Criticare il Papa? Sì, si può.

Qualche volta si deve pure.

di Marco Tosatti (22-06-2016)

Si può – si deve – criticare il Papa? È una questione, una frase che certamente farà alzare le sopracciglia a molti cattolici. È anche il senso di un lungo commento, molto articolato e interessante, che Jeffrey Mirus, fondatore di Catholic Culture, scrive oggi su quello che è una delle più seguite e autorevoli voci cattoliche sul web nel mondo anglofono.

Alcune recenti uscite estemporanee del Pontefice hanno provocato qualche commento perplesso sulle pagine web di Catholic Culture, e allora “alcuni lettori si sono chiesti se noi non capiamo il Papa o se, in ogni caso, facciamo più male che bene criticando apertamente il Vicario di Cristo”. La risposta di Jeffrey Mirus è lunga ed esauriente; per leggerla tutta, vi rimandiamo al sito originale, in inglese.

VATICAN-POPE-AUDIENCEIntanto cerchiamo di renderne in italiano alcuni punti fondamentali.


Premessa — “È dovere spirituale e morale di ogni cristiano considerare le parole di ciascuno nella migliore luce possibile… e cercare in ogni discorso spirituale qualche cosa che possa far crescere in santità”. Ciò presuppone però che dobbiamo discernere l’eventuale errore e “accentuare la comprensione corretta nelle nostre vite”. E qui si entra nel vivo: “Un esempio di quest’ultimo punto è quando qualcuno suggerisce che dobbiamo minimizzare la verità per apparire più compatibili con coloro che non (o non ancora) accettano gli insegnamenti di Cristo. La migliore risposta in questo caso è riconoscere che: (a) Noncuranza intorno alla verità è fondamentalmente non caritatevole e non misericordiosa; ma anche (b) Gentilezza e servizio di sacrificio sono sempre aspetti chiave della testimonianza cristiana, e in questo possiamo sempre migliorare”.

Scandalo — “Mi piace pensare che ogni leader cattolico sarebbe in difficoltà a dare scandalo, nel senso più profondo della parola, a uno dei nostri lettori. Ma per ogni cattolico ben formato che può reagire con successo a dichiarazioni errate, che confondono o portano fuori strada, ci sono letteralmente milioni di persone che saranno confuse o sviate in forme che possono danneggiare la loro vita morale o spirituale”.

Mondanità — “Quando i nostri preti, vescovi e persino il Papa confondono o sviano i fedeli con le loro azioni o dichiarazioni, è in genere per la mancanza da parte loro di restare inflessibili contro gli errori comuni dell’epoca. I leader della Chiesa, come il resto di noi, possono mancare di coraggio, possono voler essere ben accolti dalla gente mondana, possono essere infettati dallo Zeitgeist, o possono sinceramente credere di aver più possibilità di conquistare anime per Cristo oscurando le Sue parole dure”.

Queste ragioni, secondo Mirus, spiegano i fallimenti più diffusi nella Chiesa in ogni epoca, “sia che parliamo di vescovi che erano troppo implicati nella politica nel periodo medievale, o di vescovi che troppo spesso mancano nel correggere popolari incomprensioni morali oggi. È assiomatico nel ministero cattolici che ogni cosiddetto approccio “pastorale” che non sia radicato fermamente nell’insegnamento cattolico non sia per nulla un approccio pastorale legittimo”.

Scoraggiamento — “Quando i leader della Chiesa sembrano accogliere volentieri quelli che rifiutano di accettare gli insegnamenti di Cristo e sembrano criticare quelli che si sforzano di sostenere e diffondere questi insegnamenti, hanno un effetto negativo non solo sui cattolici che sono confusi, ma anche su quelli che non lo sono. Per questo gruppo, l’effetto negativo è lo scoraggiamento”. Gli esempi dati dal Pontefice in questo senso non mancano certo. Continua così Mirus: “Preti, religiosi e laici buoni, profondamente impegnati sono spesso scoraggiati quando i leader ecclesiastici mostrano il loro favore a contestatori, trattano quelli che rifiutano l’insegnamento cattolico come se fossero già in grado di godere delle benedizioni di chi si è pentito, e imputano mancanza di carità a quelli che testimoniano coraggiosamente Cristo e la volontà del Padre. Quando arriva lo scoraggiamento, la domanda diventa: A che serve?”.

È una sensazione che di sicuro non pochi cattolici hanno provato e provano ovunque, di questi tempi, e un’analisi forse impietosa, ma franca e onesta, come è nello stile dei cattolici americani.

FONTE: lastampa.it

Un pensiero riguardo “Criticare il Papa? Sì, si può.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...