Buone ferie a tutti con la logica e materia di riflessione

Che l’estate “stia finendo” o stia arrivando, non dipende più dal clima, ma sicuramente dalle ferie, da quelle due o tre settimane che – fuori porta o meno – generalmente ognuno si prende tra luglio e agosto. Agosto, l’estate… una volta indicava soprattutto LEI, l’Assunta al Cielo, unico per altro vero appuntamento estivo tra i fedeli e il Sommo Pontefice, per la Messa del 15 agosto, nella piccola comunità, oramai abbandonata, di Castel Gandolfo. Infatti Papa Francesco ha deciso (??) senza spiegazione alcuna, di eliminare questo incontro mariano, relegandolo esclusivamente ad un Angelus festivo, fatto passare come “novità…” leggete qui la triste cronaca di quell’agosto 2015.

Anche noi ci prenderemo un meritato riposo, sperando nel frattempo che il Papa e i suoi cortigiani, non ci facciano qualche regalo dirompente, costringendoci a qualche cronaca supplementare… non ce lo auguriamo proprio! A Dio piacendo ritorneremo a fare gli aggiornamenti dopo il 20 agosto. Ma non vi lasceremo senza materiale sul quale riflettere.

Continua a leggere “Buone ferie a tutti con la logica e materia di riflessione”

Il card. Kasper crede ancora nella Fede cattolica?

Vista l’importanza della riflessione scaturita da Don Alfredo M. Morselli….. riguardo all’intervista del cardinale Kasper, contenente gravi errori che inducono alla falsa fede, riportiamo qui l’articolo che fraternamente “rubiamo” dal sito Cooperatores Veritatis il suo articolo.


  1. Abbiamo davvero la stessa fede?

Recentemente il Cardinale W. Kasper ha rilasciato un’intervista[1] circa la questione sorta in seno all’episcopato tedesco – ma il problema riguarda la Chiesa intera – circa la possibilità di concedere ai luterani l’accesso alla SS. Eucarestia: il caso contemplato è soprattutto quello in cui due coniugi, dei quali uno e cattolico e l’altro evangelico, partecipano insieme alla S. Messa cattolica.

Il porporato tedesco, favorevole alla suddetta concessione, porta diversi argomenti a sostegno delle sue tesi, ammettendo purtroppo anche la generale disobbedienza di fatto, in Germaniaalle ben precise disposizioni canoniche tuttora vigenti[2].

Di tutto quel che Kasper ha affermato, prendo qui in esame un argomento particolarmente pericoloso, a motivo dell’equivoco da esso veicolato circa il concetto di fede.

“Certo non si può richiedere da un protestante quanto si richiede normalmente da un cattolico. Basta credere: “Questo è (est) il corpo di Cristo, dato per te”. Su questo anche Lutero ha molto insistito. Le dottrine più sviluppate sulla transustanziazione o consustanziazione, anche un fedele cattolico “normale” non le conosce…»”.

Che cosa intende dire qui il Cardinale? Non si può richiedere che un luterano creda nella transustanziazione? Dalle parole dette in seguito sembra di sì: infatti lo stesso cardinale, a sostegno del fatto che “non si può richiedere etc.” – argomenta dicendo che un “cattolico normale” non conosce “le dottrine più sviluppate sulla transustanziazione o consustanziazione”. Sembra dunque che il porporato affermi che un protestante, che non crede nella transustanziazione, ma che però ammette in altro modo la presenza di Gesù nell’Ostia, abbia la stessa fede di un cattolico medio che non conosce i termini teologici. Non ci sarebbe così tra i due quella gran differenza, tale da impedire l’ammissione del luterano alla SS. Eucarestia.

Visto che poi, sempre secondo Kasper, “molti protestanti hanno più stima e spesso anche più amore per i Papi attuali di quanta ne hanno alcuni cattolici critici e scettici” e “molti luterani hanno una fede e una vita cristiana superiore a quella di molti cattolici”, che cosa si vuole di più dalla vita? “Se condividono anche la fede eucaristica cattolica, che cosa impedisce…? (cfr. Atti degli Apostoli 7, 37; 10,47)”.

Cooperatores Veritatis

Don Alfredo Morselli risponde al Cardinale Kasper.

View original post 2.471 altre parole

L’uomo che doveva essere eletto papa

L’operazione che ha prodotto il “fenomeno Francesco” nasce da molto lontano, addirittura dal 2002: ha saggiato il terreno nel conclave del 2005 ed è andata in porto in quello del 2013.

Continua a leggere “L’uomo che doveva essere eletto papa”

L’oggetto del potere di Kasper e Bergoglio: l’Eucarestia

Il più becero potere clericale consiste nell’usare il sacramento dell’Eucarestia  come oggetto di potere, governando la Chiesa autocraticamente, secondo le proprie opinioni, ignorando il volere di Cristo.

Continua a leggere “L’oggetto del potere di Kasper e Bergoglio: l’Eucarestia”

L’opzione tedesca del papa argentino

Il cardinale Kasper e l’ala progressista della Chiesa di Germania hanno ottenuto ciò che volevano. Sulla comunione ai divorziati-risposati Francesco è dalla loro parte. L’aveva deciso da tempo e così ha fatto.


