Un Natale sempre più svuotato del Suo Mistero… anche mariano.

Confessiamo che abbiamo dovuto lottare molto con la nostra coscienza se… pubblicare o meno questo editoriale all’anti vigilia del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Sembra  che si debba quasi essere accusati, additati di inutile polemica, ma non è così. La verità ci impone piuttosto la serenità dei racconti oggettivi dei fatti, tacendola quando Essa dovesse essere scatenata per motivi futili, inutili, o contro qualcuno. Inoltre siamo un sito, e un sito può esprimersi solo attraverso i suoi scritti, non abbiamo altro mezzo.

Abbiamo seguito tutta la serie di Discorsi del Papa, in questo Tempo natalizio. Discorsi di per se impeccabili, belli e pure importanti dal punto di vista di un esame della nostra coscienza e questo va tenuto in conto, al di la di fatti oggettivi che andremo a riflettere.

Ha suscitato perplessità, ad esempio, l’espressione che Bergoglio ha usato nel Discorso ai Dipendenti del Vaticano – vedi qui – ritornando per l’ennesima volta a banalizzare i privilegi che Dio ha dato a Maria Santissima, ecco la sua frase sul Presepio:

  • “Allora, chi è felice nel presepe? La Madonna e San Giuseppe sono pieni di gioia: guardano il Bambino Gesù e sono felici perché, dopo mille preoccupazioni, hanno accolto questo Regalo di Dio, con tanta fede e tanto amore. Sono “straripanti” di santità e quindi di gioia. E voi mi direte: per forza! Sono la Madonna e San Giuseppe! Sì, ma non pensiamo che per loro sia stato facile: santi non si nasce, si diventa, e questo vale anche per loro…”

C’è stato chi già ha gridato allo scandalo, all’eresia… in verità non è così, tuttavia la frase è infelice seppur il Papa rivolgendosi ai “piccoli”, intendeva incoraggiarli sulla strada giusta….

MA LA VERGINE MARIA, NON E’ LA “TUTTASANTA” ?  Maria Santissima, non è forse stata concepita “senza peccato” e perciò tuttasanta

Sì! Maria Santissima, la Vergine custodita nel capolavoro di Dio, fu concepita già per il ruolo che avrebbe dovuto svolgere e dunque ERA SANTA se non altro perché non aveva il peccato originale e MAI PECCO’ durante la sua vita che fin da fanciulla consegnò al Tempio, al servizio di Dio. Tuttavia attenzione perché anche la Vergine Maria dovette fare la sua scelta personale a questa santità.

Il punto è: Maria è nata santa o lo è diventata? Con un dubbio del genere, però, si insinua il dubbio che il dogma non ha risolto un bel nulla e che, come è solito fare Bergoglio: a certe domande non abbiamo risposte!

Ecco allora che si riaffaccia un certo MINIMALISMO MARIANO…. ossia, abbassare Maria Santissima alla nostra condizione come infatti ha fatto Bergoglio che ha messo sullo stesso piano la condizione di Maria con Giuseppe…. Nella frase di papa Francesco c’è un minimalismo della condizione GIA’ SANTA di Maria Santissima. Ci è stato chiesto se questa frase, forse, non intacchi in qualche modo IL DOGMA DELL’IMMACOLATA…. Leggiamo come si espresse il beato Pio IX nell’Innefabilis Deus, sul Dogma mariano:

  • “Era certo sommamente opportuno che una Madre degna di tanto onore rilucesse perennemente adorna degli splendori della più perfetta santità e, completamente immune anche dalla stessa macchia del peccato originale, riportasse il pieno trionfo sull’antico serpente….

Le parole chiave per capire in quali condizioni fosse Maria fin dal suo concepimento sono, appunto, che Ella fu PERENNEMENTE adorna della più perfetta santità…. non fine a se stessa, ma per un compito preciso: riportare il trionfo sull’antico serpente….. Maria è stata CONCEPITA prima nella mente e nel cuore di Dio e poi alla vita terrena, con queste caratteristiche e per questo ruolo, con questi PRIVILEGI…. Già così possiamo comprendere che, le affermazioni di papa Francesco, per quanto le si vogliano lasciare alla sua semplicità narrativa, diventano il cosiddetto “magistero liquido“….. e pure minimalista nei confronti dei privilegi ricevuti da Dio che la creò PURA E TUTTASANTA, insieme al fatto, come afferma il beato Pio IX: DEL TUTTO SINGOLARE, ossia unico.

