Bergoglio recidivo? Sovversione del Sacramento della Confessione

Forse in pochi si sono accorti di un Discorso che papa Francesco ha tenuto a Dublino, precisamente per l’incontro con il Centro di accoglienza, leggi qui testo ufficiale. Il padre Cappuccino responsabile del Centro ha raccontato al Papa di come loro non chiedano nulla alle persone che accolgono…. non domandano nulla!! Le accolgono, le aiutano e finisce tutto lì. Bergoglio ne ha approfittato per inserire, in un contesto del tutto diverso, il rapporto del Penitente con il Confessore al quale, in fin dei conti, non dovrebbe dirgli nulla e – il sacerdote – nulla deve chiedere al penitente…. Ma se dobbiamo fare discernimento tra ciò che è peccato e ciò che non lo è, se dobbiamo capire in cosa stiamo sbagliando, come facciamo a saperlo se – la nuova confessione di Bergoglio – spinge al silenzio?


E’ tipico e proprio della Confessione quel “SCAVARE” dentro le nostre anime per capire il nostro stato di salute, per capire il livello di peccato a cui siamo giunti, mentre Bergoglio afferma che i sacerdoti non devono “scavare nelle coscienze”… “CONFESSARE” significa proprio questo atto di grande umiltà che non basta semplicemente pentirsi, ma è necessario PARLARE-CONFESSARE… altrimenti perchè parlare di CONFESSIONE? La Chiesa insegna da sempre come il sacerdote sia MEDICO PER LE ANIME e se al medico non si accusano e non si denunciano i sintomi, come fa il medico a diagnosticare la malattia per trovare la cura adatta? E come fa il malato a capire la malattia da curare?

Ecco, lasciamo ora a voi di riflettere con il testo che segue di Don Felice Prosperi.


BERGOGLIO RECIDIVO

   Il mio amico e confratello, don Giovanni Stefano Di Maria, scrisse per “Riscossa Cristiana” un pezzo, poi ripreso da “Le Cronache di Papa Francesco” e apparso su “Gloria.TV”, dal titolo: “Sovvertita la Dottrina cattolica sulla Confessione nel Discorso di Papa Francesco ai Missionari della Misericordia” [il Discorso del Papa, commentato da don Giovanni Maria, si legge qui].

   Egli replicava sagacemente alle inusitate espressioni del Sommo Pontefice, il quale, all’inizio dell’Anno della Misericordia, corredava un migliaio di Sacerdoti delle facoltà di rimettere i peccati gravissimi, riservati alla Santa Sede, meno quella di assolvere dal crimine della consacrazione di Vescovi, senza il mandato pontificio (per fortuna, altrimenti sarebbero dovuti andare tutti in Cina, e fra l’altro inutilmente, visto che adesso quegli stessi Pastori, scismatici e scomunicati, sono riabilitati e promossi alle Cattedre di altri anziani e fedeli Vescovi, forzati a mettersi da parte, per favorire il dialogo con il Partito comunista della Cina continentale, ‘la Nazione del mondo dove più si pratica la Dottrina Sociale della Chiesa’, secondo il Vescovo Sorondo).

In breve, Francesco ha operato un duplice intervento sovversivo sul Sacramento della Confessione:

  1. Ha inflazionato il sentimento della Vergogna, attribuendogli praticamente un valore primario rispetto agli altri elementi, che il Catechismo classifica come necessari per fare bene la Confessione (1. Esame di coscienza. 2. Pentimento dei propri peccati. 3. Proposito di non più commetterli. 4. Accusa dei peccati al Confessore. 5. Praticare la penitenza sacramentale imposta).
  2. Ha mostrato tanta compassione dei poveri fedeli vergognosi, che non riescono a confessare i propri peccati e quindi non li accusano, da incitare i poveri confessori a capirli lo stesso e ad assolverli comunque (veramente Bergoglio non usa questo semplice linguaggio ecclesiale, ma preferisce sfoggiare la sua alta teologia: “se qualcuno viene da te e sente che deve togliersi qualcosa”… “quando una persona comincia e vedo che vuol buttar fuori qualcosa”…)

