Transustanziazione? Sì, no, ma, però…

Così come per la comunione alla mano, papa Francesco, obbedisce ciecamente alle direttive espresse dallo “spirito del concilio” e dagli indulti, ignorando però l’esempio dato da Benedetto XVI, riguardo alla Transustanziazione obbedisce al suo maestro Karl Rahner. E la neochiesa de’noiantri,  progredisce in superbia.

Abbiamo seguito con sommo rispetto e intento d’alunno tutte le Catechesi del mercoledì di papa Francesco dedicate alla Messa, le trovate tutte qui in data cronologica, testi ufficiali, diffidate dei Media, non ci stancheremo mai di ripeterlo.

Qualcosa avevamo cominciato a ragionarla qui: Papa Francesco dice no ai cellulari durante la Messa, ma parla di teofania e non di transustanziazione, poi abbiamo voluto prudentemente attendere la fine di queste Catechesi per avere un quadro più completo di questo “nuovo magistero” papale sulla dottrina a noi cattolici più cara: l’Eucarestia, la Messa.

Un magistero liquido, si dice spesso, e non senza ragione pur tuttavia, riconoscendo a queste Catechesi del mercoledì, una linea più soft, a dispetto di un florilegio papale più conformista e imprudente, quando Francesco parla a ruota libera: si legga qui, ed anche qui la seconda parte.

Tuttavia, in queste Udienze del mercoledì, Papa Francesco si attiene molto all’interno di fonti – seppur circostanziate e circoscritte – citazioni magisteriali a cui fa spesso riferimento, senza amplificarle, senza approfondirle.

Facciamo l’esempio concreto di ieri. I titoloni dei giornali, mediatici, sono stati disonesti. Tutti hanno “urlato” che il Papa “imponeva la comunione alla mano”… ebbene, questo è falso!, leggiamo le parole espresse dal Papa dal testo originale:

  • Secondo la prassi ecclesiale, il fedele si accosta normalmente all’Eucaristia in forma processionale, come abbiamo detto, e si comunica in piedi con devozione, oppure in ginocchio, come stabilito dalla Conferenza Episcopale, ricevendo il sacramento in bocca o, dove è permesso, sulla mano, come preferisce

Papa Francesco non ha fatto altro che citare correttamente non uno, ma ben due Documenti ecclesiali: la Redemptionis Sacramentum, infatti, firmata da Giovanni Paolo II, dice testualmente: [92.] Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli….”

Benedetto XVI, dal 2008, preferì applicare interamente la Norma (quel vero diritto) a riguardo della Comunione alla bocca e in ginocchio…. sperando che col suo esempio, la comunione alla mano che era ed è un indulto, una tantum, cadesse in disuso, come spiegherà nella Sacramentum Caritatis, seppur velatamente, seppur rimane UNA SCELTA…. Ma così non è stato perché la maggioranza dei Vescovi gli ha remato contro, come gli si accanì, contro, quando fece il famoso Summorum Pontificum per la legittimità della Messa nel rito antico.

Quindi, a riguardo di questa questione, papa Francesco, non ha fatto altro che attenersi “scrupolosamente” alle indicazioni affermate da Giovanni Paolo II.

Ciò che invece appare stridente e in netta contraddizione è quando, papa Francesco, parlando della TRANSUSTANZIAZIONE, non  si attiene più così “scrupolosamente” ai Documenti magisteriali e dei Papi!! Infatti quello della  Transustanziazione è un  termine abolito dal nuovo vocabolario di Bergoglio! Mentre era, questo, un termine molto usato da tutti i suoi predecessori, specialmente per dare indicazioni ai dialoghi ecumenici.

E’ chiara ad esempio l’ultima enciclica di Giovanni Paolo II, la Ecclesia de Eucharistia, nella quale il termine “transustanziazione ha una portanza e rilevanza fondamentale. Cuore dell’enciclica stessa:

  • «Con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione..»

Un “modo conveniente e appropriato” che però, papa Francesco, ha ritenuto di non esserlo affatto, tanto da averne respinto il termine in tutto il ciclo appena giunto alla conclusione di queste Catechesi sulla Messa, non citando MAI ne questa enciclica, come neppure la Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI, MAI. Come quando Benedetto afferma:

  • «In questo orizzonte si comprende il ruolo decisivo dello Spirito Santo nella Celebrazione eucaristica ed in particolare in riferimento alla transustanziazione. La consapevolezza di ciò è ben documentabile nei Padri della Chiesa.» (n.13)

Un “caso” la sparizione del termine “transustanziazione” dal linguaggio di Bergoglio??  Non vogliamo procedere per interpretazioni al pensiero papale, ma è fondamentale ragionare sui gravi riscontri che, questa “dimenticanza”, scatenerà nelle future predicazioni.