PRIVILEGIO, SINGOLARITA’ ED UNICITA’ sono le tre condizioni che ci hanno sempre insegnato che Maria è stata pensata ed è nata SANTA…. e fin qui il Dogma.

Orbene allora, il papa ha detto bene o ha sbagliato? Non ha detto una eresia, ma si è espresso in modo dannoso e minimalista nei confronti della santità in Maria Santissima. E’ bene sottolineare infatti che anche Maria dovette fare la SUA SCELTA. E’ vero che Dio l’aveva pensata, concepita e creata con questi privilegi, ma anche Maria dovette dare il suo ASSENSO…. Ciò che però si rischia di andare ad insinuare è che Maria avrebbe potuto scegliere di NON aderire al progetto di Dio… ed è qui il grave pericolo dottrinale che si insinua con l’affermazione papale.

Dunque UNA DONNA QUALUNQUE, sullo stesso piano di san Giuseppe, alle prese con la propria personale santificazione e quindi DUBBI, ATTENZIONE, DUBBI sulla sua vocazione…. e qui si rischia un gravissimo errore e lacuna dottrinale. Maria Santissima NON EBBE MAI DUBBI, san Giuseppe sì! Maria Santissima, durante il colloquio dell’Annunciazione, non espresse un dubbio, ma volle solo avere la CONFERMA di ciò che in cuor suo sapeva, perché fin dal concepimento era TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO…. san Giuseppe dal canto suo, nel dubbio onesto e sincero “amava Maria, e le credeva, ma non sapeva come sbrogliare il problema“, l’Angelo di Dio gli venne incontro perché fosse dissipato e chiarito, qui egli rende palese la sua vocazione alla santità.

Come quando affermò, nel 2017, che nel sangue di Gesù scorreva sangue pagano….. “La menzione delle donne – nessuna di quelle evocate nella genealogia appartiene alla gerarchia delle grandi donne dell’Antico Testamento – ci permette un avvicinamento speciale: sono esse, nella genealogia, quelle che annunciano che nelle vene di Gesù scorre sangue pagano, e a ricordare storie di emarginazione e sottomissione.”  NON è così... è proprio il privilegio di incontaminazione col Peccato Originale a non contaminare la Madre e il Figlio! Ma lo affronteremo in altra occasione.

Concludiamo con le parole del beato Pio IX dal dogma:

  •  “Porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua e la sua stirpe“, essi insegnarono che con questa divina profezia fu chiaramente e apertamente indicato il misericordioso Redentore del genere umano, cioè il Figliuolo Unigenito di Dio, Gesù Cristo; fu anche designata la sua beatissima Madre, la Vergine Maria, e, nello stesso tempo, fu nettamente espressa l’inimicizia dell’uno e dell’altra contro il demonio. Ne conseguì che, come Cristo, mediatore fra Dio e gli uomini, assunta la natura umana, annientò il decreto di condanna esistente contro di noi, inchiodandolo da trionfatore sulla Croce, così la santissima Vergine, unita con Lui da un legame strettissimo ed indissolubile, poté esprimere, con Lui e per mezzo di Lui, un’eterna inimicizia contro il velenoso serpente e, riportando nei suoi confronti una nettissima vittoria, gli schiacciò la testa con il suo piede immacolato.

Già dalla Genesi noi sappiamo che Maria fu pensata da Dio, creata e concepita TUTTAPURA E TUTTA SANTA in un strettissimo rapporto INDISSOLUBILE con il Figlio Gesù. Punto! Insinuare dell’altro conduce all’eresia. Abbassare Maria Santissima alla nostra natura CORROTTA attribuendole un percorso terreno “uguale” al nostro è parte di quel minimalismo mariano che conduce all’eresia perché porta alla negazione o alla modifica del dogma sull’Immacolata.

