La Chiesa spaccata di Francesco

Il Motu proprio sulla riforma dei processi di nullità potrebbe provocare un nuovo scisma? Può essere.

di Antonio Socci

Il settimanale Newsweek ha messo in copertina Bergoglio e questo titolo: «Il papa è cattolico?». Sottotitolo: «Naturalmente sì. Ma non lo diresti stando a ciò che si legge sulla stampa».

<> on September 10, 2015 in Vatican City, Vatican.In effetti è lecita la domanda, visto che il Papa argentino va a pregare alla Moschea e dichiara nell’intervista a Scalfari: «Non esiste un Dio cattolico».

Dentro la Chiesa la preoccupazione si è ingigantita dopo l’8 settembre scorso. Infatti, con i due Motu proprio sulla nullità matrimoniale, abbiamo un atto ufficiale del magistero di Bergoglio dove – secondo autorevoli pareri – si esce dai binari istituendo una sorta di «divorzio cattolico». Cosa che significherebbe il rinnegamento del comandamento di Cristo sull’indissolubilità del matrimonio e la cancellazione di duemila anni di magistero della Chiesa.

Per capire la gravità della materia basti dire che la Chiesa ha subito uno scisma gravissimo nel XVI secolo, perdendo l’Inghilterra intera, lo scisma anglicano, solo perché il Papa non ha riconosciuto un solo divorzio, quello del re Enrico VIII, basato su una pretestuosa ragione di nullità del primo matrimonio.

Il Motu proprio bergogliano potrebbe provocare un nuovo scisma? Può essere. Del resto se lo stesso cardinale Gerhard L. Müller, capo dell’ex Sant’Uffizio, nei giorni scorsi, ha parlato di scisma possibile in riferimento al Sinodo, a maggior ragione lo si paventa dopo l’8 settembre. Già si sono segnalate, nei giorni scorsi, liti molto rumorose a Santa Marta con qualche importante cardinale. E il Sinodo si annuncia esplosivo.

Bergoglio, in barba alla «collegialità» che proclama a parole, ha deciso tutto prima del Sinodo convocato proprio su questo argomento. E non per dare attuazione a quanto chiesto dai vescovi nell’ ottobre 2014, perché la Commissione che ha elaborato il Motu proprio è stata istituita da lui, con quel mandato, ben due mesi prima, il 27 agosto 2014. In pratica perché il Motu proprio dal punto di vista cattolico sarà contestato?

Anzitutto – spiega il professor De Mattei – l’insieme delle riforme (apparentemente di facilitazione e sveltimento) vanno in senso opposto a quello sempre percorso dalla Chiesa. È un totale ribaltamento di prospettiva: non più la difesa del sacramento prima di tutto (per la salvezza delle anime), ma anzitutto la facilità e la velocità dell’ ottenimento della nullità.

Basti pensare all’ abolizione della doppia sentenza. Scrive De Mattei: «il cardinale Burke ha ricordato come esiste in proposito una catastrofica esperienza. Negli Stati Uniti, dal luglio 1971 al novembre 1983, entrarono in vigore le cosiddette Provisional Norms che eliminarono di fatto l’obbligatorietà della doppia sentenza conforme. Il risultato fu che la Conferenza Episcopale non negò una sola richiesta di dispensa tra le centinaia di migliaia ricevute e nella percezione comune il processo iniziò ad essere chiamato “il divorzio cattolico”».

D’altra parte quale sia l’obiettivo di questa riforma lo ha apertamente proclamato mons. Pinto, decano della Rota romana e presidente della Commissione che ha partorito il Motu proprio. Ha scritto sull’Osservatore romano che papa Bergoglio chiede «ai vescovi una vera e propria “conversione”, un cambiamento di mentalità che li convinca a seguire l’ invito di Cristo».

Secondo monsignor Pinto «l’invito di Cristo, presente nel loro fratello, il vescovo di Roma», sarebbe quello «di passare dal ristretto numero di poche migliaia di nullità a quello smisurato di infelici che potrebbero avere la dichiarazione di nullità». Non si era mai saputo che Cristo volesse uno «smisurato» numero di nullità. Ma ora è chiaro che l’ obiettivo del Motu proprio è un divorzio di massa, ancor più veloce, gratuito e facile di quello statale (e c’è già chi fa i conti per capire se conviene divorziare dai preti).