Eppure papa Francesco è solito, in molti discorsi, fare riferimento alla MEMORIA, alla nostra identità… ma è lui stesso poi a rompere con questa MEMORIA e con questa identità. Già il termine “transustanziazione” non è facile, ma se un Papa arriva ad escluderlo dalle catechesi sulla Messa, cosa ne rimane di questa “MEMORIA”? Un Papa che entrando ed uscendo dalle Chiese che visita, ha escluso il saluto più elementare all’Eucaristia, di inginocchiarsi in saluto al Tabernacolo, cosa può trasmettere alle nuove generazioni?

_0038 transustanziazione no 2L’immagine della cover, in alto, parla chiaro: Bergoglio nel residence santa Marta, suo quartier generale, fa una Prima Comunione contro le Norme stabilite dalla Chiesa le quali affermano che, in quella occasione della Prima Comunione, l’Eucarestia dovrebbe essere data secondo la Norma: ALLA BOCCA, in piedi o in ginocchio, intinta nel Calice Consacrato. Ma Bergoglio dopo aver dato così l’Eucaristia, come si offre un biscotto per la merenda, dando una pessima lezione ad una bambina, le farà bere direttamente dal Calice Consacrato (abbiamo le foto). E’ evidente che quando Bergoglio è in pubblico fa una cosa, quando è in privato ne fa un’altra, come dimostra la foto qui a lato nelle Prime Comunioni in una parrocchia nel 2013. Le due immagini dimostrano questa “schizofrenia” liturgica…. mentre dimostrano, con Benedetto XVI, come va eseguita la NORMA della Chiesa, sempre, sia in pubblico quanto in privato e nelle parrocchie.

Se andiamo a leggere le sue catechesi nel 2013 e 2016 ai Catechisti o ai sacerdoti, per esempio, troviamo molti riferimenti al DOVERE di farsi trovare, dai fedeli, inginocchiati davanti al Tabernacolo, in assorta preghiera, e di insegnare ai bambini a far bene il segno della Croce e di salutare Gesù nel Tabernacolo. Bene! Ma perché lui NON LO FA? Guardiamo come Benedetto XVI che non imponendo nulla diede però l’esempio alle Gmg per L’ADORAZIONE EUCARISTICA e in tutte le chiese da lui visitate (come i Predecessori), andasse subito ad inginocchiarsi davanti al Tabernacolo DANDO L’ESEMPIO.

E non si dica che gli fanno male le ginocchia… Bergoglio si inginocchia davanti a chiunque esprima povertà o segnali migratori… anche davanti ai defunti qualche volta, ma NON SI INGINOCCHIA MAI DAVANTI A GESU’ TRANSUSTANZIATO… così come è pronto a ricevere benedizioni da chiunque, fuorché dare la benedizione cattolica (il sigillo della grazia nella Santissima Trinità) laddove fossero presenti NON cattolici, come abbiamo testimoniato in molti editoriali, qui l’ultimo.

Quale ultima osservazione potreste dirci che: “comunque il papa NON ha modificato la dottrina della transustanziazione…” Eccerto, rispondiamo noi! Ci mancherebbe altro. Ma davvero voi lo fate così stupido? Andatevi a rileggere la Pascendi Dominici gregis di san Pio X per comprendere come lavorano e agiscono i Modernisti! Lo stesso gesuita modernista Karl Rahner non rinnega mai la dottrina cattolica, e neppure nega la Transustanziazione….

I CAMBIAMENTI che l’eresia modernista porta dentro la Chiesa sono impercettibili all’apparenza, ma molto catastrofici nella pratica perchè vanno a minare le FONDAMENTA, il cuore della dottrina, a piccoli passaggi, piccole dosi, pezzetti di pasticche avvelenate, giorno dopo giorno, catechesi dopo catechesi così che, le nuove generazioni, cresceranno con IDEE DIVERSE.

Lo ha detto papa Francesco che la sua RIVOLUZIONE apre processi inarrestabili…  era quello che si augurava Rahner, si legga onestamente qui.

Il termine TRANSUSTANZIAZIONE è allergico al cammino dell’ecumania… ed è stato allergico per Bergoglio fin da quando era arcivescovo di Buenos Aires, circondato com’era da Protestanti e pentecostali che, essendo tutti amici suoi, non voleva offendere, preferendo barattare la dottrina cattolica. E questo non lo diciamo noi, ma le biografie che lo riguardano, andatevele a leggere come abbiamo fatto noi!

