Austria e Germania: Sacramenti a pagamento… e Bergoglio tace!

Rimanendo sulla scia delle testimonianze prendiamo in prestito, oggi, quelle fornite da La Nuova Bussola Quotidiana, vedi qui, per approfondire un argomento spinoso che però, deve essere detto chiaramente, non è la “cronaca di oggi“, ma un vero tormentone che dura da anni e tutti gli ultimi Papi hanno taciuto, e tacciono.

Se sei cattolico e risiedi in una diocesi, una parrocchia in Austria o in Germania e non paghi LA TASSA annuale, non puoi ricevere i Sacramenti… Non è uno scherzo!! Ma un vero abuso di cui si parla da anni, ma che nessun Papa – seppur denunciando l’inconsistenza della assurda pretesa –  è riuscito a risolvere. E perché non riescono a risolvere questo dramma? Semplice! I SOLDI!!!

Questa povera persona che testimonia i fatti, un padre di famiglia con tre figli, ha scritto anche a Padre Amorth per avere delucidazioni in merito dal momento che, essendosi rifiutato di pagare la tassa, si è trovato a sentirsi dire addirittura di essere SCOMUNICATO…. La risposta che ricevette nel 2010, fu la seguente: “… un sistema così barbaro! Ritengo senz’altro invalida la scomunica e le conseguenze elencate – Dubito che in Vaticano si sappiano certe cose – Agite con serenità e con la libertà dei figli di Dio – Benedico, in Gesù e Maria – Gabriele Amorth”

Contestiamo però al grande e puro di cuore Padre Amorth il fatto che – in Vaticano – non si sapesse di questa “barbara” situazione…. Lo sapeva Paolo VI, lo sapeva Giovanni Paolo II e lo sapeva Benedetto XVI il quale, da un ritorno della visita in Germania gli venne fatta proprio una domanda su questo tema, egli rispose che era una situazione inaccettabile…. ma poi? Più nulla. Lo stesso Francesco è al corrente e non solo per aver vissuto in Germania seppur per un breve tempo di studio, ma anche oggi ha denunciato più volte che: “i Sacramenti sono gratuiti, non si devono pagare”, i preti che esigono un compenso per questo, sono DISONESTI…. ma poi? Più nulla, alle denunce non seguono mai i fatti!

Il Kirchenbeitrag austriaco infatti (così è chiamata questa tassa obbligatoria per i cattolici in Austria) non è cosa nuova…. venne istituito nel 1939. Prima di questa data la Chiesa cattolica austriaca aveva a disposizione per il proprio mantenimento il cosiddetto Religionsfond, un fondo statale istituito nel 1782 dall’imperatore Joseph II, creato dalla confisca e gestione statale dei possedimenti della Chiesa. Il regime nazista dopo la presa del potere confiscò tutti gli introiti del Religionsfond ed istituì il Kirchenbeitrag. Dopo la fine della guerra si decise di continuare a mantenere questo contributo finanziario per il sostentamento della Chiesa Cattolica in Austria…. In Germania idem, questa tassa risale alla Repubblica di Weimer (articolo 137 della Costituzione).

L’ammontare del contributo da pagare (annualmente) equivale al 1,1 percento del reddito imponibile annuo (Lohnsteuerbemessungsgrundlage), meno 50 € di esenzione fissa (comunque minimo € 90 annuali), mentre in Germania può salire persino tra l’8% per gli evangelici protestanti alla loro chiesa,  e il 9%…. per i cattolici…. con tale giochetto, la chiesa di Marx guadagnò solo nel 2017 ben oltre il miliardo di euro….  Il Kirchenbeitrag è un contributo finanziario per l’appartenenza alla Chiesa cattolica in Austria, e l’unico modo ufficiale per non pagarlo è distaccandosi dalla Chiesa.

Le conseguenze di questa uscita dalla Chiesa sono tra l’altro l’impossibilità di ricevere la comunione, di sposarsi in Chiesa o di ricevere una funziona religiosa in caso di decesso. Questo significa che i sacramenti ricevuti verranno annullati, in pratica una sorta di “scomunica”, sebbene in base a queste ricerche da un punto di vista teologico non sarebbe mai possibile uscire dalla Chiesa cattolica, poichè il battesimo non può essere annullato e proprio per questo, la scomunica che ne segue, è ancora più dolorosa e pure ingiusta dal momento che essa riguarda questioni TEOLOGALI e non di soldi o patrimoniali. Così si consiglia ai residenti, vecchi e nuovi, DI NON DICHIARARE L’APPARTENENZA ALLA CHIESA CATTOLICA, lasciando in bianco la voce interessata alla presentazione del Meldezettel (lasciando semplicemente in bianco l’apposito spazio Religionsbekenntniss). In questo nessuno conoscerà la vostra religione e i vostri dati non verranno comunicati all’ufficio competente. Questo è ovviamente possibile solamente la prima volta che presentate il Meldezettel…. perchè… se avete ricevuto i BOLLETTINI DI PAGAMENTO E VENGONO IGNORATI… vi aggiungeranno la mora… e voi dovrete pagare il doppio….

