Nel presepe della neochiesa ci sono tutti, tranne Gesù Bambino

Il presepe nacque a Greccio nel 1223 perché san Francesco d’Assisi non riusciva a placare il desiderio di ridestare la meraviglia per Dio che si fa uomo, per ricordare che «oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo, Signore»“.

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Quando la demagogia prende il sopravvento…

Riportiamo integralmente la sofferta riflessione, con la tremenda domanda, posta da La Nuova Bussola Quotidiana, vedi qui, per unirci in una Preghiera comune non solo di riparazione, ma anche di discernimento.

C’è chi oramai non si scandalizza più, male! Dobbiamo invece avere ancora la libertà e la forza per scandalizzarci, diversamente non saremo più in grado neppure di stupirci per cose veramente belle! Per fare discernimento dobbiamo tornare sempre a stupirci per ciò che esalta la nostra Fede, la nostra identità Cattolica, da ciò che scandalizza e deve farci soffrire per tutto ciò che ne deturpa l’immagine e l’identità.

E non parliamo delle offese arrecate alle nostre persone, quelle si sopportano, ma non quelle che tendono ad offuscare la vera immagine di Dio, e che lo offendono. Diceva giustamente il compianto cardinale Biffi:

Siamo letteralmente invasi dai travisamenti e dalle menzogne: i cattolici in larga parte non se ne avvedono, quando addirittura non rifiutano di avvedersene. Se io vengo percosso sulla guancia destra, la perfezione evangelica mi propone di offrire la sinistra. Ma se si attenta alla Verità, la stessa perfezione evangelica mi fa obbligo di adoperarmi a ristabilirla: perché, dove si estingue il rispetto della Verità, comincia a precludersi per l’uomo ogni via di salvezza“.

Che cosa è successo? Che le 14 opere di Misericordia (inseparabili) non solo sono diventate sette, ma sono diventate il fulcro del Presepe in piazza san Pietro al posto del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Da quando la “nuova chiesa” ha inventato il “Natale a tema”, si usa il Presepio per denunciare ogni presunto diritto, togliendo però la scena  AL VERBO DIVINO, il Natale di TUTTI e di nessuno, neppure di Gesù, vedi qui.

Nei nostri editoriali abbiamo affrontato diverse volte lo spinoso argomento dove, in questo pontificato, lentamente, è letteralmente e materialmente scomparso il senso del sacro: ne abbiamo parlato qui; ne abbiamo parlato anche qui; ma soprattutto qui con il triste elenco della distruzione della nostra sacra Tradizione cattolica, a partire dall’abbandono dell’Adorazione Eucaristica, al travestimento dei luoghi di culto a Dio, in osterie…. Ora così non poteva che mancare la desacralizzazione del Presepe da parte ufficiale, della “nuova chiesa”. Di fatto siamo ad una forma modernista di abolizione del Presepe di Gesù Cristo, nostro Signore, il Dio fattosi Bambino.

Invitiamo e sollecitiamo i nostri Lettori a difendere la sacra tradizione del Presepe allestendoli di veri e autentici nelle nostre case, in famiglia, nelle parrocchie. Del resto è già abbastanza evidente, con l’obbrobrio delle nuove chiese, e il riadattamento degli interni, a seconda della fede che oggi si professa, quanto l’esteriorità rispecchia l’interiorità del cuore….. Segue ora il testo di Lorenzo Bertocchi che facciamo integralmente nostro.

Piazza San Pietro: e Gesù dov’è?

Il tradizionale presepe in piazza san Pietro quest’anno si definisce “presepe della misericordia”, più precisamente è dedicato alle tradizionali sette opere di misericordia corporale. Realizzato dall’Abbazia Territoriale di Montevergine, dell’arcidiocesi di Benevento, è stato creato e donato a Francesco dalla bottega partenopea di Cantone e Costabile, due noti artisti di presepi napoletani che già avevano realizzato un altro presepe per piazza san Pietro. La rappresentazione, in stile settecentesco, con statue di altezza media di 2 metri, è posizionata sotto l’albero che arriva dalla Polonia e ha sollevato diversi commenti.

Il presepe, ha dichiarato l’autore Antonio Cantone, «non è un presepe lezioso, è particolare e fa riflettere. Non lascia indifferenti, ci sono delle provocazioni».

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Quando l’ideologia prende il sopravvento…

Fra le sette opere di misericordia corporale quella che più salta agli occhi, anche perché messa in primo piano, è certamente il “vestire gli ignudi”, dove un bellimbusto in posa plastica e con barba incolta viene rappresentato più o meno come mamma l’ha fatto. Di qua e di là dall’oceano sui social si commenta e, molto spesso, viene definita vagamente omoerotica la statua dell’ignudo da vestire: «Sembra più un ragazzo per il poster della palestra», si legge in un malizioso tweet dalla California, «che il povero Lazzaro alla porta del ricco o un miserabile samaritano malconcio». Altri si chiedono come mai la stella più che cometa, sia cadente, e altri si inquietano un po’ di fronte al “seppellire i morti”.

