Tradimento: la neochiesa sdogana l’omoeresia

«Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi» (Mc 8,34-38).

La Nuova Bussola esce stamani con un articolo che è una mezza vittoria, clicca qui, a riguardo di tale Don Gianluca Carrega, il quale si era inventato un “corso per fidanzati gay”, niente meno che presentato come placet della Diocesi, cliccare anche qui, o se preferite vedere anche qui.

Mezza vittoria” perché qui a vincere è decisamente il Male, Satana. Una mezza vittoria perché: se tutto sommato ancora resiste quella autentica “vox populi” attraverso la quale, qualche vescovo, riesce a fermare, a fermarsi, per evitare il peggio, dall’altra parte però non solo non si è chiarito un bel nulla, ma quel sacerdote non è stato sospeso, al contrario, il comunicato di Nosiglia non condanna l’iniziativa ma la “sospende”… come ad attendere momenti più propizi.

Insomma, la decisione di sospendere la perversa iniziativa non nasce dall’aver capito l’errore, ma “per colpa delle Iene” (e della vox populi) che avrebbero fatto troppo rumore. E a proposito delle Iene e del cardinale Beniamino Stella, ci preoccupa sempre più che a fare da ago della bilancia – se sospendere o meno un sacerdote, se dargli un premio o meno – ancora una volta sono le Iene che però, attenzione, nel caso di Don Alessandro Minutella, vedi qui, sono state usate per sospendere un sacerdote retto alla dottrina mentre, nel caso di Don Carrega – pensate un po’ – è lui stesso ad ANNUNCIARE loro in anteprima, la sospensione della sua adorabile iniziativa.

Ci viene un tremendo sospetto: le Iene non sono nuove ad una serie di iniziative televisive attraverso le quali hanno sempre denunciato il marciume dentro la Chiesa: la pedofilia interna al clero.  Sacerdoti scoperti – con tanto di prove – nel campo omosessuale e nella EFEBOFILIA (un prete che molesta ed abusa di maschietti adolescenti, è un omosessuale e lo affermano poi loro stessi, e l’efobofilia è sempre orientata da un uomo, facente però le veci di un padre, di un familiare alla vittima, maschio adolescente, raramente bambino), recentemente PROMOSSI A RANGO DI PARROCO. Tuttavia, quando si tratta poi di promuovere la cultura gay dentro la Chiesa, le Iene “simpatizzano” e si fanno promotori e difensori di quei sacerdoti che, come Carrega, “subiscono“, poveretti! l’ignoranza di quanti – a questo sporco gioco – non ci stanno.

Alla fine sono le Iene stesse a rivendicare la frase di papa Francesco, proprio per salvare le capre e i cavoli di Don Carrega sparando a zero: “e chi sono io per giudicare”? Però questa frase a Beniamino Stella, cardinale, che usa le Iene contro Don Minutella a sospenderlo a divinis, non frega nulla! Sì, vien da dire: TANA LIBERA TUTTI! Uscite allo scoperto, il gioco è finito, giochiamo a carte scoperte, è più divertente!

Non vogliamo fare i moralisti o del moralismo! OGNUNO PUO’ VIVERE COME VUOLE, ma non si può imporre agli altri ciò che agli occhi di Dio è sbagliato! Si stringe il cuore sentire di sacerdoti, vescovi e cardinali coinvolti in queste dispute perverse e pervertitrici, come la recente intervista del papa in aereo che, lo abbiamo sottolineato qui, è stata davvero imbarazzante! Imbarazzante perché il papa, messo alle strette dalle domande dei giornalisti, non ha fatto altro che doversi DIFENDERE, arrampicandosi sugli specchi, non perché lui avesse ragione, ma perché coloro che egli vuole difendere sono realmente avvoltolati nel fango della miseria umana, con l’aggravante che ci nuotano benissimo, clicca qui, e non solo non ne vogliono uscire, ma si stanno usando queste difese per sdoganare la perversione nella cultura cattolica.