Maria Santissima dovette senza alcun dubbio fare poi il suo percorso terreno di santità, irto di difficoltà che però, il beato Luca evangelista, ama contraddistinguere NON ATTRAVERSO DUBBI ma affermando come Maria “CONSERVAVA TUTTE QUESTE COSE NEL SUO CUORE, MEDITANDOLE….. basta leggere e meditare il Magnificat per capire come Maria fosse già SANTA prima della nascita stessa di Gesù che portava nel grembo verginale, LA PIENA DI GRAZIA, santificata già dal Figlio.

E chiudiamo con un accenno anche al Discorso alla Curia, vedi qui, dove ha detto:

  • “La Bibbia e la storia della Chiesa ci danno la dimostrazione che tante volte perfino gli stessi eletti, strada facendo, iniziano a pensare, a credere e a comportarsi come padroni della salvezza e non come beneficiari, come controllori dei misteri di Dio e non come umili distributori, come doganieri di Dio e non come servitori del gregge loro affidato.
  • Tante volte – per zelo eccessivo e mal indirizzato – invece di seguire Dio ci si mette davanti a Lui, come Pietro che criticò il Maestro e meritò il rimprovero più duro che Cristo abbia mai rivolto a una persona: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mc 8,33).”

Si potrebbe pensare ad un eccellente esame della sua propria coscienza…. essendo lui “Pietro”…. ma da come sono andati gli eventi anche in questo doloroso anno che volge al termine, ne dubitiamo molto… Vogliamo ricordare qui solo il caso della chiesa in Cina e la disastrosa scelta di Bergoglio che sta penalizzando e mettendo in croce il cattolicesimo vero e genuino, in nome di un penoso compromesso. Vi lasciamo con una recente intervista drammatica del cardinale Joseph Zen, oramai rassegnato da una parte, ma non a tal punto da tacere l’imbroglio….

Il cardinale Joseph ZenA tre mesi dalla firma dell’accordo provvisorio tra governo cinese e Santa Sede, molti osservatori mostrano perplessità sul funzionamento di questo stesso accordo. Le notizie di restrizioni e di controlli molto stretti, come ci ha detto recentemente anche padre Sergio Ticozzi del PIME, vengono da un spazio geografico sempre più ampio. La personalità a cui tutti guardano quando si parla di Cina e Vaticano è il Cardinal Joseph Zen, un punto di riferimento per coloro che legittimamente (come riconosciuto anche da parte vaticana) hanno più di un dubbio su questo passo delle due diplomazie. Il Cardinale ha ben spiegato le problematiche dei rapporti fra Cina e Vaticano, da testimone in prima linea, nel suo libro Per amore del mio popolo non tacerò (Chorabooks 2018). A lui, che abbiamo incontrato in Hong Kong, abbiamo posto alcune domande.

Eminenza, sono passati tre mesi dall’annuncio dell’accordo provvisorio fra governo cinese e Santa Sede. Quali sono le sue sensazioni?

Con grande tristezza constato che “l’accordo” sta facendo sentire sempre più i suoi effetti deleteri. Il governo intensifica sempre più la persecuzione, i nostri fratelli non sanno più come fare: consegnarsi all’Associazione Patriotica è contro la fede, resistere al governo sembra resistere anche al Papa che invita all’unità (ma quale unità?) Un dilemma dolorosissimo!

I dettagli dell’accordo non sono stati rivelati, Lei come se lo spiega?

Non capisco perché tengono segreto il contenuto dell’accordo. Come possono comportarsi i fedeli non sapendo che cosa il Papa ha promesso al governo cinese, questo sta dicendo che il Papa vuole che tutti accettino la guida del Partito, ma come possono credere a una tale cosa?

Pensa che sia ipotizzabile una visita del Papa in Cina?

Non so niente di preciso. Ma è noto il desiderio del Papa per una tale visita, Io gli’ho fatto presente che sarà certamente manipolato del governo cinese.