   A supporto della sua tesi luterana… ehm, ‘laterana’, ha riportato il commovente aneddoto di un “saggio Cardinale della Curia Romana”, quello che “quando una persona comincia e vedo che vuol buttar fuori qualcosa (appunto) e me ne accorgo e capisco, le dico: Ho capito! Stai tranquilla!”. “E avanti”, incalza Francesco, il quale conclude in bellezza: “Questo è un padre!”.

   Ora, nelle omelie mattutine della Santa Messa in Santa Marta dei giorni 26 e 27 Febbraio 2018 [leggi qui e qui,], il Papa è tornato a usare gli stessi concetti, con formulazioni del tipo: “La vergogna è una grazia”, “Dobbiamo chiedere a Dio la grazia della vergogna per i nostri peccati”, “Quando si incontrano la giustizia di Dio con la nostra vergogna, lì c’è il perdono”.

   E, inopinatamente, ha rispolverato lo stesso Cardinale, con la medesima storiella di due anni addietro: “Sono rimasto commosso alcuni giorni fa  quando un cardinale che confessa parecchie volte la settimana, nel pomeriggio qui a Santo Spirito in Sassia – due ore di confessione fa, ogni giorno – mi ha raccontato come è il suo atteggiamento: “Quando io vedo una persona che fa fatica a dire qualcosa, che si vede che È GROSSA GROSSA, e io capisco subito qual è, dico: ho capito, ho capito, sta bene, altra cosa?”. Questo atteggiamento apre il cuore e l’altra persona si sente in pace e va avanti e continua il dialogo”.

   Eppure questo è un dialogo fra un muto penitente e un Cardinale confessore, che in compenso ci vede molto bene e capisce tutto!

   Non è inutile ribadire la gravità di questo sconsiderato ‘magistero papale’, mi dice, deluso, Don Giovanni Stefano di Maria, il quale questa volta non vuole intervenire, ne abbiamo parlato, e lascia a me tracciare una qualche conclusione.

   Lo faccio, porgendo anche io il caffè, che Papa Bergoglio immagina Dio Padre Celeste offrire al suo giovane figlio ribelle, per intavolare un confidenziale colloquio con lui, assicurandolo che non lo picchierà, perché è buono e perdona.

   Ebbene, io che sono ‘più migliore di Dio’ e così cattivo, che non assolvo chi viene a confessarsi da me e non mi dice i suoi peccati… per favorire il mio peccatore, nel caffè gli ci metto ‘lo sgrizzo’, come diciamo nel maceratese, ossia l’anisetta, il mistrà o la grappa.

   Questo per ridere. Ma facendo sul serio, denuncio alla Giustizia divina il Vescovo di Roma, che ha osato offendermi come Sacerdote, equiparando, anche solo ipoteticamente, il mio ministero nel confessionale, al sadismo di un aguzzino, all’opera in una sala di tortura (cfr. nota 351 – stonatissima – di Amoris Laetitia, che riprende la Evangelii Gaudium, al n° 44).

   Ditemi voi se mai, mai nella letteratura anticristiana di tutti i tempi, una tale blasfemia contro il Sacerdote e il Sacramento della Confessione sia stata una sola volta proferita (a parte il demone di Lutero) anche dal più acerrimo nemico di Gesù Cristo e della Sua Chiesa. Per favore, se trovate un documento, una citazione, una sola parola di questo genere, fatemelo sapere, scrivetelo… e allora denuncerete me per avere accusato il Papa!

   Mi domando se Francesco sia Massone. Hanno insinuato che lo fossero il Beato Paolo VI e San Giovanni Paolo II. Il primo ha emanato la SACERDOTALIS CAELIBATUS (Sì al Celibato ecclesiastico dei Sacerdoti di rito latino) e la HUMANAE VITAE (no ai metodi contraccettivi), il secondo ha fatto dichiarare la Massoneria incompatibile con la Fede cristiana e l’appartenenza alla Chiesa Cattolica: vi sembra possibile pertanto che fossero Massoni?

