Vi benedico, anzi no! cioè sì, però… a modo mio…

La non benedizione è come il non compleanno nel mondo alla rovescia di “Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Che poi, a legger bene una sorta di benedizione c’è stata, ma non è stata quella “cattolica”, non è stata quella di “Pietro”, non è stata “apostolica”… Per comprendere la profonda riflessione che  Claudio Gazzoli ha voluto condividerci, in tutta la sua piena drammaticità, è necessario ricordare ai nostri Lettori che il caso non è nuovo e non unico. Bergoglio, fin dai tempi dell’arcivescovado a Buenos Aires e la sua amicizia con i Pentecostali e con i non cristiani, aveva già sviluppato una forma SINCRETISTA dei saluti e delle benedizioni, atte a “non disturbare” i non credenti, se cliccate qui già dal 2016 ne parlammo: Vaticano, quelle onde (anomale) al posto delle benedizioni…  ma anche all’apertura del sinodo per i giovani, iniziata senza una vera benedizione, clicca qui.

ATTENZIONE: AGGIORNIAMO L’ARTICOLO PER UNA NOTIZIA APPARSA IERI QUI.

La notizia è importante perché ci riporta una lettera firmata da Benedetto XVI nel novembre 2017 che contiene la “benedizione apostolica” con la firma di Ratzinger da Papa… La questione è molto anomala perchè, in teoria, un Papa “ritirato” non dovrebbe usare certe espressioni solo in uso al Pontefice regnante. Noi non ne traiamo alcuna conclusione, ma anche questo fa parte delle “cronache…” e ci consente di ragionare sul fatto anomalo che abbiamo: un Papa che si è ritirato che benedice apostolicamente, mentre abbiamo il papa regnante che rifiuta di dare la benedizione apostolica…

Riprendiamo ora l’articolo.

Il problema, però, è che qui non viene negata una benedizione, ma “solo” cambiata e modificata, il ché è anche ben peggiore perché – la benedizione cattolica – è APOSTOLICA, ossia, non è stata inventata da un Papa o dalla Chiesa, si dice “benedizione apostolica” perché viene appunto DAGLI APOSTOLI e tutti i Successori dell’Apostolo Pietro, il primo Papa, l’hanno adottata così come è nata nel Nuovo Testamento, dalle Lettere dette Apostoliche. E’ bene chiarire alcuni aspetti fondamentali prima di lasciarvi alla lettura di Claudio.

Questa Benedizione Apostolica è il sigillo, se vogliamo, dell’autorità di Pietro che viene impartita o in forma semplice – come è il caso delle Udienze, la Messa e gli Angelus – o in modo più solenne come è quella impartita per la Benedizione Urbi et Orbi, ossia alla Città di Roma e al mondo intero. Ora… a voler essere ragionevoli e conseguenziali (o consequenziali) all’atteggiamento intrapreso da Bergoglio: dovremo forse attenderci un cambiamento pure nelle Benedizioni Urbi et Orbi? E sì perché, seguendo la logica di Bergoglio, nel mondo, non sono mica tutti “cattolici”, il Messaggio CRISTIANO che il Papa esprime alla Città di Roma e al mondo intero, prevede anche la Benedizione APOSTOLICA.

Ma papa Francesco ha deciso di modificare l’immagine e il RUOLO del Pontefice. Tutto sommato non è affatto un problema, lo può fare se…. si limitasse agli aspetti ESTERIORI come da cinque anni sta facendo. Comincia a diventare un PROBLEMA TEOLOGICO quando il Papa inizia a toccare ciò che NON è in suo potere. La Benedizione Apostolica, appunto, è una di queste realtà che non può affatto modificare perché, come abbiamo spiegato, viene dagli Apostoli.

  • Se non c’è nessun senso ci risparmiamo un mondo di fastidi, perché non abbiamo nessun bisogno di trovarcene uno.” (da Alice nel Paese delle meraviglie)

Infine, dicevamo, una “benedizione” c’è stata ma… di quale tipo? di qual genere? Sparisce la BENEDIZIONE NEL SEGNO DELLA SANTISSIMA TRINITA’ e compare il “ciao-ciao”, la nuova “onda energetica” di un dio ANONIMO che possa soddisfare TUTTI.

  • “Allora dovresti dire quello a cui credi”, riprese la Lepre Marzolina.
  • “È quello che faccio”, rispose subito Alice; “almeno credo a quello che dico, che poi è la stessa cosa.”
  • “Non è affatto la stessa cosa!”, disse il Cappellaio. “Scusa, è come se tu dicessi che vedo quello che mangio è la stessa cosa di mangio quello che vedo!”

