Qual è l’ambito preciso dell’infallibilità del Papa?

Condividiamo l’attenta risposta del domenicano Padre Angelo Bellon, dal sito Amici Domenicani (qui), ad alcune domande che da qualche anno interessano ognuno di noi. Ogni riferimento a nomi di persona propria, è puramente casuale. Insomma vi invitiamo a leggere domande e risposte, cercando di cogliere al volo gli elementi dottrinali che ci interessano, e non per giudicare qualcuno in particolare. Grazie.

È possibile che un Papa confonda le sue idee personali con le indicazioni dello Spirito Santo o che possa agire in mala fede?

Quesito

Rev. padre Angelo,
nel ringraziarLa per avermi risposto le altre volte che Le ho scritto, volevo chiederLe se il papa, interiormente convito di seguire le indicazioni dello Spirito Santo, in realtà segua le proprie idee personali. E’ teologicamente possibile che ciò possa accadere?  E, inoltre, è possibile che il papa possa essere in mala fede almeno in certe occasioni? Grazie se vorrà rispondermi e cordiali saluti.
Fausto

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Risposta del sacerdote

Caro Fausto,

1. è possibile che un Papa possa essere convinto di seguire le indicazioni dello Spirito Santo mentre in realtà segue le proprie idee personali. Così come è possibile che un papa sia in mala fede. Forse in tutti e due le ipotesi si potrebbero trovare diversi casi nella storia della Chiesa.

2. San Paolo riferisce di aver dovuto riprendere San Pietro a motivo della sua condotta: prima mangiava anche con i pagani. Ma quando giunsero alcuni ebrei, smise di mangiare con loro perché temeva di dare scandalo agli ebrei. È fuori di dubbio che San Pietro abbia agito in buona fede. Ha pensato che lo Spirito Santo gli suggerisse di comportarsi così, fino a quando San Paolo non lo convinse dell’errore che stava facendo.

3. Ecco il testo: “Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei”» (Gal 2,12-14). Va notato che San Piretro mostra grande umiltà nell’accettare la correzione fattagli pubblicamente da San Paolo.

4. La tua domanda però insinua un altro interrogativo: qual è l’ambito preciso dell’infallibilità del Papa? Certo il Papa gode di un’assistenza particolare da parte dello Spirito Santo perché ricevendo l’incarico di successore di Pietro riceve anche la grazia di stato che gli è necessaria per il governo e per il magistero.

5. Ciò non significa che il Papa sia infallibile nelle sue scelte, nel suo governo, nel suo modo di fare e di comportarsi. Anche lui porta i segni dell’uomo vecchio che tutti abbiamo ereditato in seguito al peccato originale. Ed è per questo che anche lui regolarmente si confessa.

6. A proposito del Magistero va ricordato che vi sono diversi livelli di intervento. Quello più forte è legato alla proclamazione delle verità di fede, e cioè dei dogmi. Ecco che cosa dice dell’infallibilità del Magistero B. Bartmann:  “È la prerogativa principale del magistero ecclesiastico.  Appartiene a tutto il corpo insegnante, ma non a tutti i suoi membri nel medesimo modo: l’insieme dei Vescovi la possiede in unione con il Papa, ma ognuno di essi non ne usufruisce per proprio conto;  invece il Papa l’ha da solo, come carisma personale della sua funzione, allorché, come dottore supremo della cristianità, pronuncia ex cathedra una decisione obbligatoria per tutta la Chiesa circa la dottrina di fede e di morale” (Teologia dogmatica I, 7, 3).

