Episcopato mondiale di Bergoglio, verso la deriva ambientalista

Piangere sulla fine del mondo, e sugli eventi drammatici che verranno per purificare gli uomini, è tipico di coloro che lo amano e vi hanno messo le proprie radici del cuore e non cercano altro, non aspirano alla Vita futura, non si aspettano, oppure rifiutano che questa Vita esista per davvero. Ma noi che abbiamo conosciuto i gaudi eterni della Celeste Patria, dobbiamo anelare di giungere ad essa, e dobbiamo incoraggiare il prossimo su questa via.” (San Gregorio Magno, Omelia I, sulle catastrofi naturali che incombevano ai suoi tempi su Roma)

Per la verità non è una novità quanto sta accadendo e non è neppure un caso che il cognome di Bergoglio faccia rima con “imbroglio” perché, con la sua nuova idea imposta a riguardo della supremazia delle Conferenze episcopali del mondo, può accadere che se un Vescovo non fosse d’accordo con le istanze prese e sposate dai vertici, si troverebbe automaticamente “FUORI DELLA COMUNIONE”. E se questo potrebbe sembrare buono ai fini della sana e corretta dottrina, diventa una catastrofe quando, nel prendere certe decisioni, ci si muove in campo POLITICO E IDEOLOGICO.

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