pontefice, ma dove ci scontriamo è in cosa intenda lui PER DUBBIO, e cosa insegna la dottrina morale della Chiesa! Il gesuita modernista tende a trovare risposte EMOTIVE, cercando di evitare sempre risposte dottrinali!

Per esempio: si può avere la “sfacciataggine” di discutere con Gesù, come i Santi ci insegnano anche dalle loro vite personali, ma non certo di “rimproverarlo”… Il gesuita modernista tratta Gesù da COMPAGNONE, da uno alla parie del resto, come viene fatta scendere la Madre dal piedistallo, così si trascina Gesù fuori della sua divinità e lo si tratta da amico e da fratello, ma mai da Dio! Questo modo schizofrenico di procedere porta, inevitabilmente, alla confusione perché mischia aspetti reali e veri, con risposte, però, non idonee alla vita del cristiano.

“Chi dubita volontariamente della fede pecca gravemente contro la virtù di fede, perde la grazia santificante e la virtù di fede” (E. Jone, Compendio di Teologia Morale, Casale Monferrato, Marietti, 1964, VI ed., n. 125, p. 82; F. Roberti – P. Palazzini, Dizionario di Teologia Morale, ed. IV, 1968,vol. I, p. 611, voce Dubbio nella Fede / Eresia).

Bergoglio confonde, da “buon” gesuita modernista, il lecito DUBITARE (ma è lecito solo quando si dubita sullo stato della propria coscienza, accorgendosi – grazie a questo dubbio – di essere in grave peccato e quindi spinti alla conversione), con il più eretico elevare il dubbio a virtù!

Non ce lo stiamo inventando noi. Gesù non ha detto “vi dico una verità, voi lavorateci sopra, abbiate dubbi e chiariteli tra di voi…” ma ha detto: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6); e san Paolo ricorda che « ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto [è manifesto agli uomini]; Dio stesso lo ha loro manifestato. …» (Rm 1,19-22).

Dubitare certamente è lecito, ma elevare il dubbio ad una qualità è parte EMOTIVA – però – di un cristiano che NON HA FEDE, di un cristiano al quale ancora Dio NON ha a lui manifestato ciò che c’è da conoscereIL DUBBIO pertanto ha valore solo laddove, il cristiano, lo adopera per cercare di chiarire  – con Dio e davanti a Dio – la propria personale situazione di peccatore e NON per “rimproverare Dio” per come vanno le cose nel mondo!

  • In questo modo, Bergoglio DUBITA DEL PECCATO ORIGINALE E DEI SUOI EFFETTI, effetti che rimprovera a Dio! Pare sentire quanto l’uomo sia innocente, magari solo la vittima… di fronte a ciò, la colpa è di altri, magari è proprio di Dio!

E del resto è chiaro: «Dio, principio e fine di ogni cosa, può essere conosciuto con certezza mediante la luce naturale della ragione umana a partire dalle cose create» (Cost. dogm. Dei Filius, cap. 2, Denz 3004), quindi il vero dubbio lecito è quello rivolto al “mio stato personale” di cose ed eventi, come si fa anche durante una vera confessione del proprio stato, mentre NON è più lecito quando – rivolgendosi a Dio – Gli si CHIEDE CONTO, con sfacciataggine, perché accadono certe cose, quasi come a dire “ciò che accade non dipende da me, perchè Tu non fai qualcosa, DOVE SEI? ESISTI VERAMENTE?”, ecc…

Facciamo notare il RIBALTAMENTO optato da Bergoglio: non è più lui (l’UOMO) responsabile di ciò che accade nel mondo, ma è Dio! Ecco parte della svolta antropologica di Karl Rahner.

Stiamo attenti perciò, perché la perversione è molto sottile! Avere dubbi è lecito, ma solo a riguardo della nostra personale situazione, ossia, il dubbio se “io sto procedendo come devo nella retta FEDE”; il dubbio se “io sono nella grazia di Dio?”; il dubbio se quanto sto facendo è nel progetto di Dio per l’umanità? Il dubbio se ciò che sto facendo corrisponde alla Legge divina…. NON è un dubbio sano, invece, “rimproverare a Dio” le cose che non vanno nel mondo, o nella vita privata, e mettere così in discussione LA FEDE. Questo è il ribaltamento.