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Quando l’apostasia prende il sopravvento…

Comunque per quanto lo sforzo artistico di rappresentare le opere di misericordia corporale sia interessante, ciò che colpisce di questo presepe è che il bambino Gesù, vero protagonista in tutti i sensi, resti un po’ in disparte. Sembra che il bambinello fatichi a guadagnarsi il fuoco prospettico di questa rappresentazione.

Il presepe nacque a Greccio nel 1223 perché san Francesco d’Assisi non riusciva a placare il desiderio di ridestare la meraviglia per Dio che si fa uomo, per ricordare che «oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo, Signore».

Nella rappresentazione allestita in piazza san Pietro nel 2017 si concettualizza la misericordia e passa un po’ in secondo piano il fatto dell’Amore che si fa carne e così manifesta in modo impressionante l’amore di Dio per gli uomini. Vedere ogni persona come destinataria dell’amore di Dio, porta ad amarla se si ama Dio.

«Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo» (1Gv 4, 19), perciò nel presepe non c’è bisogno di tante provocazioni. E’ sufficiente quella del Bambinello.


Chiudiamo con una bella riflessione del domenicano Padre Riccardo Barile attraverso la quale Auguriamo a tutti Voi i nostri più fervidi Auguri di Buon Natale, il Natale di Nostro Signore Gesù Cristo: cliccare qui.

 

6 pensieri riguardo “Nel presepe della neochiesa ci sono tutti, tranne Gesù Bambino

  1. Il presepe è simbolo universale …é simbolo della famglia e dell’amore di Dio che ha per l’uomo… Il bambinello come dalla nostra tradizione é il fulcro centrale tra la Madonna e il San Giuseppe con tanto di adorazione dei magi e verrà svelato la notte del 24 Dicembre. Il nudo che sul nostro presepe napoletano viene chiamato accademia e che in questo caso rappresenta una delle sette opere della misericordia corporali è un virtuosismo artistico che molti artisti del passato riproducevano per lasciare i visitatori stupiti… basti pensare che nella sola cappella Sistina c’è ne sono tanti e poi la pietà di Michelangelo, San Girolamo del Bernini nel duomo di Siena e come questi tanti altri ancora. In questo presepe tutte e 7 le opere ruotano intorno alla scena centrale del BAMBINO GESÙ (non ancora svelato)… e tutto questo é simbolo della Misericordia che Dio ha per tutti noi e la sua nascita è luce nuova per il mondo intero.

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    1. Gentile Marica,
      che il Presepe sia un “simbolo” universale, deve essere spiegato meglio cosa si intenda sia per “simbolo” sia per “universale”.
      Per la Dottrina Cattolica più che “simbolo” è SEGNO. Simbolo, nell’etimologia del termine, significa un mettere insieme alcune cose ricavandone così una cosa sola, un simbolo, un qualunque tipo, un emblema o rappresentazione…
      Tanto per capirci si dice SIMBOLO DEGLI APOSTOLI il famoso “Credo”.
      Ora, riguardo al Presepe non è propriamente “un simbolo”, anche se parte da una RAPPRESENTAZIONE attraverso la quale, però, san Francesco di Assisi, non intendeva ricavarne un “simbolo” bensì VIVERE E RIVIVERE quanto avvenne in quella Notte Santa.
      Infatti, nella Tradizione Cattolica, prima ancora di quella artistica e napoletana (non si offenda) il Presepe è UN FATTO SACRO, se comprende questo, avrà compreso tutto.
      Quanto all’universalità che cosa intende? L’arte, la rappresentazione o il fatto prodigioso DELLA FEDE, per esempio, dei santi Pastori? Certo, anche dei Magi si infonde l’universalità di quei popoli che riconoscono, nel Divino Bambino, il Dio fatto uomo.
      Infine le ricordiamo che le opere di Misericordia sono 14 e non solo 7 e che già l’evento prodigioso della Divina Incarnazione, del Parto verginale, dell’atteggiamento di san Giuseppe e degli stessi Pastori, tutto emana il fulcro delle 14 opere di Misericordia.
      Ciò che stona in questo presepe- artistico senza dubbio e nessuno lo critica in ciò – è la completa assenza del prodigio dell’Incarnazione e del Divin Parto verginale.
      I “Natali a tema” sono stati una devastazione per la Dottrina Cattolica sul Natale. Questo non esclude la bellezza artistica e delle opere sui vari Presepi. La “Pietà del Michelangelo” non è e non voleva essere un Presepe!
      La prima e vera Misericordia di Dio è la Sua prodigiosa Incarnazione e il Parto Verginale, questo solo è il Natale di Gesù Cristo, il resto lo si può affrontare nei tempi e nei luoghi liturgici che non mancano.