 


Senza titolo-1

LA PAURA DI TESTIMONIARE

A guardare, stupefatto, il video della “non benedizione” impartita ai giovani a Palermo, mi è venuta in mente Santa Cecilia e la sua tomba nella chiesa omonima in Trastevere. Luogo di purezza somma dove possiamo portare ad incenerire le nefandezze che avvengono quotidianamente nella nuova chiesa. Ogni 7 giorni circa c’è un martire Cristiano nel mondo. Non possono scegliere, non ne hanno neanche il tempo. Vengono massacrati in attentati, ovviamente senza preavviso. Ai primi martiri veniva data una possibilità, potevano anche far finta di adorare in pubblico i dei pagani per ritornare in privato alla loro fede.

Che cosa lega la sublime scultura di Stefano Maderno che raffigura Santa Cecilia, riprodotta così come fu ritrovata nella sua tomba, alle facce insolenti che attorniano uno stralunato vescovo di Roma a Palermo, nel video di cui allego il link?

La TESTIMONIANZA, proclamata col coraggio di una FEDE immensa da Cecilia e invece negata per paura, a causa di una fede smarrita, dalla Chiesa di oggi.

In fondo, ragionando con le odierne categorie, ma chi glielo ha fatto fare ad una ragazza bellissima, figlia di una nobile famiglia romana, a rifiutarsi di incensare e NON OFFENDERE la statua dell’imperatore, avendo in salvo la propria vita?

Ho cercato di trascrivere il testo della NON BENEDIZIONE:

  • “..Vorrei darvi la benedizione, io so che tra voi ci sono giovani cattolici, cristiani, di altre tradizioni religiose, alcuni agnostici, per questo darò la benedizione a tutti e chiederò a Dio che benedica quel seme di inquietudine che è nel vostro cuore: “Signore, Signore Dio guarda questi giovani, tu conosci ognuno di loro, tu sai cosa pensano, tu sai che hanno voglia di andare avanti, di fare un mondo migliore. Signore, fateli ricercatori del bene e di felicità. Fateli operosi nel cammino e nell’incontro con gli altri, fateli audaci nel servire, fateli umili nel cercare le radici e portare avanti per dare frutti, avere identità, avere appartenenza. Signore, Signore Dio accompagna tutti questi giovani nel cammino e benedire tutti, amen”

Poi un gesto di saluto “circolare” non un segno di benedizione.

Mi chiedo quale benedizione? nessun segno di benedizione… abbiamo superato anche i segni liturgici a favore solo della sola parola? Ma poi la benedizione quale invocazione della grazia di Dio o di un dio di tutti, sincretico, omnireligioso… ?

Quindi il riferimento alla INQUIETUDINE dei giovani: ma la “inquietudine” (dal voc. TRECCANI: l’essere inquieto; stato d’animo turbato, senso di apprensione, di ansia provocato soprattutto da incertezza, timore, preoccupazione) casomai va superata e il capo della Chiesa dovrebbe dire che la inquietudine si dissolve in Gesù, unica soluzione per i nostri timori terreni, le nostre ansie, le nostre preoccupazioni. Questa inquietudine, invece, ha qualcosa di inquietante…

Non poteva mancare il riferimento programmatico al “mondo migliore” ma è proprio questo lo scopo primario dell’essere Cristiani? La felicità si trova ricercando il bene (quale bene ?) o seguendo Gesù.

Alla fine quel gesto “rotatorio” fatto con la mano della benedizione… è per non offendere o si tratta del nuovo segno della nuova religione universale?

Non è che per non oltraggiare qualche agnostico, presente alla messa per dovere o per non dispiacere alla mamma o alla moglie, o qualche curioso ateo o di altra religione, che potrebbe essersi intrufolato, il celebrante non darà più la benedizione finale? o magari rivedremo presto quel gesto rotatorio? O magari non procederà alla consacrazione per non recare fastidio ai celiaci e agli astemi presenti, o non reciterà il credo per non urtare qualcuno che potrebbe non crederci, o, magari, alla fine, trasformare la santa messa in mensa eucaristica per non oltraggiare la moltitudine di cattolici ammaliati, come quelli del “cerchio magico”, dalla dottrina del grande riformatore.

La non benedizione è come il non compleanno nel mondo alla rovescia di “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Ormai tutto è “INVERTITO” nel mondo parallelo dell’antimateria (o dell’antispirito). Sarebbe buffo se non fosse tremendamente tragico. Ma forse siamo noi, “cani selvaggi”, che non capiamo, non abbiamo alcuna possibilità di comprendere la logica sofisticata, il recondito contenuto di spiritualità, alla rovescia (ma “alla rovescia” mi ricorda qualcuno…), come qualche religioso sta tentando di spiegarci, della copertina del catechismo per bambini con una coppia omo, dei paramenti sacri indossati da volgari cortigiane fotografate poi in affettuoso abbraccio con chierici impudichi, dei balletti davanti all’altare e tanto altro ancora… Siamo troppo banali e troppo normali. Siamo fatti di elettroni con carica negativa e protoni con carica positiva.

