Roma locuta, causa finita est: papa Francesco difende il sigillo confessionale

Roma ha parlato, la causa è definitivamente chiusa. E’ la frase tante volte udita e che proviene dai Sermones di Sant’Agostino, riferita alle questioni sottoposte al giudizio della Curia romana o dello stesso pontefice dopo, per esempio, la condanna da parte del Papa Innocenzo I (401-417) delle dottrine perverse di Pelagio: la sentenza era decisiva, quando il Papa interveniva con la sua autorità petrina (qui la vera infallibilità) e la causa era definitivamente chiusa.

Nel giugno 2018, vedi qui, avevamo trattato l’argomento a causa di una grave prepotente sentenza australiana, attraverso la quale si pretenderebbe togliere alla Chiesa il sigillo divino del “Segreto Confessionale“, a causa del quale  non pochi sono Confessori e Sacerdoti che in passato hanno dato la propria vita, per proteggerlo. E ci lamentavamo perché ROMA TACEVA….

Ci occupiamo di “cronache….” e non di “gossip“…. e nessuno è più felice di noi oggi che, anche in tempo di Quaresima, finalmente possiamo dare una vera e buona notizia: IL PAPA HA PARLATO, LA QUESTIONE E’ DEFINITIVAMENTE CHIUSA, IL SIGILLO SACRAMENTALE DELLA CONFESSIONE E’ SALVO!

Lo ha fatto attraverso un buon Discorso, vedi qui testo ufficiale, qui se volete il video.

Non vogliamo aggiungere altro, ma segnalare i passaggi fondamentali del Discorso:

  • Vi accolgo in questo tempo di Quaresima, in occasione del Corso sul Foro interno, giunto quest’anno alla trentesima edizione.
  • E vorrei aggiungere – fuori testo – una parola sul termine “foro interno”. Questa non è un’espressione a vanvera: è detta sul serio! Foro interno è foro interno e non può uscire all’esterno. E questo lo dico perché mi sono accorto che in alcuni gruppi nella Chiesa, gli incaricati, i superiori – diciamo così – mescolano le due cose e prendono dal foro interno per le decisioni in quello all’esterno, e viceversa. Per favore, questo è peccato! È un peccato contro la dignità della persona che si fida del sacerdote, manifesta la propria realtà per chiedere il perdono, e poi la si usa per sistemare le cose di un gruppo o di un movimento, forse – non so, invento –, forse persino di una nuova congregazione, non so. Ma foro interno è foro interno. È una cosa sacra. Questo volevo dirlo, perché sono preoccupato di questo.
  • Gesù è venuto a salvarci rivelandoci il volto misericordioso di Dio e attirandoci a Lui con il suo Sacrificio d’amore. Allora dobbiamo sempre ricordare che il Sacramento della Riconciliazione è una vera e propria via di santificazione; è il segno efficace che Gesù ha lasciato alla Chiesa perché la porta della casa del Padre restasse sempre aperta e fosse così sempre possibile il ritorno degli uomini a Lui.
  • La Confessione sacramentale è via di santificazione sia per il penitente sia per il confessore.
  • La Riconciliazione stessa è un bene che la sapienza della Chiesa ha sempre salvaguardato con tutta la propria forza morale e giuridica con il sigillo sacramentale. Esso, anche se non sempre compreso dalla mentalità moderna, è indispensabile per la santità del sacramento e per la libertà di coscienza del penitente; il quale deve essere certo, in qualunque momento, che il colloquio sacramentale resterà nel segreto del confessionale, tra la propria coscienza che si apre alla grazia e Dio, con la mediazione necessaria del sacerdote. Il sigillo sacramentale è indispensabile e nessun potere umano ha giurisdizione, né può rivendicarla, su di esso.

2 pensieri riguardo “Roma locuta, causa finita est: papa Francesco difende il sigillo confessionale

  1. è tutto giusto, è una bella notizia di quelle che per un pochino ci consolano. Tuttavia vorrei sottolineare come, nel rimproverare chi strumentalizza il foro interno, la confessione, per risolvere questioni esterne, è proprio Bergoglio a farlo e in molte occasioni, strumentalizzando così la questione della comunione ai divorziati e risposati, per esempio, o quando voi stessi avete discusso sul modo anomalo di Bergoglio ad inviotare i sacerdoti a non chiedere nulla ai penitenti nel confessionale e di assolverli anche se facessero scena muta, dando come motivo proprio l’uso del foro interno, cioè, di quello che si ascolta nel confessionale e perciò modernizzare anche il modo di confessare che però penalizza la vera penitenza e la stessa confessione di tutti i peccati.

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  2. Certo, non si può che gioire per questo pronunciamento.
    Rimane comunque, purtroppo, quanto scrive Marilena sull’ambiguità del pronunciante, che fa sempre temere un nuovo e opposto sventolar di bandiera.
    Spesso mi auguro per lui che questo dipenda ‘solo’ dai farmaci che a volte dimentica di assumere…
    Detto senza polemica.

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