Finora, fino a Benedetto XVI, i tribunali ecclesiastici sono stati rimproverati dai papi perché erano troppo di manica larga nei riconoscimenti di nullità.

Con Bergoglio si ribalta tutto e vengono attaccati per la ragione opposta: se ne vuol fare delle fabbriche di annullamenti di massa.

Ha ragione dunque l’onorevole Alessandra Moretti quando afferma trionfante che «la riforma epocale» del Papa «ricalca la legge sul Divorzio breve che mi ha vista come relatrice alla Camera». E sottolinea «la comune visione di Stato e Chiesa su questo tema».

Ma c’è di più. Con questo Motu proprio si prospettano – senza alcuna base magisteriale e teologica – nuove ragioni di nullità che potrebbero ribaltare di fatto lo stesso ruolo della Chiesa: non sarebbe più colei che deve verificare la nullità originaria del matrimonio sacramentale agli occhi di Dio, ma rischia di diventare un’entità che di fatto «scioglie» matrimoni, sacramentalmente validi per ragioni inventate oggi.

Infatti nel Motu proprio, scrive De Mattei, «l’affermazione teorica dell’indissolubilità del matrimonio si accompagna nella prassi, al diritto alla dichiarazione della nullità di ogni vincolo fallito. Basterà, in coscienza, ritenere invalido il proprio matrimonio per farlo riconoscere come nullo dalla Chiesa».

La carica di dinamite sta specialmente dall’articolo 14 delle «Regole procedurali» dove si evoca la «mancanza di fede» dei nubendi come possibile causa di simulazione o errore nel consenso e quindi di nullità del matrimonio. Finora la carenza di fede come causa di invalidità del matrimonio è sempre stata esclusa dalla Chiesa, la quale si limita a elevare a sacramento il matrimonio naturale.

Spiegava Benedetto XVI: «Il patto indissolubile tra uomo e donna, non richiede, ai fini della sacramentalità, la fede personale dei nubendi; ciò che si richiede, come condizione minima necessaria, è l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa». Cioè l’intenzione di sposarsi. Tanto è vero che la Chiesa riconosce come sacramentale anche i matrimoni misti, con un coniuge ateo o di altra religione: basta volere il matrimonio naturale.

Ora tutto si ribalta. E, secondo lo stile bergogliano, si usa una forma ambigua per far credere al mondo cattolico che la dottrina non cambia. Così il 9 settembre, su Avvenire, il canonista Paolo Moneta sosteneva che «la mancanza di fede non era causa di nullità prima e non lo è neppure oggi».

Ma, nelle stesse ore, monsignor Pinto, presentando il Motu proprio, ha esaltato «la novità del pontificato di Francesco» e ha parlato del «sacramento celebrato senza fede» che porterà a uno «smisurato» numero di nullità «per l’ evidente assenza di fede come ponte verso la conoscenza e quindi la libera volontà di dare il consenso sacramentale».

Cosa che apre davvero la strada a milioni di annullamenti. Milioni! Ma da quando in qua per sposarsi validamente occorre essere santi o prendere una laurea in teologia alla Gregoriana? La Chiesa, per riconoscere un matrimonio ha sempre chiesto solo la libera decisione di sposarsi, secondo le caratteristiche del matrimonio naturale. E ha sempre insegnato che la disposizione spirituale degli sposi (la loro santità) incide sui frutti del sacramento, non certo sulla sua validità.

Ora tutto cambia. E tra le circostanze che spalancano la possibilità del divorzio super-veloce c’è «la brevità della convivenza coniugale», o il fatto che due fidanzati si siano sposati «per la gravidanza imprevista della donna». E che c’entra con la validità del consenso? L’ incredibile elenco si conclude addirittura con un «eccetera». Vuol dire che si può ampliare ad arbitrio? Ma che giurisprudenza è? Saranno le parti più deboli (donne e figli) a fare le spese di questa rivoluzione che destabilizzerà le famiglie, già sotto pesante attacco dalla cultura mondana.

