Divorziati-risposati, “cavalcolata” sulla Comunione spirituale

È necessario chiarire che la Comunione spirituale non nasce per occultare uno stato di peccato — né tanto meno per sostituire quella sacramentale — rimandando, di giorno in giorno, la cessazione del peccato manifesto, l’accesso alla Confessione e perciò all’assoluzione nel sacramento della penitenza e riconciliazione. Eppure il card. Kasper prima e il teologo Cavalcoli adesso sostengono il contrario.

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