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      1. Buongiorno sulla prima parte per me il presepe è simbolo universale perché rappresenta un fatto straordinario come la nascita di Gesù Cristo nostro Signore e di una famiglia da prendere come esempio qual’è la famiglia di Nazareth….quindi non stiamo discutendo sulla Sacralità del fatto accaduto. Per quanto riguarda questo presepe …so bene che le opere della Misericordia sono 14 …in questo caso ..se lei ha letto bene sono state rappresentate , volutamente, solo ed esclusivamente quelle corporali(alloggiare i pellegrini , dare da bere e da mangiare gli assetati e gli affamati, seppelire i morti , curare gli infermi , vestire gli ignudi e visitare i carcerati). Purtroppo come succede sempre le cose vengono travisate .
        (….)
        La ringrazio e le auguro un Buon Natale nella Misericordia del Signore.

        ______________________________________

        cronicasdepapafrancisco in risposta a Marica

        Gentile Marica, non si offenda se le abbiamo dovuto tagliare parte del messaggio, ma le interpretazioni personali non ci interessano.
        Restiamo fermi al fatto che anche lei travisa, e non poco, travisa sul significato del Presepe e visto che vuole rimanere nella sua convinzione, rispettiamo la sua scelta e la chiudiamo qui, ricambiando gli Auguri del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo.

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  2. Da vecchio che sono posso dire che definire un simbolo universale, il presepio, si dice tutto e nulla e peggio ancora diventa, esso, una esclusività artistica e non più sacra, dottrinale, non più l’evento.
    Infatti il presepio oggi è diventato più teatralità, rappresentazione di tanti temi, o con le bellissime statuette dall’arte napoletana, ma la domanda è la seguente: quanto converte oggi il presepio?
    San Francesco d’Assisi voleva che la rappresentazione del presepio coinvolgesse i cuori alla conversione al Bambinello per questo egli fece una rappresentazione dal vivo, coinvolgendo le persone e senza mischiarci altri temi dei vangeli o delle parabole, egli voleva che le persone si concentrassero solo su quell’evento.
    Il presepio di san Francesco è l’evento, un fatto storico che riviviamo ad ogni Natale, non un simbolo. Un evento universale che doveva coinvolgere le persone alla conversione a Gesù.
    Se il presepio oggi non sortisce più questo effetto che il poverello d’Assisi voleva sortire, dobbiamo chiederci dove stiamo sbagliando, e credo che questo presepio di piazza san Pietro è uno di questi sbagli.

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  3. Leggo ora da Corrispondenza Romana:
    https://www.corrispondenzaromana.it/lanti-presepe-piazza-san-pietro/
    Secondo Antonio Cantone, l’autore dell’opera inedita, «questo è un presepe speciale, in quanto è stato meditato e studiato secondo i dettami e la dottrina di Papa Francesco (…) E’ un presepe particolare, che fa riflettere, non è un presepe lezioso che lascia indifferenti, ci sono delle provocazioni, ci sono delle scene particolari (…) Un’opera ricca di spiritualità e significato religioso».

    E si capisce bene dove sta il problema: non esiste infatti la “dottrina” di un singolo Papa! Non esiste un Presepe “speciale” un anno sì, ed un altro no o meno speciale o per screditare quello tradizionale. Eccolo il punto dolente, che il Presepe tradizionale stufa ai modernisti e progressisti, si vogliono sempre le novità e si inventa che un Papa possa avere una dottrina tutta sua sulla quale imbastire un nuovo Presepe, più speciale.
    Quali sarebbero, per l’autore, i Presepi “leziosi che lasciano indifferenti?” San Paolo ci aveva avvisati: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie” (2Timoteo, 4, 3)
    L’unica provocazione che deve lanciare il Presepe è la nascita del Dio che si fa Bambino, uomo, altrimenti non è più il presepio, ma la realizzazione delle proprie dottrine, della personale spiritualità, di un personale senso religioso.
    Dopo la “chiesa di papa Francesco”, siamo arrivati anche al “presepio di papa Francesco?”
    E quando la Chiesa e il Presepe ritornerà ad essere solo ed esclusivamente di Gesù Cristo? Il compleanno di papa Francesco era il 17 dicembre, il 25, cerchiamo di lasciarlo a Gesù Cristo. In questo caso non è certo colpa dl Papa, lo scempio di tal presepio, ma dei fans di Bergoglio che continuano a giustificare tutto, pur di compiacere lui, e giammai Nostro Signore.

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