Caso FFI: assemblea delle Suore con il Vaticano. Padre Siano: dovevano pensarci prima

Riportiamo integralmente la lettera che padre Paolo Maria Siano, frate francescano dell’Immacolata rimasto fedele ai Fondatori, ha inviato al vaticanista Marco Tosatti riguardo l’ultima novità sul ramo femminile dell’Ordine.

di Marco Tosatti (07-02-2018)

Cari Stilumcuriali, torniamo a parlare dello straordinario caso di commissariamento nei confronti dei Frati Francescani dell’Immacolata, che a oltre quattro anni dal suo inizio non è ancora concluso. A più riprese è stato osservato, sia da San Pietro e Dintorni, che da Stilum Curiae che da altre voci anche più autorevoli che un elemento veramente particolare è dato dalla non esposizione delle accuse verso il fondatore, padre Manelli. Abbiamo ricevuto una lettera da padre Paolo Siano, che già ci ha onorati della sua presenza qualche giorno fa. Questa volta si tratta del ramo femminile dell’ordine. Ecco quanto ci scrive padre Siano.

Caro Dr. Tosatti,

Una fonte confidenziale mi ha riferito una novità interessante sul caso delle Suore Francescane dell’Immacolata (SFI). Mi permetto di condividerla non per mero gossip, bensì per difendere degli innocenti oppressi (i cui appelli e ricorsi canonici sono risultati praticamente vani in quanto ingiustamente e/o ideologicamente inascoltati e/o bloccati…) e per essere di aiuto e di stimolo (nonché di pungolo) a coloro che a vario livello sono e saranno chiamati a fare discernimento sul caso e/o a scriverne la storia.

Padre Paolo M. Siano

Partiamo da un antefatto: la sera del 24 gennaio u.s. il sito Corrispondenza Romana pubblica un mio articolo-denuncia, una sorta di estremo ed accorato SOS, dato che le vie ecclesiastiche sembrano bloccate, impraticabili.

Ecco ora la notizia di cui Le dicevo: a mo’ di curiosa coincidenza, uno o due giorni dopo quel mio articolo (dunque tra il 25 e il 26), la Commissaria delle SFI invia alle Suore una lettera datata 25 gennaio in cui annuncia un’Assemblea Generale per il… (ometto la data), a cui parteciperanno anche i vertici del Dicastero che si sta occupando delle SFI.

Lo scopo dell’assemblea sembra potersi riassumere in questi 3 verbi citati: «condividere, ascoltare, comprendere…». Ripeto: «condividere, ascoltare, comprendere…», con tanto di tre puntini sospensivi dopo «comprendere».

Caro Tosatti, alla luce di questi 4 anni e mezzo di Commissariamento dei FFI, e 2 anni e 3 mesi di Commissariamento delle SFI (Commissariamenti che, con la coscienza dinanzi a Dio, reputo ideologici, invasivi e devastanti), mi chiedo che cosa certi ambienti vaticani abbiano ormai da condividere, ascoltare e comprendere, dato che ci hanno trattato, ci stanno trattando (e forse ci tratteranno) come «spazzatura» (1Cor 4,13), avendo appunto ascoltato, compreso, condiviso (quindi avallato, “protetto” e/o “premiato”) i nostri accusatori, specialmente frati, i quali di fatto si sono serviti, e/o hanno avuto l’appoggio, anche di alcuni laici come killers o stalkers mediatici che hanno agito ed agiscono contro di noi ora sotto anonimato ora a “viso scoperto”…

Tra noi FFI, i frati più “premiati”, a cui molto probabilmente si vuol consegnare il futuro dei FFI, sono gli accusatori di fondatori e di noi FFI pro-fondatori: oltre ai golpisti ed acerrimi avversari dei fondatori, ci sono anche quelli apparentemente “mitigati” o “equilibrati”, poi gli “ignavi”, e poi quelli che tra i nostri sembrano aver contratto la “Sindrome di Stoccolma”… Insomma, in vario modo, in sostanza e in tutta verità, abbiamo per Superiori i nostri stessi accusatori, che molto difficilmente ci permetteranno di riabilitare P. Manelli e noi del governo e della formazione pre-commissariamento. Infatti riabilitare noi implica necessariamente che quelli – e non solo loro – debbano fare mea culpa… Pertanto dobbiamo essere condannati alla schiavitù, al silenzio perpetuo, ecc. ?

Coloro che si sono ribellati ai Fondatori infangandoli, ora si atteggiano come nostri maestri di obbedienza e spiritualità con parole-chiavi quali Volontà di Dio, Obbedienza, Comunione, Unità, ecc. ecc. Certo, quelle meravigliose parole potevano dirsele allo specchio prima di alzare mano e calcagno (per ora solo in senso figurato ma comunque effettivo) contro di noi.

Costoro pretendono di zittirci, di obbligarci a consegnare loro la nostra anima (pensiero e volontà), di condividere il loro discernimento depistato e depistante ? Cos’altro ancora permetterà il Buon Dio contro di noi?

Tornando alla lettera inviata alle SFI, a parte l’ermeneutica da fare su quei tre verbi, mi inquietano i tre puntini «…» che seguono al verbo «comprendere». Lasciano intravedere altri verbi. Ma quali ? Alla luce dell’esperienza di questi 4 anni, sono alquanto pessimista. Mi permetto di esprimere piuttosto il mio augurio (ma è un sogno!), che gli altri verbi possano essere: “riparare” (ai mali fatti contro Fondatori, FFI e SFI), “riabilitare”, “ricostruire” (secondo gli intendimenti dei Fondatori). Ammetto che è un sogno… Mi consola il fatto che Papa Francesco ha detto tra l’altro ai giovani, parlando loro col “tu”: «non avere paura di sognare, sogna» e «Spera, sempre spera». Benissimo! Allora ci provo anch’io, pur non essendo più tanto giovane.

I Fondatori con alcune suore.

Altro punto interessante di quell’annuncio: si propone alle SFI di non richiedere la dispensa dai voti prima di quell’Assemblea Generale. Con ciò, dunque, si sottintende che molte SFI stanno lasciando l’Istituto… Insomma mi sembra una oggettiva ammissione del fallimento del governo commissariale. Circa la condivisione, l’ascolto e la comprensione, bisognava pensarci bene molto prima, cioè prima di intervenire in modo invasivo sotto la spinta di presupposti ideologici… Le SFI, meglio di me, potrebbero raccontare tante esperienze e sofferenze patite in questi lunghi 4 anni durante i nostri rispettivi Commissariamenti.

Caro Tosatti, vedo la mia Famiglia Religiosa sfasciata e perseguitata da uomini e ambienti di Chiesa che forse ci detestano da anni (su questo ho già scritto qualcosa). Non posso restare indifferente o silenzioso dinanzi al male che si sta facendo a Fondatori, a Frati e Suore difensori dei Fondatori, e persino ad ex frati e ad ex suore (anch’essi monitorati)… Non voglio diventare complice di ciò, né voglio contrarre la “Sindrome di Stoccolma” ossia quella forma di sottomissione-simpatia-alleanza-immedesimazione (quasi amorosa ed unitiva) della vittima col suo carnefice o persecutore. Nel nome dell’Obbedienza non possiamo calpestare i Comandamenti di Dio, quali ad esempio il 4°, il 5°, l’8°… A buon intenditor poche parole.

La Madonna ci aiuti e ci ottenga Pastori secondo il Cuore di Cristo in cui troviamo vera Giustizia e Misericordia. Grazie dell’attenzione.

(fonte: marcotosatti.com)

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