Per fortuna, nel mondo normale, la CHIESA VERA, prima dell’inversione, ha da dirci parole eccelse. Ne cito alcune, tanto sono “paurosi” e non avranno il coraggio di “martirizzarmi”.

da Evangelii Nuntiandi di Paolo VI (Santo il prossimo ottobre)

  1. EVANGELIZZAZIONE, VOCAZIONE PROPRIA DELLA CHIESA
  • “La Chiesa lo sa. Essa ha una viva consapevolezza che la parola del Salvatore – «Devo annunziare la buona novella del Regno di Dio» [34] – si applica in tutta verità a lei stessa. E volentieri aggiunge con S. Paolo: «Per me evangelizzare non è un titolo di gloria, ma un dovere. Guai a me se non predicassi il Vangelo!» [35].  ….. «Vogliamo nuovamente confermare che il mandato d’evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa» [36], compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della società attuale non rendono meno urgenti. Evangelizzare, infatti, è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare ed insegnare, essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio del Cristo nella S. Messa che è il memoriale della sua morte e della sua gloriosa risurrezione”

dal DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II a Toronto VEGLIA CON I GIOVANI Sabato27 luglio 2002:

  • ….Cari giovani, lasciatevi conquistare dalla luce di Cristo e fatevene propagatori nell’ambiente in cui vivete. “La luce dello sguardo di Gesù – è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica – illumina gli occhi del nostro cuore; ci insegna a vedere tutto nella luce della sua verità e della sua compassione per tutti gli uomini” (n. 2715).
  • Nella misura in cui la vostra amicizia con Cristo, la vostra conoscenza del suo mistero, la vostra donazione a Lui saranno autentiche e profonde, voi sarete “figli della luce”, e diventerete a vostra volta “luce del mondo”. Perciò io vi ripeto la parola del Vangelo: “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,16).

da MESSAGGIO DI San GIOVANNI PAOLO II PER LA IV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’  27 novembre dell’anno 1988:

  • “….La verità è l’esigenza più profonda dello spirito umano. Soprattutto i giovani sono affamati della verità intorno a Dio e all’uomo, alla vita ed al mondo. Nella mia prima enciclica «Redemptor Hominis» ho scritto: «L’uomo che vuole comprendere se stesso fino in fondo, – non soltanto secondo immediati, parziali, spesso superficiali e perfino apparenti criteri e misure del proprio essere – deve, con la sua INQUIETUDINE e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte, avvicinarsi a Cristo» («Redemptor Hominis, 10). Cristo è la parola di verità, pronunciata da Dio stesso, come risposta a tutti gli interrogativi del cuore umano. E’ colui che ci svela pienamente il mistero dell’uomo e del mondo.
  • – Hai già scoperto Cristo, che è la vita?
  • Ciascuno di voi desidera tanto vivere la vita nella sua pienezza. Vivete animati da grandi speranze, da tanti bei progetti per l’avvenire. Non dimenticate, però, che la vera pienezza della vita si trova solo in Cristo, morto e risorto per noi. Solo Cristo è capace di riempire fino in fondo lo spazio del cuore umano. Egli solo dà la forza e la gioia di vivere, e ciò nonostante ogni limite o impedimento esterno….”

Non oso neanche pensare di poter essere degno di COMMENTARE.

Un “cambio di paradigma” o UN CAMBIO DI RELIGIONE !?

Claudio Gazzoli – Monterubbiano (FM)


Vogliamo ringraziare la signora Enza Pasquali perché ci hanno segnalato – da YouTube – che ha dato voce all’articolo e al bel testo di Claudio:

7 pensieri riguardo “Vi benedico, anzi no! cioè sì, però… a modo mio…

  1. Buongiorno, buonasera, buon pranzo, buon pisolino, buon dialogo, buon cammino….
    Ora siamo arrivati anche alla non-benedizione. E perché zero benedizione?
    Perché “fra voi vi sono giovani cattolici, cristiani, appartenenti ad altre religioni, e anche agnostici”.
    E pertanto, ‘per rispetto’ a quegli alcuni (buono il pretesto) che hanno bisogno di essere benedetti PIU’ DEL PANE CHE MANGIANO, si nega la benedizione a tutte le altre migliaia presenti. Meglio un bello sventolare di mano a mo’ di ciaone a tutti quanti.
    E almeno “Sia lodato Gesù Cristo” per quelle migliaia che credono?
    Nemmeno per sogno, con questo papa.
    Siamo all’inaudito. Nemmeno più alla A dell’ABC.
    Satanasso, per l’ennesima volta, sghignazza al parossismo.