7. Poi prosegue: “L’infallibilità del corpo episcopale è stata sempre fede universale della Chiesa. Quella del Papa fu particolarmente definita.  A proposito dell’infallibilità del Papa è bene ricordare che essa non significa integrità morale (nella sua condotta privata, n.d.r.), né fermezza personale nella fede;  inoltre non si riferisce se non agli atti d’insegnamento ex cathedra e limitati alla materia di fede e di costumi;  non va estesa a tutto il suo insegnamento, tanto meno a quello privato;  infine non si fonda su una ispirazione positiva, ma solo su una assistenza negativa, la quale, come l’indica la parola (ad-sistere) suppone l’attività umana dello studio e della ricerca delle fonti della rivelazione.  Lo dice chiaramente lo stesso Concilio Vaticano I: «Infatti ai successori di Pietro lo Spirito Santo non è stato promesso perché manifestassero per sua rivelazione una nuova dottrina, ma perché con la sua assistenza custodissero santamente ed esponessero fedelmente la rivelazione trasmessa agli apostoli, cioè il deposito della fede» (DS 3070) (Ib.). Per assistenza negativa s’intende un impedimento a deviare.

8. Tuttavia il Magistero del Papa in materia di fede e di morale – anche quando non ha i crismi dell’infallibilità – va accolto con “religioso ossequio della mente e della volontà” (Professione di fede e Giuramento di fedeltà, 29.6.1998).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.

Padre Angelo Bellon OP

(Pubblicato 11.02.2018)

AmiciDomenicani.it

3 pensieri riguardo “Qual è l’ambito preciso dell’infallibilità del Papa?

  1. Però, perdonatemi ma qui mi sembra che ci sia sempre quel dare una botta al cerchio ed una alla botte.
    La risposta del domenicano va bene, c’è la Scrittura per il caso di Paolo con Pietro e c’è il magistero con la citazione al Vaticano primo.
    Inoltre il domenicano ammette e riconosce, come da punto 1) che è possibile che un papa possa credere di seguire lo Spirito Santo, ma in verità pure no! Ed ammette pure che un papa possa essere persino in malafede, però al punto 8) a me i conti non mi tornano più perchè, se come lui afferma citando l’obbligo del giuramento, che mi impone di seguire lo stesso il papa “anche quando non ha i crismi dell’infallibilità”, ma allora scusate, a che mi servono tutte le altre precisazioni?
    Se un papa “crede di seguire lo Spirito Santo” ma in verità segue se stesso; crede di essere in buona fede, ma non lo è; e non è infallibile su tutto ciò che dice e fa, perché si impone l’ossequio della mente e della volontà? e se imponesse cose assurde come sta avvenendo, contro la dottrina cattolica, posso anche continuare ad amarlo e ad ossequiarlo con la mente e la volontà affettiva, ma non certo nell’apostasia, mi sbaglio? Qualcuno può chiarirmi le idee?

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  2. Gentile Corrado,
    non c’è contraddizione in ciò che ha letto.
    La frase riportata al punto 8 dice appunto: il Magistero del Papa in materia di fede e di morale – anche quando non ha i crismi dell’infallibilità – va accolto con “religioso ossequio della mente e della volontà”
    L’ossequienza è quell’officio morale, col qual facciamo del nostro meglio, per rendere grati o piacere altrui. L’incrocio fondamentale perché ciò avvenga nel modo più giusto e corretto è quella certezza che ci viene dalla promessa di Gesù non solo a riguardo delle “porte degli inferi” che mai prevarranno sulla Chiesa, ma anche la “grazia di stato” attraverso la quale è garanzia divina che un Papa, per quanto possa cedere come descritto al punto 1, di fatto non potrà mai dare dottrine contrarie a ciò che Cristo ha insegnato.
    Se disgraziatamente ciò dovesse mai accadere, resta fermo quel ossequiare al Magistero perenne di tutta la Chiesa nei Pontefici legittimi, e giammai un ossequiare la singola persona del pontefice o di un solo magistero, specialmente se dovesse essere in chiara rottura con il Magistero perenne della Chiesa, o dello stesso Catechismo..
    La frase, infatti, riguarda tutto il magistero pontificio, non una parte di esso.
    Inoltre, in questo magistero confluisce anche il Catechismo della Chiesa al quale un Papa è soggetto.
    Infine, la frase – anche quando non ha i crismi dell’infallibilità – deve essere intesa per ciò che riguarda quei pronunciamenti al di fuori della cattedra quali per esempio: le udienze del mercoledì, gli Angelus, i Discorsi o le Omelie.
    Gli insegnamenti dalla cattedra (ex-cattedra) sono invece i pronunciamenti magisteriali attraverso i Motu Proprio, le encicliche e quelli di carattere dottrinale o da Diritto Canonico.
    Ulteriore esempio per comprendere quando non è invece necessario “ascoltare” un Pontefice è quando impegna se stesso nelle interviste, nelle risposte a braccio date a singole persone, o in determinati luoghi e occasioni specialmente quando, ciò che dice, esula dal suo compito petrino.
    Quell’ossequiare resta da una parte imprescindibile, per un cattolico, ma non quando c’è di mezzo la sana dottrina. Con altrettanto ossequio si reagisce – verso un Pontefice – come fecero i quattro cardinali ed altri Vescovi attraverso la richiesta di “Dubia” e perciò, di legittimi chiarimenti.
    Buona Quaresima a lei e a tutti.
    (Atanasio)