Nel suo libro sulla lettera ai cattolici cinesi di Benedetto XVI, Lei denuncia chiaramente certi comportamenti non solo del governo cinese, ma anche da parte vaticana. Questo coraggio le ha dato problemi?

Alla mia età non ho più niente da perdere e niente da guadagnare. Penso solo che sia mio dovere di chiarire i fatti, dire la verità, la verità ci rende veramente liberi nelle nostre scelte morali.


Con queste espressioni del cardinale Zen, avviamoci verso la sacra Mangiatoia, segno dei nostri Tabernacoli, per ricevere degnamente dalle mani e dal Cuore della Tuttasanta, il Divino Bambino Gesù, pronti per le nuove battaglie che ci attendono per il 2019 alle porte.

Te Deum Laudamus!


 

ATTENZIONE….. abbiamo sottoposto il “caso” della frase mariana del papa, ad un santo sacerdote, questa la sua risposta:

Ciao carissima, sempre agguerrita, vedo!
…la frase del papa non è un problema di eresia ma di minimalismo mariano, come hai ben sottolineato.
Certamente Maria è diventata santa nel tempo della sua vita, fino a quando poi ai piedi della croce sigillerà, possiamo dire, quella corrispondenza al Padre come alla Trinità SS.ma, che invochiamo come Mediatrice e Corredentrice, anche se il termine piace poco.
Il vero pericolo nella frase del papa è che questa semplicità, fatta magari in buona fede, spinge a questa normalizzazione di Maria (minimalismo mariano) ad essere per forza una di noi, in poche parole privandola di quei privilegi che sono stati spiegati nel dogma sull’Immacolata, come hai fatto bene a riportare.
Ora, cosa vogliono dire questi privilegi?
Privilegi che noi non abbiamo affatto, neppure dopo il Battesimo.
In sostanza ciò che interessa di sapere è questo: insomma, Maria avrebbe potuto peccare o rifiutare d’essere santa?
Dio ha scelto Maria perché sapeva che questa donna avrebbe detto sì in piena libertà. In questo sta una certa “predestinazione” (da non confondere con quella calvinista). E qui dobbiamo fermarci, fermarci davanti al mistero di un Dio che pianifica il suo progetto di redenzione e di salvezza e vuole includervi Maria.
Quello che tuttora non capiamo in pienezza, ci sarà dato di capirlo alla fine “Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! …perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati” (Ap 15,3-4).
Dove sbaglia papa Francesco è di non dare quelle risposte chiare che in dottrina sono esplicitamente spiegate.
Nel caso, dunque, di Maria – e lo riporta anche il Casali – si tratta di impeccabilità estrinseca e morale, vale a dire: le fu dato un grado così alto di santità che sarebbe stato sorprendente vedere Maria commettere un peccato, dal momento che tutta la sua attrazione era verso Dio.
Tale impeccabilità non si oppone alla sua libertà.
Conservando la libertà, ha conservato anche il merito, perchè ella lo riversò tutto al servizio di Dio. Per questo nel Magnificat, e prima della nascita del Figlio, può affermare “tutte le generazioni mi chiameranno beata“.
In definitiva anche Gesù è stato esente dal peccato originale (perché Dio incarnato), ma non ha voluto essere esente dalle nostre infermità. Così è avvenuto per decreto divino anche per Maria.
Si chiama “scienza infusa” della quale, purtroppo, sembra assente in papa Francesco con tutto il suo magistero.
Tutti i Santi furono impregnati di tale scienza, in Maria fu in modo del tutto singolare e privilegiato che, non a caso, è poi la Regina di tutti i Santi.
In Maria, tale scienza la subordinò in ordine alla Grazia ricevuta e di cui fu piena, e quindi in funzione del Figlio, perciò è certo senza ombra di dubbio che Ella non avrebbe mai peccato e non peccò e la santità di cui fu investita fu solo perfezionata da Maria con il suo libero arbitrio.
Ti ringrazio per avermi coinvolto in queste riflessioni. C’è effettivamente il monito monfortiano di certo minimalismo mariano che stiamo vivendo in questi nostri tempi.
Non abbiamo timore a difendere tutto dei privilegi dati a Maria. Difendendo Maria, oggi soprattutto, non sbaglieremo mai.
Ti benedico e Buon Natale.

