Corpus Domini ad Ostia? Il tripudio del nulla

“Ho invece avuto la percezione che quest’anno il Corpus Domini sia stato celebrato in tono minore in molte parti del mondo.   Qualche volta il sospetto è che la “Chiesa in uscita” sia interpretata come Chiesa che esce dal mondo, e non come Chiesa che entra nel mondo.  Quando si vive il Corpus Domini in tono minore si rischia di ingenerare la rincorsa all’organizzazione di attività talvolta ambigue se non erronee.” (mons. Luigi Negri, vedi qui testo)

Abbiamo ricevuto questa testimonianza – sulla Solennità del Corpus Domini, celebrata ieri dal santo Padre ad Ostia Lido – e desideriamo condividerla con i nostri Lettori, qui a seguire, dopo aver letto la frase sopra riportata, di mons. Negri, perché molto attinente.


Cari amici delle Cronache di papa Francesco, vi chiedo se fosse possibile pubblicare la mia personale testimonianza alla trasferta del santo Padre, ad Ostia Lido, per la Solennità del Corpus Domini.

Eviterò nomi di persone, parrocchia dove opero perché ritengo che sia più importante attenersi all’insieme dei fatti. Da quando il parroco ci avvisò della scelta di Francesco di venire ad Ostia Lido per celebrare la Solennità del Corpus Domini, all’inizio è stato un vero “dolce far niente”. Del resto è comprensibile, in programma c’era il mese di maggio ricco di attività per le Prime Comunioni e le Cresime, chiusura delle attività dell’anno pastorale e di conseguenza eravamo davvero oberati da tante cose.

L’organizzazione si è mossa più a livello diocesano, come a dire che chi ha lavorato duramente, effettivamente per questo evento, sono stati i sacerdoti e l’ufficio diocesano per gestire l’organizzazione. Tutto sommato, va detto, non c’è stata una frenesia per l’arrivo del Papa. Ma non c’è stata neppure alcuna preparazione adeguata alla Solennità del Corpus Domini.

Non ho ancora capito con quale criterio sia stata scelta la gente che poteva entrare nel recinto allestito per la santa Messa e delineato dalle transenne, che si potevano superare solo se avevi “il pass” (???), io sono andato lì con la famiglia verso le 16:00, calcolando che la Messa sarebbe iniziata alle 18:00, ma non sono potuto entrare nello spazio riservato (a chi?), pur dimostrando che ero parrocchiano della parrocchia X e che ero lì anche su invito del parroco il quale ci aveva assicurato che ognuno poteva accedere liberamente, non c’era bisogno di “biglietti”.

Confesso che mi ha dato molto fastidio dover assistere alla Messa dal “di fuori”, appoggiato a delle transenne, pazienza il sole in faccia, questo lo si offre come sacrificio, ma da dove si è capito poco e nulla della Messa. Non mi lamento per non aver ricevuto un posto che tutto sommato mi spettava, ma perché ero andato per la Messa del Corpus Domini e per la processione, e di tutto questo si è vissuto poco e nulla.

Devo dire che sono stato contento che l’impatto che si è avuto, comunque sia, non è stato per la “visita del Papa”, sì, forse per alcuni, o forse per molti è stato così, ma l’impressione e il clima che si è respirato non è stato questo. Il Papa l’abbiamo visto da lontano, per poco, e poi per la benedizione, al centro c’è stato davvero Gesù Eucaristia, ma sminuito il rito, sminuito il cuore di questa potenza, sminuito in tutto l’apparato liturgico.

Non saprei come spiegarlo, è stata una Messa “normale” a parte la processione che è stata molto misera nell’aspetto e nelle meditazioni. Per esempio, perché non far dire un rosario lungo il tragitto, invece di inventarsi preghiere associate all’attualità politica e sociale? Non parliamo poi dei canti seguiti con le chitarre e i bonghetti!! Qualche canto è stato alternato con Inni sacri della tradizione eucaristica, ma molto poco, troppo poco. Canti che con la Messa del Corpus Domini, nella Messa, non c’entravano davvero nulla e non aiutavano alla contemplazione, al Mistero che avrebbe dovuto essere stato solennizzato in modo del tutto appropriato, e in modo diverso che dalle altre Messe.

Spariti gli inginocchiatoi in tutti i sensi, nessun momento atto alla vera e silenziosa Adorazione la quale, se c’era, veniva dilaniata dalle chitarre! Per la Comunione mi sono inginocchiato appoggiandomi alla transenna, il sacerdote mi ha fatto alzare con un gesto di stizza e continuando a gesticolare, facendomi il cenno di alzarmi, tenendo quella povera Ostia santa in mano. Ho ringraziato Gesù anche per questa umiliazione e per averlo potuto ricevere alla bocca, almeno questo non mi è stato negato.