Ma questo non è un problema “solo” di Bergoglio, è purtroppo la “nuova teologia” modernista anche di gran parte di quel gesuitismo rifondato negli anni ’70. Dire come fa Bergoglio: «Anch’io ho avuto crisi di fede» come fosse l’aspetto NATURALE DELLA GRAZIA, leggi qui, NON E’ UN BEL VANTO, non è un buon insegnamento. E’ Gesù stesso che rimprovera, nei suoi tanti dialoghi, coloro che METTONO IN DUBBIO LA FEDE, il perché è semplice: la Fede in Dio è un dono e non possiamo metterlo in dubbio, mentre è lecito DUBITARE di come “io” stia procedendo per applicare questa Fede nella vita privata e pubblica.

Quando i Santi hanno raccontato della propria “crisi di Fede” che si chiama anche “la notte dell’anima“, non se ne sono mai vantati, non ne erano fieri al contrario, l’hanno vissuta come esperienza DRAMMATICA E SOFFERTA, una lotta interiore dove non si rimprovera mai Dio (leggere Giobbe e san Giovanni della Croce aiuta a capire meglio) di come vanno le cose nel mondo, ma una lotta interiore atta AD ABBANDONARE I PROPRI VIZI E DEBOLEZZE, una lotta contro il proprio peccare. Capite il ribaltamento del pensiero gesuitico-bergogliano? E questo è, cari Amici, il pensiero della svolta antropologica di Karl Rahner e del suo “aggiornamento dottrinale”.

Svegliatevi, ma non accusateci di non capire lo stravolgimento etico e morale in corso, non si da MAI la colpa a Dio di cosa accade nel mondo, neppure attraverso il dubbio. Il dubbio può solo riguardare il nostro personale rapporto CON Dio ma, attenzione, riguardo ai nostri comportamenti nei confronti della Sua Legge, se stiamo facendo bene, e come fare per superare gli ostacoli!

Se non vi basta ecco cosa dice l’Apostolo:

  • «Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.  E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.  Ma se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data
  • Ma la chieda con fede senza dubitare, perché chi dubita è simile all’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là.  Non pensi infatti un tal uomo di ricevere qualcosa dal Signore,  perché è un uomo dal cuore doppio, instabile in tutte le sue vie.»(Gc.1,1-8)

 

 

11 pensieri riguardo “Quei dubbi malsani della fede di papa Bergoglio

  1. Sono stato incaricato di rispondere (molto brevemente, altrimenti mi censurano) a due e-mail private che ci hanno chiesto:
    a. quando, avere dubbi, è un peccato?;
    b. quando un dubbio, e quale, è o diventa eresia?

    Come spiegato nell’articolo (ringrazio ora “sempliciotto” per averlo letto) il tutto dipende da cosa si intende per “dubbio” e, purtroppo, nel caso specifico della frase del papa, appare evidente una deformazione del suo pensiero.

    Riguardo a noi, i fedeli, laici o religiosi, sacerdoti e consacrati, vescovi, provo a rispondere ad entrambe le due domande insieme.
    1. Quando non si è certi o meno di una “Verità di Fede”, e si espone un dubbio per cercare la giusta comprensione, è ovvio che non è peccato, non si fa peccato a chiedere e ad esporre ciò che si ritiene essere un problema (problema di comprensione, non che si possa attribuire a Dio il problema o ciò che noi non comprendiamo). Molto dipende poi dalle intenzioni, se in buona o mala fede, il rapporto di Gesù con la falsità dei farisei è chiarissima a riguardo, ed essi peccavano.

    2. A seconda della buona o mala fede, può inserirsi nella coscienza l’imperfezione, ossia una certa pigrizia nel riconoscere la Verità rivelata e quindi giungere al rifiuto dell’insegnamento dottrinale della Chiesa. In questo caso inizia a manifestarsi ciò che chiamiamo: colpa. Non si è più tanto innocenti e – il dubbio – comincia ad essere usato per raggiungere altri fini: giustificare il non credere ad una Verità rivelata.

    3. Arriviamo così al peccato vero e proprio. Esso sopraggiunge quando sai per certo che una data dottrina è Verità di Fede, ma la rigetti, la rifiuti trasformando ciò che inizialmente era dubbio, con affermazioni false. Se si è coscienti di ciò, allora si è entrati nel peccato mortale, un peccato grave che fa parte dei famosi “peccati contro lo Spirito Santo” i quali non saranno mai perdonati. E questo non perchè Dio non voglia perdonare, ma perchè la Fede e il Credo essendo atti del libero arbitrio, rigettandoli con ragionamenti perversi, ci fa peccare mortalmente.
    E’ un peccato mortale perché, se ciò che di errato si afferma, sapendo di andare contro la Verità rivelata, si accede all’eresia.

