Papa Francesco ha indetto l’Anno dedicato a san Giuseppe

«Alzati, prendi con te il bambino e sua madre» (Mt 2,13), dice Dio a San Giuseppe.

Lo scopo di questa Lettera Apostolica è quello di accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio.

Infatti, la specifica missione dei Santi è non solo quella di concedere miracoli e grazie, ma di intercedere per noi davanti a Dio, come fecero Abramo[26] e Mosè,[27] come fa Gesù, «unico mediatore» (1 Tm 2,5), che presso Dio Padre è il nostro «avvocato» (1 Gv 2,1), «sempre vivo per intercedere in [nostro] favore» (Eb 7,25; cfr Rm 8,34).

I Santi aiutano tutti i fedeli «a perseguire la santità e la perfezione del proprio stato».[28] La loro vita è una prova concreta che è possibile vivere il Vangelo.

Gesù ha detto: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29), ed essi a loro volta sono esempi di vita da imitare. San Paolo ha esplicitamente esortato: «Diventate miei imitatori!» (1 Cor 4,16).[29] San Giuseppe lo dice attraverso il suo eloquente silenzio.

Davanti all’esempio di tanti Santi e di tante Sante, Sant’Agostino si chiese: «Ciò che questi e queste hanno potuto fare, tu non lo potrai?». E così approdò alla conversione definitiva esclamando: «Tardi ti ho amato, o Bellezza tanto antica e tanto nuova!».[30]

Non resta che implorare da San Giuseppe la grazia delle grazie: la nostra conversione.

A lui rivolgiamo la nostra preghiera:

Salve, custode del Redentore,
e sposo della Vergine Maria.
A te Dio affidò il suo Figlio;
in te Maria ripose la sua fiducia;
con te Cristo diventò uomo.

O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi,
e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici grazia, misericordia e coraggio,
e difendici da ogni male. Amen.

Roma, presso San Giovanni in Laterano, 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria, dell’anno 2020, ottavo del mio pontificato.

Francesco


Lettera Apostolica Patris corde nel 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale (8 dicembre 2020)

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Viva Francesco come viva Pio IX?

di Angela Pellicciari

Un'immagine del Beato Pio IX
Un’immagine del Beato Pio IX

Pio IX, il papa dal più lungo pontificato della storia, il papa che ha assistito allo smantellamento pezzo a pezzo dello stato pontificio, il papa calunniato, disprezzato e irriso dalla stessa storiografia cattolica, Pio IX dicevo, durante il primo anno e mezzo di pontificato è circondato da straordinarie manifestazioni di pubblica esaltazione: «Ogni giorno corso, battimani, inni, serenate; tripudio quando il papa usciva, quando villeggiava, quando tornava»; popolani, nobili, borghesi, governanti italiani e stranieri, «protestanti, cattolici, turchi, ebrei», tutti a gridare: viva Pio IX. Così racconta lo storico contemporaneo Cesare Cantù.

Avendo a modello la carità di Cristo, Pio IX, subito dopo l´elezione al soglio di Pietro, concede un´amplissima amnistia estesa ai reati politici. Il che comporta che i rivoluzionari di tutte le risme sono messi in libertà in cambio di una dichiarazione che li impegna a non cospirare più contro lo Stato. Sono proprio i membri delle consorterie settarie che, una volta liberi, organizzano la pantomima del “Viva Pio IX”, papa liberale. Così consiglia Mazzini nel 1846 scrivendo “Agli amici d´Italia”: «Profittate della menoma concessione per riunire le masse simulando riconoscenza, quando ciò convenisse. Le feste, gli inni, gli attruppamenti, le relazioni moltiplicate fra uomini di ogni opinione, bastano per dar lo slancio alle idee, per infondere al popolo il sentimento della sua forza, e renderlo esigente». Curioso a dirsi, ma l´esplosione rivoluzionaria del 1848 è preparata a Roma da una «congiura adulatoria e festiva», per usare l´efficace espressione di Marco Minghetti, uno dei protagonisti del Risorgimento.

Succede che in pochissimo tempo cambia tutto e dal «Viva Pio IX» si passa al «Viva Pio IX solo» per finire con «Morte ai neri! Morte ai gesuiti!». Senza il Viva Pio IX «chi sa quando le moltitudini italiane si sarebbero per la prima volta agitate nell’entusiasmo della vita nazionale», scrive il triumviro toscano Giuseppe Montanelli. La pensano allo stesso modo Jemolo e Gramsci che individua «il capolavoro politico del Risorgimento» nell’essere i liberali riusciti «a suscitare la forza cattolico-liberale e a ottenere che lo stesso Pio IX si ponesse, sia pure per poco, sul terreno del liberalismo».

Un'immagine di Papa Francesco
Un’immagine di Papa Francesco

Cosa c’entra Mastai Ferretti con Bergoglio? C’entra. In un articolo comparso su Repubblica venerdì scorso, Alberto Statera ragiona su un libro di prossima pubblicazione (Vaticano Massone. Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di Papa Francesco, di Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti) e scrive: «i Gran Maestri delle tante massonerie italiane sembrano concordi nell´entusiasmo per l´avvento di Francesco. Uno per tutti: “Con Papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale”. Firmato: Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia». Almeno dal punto di vista cattolico, e comunque lo si voglia interpretare, l’unanime appoggio a Francesco non è una buona notizia.

© LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA (15 maggio 2013)