10 pensieri riguardo “Un Natale sempre più svuotato del Suo Mistero… anche mariano.

  1. Vorrei dare questo contributo, non mio, ma molto utile per capire che le forme di nuovo arianesimo sono sempre in agguato e per formulare a tutti i miei più fervidi Auguri di Buon Natale e di Buon Anno, da Atanasio.
    Quanto segue va letto integralmente:

    “In polemica con i pelagiani Agostino afferma decisamente l’immunità di Maria da ogni peccato. Certamente da ogni peccato personale: ” Eccettuata la santa Vergine Maria, della quale, per l’onore del Signore, non voglio assolutamente che si faccia questione quando si parla di peccato… “105. Ma queste parole devono essere intese anche dell’immunità dal peccato originale? Credo di sì. Il principio è universale e vale per ogni peccato.
    Per Agostino, poi, non commettere peccati personali significa non aver avuto il peccato originale 106. V’è inoltre la risposta a Giuliano che l’accusava del contrario, dove, stando al testo contestato, si trova insieme l’affermazione della universalità del peccato originale e l’eccezione fatta per Maria. ” Non consegniamo Maria al diavolo per la condizione della sua nascita (questa era l’accusa), ma perché (e questa è la risposta) la condizione della nascita viene tolta dalla grazia della rinascita “107.
    Non sembra possibile interpretare diversamente questo non facile passo, se poco dopo Agostino, nello stesso contesto, si gloria di rispondere alle difficoltà di Giuliano e lo sfida di dare una risposta alle sue. Ora la difficoltà di Giuliano era chiara: la dottrina agostiniana dell’universalità del peccato originale sottometteva ad esso anche Maria; cosa di cui Giuliano giustamente si scandalizzava.
    Se la difficoltà era chiara, e nasceva dal sentimento della pietà cristiana, non poteva non essere altrettanto chiara la risposta. Perciò la grazia della rinascita, che risolve la condizione della rinascita, non può essere che l’esenzione dal peccato originale. In conclusione, Agostino difende contro i pelagiani, come si dirà, due tesi universali:
    1) l’imperfezione della nostra giustizia per cui nessuno è senza peccato, e tutti, anche i santi, debbono ripetere per se stessi il Rimetti a noi i nostri debiti,
    e 2) l’universalità del peccato originale. Da queste due tesi universali non esime abitualmente che Cristo. Si comprende il perché; anzi, Agostino lo dice apertamente: solo Cristo non ebbe e non poteva avere il peccato; solo Cristo è nato verginalmente.
    Ma, provocato dagli avversari (per la prima da Pelagio, per la seconda da Giuliano), i quali si servivano dell’esempio della santità di Maria per dimostrare che quelle due tesi erano false, il nostro dottore riconferma l’una e l’altra, ma dall’una e dall’altra esime esplicitamente, insieme a Cristo, Maria: Cristo, che non poteva avere assolutamente nessun peccato, è la legge; Maria è l’eccezione.
    Né si deve dire che Agostino non avesse l’idea della redenzione preventiva. L’aveva, e splendidamente espressa, per il peccato personale108: non si vede perché sia antistorico estenderla anche al peccato originale. Anche l’espressione carne di peccato usata per la carne di Maria – carne di peccato che Cristo ha mondato o prima di assumerla o assumendola 109 – può avere una spiegazione plausibile.”

    105 – De nat. et gr. 36, 42.
    106 – Cf. Contra Iul. 5, 15, 57.
    107 – Opus imp. c. Iul. 4, 122.
    108 – Cf. Confess. 2, 7, 15; De s. virg. 40, 41.
    109 – Cf. De pecc. mer. et rem. 2, 24, 38.
    da La Mariologia di Sant’Agostino, A. Trapè, Introduzione a Sant’Agostino, Parte 5, Capitolo Secondo: Cristo Dio-Uomo.