    4. Infine, diventa peccato anche quando, certi di che cosa è una Verità di Fede, una dottrina, la crediamo fortemente ma, un bel giorno, diventiamo scettici sulle interpretazioni del Magistero pontificio bimillenario, scettici sugli insegnamenti di teologi affermati dalla Chiesa (per esempio san Tommaso d’Aquino, ed altri), scettici sul contenuto del Catechismo. Questo scetticismo ci porta a separarci lentamente dalla Tradizione, l’unica vera fonte (Deposito della Fede) e di conseguenza ci conduce a giudizi pericolosi contro di essa. Questa situazione è quanto si sta verificando oggi.
    Per esempio: la frase di papa Francesco, detta a braccio, potrebbe rientrare in quel parlare “privato” e, non essendo magistero ex-cattedra, non è infallibile e per questo, se pongo in dubbio il contenuto di certo frasario, non commetto alcun peccato.
    Ma in questo caso il papa ha parlato durante un incontro ufficiale ed ufficiale era il suo discorso. L’atteggiamento che dobbiamo assumere, per non cadere in peccato è quanto ha fatto l’articolo che denuncia il fatto, ma non condanna nessuno, mette in luce un fatto contro il quale dobbiamo esporre le motivazioni della denuncia e prendere le distante, studiare la vera Dottrina. Chi usa e strumentalizza le frasi del papa per avanzare una nuova dottrina, o per giustificare il peccare, commette peccato.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis
    Atanasio

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  2. Ottima analisi, ottimo articolo, bravi, grazie Atanasio, basta davvero così poco e poche parole per spiegare la dottrina ai semplici, non capisco perchè vogliono rendere tutto così difficile. E’ come l’esempio con un professore di matematica. Se a scuola sbaglio il compito, io posso mettere in dubbio il mio errore, se e come è stato valutato dal prof., ma non posso mettere in dubbio che le regole sono sbagliate, sarebbe ridicolo!

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    1. Gentilissima Michaela, grazie anche a lei e, come può ben vedere, lei è stata molto più diretta e breve di me, complimenti! E non sono ironico, il suo esempio è perfetto, grazie.
      Atanasio

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  3. E’ più che evidente che Bergoglio non crede e, se crede, è devozionismo social popolare e questo perchè basta andarsi a leggere le parole della Vergine a Fatima per capire che le risposte ai suoi dubbi, erano state risposte con una sola condizione: conversione.
    La Madonna avvisò dell’arrivo della seconda guerra mondiale se non avessero smesso di offendere Dio “che è già tanto offeso”. Aveva ammonito di grandi sciagure, morte, fame, guerre, pestilenze e persino malattie, a causa del peccato degli uomini. Come fa un papa a dire di avere dubbi sul perchè permette questo? La sua Madre ha dato la risposta, ma tutti i papi da allora hanno fatto finta di non sentire e Bergoglio è il peggiore fra tutti.
    Perciò nessun dubbio perchè Dio permette ciò, la causa siamo noi peccatori incalliti, se non ci convertiamo accadrà di peggio e i dubbi sollevati da Bergoglio sono eresia pura che infatti non parla mai di conversione.
    Ciao Roberto

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  4. Bravi ragazzi, bravi! Avete steso un bellissimo argomento, imponente ed importante, di cui oggi non si insegna che la strafottenza verso il buon Dio.
    Coi miei fedeli parliamo molto dei dubbi, delle incertezze, delle domande, ma a questo serve un sacerdote, a chiarire loro le idee, un sommo pontefice che alimenta i dubbi, non è un bene per noi e per tutta la chiesa.
    Il contrario del dubbio è l’indifferenza, ma provatevi a trovare qualcuno miscredente o strafottente verso il buon Dio, che resti indifferente per le cose che lo appagano materialmente, per i soldi, per un viaggio di piacere, per il cellulare dell’ultimo grido e così via!
    In questo frasario il santo padre Francesco ha sbagliato per due motivi, mi sia concesso di spiegarli brevemente:
    – primo perchè qui ha esposto il suo pensiero privato e personale. Può essere attraente e simpatico che un pontefice si abbassi, per così dire, al livello della gente, ma dovrebbe tirarlo su, non spianarlo per terra, come ha fatto con la sua risposta che è sbagliata! Egli avrebbe dovuto magari dire: “Figliola carissima, certamente che anche un papa ha i suoi dubbi, è triste quando vede che nel mondo i poveri sono scartati, ma di chi è la colpa? Non è certo di Dio!”, ecco, una cosa simile per incoraggiare quei poveri fedeli ad elevarsi a Dio!
    – secondo perché esprimendosi da massimo esponente della gerarchia cattolica, ha coinvolto indirettamente tutta la Chiesa dando una falsa risposta a delle domande, anche se erano di carattere personale. Perchè anche se personali, egli rispondeva da pontefice. E comunque anche un fedele privatamente deve dire la verità, non le sue opinioni.
    In tal contesto, perciò, ha fatto bene l’articolo a sottolineare il dubbio se questo papa crede ancora nel Peccato Originale!! Perchè certi dubbi sono generati dagli effetti di questo peccato, ecco perché Maria Santissima che conservava tutte queste cose nel suo Cuore Immacolato, non ha mai dubitato degli eventi del Figlio divino.