Va detto a ragion del vero che, la famosa frase di Bergoglio: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?“, clicca qui testo originale, sempre estrapolata dal contesto nel quale egli intendeva riferirsi a quelle persone che “cercano il Signore, con buona volontà…”, fa presumere, nel linguaggio e nella cultura cattolica, che questi abbiano INTRAPRESO LA STRADA DELLA CONVERSIONE! Chi sta cercando il Signore, infatti, il primo passo che deve compiere, per trovarlo, è ABBANDONARE la via del peccato, perché lì NON lo troverà MAI!

Ecco perché parliamo di TRADIMENTO della “cultura cattolica” e perché la stanno stravolgendo, perché cardinali come Beniamino Stella, vescovi come Nosiglia o Lorefice, stravolgono la “cultura cattolica” usando niente meno che le Iene che, faranno anche bene il loro mestiere (il diavolo è perfetto nel suo inganno), ma che di cattolicità dimostrano di non capire nulla, oppure la conoscono e la deformano con la compiacenza dei Prelati affetti, oramai, dalla notorietà o timorosi “di cosa il mondo possa dire di loro“.

Non a caso ciò che fino a “ieri” era ancora discutibile, oggi non solo non lo è più, ma si usa la pastorale per sdoganare il peccato: qui il cardinale Max inventa la benedizione per le coppie omosessuali, così come ha pacificamente sdoganato l’aborto, così come la conferenza episcopale emiliana, in barba alla morte di Biffi e Caffarra, finalmente morti per loro, sdogana la benedizione delle coppie risposate con in piedi il matrimonio cattolico, clicca qui.

A ragione chiosa La Nuova Bussola: “… resta quel più che chiaro apprezzamento dell’operato di confronti di don Carrega espresso in coda al comunicato nel momento in cui annuncia che il corso viene sospeso per opportunità. Si badi bene: sospeso non vuol dire annullato e opportunità non significa altri ostacoli di natura teologico-dottrinale. Infatti Nosiglia addossa la colpa, guarda caso quando si è in difficoltà, ai giornali. E solo a questi“.

E questo discorso, infatti, vale per TUTTA l’eresia che oggi si sta tranquillamente sdoganando dentro la Chiesa, infettando e avvelenando la vera cultura cattolica. E certo che loro sono “calmi!” Loro, come demoni, ATTENDONO pazientemente l’arrivo delle “nuove generazioni” le quali, frequentando gli ambienti parrocchiali, diventati oramai delle vere paludi salmastre, acquitrini fangosi, sabbie mobili per l’Inferno, HANNO FEDE che queste nuove generazioni daranno loro ragione.

MA NON PREVARRANNO, lo sappiamo! Non lo diciamo tanto per consolarci, tanto per dire, tanto per tirarci su di morale o per metterci seduti in poltrona in attesa che… Loro fanno i conti senza il Cielo, cliccate qui! Oggi loro ridono, ma domani piangeranno (Lc.6,26) e non prevarranno! Tuttavia la battaglia è dura e non ci è concesso di disertare o di accomodarci sulle poltrone con le braccia conserte. Ci è chiesto di “metterci in gioco – PER CAUSA SUA“, a causa Sua, a causa DELLA SUA DOTTRINA che questi prelati, oggi, amano deformare e modificare (Mt.5,11-12 e ancora Mt.10,18).

Infatti il problema non sta in una lotta “politica” o contro le persone… quanto piuttosto in quel diabolico perverso disegno di voler distruggere IL PROGETTO DI DIO SULL’UOMO. E se “ieri” a farlo erano persone spesso fuori della Chiesa, la confusione nasce dal fatto che a farlo, oggi, sono I PRELATI, la gerarchia cattolica entrata in piena apostasia, contro Cristo.