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  3. Viene detto: “Gli insegnamenti dalla cattedra (ex-cattedra) sono invece i pronunciamenti magisteriali attraverso i Motu Proprio, le encicliche…”.
    Domanda: ma una enciclica come la Laudato Sì è da definirsi ex cattedra?
    I pronunciamenti ex cattedra non devono seguire le 4 regole della Pastor Aeternus: in primo luogo il papa deve appellarsi alla sua autorità suprema di maestro in quanto successore di Pietro; in secondo luogo, occorre che il papa stia definendo una dottrina concernente la fede o la morale; in terzo luogo, occorre che il pontefice stia ‘definendo’ una dottrina che sia un insegnamento ufficiale vincolante per tutta la Chiesa; in quarto luogo poiché lo Spirito Santo è stato promesso ai successori di Pietro non affinché essi possano rendere nota – tramite la Sua rivelazione – alcuna nuova dottrina, ma affinché con la Sua guida essi possano conservare religiosamente ed esporre fedelmente la rivelazione o il deposito della fede tramandato dagli apostoli???
    Anche relativamente poi ai Motu Proprio di Papa Francesco che hanno suscitato molte perplessità (ad esempio la correzione pubblica fatta al cardinal Sarah), in cui tanti hanno visto una inversione a U rispetto a tutta la Tradizione della Chiesa e contrasti al 100% con i precedenti ultimi pontificati?

    ____________________________________________

    RISPONDIAMO:

    anche lei, Emanuele, come altri, ci ponete domande da “un milione di euro” 😉 fosse così facile pensiamo che non soltanto noi, ma gli stessi cardinali che scrissero i famosi “Dubia”, avrebbero risolto il problema.

    Ciò che sappiamo di certo è che – l’infallibilità papale – non riguarda semplicemente “un Documento” in particolare, ma i contenuti! che devono rispondere all’elenco da lei esposto.

    Qualunque Papa che firmasse anche un Documento della serie detta “infallibile”, fallirebbe se il suo contenuto non rispettasse le modalità che lo renderebbero tale. Il fatto è che oggi, questa “infallibilità” è strumentalizzata e abusata, usata per difendere l’immagine del pontefice regnante e imporre i suoi programmi personali, così come (Bergoglio stesso) ha detto chiaramente nella sua “chiacchierata” fra i compagni gesuiti….
    si veda qui: https://cronicasdepapafrancisco.com/2018/02/15/quella-resistenza-cattolica-che-a-bergoglio-proprio-non-piace/

    Come la risolviamo? Eh! Aspettando tempi migliori e nel frattempo RESISTENZA proprio perché, si è capito, che questa resistenza infastidisce i vertici corrotti 😉

    Grazie per il contributo

    Lo Staff di cronicas

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