    E così, allora, possiamo o non possiamo avere dubbi? Certo che sì, si hanno perchè siamo infettati dagli effetti del peccato originale, ma ecco che abbiamo la Grazia santificante dei sacramenti che ci aiutano a superarli. San Paolo si esprime chiaramente quando dice che ora vediamo come opaco, ma che una volta morti in Cristo, lo vedremo faccia a faccia e allora tutto ci sarà chiaro.
    Come è stato ricordato la santa Vergine a Fatima aveva spiegato tante, e direi tutte, le ragioni dei nostri possibili dubbi, ai quali una sola cosa è conveniente fare per dissiparli: convertirsi.
    E’ utopia cercare risposte a tutto o tentare di spiegare tutto, e le risposte del papa sono gravi perché alimentano i dubbi, seminano ancora più confusione e le sue risposte sono sbagliate.
    Rifugiamoci nei Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria, dove ogni dubbio viene estinto.
    Vi benedico, don angelino

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  5. Ma basta! Il Papa è buono e voi siete serpi. Travisate ogni parola per colpirlo, interpretando ad arte come fa comodo a chi della dottrina non conosce l’amore

    ___________________________________

    RISPONDIAMO QUI

    Gentilissima Maria, pubblichiamo il suo disappunto per due motivi 😉

    il primo perchè altrimenti poi ci accusano di censurare “troppo”;

    il secondo motivo è per dimostrare chi, come lei, entra non per collaborare EVENTUALMENTE a correggere i nostri errori, ma per offendere senza portare, in verità, alcuna argomentazione valida…

    Se l’articolo avesse travisato, correzione fraterna del Vangelo esige che lei spiegasse il nostro travisamento 😉 ma purtroppo leggiamo solo stizza senza argomentazione, senza correzione dottrinale.
    E da quando in qua, la sana dottrina della Verità sarebbe “senza amore”?
    La preghiamo, ci sentiamo a disagio davanti a persone come lei, perché dimostrano superbia e saccenteria senza conoscere la sana dottrina che è Amore innanzi tutto per Dio, il quale non è responsabile di come vanno le cose nel mondo, ma tutto dipende da noi e dalla nostra conversione a Dio.
    Il Papa, e soprattutto questo papa, non è “più buono di Dio” e non è più “buono” della Vergine Santa che a Fatima chiarì ogni dubbio, come altri hanno fatto notare: se non ci convertiamo a Dio, il mondo andrà peggio, era questa la risposta che il Papa doveva dare, ma non l’ha fatto.

    Guardi, le raccontiamo ciò che avvenne tra san Padre Pio e il Vescovo di Padova. Questi, attraverso uno scritto mandato a Padre Pio, ricevette dal santo una pesante correzione fraterna con l’accusa che lo scritto conteneva una grave eresia.
    Il Vescovo se ne rese conto, ma invece di ringraziare il Santo ed umiliarsi davanti all’errore commesso, manda una risposta acerba (tipo la sua cara Maria) affermando che “avete capito male voi…”
    Padre Pio, che era un vero Santo, da una parte sorrise, non se la prese per le offese personali, ma gli rispose per le rime in difesa della dottrina, affermando che quando si è superbi non si portano mai argomenti, ma si afferma che chi corregge è colui che “capisce male”.
    Ci rifletta e preghi.

    Lo Staff di “cronicas…”

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  6. Mi scusi Maria, ma forse lei mi conosce?
    Mi chiamo Lorenzo, ho 82, quasi 83 anni, sono padre di famiglia, nonno e aiuto diacono, da sempre impegnato in parrocchia e nella diocesi, anche ora, condivido l’articolo, riconosco che il Papa ha dato una risposta falsa riguardo a come noi possiamo dubitare, e così sarei per lei una serpe?
    Mi dice dove traviserei le parole del papa, visto che sono d’accordo non solo con l’articolo, ma anche con quanto scritto da Don Angelino qui sopra nei commenti?
    Mi saprebbe spiegare cosa intendesse dire il papa?
    Non esiste una dottrina cattiva ed una buona e di amore, perchè quella cattiva sarebbe solo quella eretica. Il suo approccio con la dottrina è pessimo, e davvero m’imbarazza se sono persone come lei a difendere ciò che il papa dice di sbagliato.
    Lorenzo

