Chiediamo al Papa di intervenire per Alfie e per la Siria

“Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia”. “Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito”. (Santa Caterina da Siena al cardinale di Ostia)


Facciamo nostro l’appello del sito “CooperatorisVeritatis“:

Siamo o non siamo Cooperatori della Verità? Non ci occupiamo qui di politica, ma ci sono dei casi – e sono davvero tanti – in cui non è lecito restare indifferenti, non è lecito temporeggiare o studiare quale sia il “male minore” da sostenere con un silenzio che, alla fine, si fa complice di omicidio, complice di barbarie, complice contro il Progetto di Dio sull’umanità già tanto provata e schiacciata, ma riscattata dal Sangue di Cristo.

Stiamo seguendo il caso del piccolo Alfie, vedi qui, e si legga anche qui, e la riflessione qui. La situazione precipita e il silenzio che giunge fino a noi, dalla Cattedra petrina, da Papa Francesco, è imbarazzante, non è certo “preghiera”, è frustrazione, è abbandono della speranza che tanto si invoca… è negazione di quella Misericordia (al piccolo Alfie) così tanto sbandierata ai quattro venti; è un voltarsi dall’altra parte per compiacere i poteri forti, così tanto denunciati genericamente; è compiacere i prepotenti, coloro che credono di avere potere sulla vita e la morte di un bambino ammalato, sulla vita degli uomini creati da Dio.

E non parlateci di “strategie”, per favore, questi sono i casi in cui vale la parola del Signore: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno“(Mt.5,37), giacché ogni altra strategia in difesa della Vita umana non reggerebbe alcun confronto quando si tentasse di temporeggiare, accomodarsi, cercare il “male minore”… O stiamo a difendere la vita di Alfie o, viceversa, ogni altro suggerimento alla causa sarà imposta dalla menzogna, non esiste una via di mezzo, non esiste un male minore: o Alfie vive, o muore, ucciso non soltanto dai poteri forti, ma anche dall’ignavia della Sede Petrina. Non si potrà certo dire che è morto di malattia.

E vediamo anche il caso della Siria.

Il 1° settembre 2013, Anno della Fede, Papa Francesco fece un Angelus molto portentoso. In quella occasione in cui sembrava imminente un tremendo attacco contro la Siria, ecco cosa disse e cosa fece il Vicario di Cristo:

  • “Che cosa possiamo fare noi per la pace nel mondo? Come diceva Papa Giovanni: a tutti spetta il compito di ricomporre i rapporti di convivenza  nella giustizia e nell’amore.
  • Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà! E’ un forte e pressante invito che rivolgo all’intera Chiesa Cattolica, ma che estendo a tutti i cristiani di altre Confessioni, agli uomini e donne di ogni Religione e anche a quei fratelli e sorelle che non credono: la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità.
  • Ripeto a voce alta: non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa: la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace.
  • Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace.
  • Per questo, fratelli e sorelle, ho deciso di indire per tutta la Chiesa, il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria, Regina della Pace, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà.
  • Il 7 settembre in Piazza San Pietro – qui – dalle ore 19.00 alle ore 24.00, ci riuniremo in preghiera e in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo. L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace! Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione.
  • A Maria chiediamo di aiutarci a rispondere alla violenza, al conflitto e alla guerra, con la forza del dialogo, della riconciliazione e dell’amore.”

Tutto l’Urbi e l’Orbi accolsero l’appello del Pontefice, tutto il mondo Cattolico (ed anche non cattolico) si lasciò avvolgere e coinvolgere organizzandosi a gruppi per poter partecipare all’evento mondiale, richiesto da Colui che solo avrebbe potuto coinvolgere milioni e milioni di persone.

Il 7 settembre fu una giornata davvero memorabile, sembrava di essere ritornati all’eco supplichevole di san Pio V per fronteggiare la minaccia della famosa Battaglia di Lepanto. Quel santo Pontefice domenicano non si prodigò solamente nel compattare la Lega Santa e fare in modo che i Cristiani collaborassero contro la grave minaccia, ma chiese al mondo laico e religioso di piegare le proprie ginocchia, sgranando la Corona del Rosario, affinché il pericolo fosse scongiurato.

In un’altra occasione – papa Francesco – seppe dimostrare che quando vuole sa prendere le decisioni giuste. Era mercoledì del 24 agosto 2016 quando un grave terremoto colpì il centro dell’Italia, avrebbe dovuto esserci la consueta Udienza generale, e papa Francesco disse:

  • “Avevo preparato la catechesi di oggi, come per tutti i mercoledì di questo Anno della Misericordia, sull’argomento della vicinanza di Gesù, ma dinanzi alla notizia del terremoto che ha colpito l’Italia centrale, devastando intere zone e lasciando morti e feriti, non posso non esprimere il mio grande dolore e la mia vicinanza a tutte le persone presenti nei luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura e dal terrore….. Dunque rimandiamo alla prossima settimana la catechesi di questo mercoledì. E vi invito a recitare con me una parte del Santo Rosario: “Misteri dolorosi”.

Così come per la pace in Siria il papa disse: L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace! Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione.

Sollecitiamo allora, il santo Padre, a rinnovare questi GESTI e a farci risentire queste parole di speranza e di pace. Vogliamo sentirci davvero coinvolti in questi gesti, cooperatori della Verità che sa di doverli compiere a fronte anche di quanti non credono, per essere autentici testimoni della Verità che tutto può aggiustare, tutto può rimediare anche contro ogni speranza.

Papa Francesco ha già dimostrato di saper fare le scelte giuste: “ho deciso di indire…” disse in quel 7 settembre, a favore della Siria, perché non indire ancora altre giornate come quella? Non sia mai di dover sospettare che si sia abbandonata la speranza, che non si creda più in un intervento divino, anche all’ultimo minuto.

C’è speranza per Alfie, c’è speranza per la Siria, c’è speranza per ognuno di noi, ma non basta “credere”, la nostra Fede è fatta di gesti, di decisioni, di cooperazione con la Verità, e il Vicario di Cristo è questo che deve fare, ma non solo Lui, anche tutti i Pastori nelle proprie diocesi, o i sacerdoti nelle proprie parrocchie, TUTTI possono e devono sentirsi non soltanto coinvolti, ma anche sentire il dovere di coinvolgere il mondo intero alla speranza, alla Fede in Colui che tutto può ribaltare all’ultimo minuto..

Ricordiamo a tutti la pagina dedicata alla Preghiera, da unirsi al Santo Rosario.

AGGIORNAMENTO:

Pompei, si muove la corona tra le mani della Madonna e si grida al Miracolo (VIDEO)

Non ci azzardiamo a fare ipotesi o speculazioni, certo è che una Corona di quel peso, non si era mai mossa in quel modo, una cosa ci piace ricordare a tutti noi: la Vergine Santa ci sta ricordando di prendere la Corona del Rosario e di pregare, i fatti della Battaglia di Lepanto ci rammentano che — sì la battaglia e gli uomini di valore — ma che soprattutto il Rosario ci fece vittoriosi. Il fatto è accaduto nel pomeriggio di ieri, 13 aprile, in serata sono anche intervenuti i vigili per assicurarsi che, dato il peso dell’oggetto, non rovinasse a terra, ma è stato constatato che era tutto regolare e ben assicurato. L’oscillazione resta un mistero.