   Jorge Mario Bergoglio, al contrario dei suoi predecessori, sul Celibato sacerdotale ‘pontifica’, come un paesano, che non è un dogma e se ne può riparlare; sulla contraccezione artificiale ha mandato avanti i suoi paladini a smontare l’insegnamento profetico di Montini e nel frattempo lo proclamerà Santo.

   Che pensare poi delle lodi sperticate che le Logge Massoniche dedicano al nostro, LORO amato pontefice? Mi domando proprio se sia Massone. Anzi glielo domando. Sei Massone? Se sì, allora si esaurisce subito la polemica sulla validità della tua elezione e la questione se tu sia vero Papa o no. Non è valida la tua elezione e tu non sei Papa. Non lo sei mai stato. Chi sei Francesco? Che dici di te stesso? Che cosa vuoi?  Ti preoccupi della tua salvezza eterna e di quella del tuo gregge?

  E per finire, se ‘diversi teologi’ hanno ottenuto che la JESUS DOMINUS sia stata aggiornata nella PLACUIT DEO, perché non si cambia su richiesta di tanti altri teologi e pure di Cardinali (non mattacchioni come quello citato), e non si sostituisce la AMORIS LAETITIA con un Documento SANTO, CATTOLICO, APOSTOLICO E ROMANO?

p.s.  No, non è finita. Per l’ennesima volta, in data 10 aprile 2018, parlando ancora ai ‘Missionari della Misericordia’, il Papa ha citato il ‘famoso Cardinale’ e il suo ritornello, però con un particolare in più: ora sappiamo che è “Prefetto di una Congregazione”.

Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” (Luca 1,28)

“Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Luca 1,45)

Don Felice Prosperi


 

Dai commenti fraternamente condividiamo il commento di un Sacerdote:

Io mi atterrò scrupolosamente al Catechismo della Chiesa Cattolica, anche se dovessero cambiarlo, resterò fedele a questo:
1456 La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: « È necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo, perché spesso feriscono più gravemente l’anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi»

« I cristiani [che] si sforzano di confessare tutti i peccati che vengono loro in mente, senza dubbio li mettono tutti davanti alla divina misericordia perché li perdoni. Quelli, invece, che fanno diversamente e tacciono consapevolmente qualche peccato, è come se non sottoponessero nulla alla divina bontà perché sia perdonato per mezzo del sacerdote. “Se infatti l’ammalato si vergognasse di mostrare al medico la ferita, il medico non può curare quello che non conosce”».
Vi benedico, don Angelino

 

11 pensieri riguardo “Bergoglio recidivo? Sovversione del Sacramento della Confessione

  1. che cosa manca, ai preti che lo citano, con ardore, sistematicamente nell’omelia della domenica, alle monache di clausura che inviano mail di “preghiera” citando solo le sue facezie romantico/luterane estrapolate ad arte da Santa Marta, alle donne che, tra sventagliate di ventaglio e di foglietto, rispondono, alzando il tono della voce, alla preghiera “secondo le intenzioni del papa”… per capire di “che cosa” si tratta…? che TV2000 lo sorprenda, in diretta, e lo mandi per errore in onda, mentre si traveste da “papa”, la mattina, dopo prolungati gargarismi con acqua ghiacciata ?