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  7. A persone come queste non si deve dare alcuna dimostrazione. L’articolo è già molto chiaro e tra i commenti altri hanno approfondito e non c’è alcuna offesa a Bergoglio. Questa Maria deve avere qualche problema di bergoglionite!
    per certe malattie si prega, non si può interagire normalmente, ci vuole la grazia, intervento divino e non umano.
    Ciao Roberto

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  8. Carissima figliola Maria, mi giunge l’avviso di aver ricevuto un commento al mio intervento e leggo:
    “Ma basta! Il Papa è buono e voi siete serpi. Travisate ogni parola per colpirlo, interpretando ad arte come fa comodo a chi della dottrina non conosce l’amore.”

    Figliola cara, resto davvero basito: se ho parlato male, correggimi, dimmi dove ho sbagliato, ma se ho detto la verità, perchè mi percuoti?
    Se avessi travisato io il santo Padre non avrebbe allora dovuto esprimere la propria opinione in un tema che è dottrina di fede e la fede non può essere mai essere messa in dubbio, questo è l’Amore perchè la dottrina di cui parliamo è Amore, e questo non si dubita mai.
    Nessun cristiano che dir si voglia può mettere in dubbio che Dio “ha tanto amato il mondo da mandare il suo figlio unigenito”, figliola cara, questo è Vangelo! Se le cose vanno male non si può dubitare che a volerlo sia Dio, Dio non vuole il male, la causa è il peccato del mondo, il peccato degli uomini, ma di questo il santo Padre non ha parlato. Non ha tolto il dubbio a quella ragazza che chiedeva aiuto e comprensione.
    Un vero cristiano non deve mai rimproverare Gesù che permette che certe cose avvengano, ma si deve andare alla radice del problema che è il nostro peccare. E’ in gioco la dottrina del libero arbitrio, cara Maria, è in gioco la dottrina del Peccato Originale con tutti i suoi effetti.
    Perciò, figliola cara, ti consiglio un buon padre spirituale, confidati con lui e poi continua pure a percuotermi, non ti temo, ma temo certamente questa tifoseria da strapazzo.
    Ogni Messa che celebro è “una cum” il santo Padre Francesco, non è tifoseria, è rispetto alla Sede petrina e al ruolo del Vicario di Cristo in terra che, quando sbaglia, ha bisogno anche lui di ricevere correzioni.
    Ti benedico di tutto cuore,
    don angelino

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  9. Vi ringrazio di aver comunque pubblicato il mio commento. Avete dimostrato serietà. Non faccio questioni di dottrina. Non sono qualificata. È il nostro Papa e va amato. Voi forse cercate uno scisma? Pensate che sia meglio? Grazie, pace e gioia a voi

    __________________________
    RISPONDIAMO QUI

    Gentile Maria, grazie per la comprensione, ma non faccia una toppa peggiore dello strappo 😉
    Amare il Papa non significa tacere sulle critiche corrette che vanno fatte, quando sono necessarie. Se le fosse sfuggito qualcosa lo scisma già c’è ed è in atto: regna l’anarchia dottrinale.
    Noi non cerchiamo affatto uno scisma, se legge attentamente gli articoli, lo sforzo maggiore che tentiamo di fare è mantenere FEDE alla Sede di Pietro, ma senza scendere a compromessi con l’eresia o con affermazioni ambigue.
    Se un padre in famiglia commettesse degli errori e figli e moglie, amorevoli, tentassero di correggerlo, lo farebbero per amore o per odio? 😉
    Si ricordi ciò che diceva il cardinale Biffi: “Siamo letteralmente invasi dai travisamenti e dalle menzogne: i cattolici in larga parte non se ne avvedono, quando addirittura non rifiutano di avvedersene. Se io vengo percosso sulla guancia destra, la perfezione evangelica mi propone di offrire la sinistra. Ma se si attenta alla verità, la stessa perfezione evangelica mi fa obbligo di adoperarmi a ristabilirla: perché, dove si estingue il rispetto della verità, comincia a precludersi per l’uomo ogni via di salvezza”
    e ancora:
    “LA PRIMA MISERICORDIA DI CUI ABBIAMO BISOGNO E’ LA LUCE IMPIETOSA DELLA VERITA'”
    (card. G. Biffi in Pecore e Pastori)

    Lo Staff di “cronicas”…

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