Suor Lucia, la veggente di Fatima, un giorno disse al cardinal Caffarra: «Padre, verrà un momento in cui la battaglia decisiva di Satana con Cristo sará il matrimonio e la famiglia». Ci siamo.

Se è il tempo del «vescovo vestito di bianco» saranno dolori per tutti (ricordate la visione della città in rovina?).

© Libero (13/09/2015)

10 pensieri riguardo “La Chiesa spaccata di Francesco

  1. Socci riporta:
    Spiegava Benedetto XVI: «Il patto indissolubile tra uomo e donna, non richiede, ai fini della sacramentalità, la fede personale dei nubendi; ciò che si richiede, come condizione minima necessaria, è l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa». Cioè l’intenzione di sposarsi. Tanto è vero che la Chiesa riconosce come sacramentale anche i matrimoni misti, con un coniuge ateo o di altra religione: basta volere il matrimonio naturale.
    😦
    non sono d’accordo con l’interpretazione semplificata alle parole di Ratzinger il quale continuava spiegando cosa si intenda per “fare ciò che fa la Chiesa”, e non è affatto un semplice “cioè l’intenzione di sposarsi” perchè se bastasse “sposarsi” non sarebbe stata necessaria la Chiesa con il Sacramento del Matrimonio 😉
    “fare ciò che fa la Chiesa” implica TUTTO il pacchetto dei Sacramenti che sono sette, tanto è che per sposarsi in Chiesa è necessario il Battesimo, la Confessione, l’Eucaristia e pure la Cresima 😉

    Se come dice Socci “basta volere il Matrimonio NATURALE” questo avviene in tutto il mondo – ancora – e pure civilmente ….
    Non confondiamo il “sacramentale” con il Sacramento 😉 sono due cose distinte….
    “fare ciò che intende fare la Chiesa” è tutto il pacchetto che la dottrina si porta dietro sul Matrimonio: no al contraccettivo perchè il Matrimonio cristiano è APERTO, un sì alla vita; agli sposi si chiede di applicare le promesse battesimali nella nuova vita a due che si è intrapresa; si chiede di crescere i figli nella fede della Chiesa Cattolica….
    Si comprende bene allora perchè non è facile stabilire se al momento del matrimonio in Chiesa i due nubendi fossero consapevoli di ciò e fino a che punto….
    E c’è una cosa che non viene detta: i matrimoni misti SONO UN DISASTRO 😦 la percentuale di separazione e divorzio è altissima.

    Infine io credo che lo scisma lo farà chi vuole farlo. Enrico VIII volle farlo trovando nella sua questione personale il cavillo sul quale aggrapparsi 😉
    così fece Lutero che fece lo scisma perchè non sapeva contenersi….. ed usò i difetti del Clero del suo tempo quale cavillo al quale dare sfogo la sua incontinenza….
    così accadrà oggi quando il MP verrà usato quale ennesimo cavillo per fare lo scisma….

    Chi non sa che pesci prendere, PRENDA IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, nessun Papa, vescovo o chierico che sia potrà dire che sbaglia a farlo e ad usarlo per spiegare cosa è la dottrina sul Matrimonio cattolico 😉
    NON TUTTI siamo canonisti a tal punto da impugnare il MP per dare il via ad uno scisma, siamo più umili 😉 evitiamo di diventare tuttologi!

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    1. Alla persona che qui sopra commenta il mio articolo, che voi avete riprodotto, consiglio di un utile compendio su quello che occorre sapere per parlare di validità del matrimonio sacramentale http://www.cormacburke.or.ke/node/574
      Invito anche questa commentatrice a documentarsi su cosa sono gli scismi e come avvengono. Infine a informarsi su quello che sta accadendo in questi mesi nella Chiesa. Non so infatti in che mondo viva, ma che il tema dello scisma sia oggi un fatto all’ordine del giorno, lo dimostrano le recenti esternazioni del card. Muller, che è Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (quindi non un Pinco Pallino qualsiasi). Le consiglio infine di evitare la banale faciloneria con cui pretende di insegnare come comportarsi (“prenda il Catechismo… nessun Papa, vescovo o chierico potrà dire che sbaglia a farlo”). La situazione è seria. Non si può liquidare con battute superficiali.
      ANTONIO SOCCI