The German Option of the Argentine Pope

L’option allemande du pape argentin

La opción alemana del Papa argentino


Continua a leggere “L’opzione tedesca del papa argentino”

Il Papa che vuole mettersi al posto di Dio

Se è evidente il proposito di Bergoglio di ribaltare la Chiesa, è anche vero che lui sa di dover agire con astuzia e gradualità, in modo da non cadere nell’eresia, perdendo ipso facto il Trono d Pietro.

Continua a leggere “Il Papa che vuole mettersi al posto di Dio”

Divorziati-risposati, “cavalcolata” sulla Comunione spirituale

È necessario chiarire che la Comunione spirituale non nasce per occultare uno stato di peccato — né tanto meno per sostituire quella sacramentale — rimandando, di giorno in giorno, la cessazione del peccato manifesto, l’accesso alla Confessione e perciò all’assoluzione nel sacramento della penitenza e riconciliazione. Eppure il card. Kasper prima e il teologo Cavalcoli adesso sostengono il contrario.

Continua a leggere “Divorziati-risposati, “cavalcolata” sulla Comunione spirituale”

La smentita del “teologo di Francesco”

In un’intervista ad un’emittente messina, il cardinal Kasper ammette che il Papa non ha approvato ufficialmente la sua relazione del concistoro del 2014.

Continua a leggere “La smentita del “teologo di Francesco””

Conclave 2013, extra omnes: Spirito Santo compreso!

Estratto del libro “Tempo di misericordia – Vita di Jorge Mario Bergoglio”, scritto da Austen Ivereigh, pubblicato da Mondadori (2014).

Continua a leggere “Conclave 2013, extra omnes: Spirito Santo compreso!”

Papa Francesco e il card. Kasper, papato e sinodo

di Antonio Socci

C’è molta confusione nella Chiesa per il Sinodo che si apre oggi e discuterà sulla comunione ai divorziati risposati. Molti credenti sono smarriti di fronte alla via “rivoluzionaria” indicata dal cardinale Kasper che fu incaricato da papa Francesco di lanciare la novità al Concistoro di febbraio e che dice sempre di parlare a nome di papa Francesco (“Io ho parlato con il Santo Padre. Ho concordato tutto con lui”). La schiacciante maggioranza dei cardinali è in totale dissenso da lui. Dunque ora cosa accadrà? Davvero il Papa può intraprendere una via che capovolge quanto la Chiesa, in base alle stesse parole di Gesù e ai testi paolini, ha costantemente insegnato per duemila anni? È possibile mettere in discussione i comandamenti, il Vangelo e i sacramenti?

Verità sul Papato

8da5f40a-1192-3868-aa36-700ab17014f3Qualcuno crede che i Papi possano farlo e i media alimentano questa aspettativa. In realtà non è affatto così, perché – come ha sempre ripetuto Benedetto XVI – la Chiesa è di Cristo e non dei papi, i quali sono temporanei amministratori e non padroni. Essi sono sottoposti alla legge di Dio e alla Parola di Dio e devono servire il Signore e custodire il “depositum fidei” loro affidato. Non possono impadronirsene o mutarlo secondo proprie idee personali. Quello che tanti – anche fra i credenti – ignorano sono i limiti strettissimi che la Chiesa da sempre ha posto ai papi, mentre riconosceva l’ “infallibilità” petrina nei pronunciamenti “ex cathedra” sui temi di fede e di morale.

Proprio nella Costituzione dogmatica “Pastor Aeternus” con cui al Concilio Vaticano I si definiva l’infallibilità papale, si legge: “Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede”.

Il grande Joseph Ratzinger così spiegava questo principio ignorato dalla gran parte dei credenti: “Il papa non è il signore supremo – dall’epoca di Gregorio Magno ha assunto il titolo di ‘servo dei servi di Dio’ – ma dovrebbe essere – amo dire – il garante dell’ubbidienza, della conformità della Chiesa alla volontà di Dio, escludendo ogni arbitrio da parte sua. Il papa non può dire: La Chiesa sono io, oppure: La tradizione sono io, ma al contrario ha precisi vincoli, incarna l’obbligo della Chiesa a conformarsi alla parola di Dio. Se nella Chiesa sorgono tentazioni a fare diversamente, a scegliere la via più comoda, deve chiedersi se ciò è lecito. Il papa non è dunque un organo che possa dare vita a un’altra Chiesa, ma è un argine contro l’arbitrio”.

Dopo queste chiare spiegazioni Ratzinger aggiungeva:

“Faccio un esempio: dal Nuovo Testamento sappiamo che il matrimonio sacramentale è indissolubile. Ci sono correnti d’opinione che sostengono che il Papa potrebbe abrogare quest’obbligo. Ma non è così. E nel gennaio del 2000, rivolgendosi ai giudici romani, il papa (Giovanni Paolo II) ha detto che, rispetto alla tendenza a voler vedere revocato il vincolo dell’indissolubilità del matrimonio, egli non può fare tutto ciò che vuole, ma deve anzi accentuare l’obbedienza, deve proseguire anche in questo senso il gesto della lavanda dei piedi”.