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  2. Personalmente ho un bel rapporto con il mio…. geriatra, dal momento che ho da poco superato gli ottanta anni. A lui non nascondo nulla, non potrei, e lui mi fa sempre un mucchio di domande sulla mia salute, cosa mangio, e come campo, ma mica mi offendo anzi, gliene sono grato, grato anche per i tanti consigli che mi offre affinché venga a guadagnarci il mio stato di salute.
    Così agisco con il mio amico parroco al quale racconto le vicissitudini della mia anima. Una confessione senza riscontro e senza un confronto, mi sarebbe impossibile solo immaginarlo. Che ci andrei a fare alla confessione se non dovessi esprimere cosa mi mette a disagio e cosa mi mette inquietudine? Questo papa davvero non lo capisco!
    E’ come se in casa nostra, arricchita di generi, nuore e nipotini, si praticasse il silenzio, per rispettare le coscienze di ognuno. Assurdo, inconcepibile, impraticabile!
    Cari saluti a tutti, Lorenzo.

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  3. Il programma prosegue spedito e senza più impedimenti, la protestantizzazione della chiesa cattolica.
    Quando i Gesuiti furono riabilitati agli inizi dell’800, subentrarono immediatamente, ai santi del loro glorioso passato, gruppi moderni apostati, soggetti eretici dentro che seppero pazientare per il loro trionfo, attendendo con pazienza, ma seminando l’errore. Il nuovo metodo della confessione è in gran parte frutto dell’idea apostata e modernista della teologia gesuitica, sposata poi da tutta l’ala progressista perché faceva comodo.
    In sostanza Bergoglio sta sdoganando tutto ciò che Giovanni Paolo II, come Benedetto XVI, ma anche Paolo VI, avevano tentato di difendere dottrinalmente, ma senza condannare certe eresie che erano già divulgate specialmente dagli anni ’80. E non uno, ma tutti i sacramenti sono oggetto di questa modernizzazione di stampo apostata.

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  4. Ormai la sfrontatezza di questa Gerarchia ha raggiunto livelli insostenibili.
    Il guaio è che l’ignoranza, la disinformazione, l’asservimento al potere, quello ecclesiastico, dei fedeli impediscono una seria riforma della Chiesa. Solo la restaurazione della Dottrina della Fede, del Magistero, del Catechismo della Chiesa cattolica, e l’avvio di una seria epurazione di tutti i cardinali,vescovi, teologi massoni, modernisti, neo-luterani e neo-ariani, restituirebbero alla Chiesa la dignità e l’onore perduto, e a noi fedeli la speranza di essere guidati da veri pastori.
    Mi chi dovrebbe avviare questo processo di riforma, Bergoglio?
    E, allora, stiamo freschi! Quello lì del Vaticano, non lo smuove nessuno…!
    Povera Chiesa!

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  5. VISITA IN IRLANDA
    (Che tristezza!)

    Nel duemila e ‘dieciotto’
    Che t’inventa il Picciotto

    Il Picciotto bianco veste?
    Di prostrarsi ei desiste

    Ei desiste ritto in piede
    In Dublino che non cede

    Che non cede a Te il Santo
    Sacramento manco un tanto

    Manco un tanto s’inginocchia
    Sguardo truce il Papocchia

    Il Papocchia s’avvicina
    Alla Tua porticina

    Porticina ma non bussa
    Nel suo cuore solo russa

    Russa sparla il Diavoletto:
    Tu che sei sì un ometto

    Un ometto tutto dritto!
    Scandaloso pesce fritto

    Pesce fritto puzzolente
    E ardisce qual demente

    Qual demente che ie prude
    D’attaccare con la frode

    Con la frode il Sacramento
    Del Perdono dal momento

    Dal momento che inveisce
    Sacerdote che inquisisce

    Inquisisce buon ‘dottore’
    Le ferite al peccatore

    Peccatore ammalato
    Il peccato ha confessato

    Confessato? Cosa hai fatto?
    Dice Frankie: ma sei matto?

    Ma sei matto a raccontare
    I tuoi mali vuoi tentare

    Vuoi tentare il mio sommo
    Magistero giunto al colmo?