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      1. Gentile Socci Antonio, anche il mio è un nome di persona, Caterina, non sono in anonimato…
        Mi aspettavo da lei una più consistente risposta alle mie osservazioni e non un rimandarmi da una parte all’altra.
        Ad ogni modo, se si legge bene quanto da me detto, ho spiegato che non sono canonista e non si può essere tuttologi, ma sono una Catechista e come tale rispondo a chi, per esempio, mi chiedesse che cosa è il Sacramento del Matrimonio. In tale situazione dicevo, appunto, che nessun Papa, chierico o vescovo che fosse, potrebbe dirmi che non è valido l’insegnamento del Catechismo. E questo perchè al Catechismo, infatti, al contatto con la gente non si insegna il Codice di Diritto Canonico, ma il Catechismo 🙂

        Secondo aspetto io non ho negato affatto che ci sia uno scisma in atto, ho solo riportato la prova storica che lo scisma lo fa chi vuole farlo.
        E quindi ci sarà di certo chi strumentalizzando il Papa per una parte e chi dall’altra, di certo farà lo scisma.
        Quanto allo scisma in sè, a mio parere per altro non smentito, lo scisma è già in atto e da anni, ed oggi semmai sta solo uscendo allo scoperto.
        Non mi sembra di aver liquidato i problemi da lei sollevati con “battute superficiali” ma le ho contestualizzate ponendo semmai ulteriori domande ai problemi emersi.

        La questione sul Matrimonio cristiano, per altro, meriterebbe un articolone a parte perchè, a mio parere, il suo decadimento inizia nel 1929 con i Patti Lateranensi quando Pio XI, per salvaguardare la libertà della Chiesa, finì per riconoscere la legittimità del matrimonio civile… brevemente possiamo ricordare con il nuovo concordato del 1984 nessuno fece battaglia all’epoca per dire quanto fosse assurdo che sposarsi in Chiesa i due sposi DOVEVANO OBBLIGATORIAMENTE passare prima al Comune. Questo è stato in definitiva il peggior degrado della dottrina.

        Nessun prete può sposare due persone se queste non hanno ricevuto PRIMA il placet di Cesare….

        Sono anni che vado denunciando questo decadimento dottrinale, ma nessuno fra voi giornalisti di elevato spessore ne ha mai parlato, eppure è da qui la falla che ci ha portati oggi a questa situazione.
        Il fatto poi che con il nuovo Diritto Canonico 1983 si tolse la scomunica ai divorziati, era naturale aprire ad essi anche la porta del perdonismo. Perchè allora scandalizzarsi oggi della piega che ha preso la nuova dottrina che nasce nel 1929, si amplifica nel 1983 e si rende vincolante nel 1984 con il nuovo Concordato?

        Gentile Socci io non ho negato l’essenza del contenuto del suo discorso, ma ritengo che i problemi a monte sono ben altri e che non nascono oggi.
        Uno scisma non si crea dal giorno alla notte. Quando ci sono infiltrazioni si va all’origine di queste, se si resta alla superficie il danno permane e peggiora.
        La ringrazio per aver tenuto conto delle mie riflessioni, mi spiace che le reputa superficiali perchè non lo sono affatto e non negano affatto il contenuto della sua denuncia.

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  2. Ma poi vorrei sapere una cosa…. ma quando lo fotografano deve per forza fare quelle facce da clown di un circo equestre? A che scopo, per far vedere che anche lui e’ completamente immerso nella volgarita’ imperante?
    Certo e’ un bel mistero il perche’ debba sempre sputtanare in modo cosi’ penoso l’ufficio di Pietro.

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  3. x Caterina: ti stimo e ti ammiro dai tempi di papalepapale 😉 ma non si puo’ non vedere la confusione che questo vdr sta mettendo in tutta la chiesa, a cominciare dai preti che non sanno piu’ che pesci pigliare.