Ho fatto la processione… non c’erano ceri o candele, in compenso avevamo la prima turibolaia donna che con tanto di femminilità indossando il camice di un prete, alternava pose da indossatrice, aprendo la strada della processione. Qualcuno potrebbe rimproverarmi questo giudizio personale, ma che volete, se ciò è accaduto non è colpa mia. Posso essere colpevole del duro giudizio del quale chiedo perdono a Gesù, ma chi fa ammenda per aver offeso Gesù facendo vestire queste donne – c’erano anche quelle che amministrano la Comunione, tutti col camice del prete – come i preti? Completamente assenti i bambini nel candido camice che hanno da poche settimane ricevuto la Prima Comunione, una assenza che si è avvertita pesantemente.

Arriviamo finalmente all’altra chiesa da dove sarà impartita la benedizione eucaristica. Molti effettivamente si attendevano di “vedere” il Papa il quale, naturalmente, non si è inginocchiato mai davanti all’Eucaristia, così tutti e molti si sentono legittimati a doverlo imitare. Nella benedizione solenne pochi si inginocchiano, neppure i sacerdoti si inginocchiano più, sembra quasi che, l’inginocchiarsi davanti all’Eucaristia, sia diventato un gesto di sgarbo al papa!

La Solennità finisce qui, senza alcun dubbio lasciando tanta ed infinita dolcezza nel mio cuore, ma anche molta amarezza per come è stato trattato Lui, il Re dei re! E’ finita la Solennità, vincono quelli che chiamavano con disprezzo, questi riti, come ingombranti orpelli, vanità, spreco di materiale. Si potrebbe ridefinire questa Festa come “Semplicità del Corpus Domini”, arrivando ad eliminare lentamente, ma inesorabilmente, il contenuto mistico e del Mistero dei misteri. Gesù era semplice, Gesù era povero, Gesù ERA…! Non ci accorgiamo neppure che a noi, davvero i poveri, viene tolta la più autentica delle solennità e di ogni ricchezza.

Oggi mi è sembrato di vedere Gesù, spogliato delle vesti regali, mentre la sua Chiesa avrebbe dovuto rivestirLo di ogni cosa preziosa, la più preziosa, non solo per riaffermare il culto all’Ostia Santa, ma soprattutto perché noi, gente mortale, abbiamo ancora bisogno di segni e di gesti, abbiamo bisogno di cantare Inni liturgici intramontabili. Lo insegna Gesù che la Preghiera vera non sono le mille parole, oggi sparate ogni volta come fossimo all’interno di comizi politici e sociali, ma sono i Salmi, è il santo rosario e sì perchè, e concludo, a Maria Santissima è stato dato l’ultimo posto.

Sia nella Messa (comprensibile, dicono), quanto nella Processione, neppure una Ave Maria, neppure una Salve Regina, solo al termine, alla chiusura, dopo riposto il Divin Figlio, finalmente un canto a Maria, ma rigorosamente moderno, non liturgico, nessun Inno, nessun riferimento a Lei in quanto Madre di quel Corpo donato.

Caro Gesù, che cosa dire? Rientro a casa sconsolato e un pochino derubato, ma anche fiero di averti tenuto compagnia. Grato al fatto che comunque è stato fatto, anche se sminuendoti nel giorno che avrebbe dovuto essere la tua solennità, se i termini valgono ancora ciò che significano. Grato ai tanti sacerdoti che sembrano non comprendere quando gli parli di questa sofferenza che ti stringe il cuore, alcuni ti ridono in faccia, altri ti compatiscono, altri ti dicono che non hai capito nulla.

Forse è così Gesù, perché ignorante lo sono, ma un dubbio resta: questa chiesa oggi del mondo, crede ancora alla tua reale presenza nell’Eucaristia, oppure fa tutto solo per una tradizione svuotata della tua Anima e Divinità? Abbi pietà di me, e fa che l’anno prossimo, papa Francesco, non venga qui pensando che siamo una favelas senza di Te, o che bisogna ridurre ogni sfarzo che si addice alla tua statura, per tentare di soddisfare noi, i poveri della periferia. Perché Tu lo sai, saremo anche poveri e con pochi mezzi, ma alla regalità di Cristo ci teniamo ancora, con tutto lo sfarzo che questo comporta.

Un cittadino, cattolico, di Ostia-Lido

(lettera firmata)

7 pensieri riguardo “Corpus Domini ad Ostia? Il tripudio del nulla

  1. Si potrebbe dire che ha vinto la mediocrità. Disattesa anche la Sacramentum Caritatis in cui Benedetto XVI afferma l’importanza del canone da dirsi in latino, proprio in queste Messe pubbliche e solenni. E’ vero che la maggior ricchezza per Gesù sono i veri poveri, ma è anche vero che per la Chiesa ogni ricchezza di materiale è l’unico mezzo che ha per rivestire almeno la sacra Liturgia, specialmente se è detta di solennità. Grazie per questa toccante testimonianza.

