Vi benedico, anzi no! cioè sì, però… a modo mio…

La non benedizione è come il non compleanno nel mondo alla rovescia di “Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Che poi, a legger bene una sorta di benedizione c’è stata, ma non è stata quella “cattolica”, non è stata quella di “Pietro”, non è stata “apostolica”… Per comprendere la profonda riflessione che  Claudio Gazzoli ha voluto condividerci, in tutta la sua piena drammaticità, è necessario ricordare ai nostri Lettori che il caso non è nuovo e non unico. Bergoglio, fin dai tempi dell’arcivescovado a Buenos Aires e la sua amicizia con i Pentecostali e con i non cristiani, aveva già sviluppato una forma SINCRETISTA dei saluti e delle benedizioni, atte a “non disturbare” i non credenti, se cliccate qui già dal 2016 ne parlammo: Vaticano, quelle onde (anomale) al posto delle benedizioni…  ma anche all’apertura del sinodo per i giovani, iniziata senza una vera benedizione, clicca qui.

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Quelle “corna” che però non son belle nelle mani di un Papa

Insomma, anche NOI CATTOLICI ABBIAMO UN LINGUAGGIO DEI SEGNI  – universale appunto – MOLTO APPROPRIATO il quale, purtroppo, si sta perdendo anch’esso nelle “novità”.

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