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  2. Spero di non aggiungere confusione ad un tema delicatissimo. Se cosi’ fosse, chiedo anticipatamente scusa. Son consapevole della messa all’indice di questi libri e delle conseguenti parole molte dure dell’allora Cardinal Ratzinger a tal proposito. Mi riferisco agli scritti di Maria Valtorta e a questo proposito invito a leggere quelli che descrivono la sua eterna verginita’

    La Verginità della Vergine!…
    Vieni. Medita questa verginità profonda, che dà nel contemplarla vertigini d’abisso! Cosa è la povera verginità forzata della donna che nessun uomo ha sposato? Meno che nulla. Cosa la verginità di quella che volle esser vergine per esser di Dio, ma sa esserlo solo nel corpo e non nello spirito, nel quale lascia entrare tanti estranei pensieri, e carezza e accetta carezze di umani pensieri? Comincia ad essere una larva di verginità. Ma ben poco ancora. Cosa è la verginità di una claustrata che vive solo di Dio? Molto. Ma sempre non è perfetta verginità rispetto a quella della Madre mia.
    Un coniugio vi è sempre stato, anche nel più santo. Quello di origine fra lo spirito e la Colpa. Quello che solo il Battesimo scioglie. Scioglie, ma, come di donna separata da morte dello sposo, non rende verginità totale quale era quella dei Primi avanti il Peccato. Una cicatrice resta e duole, facendo ricordare di sé, ed è sempre pronta a rifiorire in piaga, come certi morbi che periodicamente i loro virus acutizzano. Nella Vergine non vi è questo segno di disciolto coniugio con la Colpa. La sua anima appare bella e intatta come quando il Padre la pensò adunando in Lei tutte le grazie.
    È la Vergine. È l’Unica. È la Perfetta. È la Completa. Pensata tale. Generata tale. Rimasta tale. Incoronata tale. Eternamente tale. È la Vergine. È l’abisso della intangibilità, della purezza, della grazia, che si perde nell’Abisso da cui è scaturito: in Dio, Intangibilità, Purezza, Grazia perfettissime.
    Ecco la rivincita del Dio trino ed uno. Contro alle creature profanate Egli alza questa Stella di perfezione. Contro la curiosità malsana, questa Schiva, paga solo di amare Dio. Contro la scienza del male, questa sublime Ignorante. In Lei non è solo ignoranza dell’amore avvilito; non è solo ignoranza dell’amore che Dio aveva dato agli uomini sposi. Ma più ancora. In Lei è l’ignoranza dei fomiti, eredità del Peccato. In Lei vi è solo la sapienza gelida e incandescente dell’Amore divino. Fuoco che corazza di ghiaccio la carne, perché sia specchio trasparente all’altare dove un Dio si sposa con una Vergine, e non si avvilisce, perché la sua Perfezione abbraccia Quella che, come si conviene a sposa, è di solo un punto inferiore allo Sposo, a Lui soggetta perché Donna, ma senza macchia come Egli è».

    Se avete voglia, leggete anche riguardo all’annunciazione e nascita di Gesu’. Son scritti edificanti, a me danno i brividi e spiegano meglio di tomi di teologia. Il resto e’ mistero, non tocchiamolo, come l’Ostia consacrata..non ne siam degni.

    _________________________

    RISPONDIAMO QUI CARA ELENA 😉

    Siamo nel Natale di Gesù e siamo tutti più buoni… battute a parte, ciò che è edificante e detto bene, ben venga, solo che non propagandiamo siti i cui scritti sono stati dichiarati dalla Chiesa “vita malamente romanzata di Gesù”….
    Qui abbiamo letto questo passaggio mariano e, come fosse detto da ogni BUON CATTOLICO, ci sentiamo in dovere di non doverlo censurare….