A tal riguardo aggiungiamo, grazie ad un nostro Lettore nei commenti, Luigi, la testimonianza offerta nel 2013 dal Padre Ariel S. Levi di Gualdovedi qui – «Da queste parti, ti senti dentro una Chiesa Cattolica?».

Ora veniamo al dunque. Sia la Chiesa in Austria quanto quella in Germania il cui sistema è lo stesso, si giustificano accusando – gli italiani che si lamentano di questo “barbaro sistema” – che questa tassa è pacifica, è l’equivalente del nostro 8xmille alla Chiesa italiana….  e che la tassa da loro versata è poi deducibile in parte dalle tasse amministrative nella dichiarazione dei redditi. Tutto bene dunque? NO! Perché il nostro 8xmille non va a gravare sullo stipendio del soggetto in questione. Inoltre, se un cattolico in Italia decidesse di non firmare più questo sostegno alla Chiesa, non viene scomunicato… Perché, sia ben chiaro, il problema non è il sostegno alla Chiesa, ma il “sistema barbaro” IMPOSTO quale ricatto, a danno DEI SACRAMENTI che sono sempre stati GRATUITI…

Volete una prova?

  • Siamo pure profondamente addolorati che, sull’esempio degli eretici, siano state imposte tasse che i cattolici debbono corrispondere in occasione del Battesimo dei bambini e della celebrazione del Matrimonio. Questo contrasta apertamente con le norme e la prassi della Chiesa cattolica. Ti ricordiamo che ciò non è mai lecito. Può essere solo ammessa una modica tassa in occasione dei funerali, da determinare in base alle diverse condizioni delle persone, ma sempre rispettosa della carità: questa esige che i poveri autentici siano sepolti e fruiscano del suffragio delle preghiere prescritte dal rituale cattolico senza alcun emolumento. In questo modo, non solo il clero cattolico sarà esente da ogni macchia di avarizia – il che è asservimento agli idoli – ma potrà più agevolmente convincere gli eretici ad abbracciare la religione cattolica.” (Papa Gregorio XVI – Inter gravissimas – 3 febbraio 1832)

Cosa insegna, allora, la Chiesa in materia che, come afferma papa Gregorio E’ SEMPRE STATA LA PRASSI?? Una sola e semplice ammonizione che deve riguardare LA RESPONSABILITA’ PERSONALE del Cattolico a “SOVVENIRE LE NECESSITA’ DELLA CHIESA”…. Questo monito fa parte dei famosi 5 Precetti della Chiesa, che sono così riepilogati nel Compendio del Catechismo:

  • «Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.»
    «Confessare i propri peccati almeno una volta all’anno.»
    «Ricevere il sacramento dell’eucaristia almeno a Pasqua.»
    «Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.»
    «Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità

Precetti validi in tutto il mondo, eppure in alcune parti dell’Europa sono anni che questo non viene applicato o, se viene applicato, abbiamo visto come. Il povero Alessandro de Cristoforo, ha spiegato bene a La Bussola il perverso meccanismo di una Chiesa che da un lato violenta la dottrina e dall’altro si comporta come un esattore delle imposte qualunque, capace di trattare i sacramenti come un semplice servizio da erogare…

Si può davvero affermare che i Papi, o lo stesso Vaticano non sapessero e non sappiano della vicenda? Ovvio che no! E poiché la questione rientra in questi “accordi” tra Stato e Chiesa locale, la Santa Sede e il Papa stesso si sono sempre ben guardati “dall’impicciarsi”, dall’intromettersi dimenticando però –  e questi tutti i Papi – che quando si tratta di SACRAMENTI E DI RICATTI MORALI, di REGALARE UNA SCOMUNICA A SUON DI SOLDONI allora no!! Ci spiace, ma questo è un affare che qualunque papa deve risolvere e deve denunciare pubblicamente come fece Gregorio XVI che impose, semmai, la soluzione del problema ricordando come, questi metodi, SONO PROTESTANTI.

Tutta questa storia ci fa capire come certo ago della bilancia sia davvero caduta nella più becera delle motivazioni: I SOLDI…. che per carità, sarebbe anche falsa umiltà affermare di non averne bisogno…. Ci viene a mente qual grande parroco del Santo Curato d’Ars… che di soldi non ne aveva neppure per mangiare e che si dilettava a raccogliere la cera sciolta per fare nuove candele che mai faceva mancare al Santissimo Sacramento… eppure dispensava a piene mani tutti i Sacramenti e lui e la sua comunità, nessuno è mai morto di fame. Ed è curioso come per la Messa, la stessa dottrina che si vuole cancellare con la giustificazione di “ritornare alle origini“, non contempli MAI come la Chiesa abbia sempre aborrito LA DECIMA…. certamente lasciando alle chiese locali di trovare i sistemi più idonei per farsi aiutare, ma mai imponendola quale sistema di ricatto ai Sacramenti, e persino con l’aggravante della minaccia di una scomunica.