Anche il cardinale Caffarra, un’autorità sui temi morali già dal pontificato di Giovanni Paolo II, opponendosi alla proposta di Kasper, ha sottolineato che nemmeno i pontefici possono sciogliere il vincolo del primo matrimonio, quindi la Chiesa non può riconoscere un secondo matrimonio, né di diritto, né di fatto, come prospetta Kasper con l’ammissione all’Eucarestia dei divorziati risposati. Caffarra ha anche voluto ricordare la parole di Giovanni Paolo II in un’allocuzione alla Sacra Rota: “Emerge con chiarezza che la non estensione della potestà del romano Pontefice ai matrimoni rati e consumati, è insegnata dal magistero della Chiesa come dottrina da tenersi definitivamente anche se essa non è stata dichiarata in forma solenne mediante atto definitorio”. Il cardinale di Bologna ha spiegato il peso di queste parole di papa Wojtyla: “La formula è tecnica, ‘dottrina da tenersi definitivamente’ vuol dire che su questo non è più ammessa la discussione fra i teologi e il dubbio tra i fedeli”. In pratica questa verità non può nemmeno essere messa in discussione fra i credenti. Conseguentemente non è possibile nemmeno mutare la disciplina relativa all’accesso all’eucaristia.

Il Kasper di ieri

C’è un libro significativo dello stesso cardinale Kasper, un volume oggi introvabile e dimenticato da tutti che fu pubblicato appena dieci anni fa da Herder e Queriniana e s’intitolava Sacramento dell’unità. Eucaristia e Chiesa. Fu scritto e pubblicato in occasione dell’anno eucaristico indetto da Giovanni Paolo II fra 2004 e 2005. Quel libro di Kasper che tocca vari punti spinosi e contestati e sembra davvero in linea col magistero di sempre della Chiesa e di papa Wojtyla.

Per quanto riguarda l’accesso alla comunione sacramentale, Kasper sottolinea che non può essere per tutti: “Non possiamo invitare tutti a riceverla”. Non vi si può accedere in stato di peccato grave, ma solo quando – tramite la confessione – si è in grazia di Dio per “non mangiare e bere indegnamente il corpo e il sangue del Signore”. Kasper aggiunge: “L’affermazione che l’unità e la comunione sono possibili soltanto nel segno della croce ne include un’altra, e cioè che l’Eucaristia non è possibile senza il sacramento del perdono. La Chiesa antica era pienamente cosciente di questo nesso. Nella Chiesa antica la struttura visibile del sacramento della penitenza consisteva nella riammissione del peccatore alla comunione eucaristica. Communio, excommunicatio e reconciliatio costituivano tutt’uno. Dietrich Bonhoeffer, il teologo luterano giustiziato dai nazisti nel 1945, ha messo giustamente in guardia dalla grazia a buon mercato. ‘Grazia a buon mercato è sacramento in svendita, è la cena del Signore senza la remissione dei peccati, è l’assoluzione senza confessione personale’. La grazia a buon mercato è per Bonhoeffer la causa della decadenza della Chiesa”. La “concezione superficiale” dell’eucaristia, spiegava Kasper, “disgiunta dalla croce e dal sacramento della penitenza conduce alla banalizzazione di tali aspetti e alla crisi dell’eucaristia quale quella a cui oggi assistiamo nella vita della Chiesa”. Il cardinale tedesco arrivava a scrivere giustamente: “La crisi della concezione dell’Eucaristia è il nucleo stesso della crisi della Chiesa odierna”. 

Ognuno può facilmente valutare la contraddizione fra questo Kasper dell’altroieri e il Kasper di oggi.

Pastorale?

Gli “innovatori” del Sinodo, di cui egli è uno dei capifila, ovviamente non hanno il coraggio di mettere in discussione apertamente la dottrina, perché questo significherebbe mettere in soffitta il Vangelo stesso. Essi sostengono che non si tratta di cambiare la dottrina, ma solo la pastorale sull’accesso all’Eucaristia.

Ma nella Chiesa dogma e pastorale non possono assolutamente essere separate. La ragione teologica della loro unione indissolubile l’ha spiegata ancora una volta Joseph Ratzinger

“Pastorale e dogma s’intrecciano in modo indissolubile: è la verità di Colui che è a un tempo ‘Logos’ e ‘pastore’, come ha profondamente compreso la primitiva arte cristiana che raffigurava il Logos come pastore e nel pastore scorgeva il Verbo eterno, che è per l’uomo la vera indicazione della via”.

In sostanza Gesù Buon Pastore è anche il Logos, il Verbo eterno di Dio. Non è possibile separare la misericordia dalla verità. Ciò significa che non si può mutare l’accesso all’Eucaristia per una categoria particolare di persone come i divorziati risposati (per i quali vale la legge che vale per tutti), ma vuol dire pure che verso di loro la Chiesa – come hanno ripetuto papa Wojtyla e Benedetto XVI – intende manifestare in mille altri modi la sua amorosa accoglienza di madre.

© Lo Straniero (5 ottobre 2014)