E’ tassativo dalla CdF: la benedizione tra persone dello stesso sesso non è lecita…punto!

La risposta al dubium proposto non esclude che vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale[10], le quali manifestino la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati di Dio così come proposti dall’insegnamento ecclesiale, ma dichiara illecita ogni forma di benedizione che tenda a riconoscere le loro unioni.” (CdF 15.3.2021, con la conferma del Papa)

Ci hanno fatto attendere un poco, ma alla fine ce l’hanno fatta a dare un “responsum” definitivo. Non che questo non ci fosse mai stato, al contrario, ma sono anni che dalla chiesa in Germania – come da molti focolai sparsi nel mondo cattolico (o di quel poco che ne rimane) – si tenta di forzare la mano a Roma, anche dopo il famoso Documento della Lettera ai Vescovi, voluta da Giovanni Paolo II e distribuita all’epoca dal cardinale Ratzinger, per la “cura delle persone omosessuali“, con la quale, Roma rispondeva già sui limiti del concetto di certa accoglienza: accoglienza sì, ma con i dovuti distinguo con le seguenti parole:

  • Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.
  • Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un’opzione moralmente accettabile.

E così, oggi, dopo ulteriori e maldestri (e pure perversi) tentativi nel voler forzare la mano al Papa, giunge una definitiva affermazione (magisteriale) per un “NO” definitivo a quanti stanno già da tempo violando la Legge di Dio, arrivando a benedire queste false unioni. Perché di questo si tratta, di falsità…

Elevando un grato Te Deum Laudamus, vi lasciamo ora al testo ufficiale della CdF ricordando come la balordaggine mediatica non ha fine e non ha limiti perché, stamani, i titoloni hanno dato la notizia come se, a dire questo “NO” non fosse stato Papa Francesco, ma il Prefetto della CdF Ladaria, contro un presunto e inesistente permesso papale… Lo ripetiamo spesso: attenti ai Media e al doppio gioco che fanno!

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Guai a coloro che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre

“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro. (…) perché hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti..” (Is.5,20-24)

Il 5 gennaio u.s. la stessa Nuova Bussola, vedi qui, aveva affrontato un tema molto delicato, scottante e complesso, riportando quanto segue: In breve la Congregazione articola la seguente riflessione: dato che, nel caso di specie, gli organi riproduttivi sono incapaci di portare a termine la gravidanza, l’asportazione dell’utero è irrilevante dal punto di vista morale perché va a mimare, anticipandola, una situazione oggettiva di infertilità ed evita aborti spontanei. La risposta data dalla Congregazione è, a parer nostro, non condivisibile. La moralità di un atto è data dal fine prossimo ricercato (oggetto dell’atto). E così la medesima azione materiale può essere informata da fini diversi: incidere la cute di una persona al fine di curarla (operazione chirurgica) è fine prossimo buono; incidere la cute di una persona al fine di assassinarla è fine prossimo malvagio.

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La chiesa di Bergoglio con i gesuiti fan fuori san Tommaso d’Aquino

Alla fine ce l’hanno fatta! San Tommaso d’Aquino è “finalmente” fatto fuori. Ciò che non era riuscito all’eretico gesuita Karl Rahner, è riuscito oggi a Bergoglio che, non a caso, ha messo un’altro gesuita, Ladaria, a Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in modo tale da poter avanzare in modo indisturbato e – soprattutto – di prepotenza. Si legga anche qui.

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