    Questo qui sta mettendo de facto in discussione il depositum fidei e lo fa in modo subdolo, con la classica strategia dei modernisti: un passo a destra, due passi a sinistra. Ai tempi di Enrico VIII gli scismi li facevano i sovrani perche’ non gli andava bene la dottrina della chiesa e la volevano cambiare, qui si sta per arrivare alla situazione esattamente opposta. E’ qualcosa che fa venire i brividi, e’ impossibile che Bergoglio non se ne renda conto…

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    1. Ma io non ho detto che la confusione non ci sia, che lo scisma non ci sia, chiedo che si vada alla sorgente dei problemi che stiamo vivendo oggi 😉 Il problema è più a monte e non il MP “oggi” del Papa….
      Ti faccio un esempio pratico: io mi sono sposata nel 1984 e non ho ancora digerito L’OBBLIGO che ho avuto di AVERE PRIMA LA RISPOSTA DI CESARE,” 15 giorni prima al Comune, in un ufficio SQUALLIDO e come se davvero uscissimo da un carcere dove lì dovevamo apporre le nostre firme per dire che eravamo “in regola” per sposarci….
      io personalmente mi sono sentita “venduta e abbandonata” dalla MIA CHIESA la quale NON mi avrebbe accolta se prima Cesare non avesse portato i suoi timbri, comprendi?
      Non è un problema emotivo, tanto è vero che grazie a Dio siamo sposati in Chiesa da 31 anni… ma ho seguito molte coppie catecheticamente e questa SUPERIORITA’ di Cesare sul Matrimonio Sacramento, ha un peso enorme nelle giovani coppie che alla fine reputano così più importante Cesare che Dio 😉

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  4. Certo che comprendo, ma mi sembra che il discorso di Socci sia chiaro: la risposta della Chiesa a questi fenomeni dev’essere quindi di rendere il “divorzio cattolico” piu’ veloce e sicuro? No, ovviamente. Al contrario, mi pare che Socci spieghi bene che prendere cappello sull’argomento “se i coniugi non si rendono conto o si disinteressano del fatto che stanno facendo un sacramento, quindi il sacramento e’ di dubbia validita’” puzza di scusa lontano un chilometro. Solo che il problema e’ che questi sofismi non vengono da Enrico VIII ma dalle parti di Santa Marta. Questo e’ il vero problema.

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    1. Su questo non ci piove, Lodovicus, un problema c’è, il problema c’è, tanti problemi ci sono…. per esempio: in questi giorni ha rilasciato due interviste a due radio una argentina e un’altra portoghese, in entrambe non ha parlato di problemi seri, ma del fatto che è contento di essere papa solo che si sente un pò troppo “prigioniero” dentro al Vaticano e che vorrebbe uscire di più 🙂 e non ne approfitta invece per chiarire le incomprensioni…
      Tuttavia, a riguardo del Motu Proprio, il testo a mio modesto ed ignorante pensiero, non fa una grinza….
      primo, non dimentichiamo che è vero documento papale e se non lo accettiamo allora andiamocene…. ecco perchè spiegavo che lo scisma lo fa chi vuole farlo;
      secondo aspetto: il frate della Signatura apostolica che ha parlato alla Conferenza stampa lo ha spiegato bene per esempio che, riguardo al ruolo del Difensore del vincolo, nulla è cambiato…. e che il cuore della legge sul sacro vincolo NON è stato modificato affatto…. ricordandoci che la sostanza della struttura della legge canonica non ha subito “modifiche” ma solo uno snellimento nella parte burocratica e nella competenza del Vescovo diocesano;
      terzo aspetto: rileggiamo sant’Agostino e i Padri….. spettava al Vescovo decidere sulle coppie che a lui si rivolgevano per risolvere questi ed altri problemi….
      Noi sappiamo bene che i problemi di ieri non sono quelli di oggi, ti faccio un esempio:
      ho partecipato come catechista a diversi incontri per fidanzati ed anche ad incontri per famiglie in crisi….
      non poche volte mi è capitato di dire al parroco: “guardi che questi due ragazzi NON SONO PRONTI per il matrimonio in Chiesa”… e mi sentivo rispondere: “se questi giovani dovessero aspettare il tuo assenso, si farebbero vecchi….. stai serena, LA VITA INSEGNERA’ LORO il vincolo sacramentale…”
      e sai quanti sono stati sposati con questa leggerezza? 😦
      TUTTI, tutti quelli che ho avuto modo di verificare nel mio ruolo di catechista in questi 26 anni e non in una parrocchia, ma ben in 9 parrocchie, nove diocesi diverse…..
      Un amico sacerdote si è arreso, da tre anni NON sposa più nessuno!!! perchè di quelli che ha seguito e sposato, non pochi hanno divorziato dopo un anno o tre di matrimonio…. ma lui ha vissuto un tormento perchè sapeva che non erano “preparati”, ma non poteva dire di no, alcune coppie se ne vanno altrove a sposarsi e lui NON poteva rifiutarsi di dare il nullaosta perchè il Vescovo ti ascolta una, due volte, ma la terza ti manda a quel paese….
      E allora chiedo: ma quanto erano validi questi matrimoni?