«Il “partire dal positivo”  – spiega il domenicano Padre Riccardo Barile – è senz’altro un metodo valido, ma, senza la dichiarazione esplicita del peccato dal quale ritrarsi – per lo meno il “peccato oggettivo” come è formulato nella “dottrina” -, il metodo unicamente positivo rischia di non arrivare mai a indurre alla conversione, cioè rischia di fallire….» (cliccare qui).

Noi la pensiamo così, e ripetiamo, quanto disse Padre Cornelio Fabro in tempi non sospetti: «Il pubblico dei fedeli… si domanda sbigottito e smarrito che cosa sta accadendo. La stessa stampa laica, una volta sprezzante e assente, si sta buttando da qualche tempo sull’argomento come su un boccone ghiotto, gongolante nell’assistere allo spettacolo o regalo offerto dagli stessi teologi e uomini di Chiesa con l’affossamento di quelle verità che fino a ieri si presentavano eterne e che traevano da questa perennità nello scorrere del tempo l’efficacia di conforto sul male e di salvezza dal peccato…» (L’avventura della teologia progressista, Rusconi Editore, 1° edizione, gennaio 1974).

«Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio» (1Corinzi 6, 9-10).

Un pensiero riguardo “Tradimento: la neochiesa sdogana l’omoeresia

  1. Stavo preparando un piccolo contributo quando, stamani, Riccardo Cascioli ha fatto ciò che stavo per fare io. Spiegare, cioè, che il vero problema nella Chiesa oggi non è la “pedofilia” dei preti per la quale si parla, a veduta di sana ragione, di efebofilia, ma è un grave problema di omosessualità.
    Leggete qui l’articolo perché fa capire bene alcuni passaggi importanti:
    http://www.lanuovabq.it/it/chiesa-il-problema-non-e-la-pedofilia-ma-lomosessualita
    i cosiddetti casi di pedofilia – spiega Cascioli – sono in realtà nella stragrande maggioranza problemi di omosessualità.

    Le stesse statistiche spiegano due realtà tremende:
    la prima riguarda i numeri: l’85% degli adolescenti coinvolti sono maschi, il prete afflitto da questa patologia colpisce i maschi; solo un meno del 2% vede coinvolte le suore con le bambine, quando avevano collegi e scuole a tempo pieno o parrocchie. Il rimanente ha visto preti coinvolti con adolescenti femmine. Così come non troverete mai suore coinvolte in rapporti con maschi adolescenti.
    La seconda riguarda il fatto che questo 85% si è sempre dichiarato omosessuale. Una coincidenza?

    In sostanza, è doloroso ma anche onesto dire che Giovanni Paolo II ha una grave responsabilità per non aver alzato la mano per debellare pesantemente la piaga che si ingrandiva e diventava sempre più purulenta, e quando Ratzinger tentò nel 2000 di prendere in mano la situazione, anche se ottenne carta bianca dal Papa, il cardinale Sodano gli fu letteralmente ostile, come continua ad essere ostile oggi, continuando a lavorare dietro le quinte.
    Ratzinger si trovò letteralmente solo a combattere la lobby omosessualista in Vaticano. Da non sottovalutare che questa lobby è fra le artefici che hanno più lavorato alla sua Rinuncia.
    Si ricorderà bene il famoso Documento della CdF voluto da Ratzinger al quale apportò la sua firma Giovanni Paolo II:
    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19861001_homosexual-persons_it.html
    leggiamo questo passaggio imponente:
    “Tuttavia oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all’interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali. Quelli che, all’interno della comunità di fede, spingono in questa direzione, hanno sovente stretti legami con coloro che agiscono al di fuori di essa. Ora questi gruppi esterni sono mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana, che ci è stata pienamente rivelata nel mistero di Cristo.”

    Questa che viene chiamata oggi – lobby – ha vinto! e sta uscendo allo scoperto. Questi gruppi che prima operavano “fuori” della Chiesa, sono oggi non semplicemente dentro la Chiesa, ma perfino ai suoi vertici, e il cardinale Sodano lo sapeva e lo sa perfettamente, e non solo lui, ma anche la “mafia san Gallo”.

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