I Santi ci hanno sempre insegnato, e per la verità anche il vero Magistero pontificio di sempre, che mai viene meno quel riferimento alla “decima” descritta dai Vangeli e nel famoso Atti 2,42 che ci IMPONE un ragguardevole impegno, ma non è quella dei soldi…. quanto quella DELLA CARITA’… la decima del nostro tempo a chi non ha tempo, diceva san Carlo Borromeo tante per fare un esempio, che tradotto oggi significa aiutare il nostro vicino di casa, i familiari più in difficoltà, le esigenze del nostro parroco, la manutenzione delle nostre chiese, un crescendo COMUNITARIO che però  non si applica per ricatto e ritorsioni E MINACCE DI SCOMUNICHE, MA NELLA CARITA’ e nelle possibilità di ciascuno.

Ricordiamo LA CHIESA NUOVA costruita da san Filippo Neri non certo con la decima imposta  ai romani, ma NELLA CARITA’ di una decima generosa e libera! E senza mai distogliere l’attenzione alle parole di Gesù: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta» (Lc.21,6-11), preoccupandoci perciò di eliminare ogni crepa di peccato dalle nostre Anime, che dopo la morte del corpo, il crollo del corpo, sopravviveranno per essere giudicate nell’eternità.

5 pensieri riguardo “Austria e Germania: Sacramenti a pagamento… e Bergoglio tace!

  1. Agghiacciante. Per mammona ci si è venduti l’anima.
    Tempo fa lessi un intervento di don Ariel Levi di Gualdo sulla situazione disastrosa della Chiesa tedesca. Raccontò che anche a lui capitò di essere chiamato al capezzale di un moribondo al quale fu negato qualsiasi conforto religioso perché apertamente critico con l’andazzo protestante della sua chiesa.
    https://www.riscossacristiana.it/uno-scisma-di-fatto-lettura-socio-ecclesiale-circa-il-problema-tedesco-di-p-ariel-s-levi-di-gualdo/

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  2. Bravi!!! Finalmente una denuncia come si deve! Mi permetto di ricordare che anche Benedetto XVI ha colpe di omissioni, come del resto avete ricordato, perché proprio sotto il suo pontificato la situazione si è aggravata.
    Dovreste aggiungere infatti che la questione della scomunica, se non paghi, è recente.
    Identificarsi come cattolico e non pagare la tassa fa scattare una procedura di infrazione nei propri confronti: è quello che è successo nel 2015 al calciatore italiano Luca Toni, che secondo la Chiesa cattolica tedesca deve 1,7 milioni di euro di tasse non pagate durante le sue due ultime stagioni al Bayern Monaco fra il 2008 e il 2010 (Toni ha detto che non era stato informato della tassa dalla sua commercialista).
    Questo atteggiamo ha costretto, ma anche tra i protestanti, ad abbandonare in massa le rispettive chiese che per altro va fatta su carta bollata dal costo di 30 euro.
    Il guaio è che negli ultimi anni il pagamento è diventato molto più esoso: nel 2012 la conferenza dei vescovi cattolici tedeschi ha emanato un decreto che vieta a chi non ha pagato la tassa “speciale” di ricevere i sacramenti, e cioè per esempio di ricevere la comunione o sposarsi in chiesa (ottenendo critiche dalle altre chiese cattoliche nel mondo), papa Benedetto allora si disse dispiaciuto per la cosa, ma non prese alcun provvedimento.
    Nel 2009, inoltre, il governo tedesco aveva già emanato una nuova tassa da applicarsi ai capital gain – cioè ai guadagni ottenuti al di fuori dello stipendio regolare – che in precedenza potevano non essere inclusi nella dichiarazione dei redditi. La tassa viene trattenuta, così, già dalla banca. Dal 2014 la tassa sulla religione viene ricavata anche dai capital gain, e quindi trattenuta dalla banca. Questo impedisce a molti fedeli di “barare”, dato che fino al 2013 veniva calcolata sulla base della dichiarazione dei redditi, e non trattenuta “alla base” dalla banca.
    Papa Francesco conosce benissimo la situazione nella quale i suoi stessi confratelli gesuiti tedeschi sono coinvolti perché, oltre che pagare la grave tassa alla Chiesa, chi frequenta i loro collegi o scuole, deve pagare ulteriormente ulteriori somme., ma anche lui sta tacendo e non sta facendo nulla per impedire questa vergogna.
    Scusatemi se sono stato lungo, ma finalmente era ora che qualcuno spiegasse come stanno davvero le cose.

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  3. Se me lo avessero detto in una chiacchierata tra amici non ci avrei mai creduto!!! Non ho neppure la più pallida idea di come potrei reagire se mi trovassi in queste diocesi. Pagare una tassa per andare solo alla messa, mi diventa assurdo da capire e da accettare. Sono delusa di scoprire che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che sapevano, non sono stati in grado, o incapaci, di fare qualcosa, se un papa non ha questo potere allora è davvero finito il suo ruolo e l’infallibilità è solo una scusa ed usata per fare altro, finire di distruggere la vera santa Chiesa.

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