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  2. Riflettendo, caro Claudio che ringrazio, il punto è che, Bergoglio, come è evidenziato dalle sue stesse parole, non nega di benedire, ma lo fa a modo suo, è lui che gestisce tutto, una benedizione dal basso, come la intende lui, facendo fuori in un colpo solo ciò che era ed è la benedizione papale, sia essa in forma semplice, quanto solenne.
    Mi viene da pensare all’Angelus: chi dice a Bergoglio che in piazza ci siano solo i Cattolici?
    E’ evidente che per lui quella dell’Angelus non si tocca, perchè è per quello che la gente va a quell’appuntamento. Ma nelle altre occasioni la gente va ad “ascoltare” il papa e di conseguenza – la benedizione – sarà SOGGETTIVA ….
    Il cambio di paradigma è in atto e che porterà anzi, lo sta già portando, inevitabilmente, lo stravolgimento anche della religione cattolica, della sana Tradizione.

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  3. ha fatto bene la redazione ad aggiungere il dialogo tra Alice e il Cappellaio… che prosegue:
    – Sarebbe come dire, – soggiunse la Lepre di Marzo, – che «mi piace ciò che prendo», sia lo stesso che «prendo ciò che mi piace?» – Sarebbe come dire, – aggiunse il Ghiro che pareva parlasse nel sonno, – che «respiro quando dormo», sia lo stesso che «dormo quando respiro?».
    In questo “ribaltamento” c’è tutta la nostra modernità.
    Molto attuale Lewis Carrol, in tutti i sensi…

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  4. Nessun dubbio l’indovinata associazione di idee tra il mondo delle meraviglie, il mondo all’incontrario, alla rovescia dell’incantevole Alice, e la realtà drammatica ma santa ed immortale della bellissima e vera Cecilia. Mi complimento con Claudio per i suoi pensieri lucidi e drammatici, laici ma molto cattolici, di un pensiero cristiano ancora genuino che sa scorgere nei Santi quelle risposte a cui tutti aneliamo.
    Ho letto nell’aggiornamento della firma con benedizione apostolica di Benedetto XVI, ritiratosi, e accostandola alla cronaca di un papa regnante che si rifiuta di dare questa benedizione apostolica per non suscitare malcontenti, quanto sia davvero una situazione anomala e persino grottesca.
    Ho degli amici agnostici che non sono neppure battezzati, quasi fieri della loro posizione che però, quando dico loro: prego Gesù per voi, che la Vergine Santa vi illumini la strada e benedica la vostra conversione, non si sono mai offesi, al contrario, suscita in loro una sana inquietudine e mi dicono grazie, mi dicono che sono felici di questa benedizione.
    Solo uno si rivolterebbe per terra avvoltolandosi come un verme se ricevesse una tale benedizione apostolica: il demonio!

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  5. Mi sembra appropriata questa piccola riflessione, a commento del gesto di Francesco di dire che dà la benedizione ai giovani presenti, ma poi non la imparte in forma apostolica, solo una scialba preghiera, fra l’altro grammaticalmente scorretta, e un ‘ciao’ con mano roteante. Prendo spunto dal Vangelo di Matteo 15, 21-28, l’episodio in cui Gesù mette alla prova la Fede della donna, che pure è Cananea (pagana) e gli chiede la guarigione della propria figlia: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini!” La Cananea replica: “E’ vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”, suscitando l’ammirazione del Maestro e ottenendo il miracolo desiderato. EBBENE FRANCESCO NEGA IL PANE AI PROPRI FIGLI CATTOLICI CHE CREDONO, PER NON DARE LE BRICIOLE AGLI ‘AGNOSTICI’ E A QUELLI CHE NON CREDONO.

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  6. Anch’io sono rimasta sconvolta quel giorno, quando ho visto che faceva solo “ciao ciao”. E’ chiaro che se uno (anche se non cattolico) va ad ascoltare il Papa si aspetta anche che ci siano parole e gesti cattolici. A maggior ragione dove il cristianesimo è parte integrante della storia e della cultura di quel luogo.
    E vedere che il capo della nostra religione è il primo che ha “paura” (almeno spero che sia “solo” paura) di testimoniare mi mette una grandissima tristezza (e inquietudine).
    Sono arrivata al punto di pregare per la conversione del Papa.

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