    Grazie e Buon Natale
    Lo Staff di cronicas

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  3. Non è che i “maestri della dottrina” siano di buon esempio.. Nelle tre Prediche di Avvento, tenute da padre Raniero Cantalamessa alla corte Pontificia (7, 14, 21 dicembre 2018), ricche di citazioni elevate e sofisticate, la parola Maria è citata solo una volta, in veste di comparsa, nel seguente capoverso della terza predica:
    “L’espressione paolina “nello Spirito Santo” indica quell’ambito misterioso in cui, dopo la sua risurrezione, si può entrare in contatto con Cristo e sperimentarne l’azione santificatrice. Gesù, concepito da Maria “per opera dello Spirito Santo”, continua a essere concepito dall’anima credente allo stesso modo, cioè per opera dello stesso Spirito Santo”.
    E’ lo stesso che (repetita iuvant..) il 18 dic 2015, pronunciava le seguenti parole, sempre nella terza predica di Avvento: “…voglio solo dire quale mi sembra essere la via per uscire da questa triste situazione circa Maria. Tale via passa per un sincero riconoscimento da parte di noi cattolici del fatto che spesso, specialmente negli ultimi secoli, abbiamo contribuito a rendere Maria inaccettabile ai fratelli protestanti, onorandola in modo talvolta esagerato e sconsiderato e soprattutto non collocando tale devozione dentro un quadro biblico ben chiaro che ne facesse vedere il ruolo subordinato rispetto alla Parola di Dio, allo Spirito Santo e a Gesù stesso…”
    Che tristezza prepararsi al Santo Natale emarginando la figura centrale della Incarnazione, non semplice strumento, ma collante di tutta la storia Cristiana, come possiamo percepire anche oggi !
    La “Verità è un discorso semplice”… a forza di raffinare, vagliare, fraternizzare, in una parola protestantizzare si finisce per fare il pane con la farina 00 senza la crusca, la parte migliore, che ci stanno via via togliendo.

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  4. Grazie
    Un ottimo articolo veramente cattolico, al contrario del minimalismo di papa Francesco, noi invochiamo
    ” Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix”
    Francesco

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  5. Se può tornare utile segnalo anche la bellissima risposta di Padre Angelo Bellon, domenicano, impeccabile come sempre e Buon Natale a tutti, ottimo lavoro.
    Carlo

    Maria avrebbe potuto dire NO all’angelo Gabriele dell’Annunciazione?
    Quesito

    Buon Natale, padre.
    Gradirei sapere come si concilia la predestinazione di MARIA alla maternità divina, anche mediante la sua IMMACOLATA CONCEZIONE, con la sua libertà di creatura.
    In sostanza, Maria avrebbe anche potuto dire NO all’angelo Gabriele dell’Annunciazione? E questo NO come si sarebbe rapportato con la sua natura “speciale”di creatura?
    Grazie
    Maurizio

    Risposta del sacerdote

    Caro Maurizio,
    1. Dio non ci ha dato la libertà per poter peccare, ma per fare con amore il bene.

    2. Quando si parla della possibilità teorica da parte di Maria di dire no al piano di Dio, ci si dimentica lo statuto speciale di cui godeva la Madonna. Vale a dire, la si mette sul medesimo piano dei comuni mortali, sebbene con un grado più elevato di grazia.
    Maria invece appartiene ad un ordine speciale.
    Preservandola dal peccato originale e dalla inclinazione al male, Dio ha riversato su di Lei una quantità di grazia superiore a quella di tutta la Chiesa messa insieme.
    Questo eccezionale grado di santità ha reso Maria ancor più libera, nel senso che l’ha spinta liberamente (ad esempio, alla verginità) andando contro tutte le consuetudini dell’Antico Testamento.

    3. In forza di questo altissimo grado di amore, la Madonna è stata preservata dal peccato originale e da ogni peccato attuale.
    Di fatto dunque c’è stata una impeccabilità in Maria, sebbene diversa dalla impeccabilità di Cristo.

    4. In Cristo infatti c’era l’impeccabilità assoluta per tre motivi:
    – per la sua persona divina;
    – per la visione beatifica permanente in lui fin dal suo concepimento;
    – per la pienezza assoluta e imperdibile di grazia e di carità, il cui fervore non poteva diminuire; inoltre riceveva sempre la grazia efficace per agire.