      Il fatto è, come dice il proverbio: fatta la festa gabbato lo santo, e possiamo associarlo a fatta la legge gabbato lo santo …. ma questo non inizia oggi con questo MP ma è iniziato nel 1929 e non poteva che avere queste conclusioni 😉 Non rimprovero nulla al Socci, ma chiedo che si vada a monte del problema e non all’attaccarsi ora al singolo canone o alle famose note scritte in minuscolo come in un contratto che nessuno va mai a leggere, ma che sono poi quelle che incastrano chi ha firmato 😉

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  5. P.S.
    quando ci siamo sposati nel 1984 anche NOI NON ERAVAMO affatto consapevoli del Sacramento del Matrimonio…. per motivi di lavoro non facemmo neppure il corso per fidanzati e sostengo che QUESTO SALVO’ DAVVERO il nostro matrimonio quando entrò in crisi 🙂
    sembra un paradosso ma è così…. ciò che ci ha salvati quando abbiamo avuto la crisi matrimoniale che TUTTI prima poi passiamo, come i preti hanno la loro “notte oscura dell’anima” è stata la consapevolezza DI UNA PROMESSA FATTA DAVANTI A DIO…. il rispetto di quella promessa ha prevalso su tutte le nostre pretese….
    ma non la leggevamo in chiave sacramentale, semplicemente per ciò che era, una promessa, si trattava per noi di ONORARE un impegno assunto….
    Quando il Papa denuncia che viviamo oggi nella CULTURA DELLA precarietà e che i giovani NON si sposano perchè NON vogliono assumersi questo impegno del “PER SEMPRE” , ha mille ragioni da vendere!
    il 90% dei matrimoni – almeno da 30 anni a questa parte – è consapevole di questa promessa, ma non la ritiene più vincolante…. e i corsi prematrimoniali sono davvero PENOSI…. sono corsi di sociologia, di comportamento, di antropologia, ma nessuna diocesi prepara questi corsi all’insegna DELLA PROMESSA, del valore e della dignità che ci investe quando pronunciamo quella promessa e questa crisi la vediamo infatti non solo nella famiglia, ma anche nel Clero…. 😦
    si associa poco o per nulla, per esempio, che i due Sacramenti DISTINTI sono tuttavia la faccia della stessa medaglia e che la crisi ha colpito entrambi quando ha indebolito un unico punto: LA FEDELTA’ DI UNA PROMESSA E DI UN IMPEGNO ASSUNTO….
    Se il MP verrà usato bene…. si può sperare allora che superato questo tempo nel quale a mio parere va fatta chiarezza sulla situazione di queste coppie che fanno ricorso alla Chiesa, crescerà in futuro una maggiore consapevolezza dello stato della propria vocazione…

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  6. Tutto molto interessante quello che dici, ma oramai sono abbastanza vecchio per aver capito che la tiritera “ma tutto questo e’ perfettamente canonico, e’ in linea con la tradizione. e’ dottrinariamente corretto, bla bla bla!’ va avanti da 50 anni e i risultati di questa “fedelta’ alla tradizione” sono sotto gli occhi di tutti. Anche qui con questo documento “dottrinariamente corretto” succedera esattamente la stessa cosa: le coppie, alla prima difficolta’, andranno dal vescovo a dire che vogliono l’annullamento. E il vescovo, grazie al documento “dottrinariamente corretto”, gliela concedera’ in tempi rapidi, anche piu’ rapidi della giustizia ordinaria.
    E voi andate pure avanti a bearvi della chiesa “dottrinariamente corretta”, “in continuita’ con la tradizione”. Quando capirete la differenza tra le parole e la realta’, non sara’ mai troppo tardi.

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