    Giunto al colmo parossismo
    Non il bieco Comunismo

    Comunismo ‘ateizzato’
    Mai aveva ipotizzato

    ‘Potizzato sminuire
    Di Dio Grazia il lenire

    Il lenire quella fiamma
    Di malizia che s’infiamma

    Che s’infiamma tutto brucia
    Ministero che ricucia

    Che ricucia la distanza
    Infinita perdonanza

    Perdonanza il Redentore
    Non il Papa Impostore

    Impostore clandestino
    È venuto l’Argentino

    Argentino ‘fin del mondo’
    No ie basta toccà il fondo

    Toccà il fondo sghignazzando
    Va il Demonio ingannando

    Ingannando il Bergoglio
    Che rimane con l’orgoglio

    Con l’orgoglio umiliante
    Le pernacchie sono tante

    Sono tante non ce l’ho
    Le mutande Viganò

    Viganò ‘me quedo mudo’
    Come un pollo pendo nudo!

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  6. Io mi atterrò scrupolosamente al Catechismo della Chiesa Cattolica, anche se dovessero cambiarlo, resterò fedele a questo:
    1456 La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: « È necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo, perché spesso feriscono più gravemente l’anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi»

    « I cristiani [che] si sforzano di confessare tutti i peccati che vengono loro in mente, senza dubbio li mettono tutti davanti alla divina misericordia perché li perdoni. Quelli, invece, che fanno diversamente e tacciono consapevolmente qualche peccato, è come se non sottoponessero nulla alla divina bontà perché sia perdonato per mezzo del sacerdote. “Se infatti l’ammalato si vergognasse di mostrare al medico la ferita, il medico non può curare quello che non conosce”».
    Vi benedico, don Angelino

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    1. Scusatemi tanto don Angelino e cari Redattori, la citazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, da voi riportata, è parte finale integrante e più completa del contributo dell’amico Sacerdote don Giovanni Stefano di Maria, immesso come link all’inizio dell’articolo. Evidentemente non ci avete caso e forse non l’avete nemmeno letto.

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  7. Reverendo Don Felice, Ave Maria.
    Certo che abbiamo letto l’articolo che abbiamo postato noi stessi nel 2016…!
    Diciamo che non è nel nostro stile imboccare continuamente i Lettori, una volta postati i link attivi, lasciando così a loro la libertà di andare a leggere o meno.
    Solitamente sollecitiamo – e ogni tanto rincalziamo la dose – ricordando i Lettori che i link che postiamo sono utili e spesso fondamentali per comprendere l’articolo che può riguardare un aggiornamento, ma non possiamo imporre a nessuno di andare a leggere tutti i link che postiamo 😉
    Ma la ringraziamo che l’abbia fatto lei, ora.
    E se un Sacerdote (in questo caso) o un laico, ci riporta una citazione o altro di interessante, anche se abbiamo notato che spesso proviene da altri articoli nostri non citati, li ringraziamo senza far loro notare altro, a meno che il riferimento ad un link non sia fondamentale.
    In questo caso è stato riportato il Catechismo e questo ci sembra un bel traguardo raggiunto. Magari lo facessero tanti altri Sacerdoti, chissà…. le vie del Signore sono infinite 😉

    Laudetur Jesus Christus
    (Lo Staff di cronicas)

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  8. Preoccupa il folto ignorare di molti credenti che, quando sentono le sragionate sovversioni di questo papa (dette però con tono confidenziale e quasi sussurrante) si lasciano rapire il cuore, talvolta anche con la lacrima di commozione a corredo.
    ANTICORPI ZERO.

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  9. Se avessi dato ragione a Bergoglio, che ha torto marcio e la dottrina smercia, non avrei chiesto quel giorno in Confessione al bambino che si accusava di ‘avere desiderato la donna degli altri’: “Come hai desiderato degli altri?”, e sarei forse rimasto con un temerario dubbio, inganno di Satana, pensando che fosse un discolaccio malizioso! Invece ricevetti la sua risposta candida, innocente e divertente: “Eh sì, padre (disse proprio così), agli altri bambini, amici miei, le loro mamme preparano i dolci, il ciambellone, la pizza; mia mamma invece non me li fa mai!”.

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