RESISTIAMO, perciò, contro chi vuole disfarsi del termine “Transustanziazione”, per far entrare tutto e il contrario di tutto, o per compiacere i Protestanti!

 

6 pensieri riguardo “Transustanziazione? Sì, no, ma, però…

  1. “schizofrenia liturgica”???? Non avrei saputo trovare un’altro termine per descrive al meglio i fatti. E’ tutto davvero molto triste. Ci manca Benedetto!

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  2. Stiamo attenti ;-)  Rahner consiglia alla Chiesa di abolire l’insegnamento sulla transustanziazione e di lasciarle solo il concetto DELL’ULTIMA CENA…. con una “presenza” DISCRETA di Gesù…. perché «l’uomo moderno» non riesce a crederci….

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  3. Quanta cattiveria….in questi commenti

    ____________________________________

    RISPONDIAMO QUI

    Gentile Giusy, la ringraziamo per aver aggiunto la sua di cattiveria 😉
    perché dovrebbe indicarci, se possibile, dove sono questi commenti “cattivi” che di certo NON li avremo pubblicati. Potrebbe ARGOMENTARE il suo disappunto aiutandoci a fare un benché minimo di RAGIONAMENTO?

    CATTIVO infatti significa: malvagio, vile, misero…. il “cattivo” è lo stato di una persona che si trova imprigionata, e quindi secerne una reazione malevola… una “cattiveria” che indica una indole malvagia…. anche dispettosa nella sua crudeltà…
    Tutti dobbiamo fare l’esame della propria coscienza, la ringraziamo per averci aiutato in questo, ma la prossima volta argomenti, dica anche i termini di questo peccare, non additi gli altri solo come “peccatori”.

    Grazie, lo Staff di “cronicas…”

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    1. Per Giusy:
      Mi perdoni ma… che c’è di cattivo in ciò che ho detto? Comprendo che la VERITA’ fa male e non piace, ma darmi della “cattiva” per aver descritto cosa insegna Karl Rakner, mi sembra davvero eccessivo! 😉
      Secondo lei quindi non si deve dire la verità, si devono nascondere i progetti degli eretici?
      Quindi mi faccia capire, è stato cattivo lo stesso Benedetto XVI nel caso Viganò
      https://cronicasdepapafrancisco.com/2018/03/17/il-vero-testo-integrale-di-benedetto-xvi/
      per aver giudicato INCOMPATIBILE la teologia cattolica con quella di alcuni falsi ed eretici teologi, ed essersi coì RIFIUTATO di prestarsi ad un gioco perverso?
      Se lei non conosce Karl Rahner, non accusi me di cattiveria 😉
      La saluto, comunque la pensa, fraternamente.

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    2. @Giusy guarda bene le foto,e vai nelle parrocchie, e poi vienimi a dire che cattivo sono io perchè sono d’accordo col concetto di schizofrenia liturgica!! Un prete non può comportarsi così, sia che fosse prete di campagna, sia che fosse papa. Benedetto aveva raddrizzato la via da seguire, cattivi sono tutti coloro che stanno distruggendo quanto ha detto e fatto. Tutti che vi fate più buoni di Gesù Consacrato nell’Ostia, gettato così nelle mani della gente, con i frammenti che si disperdono a cui nessuno ci pensa. Questa è la cattiveria, non pensare a Gesù nei frammenti dispersi, e questo fa davvero pensare se oggi ci credono ancora nella transustanziazione. Chi ci crede davvero, non dà Gesù Ostia nelle mani della gente! E di questo ha colpa anche Giovanni Paolo II, ma almeno aveva reso noto che la normativa era la comunione alla bocca.

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      1. A me piace obbedire e no contestare il rappresentante di CRISTO sulla terra.
        Non condivido alcuna polemica su chi che sia il Papa.

        ___________________________

        RISPONDIAMO QUI

        Gentile Vito,
        accogliamo le prime righe, ma non le altre a seguire che sono altrettanto proclama politico e da tifoseria da stadio.
        Afferma anche di non condividere alcuna polemica su chi sia il Papa.
        Perfetto, anche noi, ma alimentare anche certe tifoserie, non fa bene, dimentica cosa abbiamo scritto sopra: papisti sì, bergogliosi, no!

        Inoltre dimentica che un conto sono i COMMENTI nei quali ognuno può esprimere la propria opinione moderatamente, con educazione e rispetto, altra cosa è discutere sugli articoli che mettiamo a disposizione dei lettori, per i quali – nei commenti – ci attendiamo dei contributi e non delle tifoserie da stadio.

        Cordiali saluti, lo Staff di “cronicas…”

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