    5. Si parla di impeccabilità di Maria non al medesimo titolo di quella di Cristo, ma nel senso che per uno speciale privilegio essa è stata preservata da ogni peccato anche veniale.
    Questo privilegio ci fa comprendere che il suo altissimo grado di grazia e di carità la inclinava in modo fortissimo all’amore di Dio e la allontanava dal peccato.
    Sicché i teologi dicono che Maria fu confermata in grazia fin dal primo istante della sua esistenza.
    La confermazione in grazia nei santi avviene mediante un grande aumento di carità, effetto dell’unione trasformante in Cristo.
    Tale aumento è accompagnato da molte grazie attuali che preservano di fatto dal peccato e spingono ad atti liberi e meritori sempre più elevati.

    6. Scrive il p. Reginado Garrigou-Lagrange: “In Maria c’è stata un’assistenza speciale della Provvidenza, la quale, meglio ancora che nello stato d’innocenza, preservava tutte le sue facoltà da deviazioni e, anche nelle circostanze più dolorose, manteneva la sua anima nella più perfetta generosità.
    Questa assistenza preservatrice era un effetto della predestinazione di Maria, come la confermazione in grazia è un effetto della predestinazione dei santi.
    Questa preservazione dal peccato, lungi dal diminuire la libertà o il libero arbitrio di Maria, faceva sì che essa avesse la piena libertà nell’ordine del bene senza alcuna deviazione verso il male, come la sua intelligenza non deviava mai verso l’errore. Così la sua 1ibertà, ad esempio di quella della santa anima di Gesù, era un’immagine purissima della libertà di Dio, che è insieme sovrana e impeccabile” (La Mère du Sauveur, pp. 58-59).
    Sottolineo la bella espressione del grande teologo domenicano: la libertà di Maria “era un’immagine purissima della libertà di Dio”, di quella libertà che è allo stesso tempo sovrana e nello stesso tempo impeccabile.
    Maria è perfettamente signora del suo sì e, in forza del suo altissimo grado di amore e di umiltà, è preservata da Dio non solo dalla possibilità di peccare ma anche da qualsiasi imperfezione dei suoi atti.
    È stata preparata infatti ad essere degna Madre del Salvatore.

    Ti ringrazio degli auguri natalizi, che ricambio con quelli di una buona e santa quaresima!
    Ti affido all’intercessione potentissima di Maria e ti benedico.
    Padre Angelo
    https://www.amicidomenicani.it/maria-avrebbe-potuto-dire-no-all-angelo-gabriele-dell-annunciazione/

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  6. Io ci capisco poco, ma ho sempre saputo che la Vergine Maria è stata privilegiata e amata da Dio. Anche noi siamo amati da Dio ma certi privilegi non li abbiamo a causa proprio del peccato, perciò Maria non poteva peccare, solo che lei ci ama così tanto che offre i suoi doni ricevuti a tutti noi se ci consacriamo al suo Cuore purissimo, come le chiese Gesù alla croce.
    Temo che oggi ci sia troppo invidia contro i privilegi a Maria e perchè è corredentrice e non la vogliono.
    Buon Natale a tutti da Carlotta

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  7. Siano lodati Gesù e Maria!
    Trovo invece che OMISSIS abbia fatto una affermazione chiaramente eretica, perché ha detto che entrambi sono diventati santi, letteralmente “questo vale anche per loro”. Leggete la frase dal punto di vista grammaticale, senza fare interpretazioni: datela ad un docente di lettere e ve lo confermerà. E proprio accostare OMISSIS con il beato Pio IX mostra la chiara differenza fra un Papa ed un eretico, perché il serpente è subdolo.

    La Verità al di sopra di ogni cosa.
    Santo Natale a tutti.

    Ave Maria

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  8. ottimo articolo
    dal quale ho potuto leggere alcune cose che mi hanno a dir poco scandalizzato
    come il discorso sul sangue pagano di Gesù…
    sull’insinuazione del dubbio del Dogma Mariano, benché fondamentale dal punto di vista Cristiano, non stupisce più di tanto, considerando che Bergoglio è un Gesuita

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