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  2. Voglio ringraziare per questa dolorosa testimonianza condividendo il pensiero di un vescovo dell’800, da una raccolta di omelie, quando erano gli eretici a voler spogliare la Chiesa. Direi che è molto attuale:
    “Un’imposizione non spetta l’altra, e sembra che Dio sensibilmente punisca lo spogliamento della sua Chiesa collo spargere nelle popolazioni una povertà universale, e dimostrare col fatto, che i possedimenti della cattolica Chiesa ben lontani dall’esser nocivi ai governi, erano ad essi utili e necessari.
    Infatti, nel fondo, questi beni chi li godeva? Erano impiegati principalmente, eccerto, ad alimentare il pubblico Divin Culto, indispensabile e necessario al buon ordine ed alla pubblica tranquillità; ne godevano gli operai, che si rendevano abili nelle loro arti, ne godevano tanti indigenti famiglie abbondevolmente sovvenute, ne godevano i poveri che si affollavano alle ecclesiastiche comunità e non erano mai rimandati senza soccorso….”
    (Mons. Adeodato Turchi, Vescovo di Parma, dalle Omelie stampate nel 1800)
    Ciao a tutti, Carlo.

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  3. Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
    Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti, piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
    Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente.
    Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo, soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
    Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
    Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me, e mi tieni quaggiù crocifisso con te
    Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo.
    Preghiera di S. Giovanni Maria Vianney, usata dal grande papa Benedetto XVI per l’Anno Sacerdotale 2009-2010
    Grazie per questa testimonianza toccante e dolorosa, ma anche bella per l’amore a Gesù, Signore Nostro.
    Alessandro, da Roma

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  4. Io c’ero, ieri ad Ostia e dal papa e mi sembra esagerato il piagnisteo dell’autore della lettera aperta. C’era tanto entusiasmo invece per l’arrivo di Francesco, il nostro papa, uno come noi e forse per questo senza tutti gli orpelli del passato. Abbiamo cantato e siamo stati tutti in festa, è stato un bellissimo pomeriggio. Ieri Ostia è stata una grande parrocchia all’aperto con una sola comunità credente attorno al suo amato papa. E considerato tutto che c’era il mare e i villeggianti, è andata molto bene. Lo scrivente non pretendeva forse di portare l’organo in piazza e morire di noia con canti antichi? Svegliatevi voi, la messa è festa, non noia!

    ___________________________

    RISPONDIAMO QUI

    Gentile Angelito, guardi… per vera carità fraterna non commenteremo il suo intervento che andrebbe analizzato rigo per rigo, vista la profondità del suo pensiero, e non abbiamo tutto questo tempo, peccato.
    Ma possiamo darle un consiglio: cerchi GESU’ IL CRISTO Vivo e vero, perchè dalle sue parole è la conferma che lei non lo ha ancora incontrato e, le sue parole, ci confermano che l’Autore della testimonianza, ha ragione da vendere, e da regalare. 😉

    Fraterni saluti, lo Staff di “cronicas….”

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    1. Angelito, eri così occupato dall’idolatria bergogliana che ti sei dimenticato di incontrare Gesù Cristo!
      Ma vai a farti benedire!! Forse confondi la messa con la balera del lungomare.

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  5. Una lettera forte che dovrebbe scuotere la nostra Fede a proposito della quale ecco cosa diceva Benedetto XVI nell’ultima intervista che ha fatto:

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  6. Bella testimonianza.. ma che tristezza !! “Uno come noi, senza tutti gli orpelli del passato…” il problema è che anche Gesù lo abbiamo ridotto ad “Uno come noi”, un “compagno di merende” con cui avere una profana contiguità. La totale perdita del Sacro trasforma la Liturgia in empia parodia, i canti in intrattenimento da gita in torpedone, la processione in sfilata di majorette, l’Eucarestia, dove è vietato inginocchiarsi, in momento di ristoro, proprio come la festa dell’Essere Supremo del 20 pratile. I celebranti che non si inchinano per non dare un dispiacere al papa fanno venire in mente: “..e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam…..”. Non è più Dio al centro della Cerimonia ma l’uomo che ha bisogno di “passare un bellissimo pomeriggio”. L’uomo con le sue conquiste, l’uguaglianza, la libertà, la fraternità, la emancipazione, la parità… quale momentaneo refrigerio per Lutero e Voltaire !
    Claudio Gazzoli

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