“A-Dio” caro Pio XII, ora è anche vietato venire a pregare sulla tua tomba!

Sì Amici, avete letto bene nel titolo! I fatti: ieri – 8 ottobre 2020 – ci siamo recati nella Basilica di san Pietro per pregare (non come turisti, ma come pellegrini) e con l’intenzione di andare a pregare sulla tomba del Venerabile Pio XII, visto che oggi, 9 ottobre, ricorre la memoria della sua dipartita da questa terra…. Ma abbiamo trovato ed avuto una sgradita sorpresa.

La tomba del Venerabile Pontefice è CHIUSA DEFINITIVAMENTE AL PUBBLICO.…. non è visibile neppure a distanza… Ci siamo recati dagli addetti alla custodia del sacro luogo per ottenere delle informazioni e per sapere quando fosse stato possibile ritornare…. ci è stato detto che “per sicurezza quel percorso è chiuso definitivamente…”; alla nostra osservazione: “Sicurezza in che senso? Davanti alla tomba di san Pietro si può passare e sostare, in che senso “sicurezza” per passare davanti a Pio XII? ma se uno volesse pregare sulla sua tomba..??”, ci è stato “assicurato” che, recandosi presso la sacrestia e potendo trovare la disponibilità di qualcuno addetto alla custodia del sacro luogo, forse è possibile passare…. (???)

Pur avendo voluto noi – con tutto garbo e comprensione – insistere con le spiegazioni, non abbiamo ottenuto altre risposte anzi, alla fine stavamo risultando inopportuni e ce ne siamo dovuti andare….

Ora… questa è stata la nostra esperienza diretta, ma se qualcuno dei nostri Lettori avesse una informazione diversa, saremo grati se ce ne fornisse le prove…. e se ci potesse provare che la tomba del Venerabile Pontefice è attualmente, invece, visitabile… Grazie.

Al Cardinale Comastri e ad altri Prelati chiediamo, però, di risolvere questa incresciosa situazione…. noi ne siamo davvero scandalizzati!!

Venerabile Pio XII – Prega per noi….


TESTAMENTO DEL SANTO PADRE PIO XII

Miserere mei, Deus, secundum (magnam) misericordiam tuam.Queste parole, che, conscio di esserne immeritevole ed impari, pronunciai nel momento, in cui diedi tremando la mia accettazione alla elezione a Sommo Pontefice, con tanto maggior fondamento le ripeto ora in cui la consapevolezza delle deficienze, delle manchevolezze, delle colpe commesse durante un così lungo Pontificato e in un’epoca così grave ha reso più chiare alla mia mente la mia insufficienza e indegnità. Chiedo umilmente perdono a quanti ho potuto offendere, danneggiare, scandalizzare con le parole e con le opere. Prego coloro, cui spetta, di non occuparsi né preoccuparsi per erigere qualsiasi monumento alla mia memoria; basta che i miei poveri resti mortali siano deposti semplicemente in luogo sacro, tanto più gradito quanto più oscuro. Non mi occorre di raccomandare i suffragi per l’anima mia; so quanto numerosi sono quelli che le norme consuete della Sede Apostolica e la pietà dei fedeli offrono per ogni Papa defunto. Non ho nemmeno bisogno di lasciare un « testamento spirituale », come sogliono lodevolmente fare tanti zelanti Prelati; poiché i non pochi Atti e discorsi, da me per necessità di officio emanati o pronunziati, bastano a far conoscere, a chi per avventura lo desiderasse, il mio pensiero intorno alle varie questioni religiose e morali.Ciò premesso, nomino mia erede universale la Santa Sede Apostolica, da cui tanto ho avuto, come da Madre amantissima.

15 Maggio 1956. PIUS PP. XII