Non bisogna demonizzare tutto ma… non possiamo tacere l’apostasia di certa gerarchia

«Il Cristo è stato il riformatore dell’umanità, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, io invece sono chiamato ad essere il benefattore di questa umanità, in parte emendata e in parte incorreggibile. Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo, come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi. Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole e per buoni e per i cattivi e distribuisce la pioggia sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace. Egli ha minacciato alla terra il terribile ultimo giudizio. Però l’ultimo giudizio sarò io e il mio giudizio non sarà solo un giudizio di giustizia ma anche un giudizio di clemenza. Ci sarà anche la giustizia ma non una giustizia compensatrice bensì una giustizia distributiva. Opererò una distinzione fra tutti e a ciascuno darò ciò che gli è necessario…» (Vladimir Sergeevic Soloviev, I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo, 1900, vedi qui).

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Mi opposi a lui faccia a faccia, perché si era messo dalla parte del torto.

«Il cattolico non è quasi mai spaventato dall’immagine che i protestanti gli offrono del cattolicesimo, mentre a volte teme l’immagine cattolica del cattolicesimo; il che può essere un buon motivo per non sottolineare in maniera eccessiva gli aspetti difficili o sconcertanti della dottrina. Per il bene del convertito, bisogna anche ricordare che una parola sciocca pronunciata all’interno della Chiesa fa più danni di migliaia di parole sciocche dette al suo esterno…» (G.K. Chesterton in La Chiesa Cattolica)

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